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Vetus poeta sic canit: O Romule, vir summae virtutis, per te Urbs condita est! Non solum adventu finitimorum ... ita brevi proelio vicisti, vir probe et strenue dux!.
Il vecchio poeta canta così: " O Romolo uomo di grandissima virtù, Roma fu fondata per te! Non solo avevi ampliato il numero dei cittadini con l'invasione dei popoli confinanti e con il rapimento delle sabine, avevi edificato nuove abitazioni, avevi creato il senato, avevi aumentato i guadagni dei campi con i frutti ma hai anche colmato tutti i nemici con la paura. Infatti quando improvvisamente i Fidenati invasero il campo romano e con un primo attacco occuparono molti luoghi, hai subito condotto fuori tutte le truppe. Dopo che collocarono una parte dell'esercito in posizione pronto all'imboscata, avanzasti con la restante parte delle milizie e con tutta la cavalleria; poi hai simulato la fuga ed hai trascinato i nemici verso il luogo dell'imboscata. Subito balzarono fuori (evolavere = evolo perfetto terza plurale) i fanti Romani mentre i cavalieri colpivano i fianchi dei nemici. I Fidenati con frecce e con giavellotti (veru, verus) combatterono con grande violenza (pugnavere = perfetto 3a plurale), ma non tollerarono l'assalto nemico; così hai vinto in breve tempo il combattimento, uomo (vocativo) abile e comandante valoroso.
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Multos Romanos poetas cognoscimus. Alii elegiaca carmina scripserunt aliii epica, alii lyrica poemata. Fuerunt etiam qui scaenica opera composuerunt.
Conosciamo molti poeti Romani. Alcuni scrissero carmi elegiaci, altri epici, altri poemi lirici. Vi furono anche quelli che composero opere sceniche (teatrali). Il primo poeta Romano (dei Romani) fu Livio Andronico. I Romani lessero ed apprezzarono le opere di Livio i libri di Omero, famoso poeta Greco (dei Greci). Attraverso Livio dai lettori Romani furono apprese la bellezza e la saggezza dei poemi di Omero. Anche Livio scrisse drammi e commedie. Poi anche Gn. Nevio si dedicò all'arte scenica. Nevio tuttavia è famoso non solo per gli attori scenici, ma anche per i libri in merito alla prima guerra Punica, in cui narrò le vittorie dei Romani contro i Cartaginesi. Poi Tito Maccio Plauto, poeta comico, compose molte rappresentazioni, palliate (d'ambiente Greco). Gli spettatori apprezzavano le rappresentazioni di Plauto, perché in esse era raccontata la vita quotidiana dei signori con i servi. Un poeta comico famoso fu anche Terenzio che era stato liberato come prigioniero dall'Africa. Terenzio scrisse alcune rappresentazioni palliate, in cui erano narrate molte facezie dei padri e dei figli (in merito ai padri e i figli).
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Solem Persae unicum deum adorabant. Deo non erat humanas facies, sed ignem pro deo colebant; ...Mendacium turpe existimabant, pigritiam nefariam habebant.
I persiani adoravano come unico dio il sole. Il dio non aveva (dativo di possesso) sembianze umane ma al posto del dio onoravano il fuoco e così non avevano alcuna effige del dio nei templi. Durante (in acc) le cerimonie pubbliche l'immagine del sole risplendeva racchiusa nel cristallo. I sacerdoti, dal nome magi (che si chiamavano magi) sostenevano il fuoco sacro Il carro, consacrato al dio veniva trainato da cavali bianchi. Né cremavano né seppellivano i corpi dei persiani morti, ma (li) deponevano dentro alte torri, ed i cadaveri venivano divorati dagli avvoltoi. Incitavano i benefici degli dei non con le preghiere o con i sacrifici ma con una vita pura. Ritenevano che la falsità (fosse) vergognosa (turpe = turpis aggettivo neutro accusativo singolare - riferito a mendacium), giudicavano (habebant) nefanda la pigrizia.
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Gaio Iulio Caesari mirum ingenium magnaque belli peritia fuerunt: ideo clarus scriptor ac strenuus imperator fuit....Postremo Brutus et Cassius cum paucis sociis contra Caesarem coniuraverunt et dictator pugionibus necatus est.
Giulio Cesare ebbe un ammirevole ingegno e grande esperienza militare: perciò fu un famoso scrittore e un valoroso comandante. Trasportò spesso le truppe con molti bagagli per le alpi Romane. la Gallia Fu invasa e conquistata in fretta dalle legioni Romane: con i Galli e le indomite popolazioni dei Germani, Cesare operò inutilmente per le condizioni di pace, perciò debellò con armi le popolazioni della Gallia e della Germania. Con Crasso e Pompeo, cittadini Romani, concluse un patto, ma dopo la morte di Crasso combatté contro Pompeo. L'avversario fu vinto presso Farsalo, e fu il dominatore dell'impero Romano. Poi si diresse in Egitto e dalle località dell'Africa si diresse di nuovo in Spagna, perché qui c'era una sedizione. Poi ritornò in Italia, ornò Roma di bei monumenti ed amministrò saggiamente l'impero. Alla fine Bruto e Cassio con pochi alleati congiurarono contro Cesare ed il dittatore fu ucciso a pugnalate.(by Maria D.)
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Arion vetus et nobilis fidicen erat. Puer vivebat in oppido insulae Lesbi, Methymnae;..sed saevi nautae in profundum mare miserum fidicinem iecerunt.
Arione era un antico e vecchio suonatore di cetra. Da fanciullo viveva a Metimna città dell'isola di Lesbo; poi visse per molto tempo a Corinto e qui per la grazia dell'arte fu caro al re Periandro; si separò dal re, perché desiderava visitare la famosa terra della Sicilia. Appena giunse in Italia dilettò le orecchie e le menti dei cittadini di tutte le città con la soavità della cetra e grazie all'arte acquistò grande ricchezza. Poi, da ricco, decise di ritornare a Corinto, perciò scelse una nave e dei marinai di Corinto. Ma i compagni, quando ormai la nave era in alto mare, desiderosi di denaro e di bottino, decisero di uccidere il suonatore di cetra. Arione, prima che i compagni si macchiassero con il delitto, consegnò tutto il denaro, ma i crudeli marinai gettarono nel mare profondo il povero suonatore di cetra.(By Maria D.)