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LA VIA DEL PIACERE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
ὡς δ’ ἐγένοντο πλησιαίτερον τοῦ Ἡρακλέους, τὴν μὲν πρόσθεν ῥηθεῖσαν ἰέναι τὸν αὐτὸν τρόπον, τὴν δ’ἑτέραν φθάσαι βουλομένην προσδραμεῖν τῷ Ἡρακλεῖ καὶεἰπεῖν· Ὁρῶ σε, ὦ Ἡράκλεις, ἀποροῦντα ποίαν ὁδὸν ἐπὶτὸν βίον τράπῃ. ἐὰν οὖν ἐμὲ φίλην ποιησάμενος, τὴνἡδίστην τε καὶ ῥᾴστην ὁδὸν ἄξω σε, καὶ τῶν μὲν τερπνῶνοὐδενὸς ἄγευστος ἔσει, τῶν δὲ χαλεπῶν ἄπειρος διαβιώσῃ. πρῶτον μὲν γὰρ οὐ πολέμων οὐδὲ πραγμάτων φροντιεῖς, ἀλλὰ σκοπούμενος †διέσῃ τί ἂν κεχαρισμένον ἢ σιτίον ἢποτὸν εὕροις, ἢ τί ἂν ἰδὼν ἢ ἀκούσας τερφθείης ἢ τίνωνὀσφραινόμενος ἢ ἁπτόμενος, τίσι δὲ παιδικοῖς ὁμιλῶν μάλιστ’ἂν εὐφρανθείης, καὶ πῶς ἂν μαλακώτατα καθεύδοις, καὶ πῶςἂν ἀπονώτατα τούτων πάντων τυγχάνοις. ἐὰν δέ ποτεγένηταί τις ὑποψία σπάνεως ἀφ’ ὧν ἔσται ταῦτα, οὐ φόβοςμή σε ἀγάγω ἐπὶ τὸ πονοῦντα καὶ ταλαιπωροῦντα τῷ σώματικαὶ τῇ ψυχῇ ταῦτα πορίζεσθαι, ἀλλ’ οἷς ἂν οἱ ἄλλοι ἐργά-ζωνται, τούτοις σὺ χρήσῃ, οὐδενὸς ἀπεχόμενος ὅθεν ἂνδυνατὸν ᾖ τι κερδᾶναι. πανταχόθεν γὰρ ὠφελεῖσθαι τοῖςἐμοὶ συνοῦσιν ἐξουσίαν ἐγὼ παρέχω. καὶ ὁ Ἡρακλῆς ἀκού-σας ταῦτα, Ὦ γύναι, ἔφη, ὄνομα δέ σοι τί ἐστιν; ἡ δέ, Οἱ μὲν ἐμοὶ φίλοι, ἔφη, καλοῦσί με Εὐδαιμονίαν, οἱ δὲμισοῦντές με ὑποκοριζόμενοι ὀνομάζουσι Κακία
TRADUZIONE
Quando arrivarono più vicino ad Eracle quella che mi si è descritta per prima procedette alla solita andatura ma l'altra, per precederla, corse incontro ad eracle e gli disse "vedo che tu o Eracle sei in dubbio su quale indirizzo dare alla tua vita. allora se mi sarai tua amica io ti porterò per la strada più dolce e facile e non ci sarà piacere che tu non gusterai e passerai la vita senza fare esperienza del dolore. Per prima cosa infatti non ti preoccuperai di guerre o di affari ma passerai il tempo cercando quale cibo o bevanda possa trovare che siano graditi o che cosa vedendo o ascoltando ti diletti. o che cosa odorando o toccando ti dia piacere o stando con quali amanti soddisfi di più la tua passione e come possa dormire nel modo più dolce o come possa raggiungere tutte queste cose senza sforzo. E se mai ti venisse il sospetto di trovarti in scarsezza dei mezzi da cui si ottengono queste cose, non avere paura che io ti conduca a procurartele con fatica e sofferenza del corpo e dell'anima, anzi ti servirai delle cose che gli altri producono col loro lavoro senza privarti di nulla da cui sia possibile guadagnare qualcosa. da ogni parte infatti possono trarre guadagni coloro a cui offro la mia compagnia. " Ed Eracle dopo averla ascoltata chiese "Donna, come ti chiami?" E quella "Felicità mi chiamano gli amici ma quelli che mi odiano mi chiamano con disprezzo "Vizio".
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I NEMICI IN FUGA VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro Triakonta
οἱ δὲ πολέμιοι ὁρῶντες μὲν τοὺς ἀμφὶ Χειρίσοφον εὐπετῶς τὸ ὕδωρ περῶντας, ὁρῶντες δὲ τοὺς ἀμφὶ Ξενοφῶντα θέοντας εἰς τοὔμπαλιν, δείσαντες μὴ ἀποληφθείησαν φεύγουσιν ἀνὰ κράτος ὡς πρὸς τὴν τοῦ ποταμοῦ ἄνω ἔκβασιν. ἐπεὶ δὲ κατὰ τὴν ὁδὸν ἐγένοντο, ἔτεινον ἄνω πρὸς τὸ ὄρος. Λύκιος δ᾽ ὁ τὴν τάξιν ἔχων τῶν ἱππέων καὶ Αἰσχίνης ὁ τὴν τάξιν τῶν πελταστῶν τῶν ἀμφὶ Χειρίσοφον ἐπεὶ ἑώρων ἀνὰ κράτος φεύγοντας, εἵποντο: οἱ δὲ στρατιῶται ἐβόων μὴ ἀπολείπεσθαι, ἀλλὰ συνεκβαίνειν ἐπὶ τὸ ὄρος. Χειρίσοφος δ᾽ αὖ ἐπεὶ διέβη, τοὺς ἱππέας οὐκ ἐδίωκεν, εὐθὺς δὲ κατὰ τὰς προσηκούσας ὄχθας ἐπὶ τὸν ποταμὸν ἐξέβαινεν ἐπὶ τοὺς ἄνω πολεμίους. οἱ δὲ ἄνω, ὁρῶντες μὲν τοὺς ἑαυτῶν ἱππέας φεύγοντας, ὁρῶντες δ᾽ ὁπλίτας σφίσιν ἐπιόντας, ἐκλείπουσι τὰ ὑπὲρ τοῦ ποταμοῦ ἄκρα.
Ξενοφῶν δ᾽ ἐπεὶ τὰ πέραν ἑώρα καλῶς γιγνόμενα, ἀπεχώρει τὴν ταχίστην πρὸς τὸ διαβαῖνον στράτευμα· καὶ γὰρ οἱ Καρδοῦχοι φανεροὶ ἤδη ἦσαν εἰς τὸ πεδίον καταβαίνοντες ὡς ἐπιθησόμενοι τοῖς τελευταίοις. Καὶ Χειρίσοφος μὲν τὰ ἄνω κατεῖχε, Λύκιος δὲ σὺν ὀλίγοις ἐπιχειρήσας ἐπιδιῶξαι ἔλαβε τῶν σκευοφόρων τὰ ὑπολειπόμενα καὶ μετὰ τούτων ἐσθῆτά τε καλὴν καὶ ἐκπώματα. Καὶ τὰ σκευοφόρα τῶν Ἑλλήνων καὶ ὁ ὄχλος ἀκμὴν διέβαινε, Ξενοφῶν δὲ στρέψας πρὸς τοὺς Καρδούχους ἀντία τὰ ὅπλα ἔθετο, καὶ παρήγγειλε τοῖς λοχαγοῖς κατ᾽ ἐνωμοτίας ποιήσασθαι ἕκαστον τὸν ἑαυτοῦ λόχον, παρ᾽ ἀσπίδα παραγαγόντας τὴν ἐνωμοτίαν ἐπὶ φάλαγγος· καὶ τοὺς μὲν λοχαγοὺς καὶ τοὺς ἐνωμοτάρχους πρὸς τῶν Καρδούχων ἰέναι, οὐραγοὺς δὲ καταστήσασθαι πρὸς τοῦ ποταμοῦ. Οἱ δὲ Καρδοῦχοι ὡς ἑώρων τοὺς ὀπισθοφύλακας τοῦ ὄχλου ψιλουμένους καὶ ὀλίγους ἤδη φαινομένους, θᾶττον δὴ ἐπῇσαν ᾠδάς τινας ᾄδοντες. Ὁ δὲ Χειρίσοφος, ἐπεὶ τὰ παρ᾽ αὐτῷ ἀσφαλῶς εἶχε, πέμπει παρὰ Ξενοφῶντα τοὺς πελταστὰς καὶ σφενδονήτας καὶ τοξότας καὶ κελεύει ποιεῖν ὅ τι ἂν παραγγέλλῃ. Ἰδὼν δ᾽ αὐτοὺς διαβαίνοντας Ξενοφῶν πέμψας ἄγγελον κελεύει αὐτοῦ μεῖναι ἐπὶ τοῦ ποταμοῦ μὴ διαβάντας· ὅταν δ᾽ ἄρξωνται αὐτοὶ διαβαίνειν, ἐναντίους ἔνθεν καὶ ἔνθεν σφῶν ἐμβαίνειν ὡς διαβησομένους, διηγκυλωμένους τοὺς ἀκοντιστὰς καὶ ἐπιβεβλημένους τοὺς τοξότας·
TRADUZIONE
I nemici, vedendo che non solo Chirisofo e i suoi passavano senza intoppi le acque, ma che pure Senofonte e i suoi tornavano indietro di corsa, nel timore di essere tagliati fuori, fuggono a briglia sciolta, dando l'impressione di puntare verso la strada che conduceva alle alture. Quando poi giungono sulla strada, piegano in alto verso il monte. Licio, il comandante della cavalleria, ed Eschine, il capo dei peltasti di Chirisofo, non appena videro gli avversari battere precipitosamente in ritirata, li inseguirono: i soldati cominciarono a gridare che non li lasciassero indietro, che si doveva scalare il monte tutti insieme. Chirisofo dal canto suo, portato a termine il guado, non inseguì i cavalieri, ma puntò immediatamente verso le alture sovrastanti il fiume, dove si erano attestati i nemici. Questi ultimi, scorgendo i propri cavalieri in fuga e gli opliti greci avanzare, abbandonano le postazioni nella zona sovrastante il fiume. Senofonte, quando si avvede che sull'altra riva le cose vanno per il meglio, raggiunge per la via più breve le truppe che stavano ancora varcando il fiume. Ormai i Carduchi erano in vista: scendevano verso la pianura preparandosi ad attaccare la retroguardia. E mentre Chirisofo teneva il controllo delle alture, Licio con pochi uomini tentò un inseguimento e si impadronì dei bagagli che erano stati abbandonati: ricche vesti e boccali. Le salmerie dei Greci e il grosso delle truppe avevano già superato la metà del percorso, quando Senofonte, con un dietro-front, spianò le armi contro i Carduchi. Ai locaghi trasmise l'ordine di dividere ciascuno il proprio loco in enomotie e di portare poi le squadre sulla linea di battaglia, tenendo la sinistra: i locaghi e gli enomotarchi dovevano muovere verso i Carduchi, la retroguardia attestarsi vicino al fiume. I Carduchi, non appena videro le truppe della coda staccate dal grosso e ormai apparentemente ridotte a pochi effettivi, accelerarono il passo intonando certe loro canzoni. Chirisofo, una volta consolidata la propria postazione, invia a Senofonte i peltasti, i frombolieri e gli arcieri, con l'ordine di obbedire in tutto e per tutto a Senofonte.
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IL DISCORSO DI MENONE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
INIZIO: Μενων πριν δλον είναι τί ποιήσουσιν στρατιωται, ποτερον εψονται Κυρω η ου, συνελεξε το αυτου στραυτεύμα χωρις των αλλων καί ελεξε ταδε
TRADUZIONE
Menone, prima che fossero note le decisioni degli altri soldati, e cioè se avrebbero seguito Ciro o no, raccolse in disparte le proprie truppe e disse: «Miei uomini, se date retta a me, vi guadagnerete la stima di Ciro più degli altrisoldati, senza pericoli o fatiche. Che cosa vi spingo a fare? Ora Ciro ha bisogno che i Greci lo seguano nella sua spedizione contro il re. Perciò vi dico che voi dovete varcare l'Eufrate prima che tutti conoscano la risposta degli altri Greci a Ciro. Se infatti voteranno di unirsi a lui, si avrà l'impressione che il merito sia vostro, perché avrete dato il via al passaggio del fiume. Ciro vi sarà grato perché vi sarete dimostrati i soldati più zelanti nei suoi confronti e viricompenserà. E sa farlo come nessun altro. Se invece voteranno contro, ce ne torneremo tutti indietro, ma Ciro si avvarrà di voi per i presìdi e per i compiti di comando perché, unici, avrete rispettato i suoi ordini, e di
qualunque cosa abbiate bisogno io so che come amici l'otterrete da Ciro». Udite le sue parole, obbedirono e varcarono il fiume prima che gli altri decidessero. Ciro, quando seppe del loro passaggio, si allietò e mandò Glua direall'esercito: «Per ora, o uomini, avete il mio elogio: ma sarà mia premura che anch'io possa ricevere il vostro; se no, che io non mi chiami più Ciro.
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ESORTAZIONE AI SOLDATI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
con questo titolo le versioni di triakonta sono 2 qui ci sono entrambe
TRADUZIONE
n. 6 pagina 85
Dopo che il sole si alzava, la giornata portava alla luce che, sia da vicino sia dal centro, arrivavano gli arconti, ed apparirono a costoro le sentinelle, che stabilirono di convocare i soldati. E dopo che tutti i soldati si furono riuniti, si alzò per primo lo spartano Chirisofo e parlò in questo modo. Soldati, siamo in situazioni difficili, dal momento che siamo privati di strateghi tali, sia di comandanti sia di guerrieri, ed inoltre poiché coloro che erano vicino ad Ariao e gli alleati che erano davanti ci hanno traditi: tuttavia bisogna apparire, per coloro che ci sono vicini, uomini buoni e non bisogna lasciarsi andare, ma attaccare in qualunque modo che noi possiamo, per salvarci vincendo felicemente: ma se noi non moriamo felicemente, mai saremo nelle mani di coloro che sono sopravvissuti alle battaglie. Infatti, temo che, qualora subissimo tali cose, gli Dei raffigurino i nostri nemici.
pag 100 n. 6
Senofonte disse ai soldati: " mi sembra giusto o uomini, promettere in voto a questo Dio che avremmo sacrificato doni propiziatori poiché si mostrò a noi l aquila di giove salvatore mentre noi parlavamo riguardo la salvezza. A chiunque sembrano giuste queste cose alzi la mano. " e tutti la alzarono. Iniziava di nuovo così: " dicevo per caso che noi avevamo molte e belle speranze di salvezza. Da principio infatti noi consideriamo i giuramenti fatti dagli dei i nemici invece hanno spergiurato e hanno sciolto i patti riguardo i giuramenti. Stando così le cose, è naturale che gli dei siano ai nemici contrari ma a noi alleati. Poi vi ricorderò anche i pericoli dei vostri antenati, affinché voi sappiate che conviene a voi essere buoni e che gli uomini onesti sno salvati con l aiuto degli dei e dalle cose negative. Infatti essendo giunti i Persiani assieme ai loro alleati cn un grande esercito per distruggere Atene, gli ateniesi avendo osato opporsi vinsero. Poi quando Serse giunse in Grecia avendo radunato un grandissimo esercito, allora i nostri antenati vincevano gli antenati di questi per terra e per mare. Da simili antenati voi derivate.
altra traduzione da ellenisti 1 stesso titolo
Il comandante dice ai soldati: " Possediamo belle speranze di salvezza. Infatti da una parte noi siamo leali e ci atteniamo ai guiramenti degli dei, dall'altra i nemici non soltanto (non) sono leali, ma sciolgono anche il trattato di pace contro i giuramenti. Dunque da una parte gli dei sono contrari ai nemici, dall'altra (sono) a noi amici: infatti è proprio degli dei da una parte procurare la sconfitta ai forti, dall'altra salvare i piccoli dai feroci. Dunque se combattiamo coraggiosi (coraggiosamente) i nemici, la vittoria è sicura. Infatti gli dei ammirano il valore dei leali e coraggiosi uomini e salvano i buoni dai terribili pericoli".
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CONDIZIONI DI PACE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
Θηραμένης δὲ καὶ οἱ ἄλλοι πρέσβεις ἐπεὶ ἦσαν ἐν Σελλασίᾳ, ἐρωτώμενοι δὲ ἐπὶ τίνι λόγῳ ἥκοιεν εἶπον ὅτι αὐτοκράτορες περὶ εἰρήνης, μετὰ ταῦτα οἱ ἔφοροι καλεῖν ἐκέλευον αὐτούς. ἐπεὶ δ' ἧκον, ἐκκλησίαν ἐποίησαν, ἐν ᾗ ἀντέλεγον Κορίνθιοι καὶ Θηβαῖοι μάλιστα, πολλοὶ δὲ καὶ ἄλλοι τῶν Ἑλλήνων, μὴ σπένδεσθαι Ἀθηναίοις, ἀλλ' ἐξαιρεῖν. 20 Λακεδαιμόνιοι δὲ οὐκ ἔφασαν πόλιν Ἑλληνίδα ἀνδραποδιεῖν μέγα ἀγαθὸν εἰργασμένην ἐν τοῖς μεγίστοις κινδύνοις γενομένοις τῇ Ἑλλάδι, ἀλλ' ἐποιοῦντο εἰρήνην ἐφ' ᾧ τά τε μακρὰ τείχη καὶ τὸν Πειραιᾶ καθελόντας καὶ τὰς ναῦς πλὴν δώδεκα παραδόντας καὶ τοὺς φυγάδας καθέντας τὸν αὐτὸν ἐχθρὸν καὶ φίλον νομίζοντας Λακεδαιμονίοις ἕπεσθαι καὶ κατὰ γῆν καὶ κατὰ θάλατταν ὅποι ἂν ἡγῶνται. 21 Θηραμένης δὲ καὶ οἱ σὺν αὐτῷ πρέσβεις ἐπανέφερον ταῦτα εἰς τὰς Ἀθήνας
TRADUZIONE
Quando Teramene e gli altri dell'ambasceria furono a Sellasia, interrogati a che titolo fossero venuti, risposero che avevano piena autorità per trattare la pace, quindi gli efori diedero ordine di farli passare. Al loro arrivo convocarono un'assemblea in cui soprattutto Corinzi e Tebani, ma anche molti altri Greci, si opposero alle trattative con Atene, proponendo di distruggerla. Gli Spartani, invece, dichiararono che non avrebbero ridotto in schiavitù una città greca che aveva reso alla Grecia grandi servigi nei momenti di maggior pericolo, ma erano anzi disposti a concludere la pace a queste condizioni: che gli Ateniesi abbattessero le Lunghe Mura e le fortificazioni del Pireo; consegnassero la flotta, escluse dodici navi; riammettessero in patria i fuorusciti; riconoscessero gli stessi nemici e amici degli Spartani, seguendo questi ultimi per terra e per mare, dovunque li guidassero Teramene e gli altri compagni dell'ambasceria riportarono queste condizioni ad atene.