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Sicilia pulchra Italiae insula est. In Sicilia atque in parvis insulis, sicut Cossura et Lipara …
La Sicilia è una bella isola dell’Italia. Nella Sicilia e nelle piccole isole, come a Pantelleria e a Lipari, ci sono spiagge ridenti e straordinarie. Presso le coste ci sono molte imbarcazioni di marinai, e per mezzo delle imbarcazioni, i marinai praticano il commercio. E così la Sicilia è una terra non solamente bella, ma per di più anche ricca. Sull’isola ci sono boschi fitti e ombreggiati, dove abitano gli animali selvatici. Ma nei boschi si trovano anche i merli, e cantano le allodole e gli usignoli. Ci sono anche fattorie illustri e grandi, e nelle fattorie abitano gli abitanti. Gli agricoltori vivono in piccole capanne, e le figlie degli agricoltori ascoltano spesso la nonna che racconta le favole. Sulle pianure le fanciulle pascolano le mule e le agnelle, e matura una grande quantità di uva. Le nonne osservano le fanciulle diligenti e sono sorprese dall’abilità delle fanciulle. Sull’isola c’è molta uva. L’uva è gradita agli agricoltori. Anche gli ulivi sono abbondanti in Sicilia, ed accrescono la ricchezza dell’isola. Gli stranieri amano la Sicilia e i poeti spesso celebrano la straordinaria isola.
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Romae coluntur Diana et Minerva, deae notae etiam in Graecia. Diana, Latonae filia, silvarum
A Roma si venerano Diana e Minerva, dee conosciute anche in Grecia. Diana, la figlia di Latona, è la dea dei boschi e delle strade. Abita nei boschi, porta una faretra, per mezzo delle frecce uccide gli animali selvatici. Minerva, invece, è la dea della conoscenza e dei poeti, protettrice della cultura e della scuola. È anche la dea delle battaglie, infatti indossa un elmo e una corazza, e combatte per mezzo di una lancia.
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In Italia pulchra et parva insula erat, incolis et advenis grata.…
In Italia esisteva una graziosa e piccola isola amata dagli abitanti e dagli stranieri. Ogni giorno i contadini lavoravano nei vigneti, i marinai si arricchivano con il commercio e i poeti celebravano l'aspetto della costa. Veniva denominata "isola pacifica", fino al momento in cui la vita quieta viene turbata: la discordia divide gli abitanti e il lavoro dei contadini cessa. I contadini e i marinai indossano le corazze e gli elmi e maneggiano lance e frecce appuntite. Nella scuola dai maestri venivano narrate ai fanciulli molte storie di violente battaglie, ma ora le fanciulle vedono la battaglia: i pirati penetrano nell'isola, devastano le vigne, distruggono le fattorie. I poeti cantano: " o abitanti, soltanto la concordia e il reciproco affetto sono amiche della patria!".
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Sic narrabat Phaedrus, summae famae scriptor: Olim partes humani corporis rebellionem …
Così raccontava Fedro, uno scrittore di altissima reputazione: Una volta le parti del corpo umano fecero una ribellione: infatti le braccia e i piedi non volevano fornire il cibo al ventre, perché il ventre era sempre pieno senza fatica. E perciò, per lungo tempo, non presero più il cibo. A causa del digiuno le parti del corpo cominciarono ad essere deboli, ed abbandonarono la cospirazione contro il ventre. Dicevano: Siamo state sciocche, ed ora, stremate, desideriamo bramosamente il cibo, a causa del digiuno eccessivo. Ma, dopo che le membra decisero di servire il cibo, il ventre (lo) rifiutò, perché i canali ormai erano chiusi. E così il ventre e le membra del corpo morirono.
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Mendaci homini ne verum quidem dicenti credere debemus...
Neppure quando un uomo bugiardo dice il vero dovremmo crederlo. Un misero guardiano di pecore ogni giorno, all'alba, conduceva il gregge al pascolo. Una volta, mentre pascolava le pecore, per scherzo gridò a gran voce: "aiutatemi, fanciulli, uomini, giovani! Stanno arrivando i lupi feroci e famelici e divoreranno le mie pecore." Subito i pastori vicini accorsero con pugnali e bastoni ma non trovarono alcun lupo. Dopo che il fanciullo aveva ringraziato i soccorritori, disse: "i lupi sono scappati nel bosco, dopo che avevano udito la mia voce. Ritornate dunque alle vostre occupazioni. I pastori ritornarono alle ville agli ovili e ai campi. Il fanciullo, felice dopo che lo scherzo aveva avuto molto successo, rinnovò subito il divertimento e gridò: "a lupo!" I pastori accorsero di nuovo, ed il fanciullo si scusò per la seconda volta. Dopo che aveva ripetuto per altre volte lo scherzo, sopraggiunsero veramente i lupi. Il fanciullo terrorizzato chiese nuovamente aiuto, ma i pastori non prestarono le orecchie alla voce del poverino e non lo soccorsero. E così i lupi senza pericolo presero un gran numero di pecore e le divorarono. (by Maria D.)