- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 5
Αλεξανδρος δε επανελθων εις το στρατοπεδον, ενθενπερ ωρμηθη ες των Μαρδων την γην, κατελαμβανε τους Ελληνας τους μισθοφορους ηκοντας και του Λακεδαιμονιων πρεσβεις ...και ενδηλος γεγονει επιθυμων σωσαι τους μισθοφορους. (da Arriano)
Alessandro ritornato all’accampamento, donde si mosse verso la terra dei Mardi, trovò che erano giunti i mercenari Greci e gli ambasciatori degli Spartani, i quali trattavano come ambasciatori da parte del re Dario, Callistratide, Pausippo e Monimo, Onomantio e Dropide di Atene. Avendoli presi li teneva in prigione, lasciò andare quelli di Sinope, perché gli abitanti di Sinope non avevano parte della lega dei Greci, non essendosi schierati sotto i Persiani non pensava di fare una cosa irragionevole avendo mandato ambasciatori verso il loro re. Lasciò andare degli altri Greci, quanti per la pace ed anche l’alleanza quella avvenuta presso i Macedoni facevano i mercenari presso i Persiani, e lasciò andare il messaggero Calcedonio Eracleide; ordinò che tutti gli altri militassero insieme con lui per compenso; e metteva al loro comando Andronico, il quale appunto li guidò e fu chiaro perché desiderava salvare i mercenari. (by Stuurm)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 4
(Λεγουσι τινες) ἰέναι μὲν τὴν στρατιὰν διὰ ψάμμου τε καὶ τοῦ καύματος ἤδη ἐπιφλέγοντος, ὅτι πρὸς ὕδωρ ἐχρῆν ἐξανύσαι· τὸ δὲ ἦν πρόσθεν τῆς ὁδοῦ· καὶ αὐτόν τε Ἀλέξανδρον δίψει κατεχόμενον μόλις μὲν καὶ χαλεπῶς, πεζὸν δὲ ὅμως ἡγεῖσθαι· ὣς δὲ καὶ τοὺς ἄλλους στρατιώτας, οἷάπερ φιλεῖ ἐν τῷ τοιῷδε, κουφοτέρως φέρειν τοὺς πόνους ἐν ἰσότητι τῆς ταλαιπωρήσεως. ἐν δὲ τούτῳ τῶν ψιλῶν τινας κατὰ ζήτησιν ὕδατος ἀποτραπέντας ἀπὸ τῆς στρατιᾶς εὑρεῖν ὕδωρ συλλελεγμένον ἔν τινι χαράδρᾳ οὐ βαθείᾳ, ὀλίγην καὶ φαύλην πίδακα· καὶ τοῦτο οὐ χαλεπῶς συλλέξαντας σπουδῇ ἰέναι παρ´ Ἀλέξανδρον, ὡς μέγα δή τι ἀγαθὸν φέροντας· ὡς δὲ ἐπέλαζον ἤδη, ἐμβαλόντας ἐς κράνος τὸ ὕδωρ προσενεγκεῖν τῷ βασιλεῖ. τὸν δὲ λαβεῖν μὲν καὶ ἐπαινέσαι τοὺς κομίσαντας, λαβόντα δὲ ἐν ὄψει πάντων ἐκχέαι· καὶ ἐπὶ τῷδε τῷ ἔργῳ ἐς τοσόνδε ἐπιρρωσθῆναι τὴν στρατιὰν ξύμπασαν ὥστε εἰκάσαι ἄν τινα πότον γενέσθαι πᾶσιν ἐκεῖνο τὸ ὕδωρ τὸ πρὸς Ἀλεξάνδρου ἐκχυθέν.
Alcuni dicono che l'esercito avanzava attraverso la sabbia ed anche una calura ormai bruciante: infatti bisognava completare la tappa per arrivare all'acqua e la sosta era ancora lontana. Anche Alessandro era attanagliato dalla sete, e a stento e con grande fatica ma tuttavia a piedi, guidava l'esercito, ...(continua)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 4
ἐπεὶ δὲ μάχῃ νενίκηκα πρότερον μὲν τοὺς σοὺς στρατηγοὺς καὶ σατράπας, νῦν δὲ σὲ καὶ τὴν μετὰ σοῦ δύναμιν, καὶ τὴν χώραν ἔχω τῶν θεῶν μοι δόντων, ὅσοι τῶν μετὰ σοῦ παραταξαμένων μὴ ἐν τῇ μάχῃ ἀπέθανον, ἀλλὰ παρ' ἐμὲ κατέφυγον, τούτων ἐπιμέλομαι καὶ οὐκ ἄκοντες παρ' ἐμοί εἰσιν, ἀλλὰ αὐτοὶ ἑκόντες ξυστρατεύονται μετ' ἐμοῦ. ὡς οὖν ἐμοῦ τῆς Ἀσίας ἁπάσης κυρίου ὄντος ἧκε πρὸς ἐμέ. εἰ δὲ φοβῇ μὴ ἐλθὼν πάθῃς τι ἐξ ἐμοῦ ἄχαρι, πέμπε τινὰς τῶν φίλων τὰ πιστὰ ληψομένους. ἐλθὼν δὲ πρός με τὴν μητέρα καὶ τὴν γυναῖκα καὶ τοὺς παῖδας καὶ εἰ ἄλλο τι θέλεις αἴτει καὶ λάμβανε. ὅ τι γὰρ ἂν πείθῃς ἐμὲ ἔσται σοι. καὶ τοῦ λοιποῦ ὅταν πέμπῃς παρ' ἐμὲ, ὡς πρὸς βασιλέα τῆς Ἀσίας πέμπε, μηδὲ ἐξ ἴσου ἐπίστελλε, ἀλλ' ὡς κυρίῳ ὄντι πάντων τῶν σῶν φράζε εἴ του δέῃ. εἰ δὲ μή, ἐγὼ βουλεύσομαι περὶ σοῦ ὡς ἀδικοῦντος. εἰ δ' ἀντιλέγεις περὶ τῆς βασιλείας, ὑπομείνας ἔτι ἀγώνισαι περὶ αὐτῆς καὶ μὴ φεῦγε, ὡς ἐγὼ ἐπὶ σὲ πορεύσομαι οὗ ἂν ἦς.
Poiché ho vinto in battaglia prima i tuoi strateghi e i tuoi satrapi, ora te e l’esercito che era al tuo seguito, e possiedo il tuo territorio poiché me lo hanno concesso gli dei, quanti di quelli che erano schierati in battaglia con te non non sono morti in battaglia ma si sono rifugiati da me, mi preoccupo di quelli e non sono forzati da me, ma decidendo loro stessi, hanno deciso di compiere una spedizione militare con me. Arrivi dunque da me come se io fossi il padrone di tutta l’Asia. Se, non giungendo per paura, temi di subire qualcosa di ingiusto da me, invia alcuni uomini a te fedeli per ricevere le garanzie. Trovandosi presso di me tua madre, tua moglie e i tuoi figli, chiedi se vuoi qualche altra cosa e lo ottieni. E per quel che riguarda il resto, se tu manderai a chiamare da me, mandami a chiamare come il re d’Asia, né manda a dire ciò come ad un tuo pari, ma come a colui che è padrone di tutti i tuoi beni di(mmi) se ti manca qualcosa; altrimenti, io deciderò su di te come un accusato. Se obietterai qualcosa riguardo al mio potere regale, rimarrai ancora a combattere per quello (il potere regale) e non fuggire, perché ti cercherò ovunque tu andrai.
Altra proposta di traduzione
Ho vinto in battaglia prima i tuoi generali e i tuoi satrapi ora te e il tuo esercito: tutto il paese è nelle mie mani - gli dei me ne concedono il diritto di quei soldati che schierati dalla tua parte, non morirono in battaglia, ma si rifugiarono da me, io mi prendo cura: non costretti con la forza rimangono, ma di loro volontà combattono nelle mie file. Vieni dunque tu da me, poiché sono io il signore di tutta l'Asia. Se temi, venendo, di dover subire qualcosa di spiacevole, manda pure qualcuno dei tuoi amici a prendere garanzie. Venuto da me, chiedi tua madre, tua moglie, i figli, e se vuoi qualche altra cosa: chiedi e otterrai; sarà tuo tutto ciò che mi persuaderai a darti. Per il futuro, se mandi qualcuno da me, invialo al re dell'Asia; e non scrivermi da pari a pari, ma se vuoi qualcosa, manifestalo a me come a colui che è padrone di tutti i tuoi beni; altrimenti, prenderò decisioni su di te come colpevole verso la mia persona. Se obietterai qualcosa riguardo al mio potere regale, rimarrai ancora a combattere riguardo a quello e non fuggire perché ti cercherò ovunque tu andrai.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 5
Αλεξανδρος αυτος δε επ' Αγριανων και Παιονων προυχωρει. Ενθα δε αγγελοι αφικουντο αυτω αγγελλοντες Κλειτον τον Βαρδυλεω... ινα οι Αυταριαται πραγματα εχοιεν ν τη εαυτων χωρα.
Alessandro stesso giungeva (impf, προχωρέω) presso gli Agriani e i Peoni. Lì arrivavano ambasciatori i quali gli riferivano che Clito incitava alla rivolta Bardili e che Glaucia, re dei Taulanti, si accordava con lui: essi annunciavano anche che gli Autariati con una spedizione si aggiungevano a quello; a causa di costoro decide di partire in fretta. L'esile re degli Agriani, anche quando Filippo era vivo, accogliendo con gioia Alessandro, era evidente anche che svolgeva di persona un compito per lui, in quel tempo era pronto con lui con armigeri, i migliori e i meglio armati che aveva con sé: e allorché apprendeva che Alessandro informatosi sugli Autariati e che sarebbero numerosi, non disse che bisognava mettere in discussione agli Autariati: affermava infatti che quelli fossero i più bellicosi dei popoli in quella regione; ed egli stesso prometteva di attaccarli nelle loro regione, infatti gli Autariati avrebbero avuto grattacapi nella loro regione. (by Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 5
Τη δε υστεραια ο Αλεξανδρος συντασσων την στρατιαν ... Ως δε απορον τε δια δυσχωριαν εφαινετο αιρεισθαι ... οδον χαλεπωτατην και τραχυτατην δρομω ιων.(Arriano)
Il giorno dopo Alessandro dopo aver organizzato l’esercito guidava (i soldati) contro l’altissimo muro. Quando fu evidente che era invalicabile per il terreno impervio e quelli attorno a lui ricevevano molti colpi dall’alto luogo anche fortificato e colpiti dalle macchine da guerra, allora si ritira velocemente all’accampamento. Riferendo i prigionieri di guerra che c’era un’altra via, per entrare all’interno delle porte, Alessandro, venendo a sapere che questa via era molto accidentata e molto stretta, lascia Cratero presso l’accampamento, egli prendendo i migliori dei cavalieri e i più agili della falange procedeva di notte e prestissimo giungeva alle porte, facendo la strada molto difficoltosa e molto accidentata di corsa.