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Ευπολεμου δε Ηλειου την μεν εινοκα Σικυωνιος ειργασται Δαιδαλος· το δε επιγραμμα... ...οι νικαν τον Ευπολεμον εγνωσαν
L'immagine di Eupolemo Eleo fu dipinta da Dedalo Sicionio, l'iscrizione poi che sopra di lui si legge indica che Eupolemo riportò la vittoria allo stadio degli uomini in Olimpia e che riportò ancora due corone Pitiche al pentatlo, ed un'altra nei Nemei. Si narra di Eupolemo anche questo, che presiedevano al confine del corso tre Ellanodici dei quali due davano la vittoria ad Eupolemo, il terzo poi a Leone Ambraciota, ma Leone fu accusato al Senato Olimpico di aver corrotto uno degli Ellanodici questo perciò decise che aveva vinto Eupolemo
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Δοκιμαζε τους φιλους εκ τε της περι τον βιον ατυχιας και της εν τοις κινδυνοις κοινωνιας· το μεν γαρ χρυσιον εν τω πυρι βασανιζομεν, τους δε φιλους εν ταις ατυχιαις διαγιγνωσκομεν. Ουτως αριστα χρησει τοις φιλοις, εαν μη προσμενης τας παρ' εκεινων δεησεις, αλλ' αυτεπαγγελτος αυτοις εν τοις καιροις βοηθης. Ὁμοίως αἰσχρὸν εἶναι νόμιζε τῶν ἐχθρῶν νικᾶσθαι ταῖς κακοποιίαις καὶ τῶν φίλων ἡττᾶσθαι ταῖς εὐεργεσίαις. Ἀποδέχου τῶν ἑταίρων μὴ μόνον τοὺς ἐπὶ τοῖς κακοῖς δυσχεραίνοντας ἀλλὰ καὶ τοὺς ἐπὶ τοῖς ἀγαθοῖς μὴ φθονοῦντας· πολλοὶ γὰρ ἀτυχοῦσιν μὲν συνάχθονται, καλῶς δὲ πράττουσι φθονοῦσιν.
Traduzione versione libro σύντηξις -
suntexis numero 136 pagina 118
Giudica gli amici dalle sventure che ti capitano nella vita e dalla loro partecipazione ai pericoli che affronti; come infatti noi saggiamo l'oro nel fuoco, così riconosciamo gli amici nelle sventure. Così tu ti comporterai con gli amici nel modo migliore, se non aspetterai le loro richieste ma li aiuterai spontaneamente al momento opportuno. E pensa che a lasciarsi vincere dagli amici nei benefici è cosa non più vituperevole che a lasciarsi superare nelle offese dai nemici. Abbi in molto pregio non solamente quelli dei tuoi familiari che si attristano del tuo male, ma eziandio quelli che non si attristano del tuo bene, perché sono molti che prendono dispiacere delle avversità dell’amico, e nelle prosperità gli hanno invidia.
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Επει Αγαμεμνων εφονευθη εν Μυκηναις υπ' Αιγιστυ και Κλυταιμηστρας, ... ... υπ' Ερινυων, εδικασθησαν εν Αθηναις υπο του Αρειου παγου και της αιτιας απελυθησαν
Quando Agamennone ritornò a Micene insieme a Cassandra, Egisto e Clitennestra lo assassinarono: gli fecero indossare una tunica senza buchi per le braccia né per la testa, e quando fu così imprigionato lo uccisero. Egisto usurpò il trono di Micene; e uccisero anche Cassandra. Elettra, una delle figlie di Agamennone, prese di nascosto il fratellino Oreste e lo affidò da allevare al focese Strofio: e questi lo allevò insieme a suo figlio Pilade. Quando fu diventato grande, Oreste andò a Delfi e chiese al Dio se doveva vendicarsi degli assassini del padre. Il Dio diede il suo assenso, e Oreste andò a Micene di nascosto insieme a Pilade e uccise sia la madre che Egisto. Subito fu colto da follia e perseguitato dalle Erinni; giunse ad Atene e fu processato nell' Areopago
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La sepoltura di alcuni animali egizi
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro sunesis
Πολλῶν δὲ ἐόντων τῶν ὁμοτρόφων τοῖσι ἀνθρώποισι θηρίων πολλῷ ἂν ἔτι πλέω ἐγίνετο, εἰ μὴ κατελάμβανε τοὺς αἰελούρους τοιάδε. Ἐπεὰν τέκωσι αἱ θήλεαι, οὐκέτι φοιτῶσι παρὰ τοὺς ἔρσενας· οἱ δὲ διζήμενοι μίσγεσθαι αὐτῇσι οὐκ ἔχουσι. Πρὸς ὦν ταῦτα σοφίζονται τάδε· ἁρπάζοντες ἀπὸ τῶν θηλέων καὶ ὑπαιρεόμενοι τὰ τέκνα κτείνουσι, κτείναντες μέντοι οὐ πατέονται. Αἱ δὲ στερισκόμεναι τῶν τέκνων, ἄλλων δὲ ἐπιθυμέουσαι, οὕτω δὴ ἀπικνέονται παρὰ τοὺς ἔρσενας· φιλότεκνον γὰρ τὸ θηρίον. Πυρκαϊῆς δὲ γινομένης θεῖα πρήγματα καταλαμβάνει τοὺς αἰελούρους. Οἱ μὲν γὰρ Αἰγύπτιοι διαστάντες φυλακὰς ἔχουσι τῶν αἰελούρων, ἀμελήσαντες σβεννύναι τὸ καιόμενον, οἱ δὲ αἰέλουροι διαδύνοντες καὶ ὑπερθρώσκοντες τοὺς ἀνθρώπους ἐσάλλονται ἐς τὸ πῦρ. Ταῦτα δὲ γινόμενα πένθεα μεγάλα τοὺς Αἰγυπτίους καταλαμβάνει. Ἐν ὁτέοισι δ' ἂν οἰκίοισι αἰέλουρος ἀποθάνῃ ἀπὸ τοῦ αὐτομάτου, οἱ ἐνοικέοντες πάντες ξυροῦνται τὰς ὀφρῦς μούνας· παρ' ὁτέοισι δ' ἂν κύων, πᾶν τὸ σῶμα καὶ τὴν κεφαλήν. Ἀπάγονται δὲ οἱ αἰέλουροι ἀποθανόντες ἐς ἱρὰς στέγας, ἔνθα θάπτονται ταριχευθέντες, ἐν Βουβάστι πόλι. Τὰς δὲ κύνας ἐν τῇ ἑωυτῶν ἕκαστοι πόλι θάπτουσι ἐν ἱρῇσι θήκῃσι. Ὡς δὲ αὕτως τῇσι κυσὶ οἱ ἰχνευταὶ θάπτονται. Τὰς δὲ μυγαλᾶς καὶ τοὺς ἴρηκας ἀπάγουσι ἐς Βουτοῦν πόλιν, τὰς δὲ ἴβις ἐς Ἑρμέω πόλιν. Τὰς δὲ ἄρκτους ἐούσας σπανίας καὶ τοὺς λύκους οὐ πολλῷ τεῳ ἐόντας ἀλωπέκων μέζονας αὐτοῦ θάπτουσι τῇ ἂν εὑρεθέωσι κείμενοι.
TRADUZIONE libera
Gli animali che vivono con l’uomo sono numerosi in Egitto; ma lo sarebbero ancora molto di più se ai gatti non capitasse quanto segue. Le femmine quando hanno partorito non si recano più dai maschi; i quali le cercano senza però ottenere di unirsi a loro; ed ecco il rimedio che questi escogitano per questo inconveniente. Uccidono i figli che rapiscono e sottraggono alle femmine. Li uccidono non li mangiano. E quelle prive dei figli e desiderose di averne per questo desiderio si recano dai maschi, perché è un animale che ama aver figli. Quando poi scoppia un incendio i gatti sono presi da un istinto soprannaturale. Gli Egiziani, disposti ad intervalli, fanno loro la guardia, senza curarsi di spegnere il fuoco; ma essi s’insinuano in mezzo, balzano al di sopra e si lanciano nelle fiamme. E per questo gli Egiziani si mettono in grave lutto. Nelle case dove un gatto muore di morte naturale tutti quelli che l’abitano si radono soltanto le sopracciglia; dove muore un cane si radono la testa e tutto il corpo. I gatti morti vengono trasportati nella città di Bubasti in camere sacre, dove li seppelliscono imbalsamati. I cani ogni popolazione li seppellisce nella propria città dentro bare sacre. E nello stesso modo dei cani vengono sepolti gli icneumoni. I toporagni e gli sparvieri vengono portati nella città di Buto; gl’ibis nella città di Ermes, Gli orsi che sono rari, e i lupi che non sono molto più grandi della volpi, vengono seppelliti nei luoghi dove sono trovati morti.
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La mela dimenticata VERSIONE DI GRECO di Longo Sofista TRADUZIONE dal libro Sunesis
TRADUZIONE
C'era grande abbondanza per il culmine della produzione della stagione: molte erano le pere selvatiche, molte le mele e molte le pere; alcuni frutti già caduti a terra, altri ancora sulle piante; quelli a terra erano più profumati, quelli sui rami più fioriti; alcuni profumavano come vino, altri splendevano come oro. Un solo melo era stato spogliato e non aveva né frutti né foglie; i rami erano tutti spogli; e una sola mela si maturava, altissima sull'estremità più alta dei rami, grande, bella, e da sola superava il profumo della maggior parte; il raccoglitore aveva avuto paura di salire e aveva trascurato di tirarla giù; forse conservava la bella mela per un pastore innamorato.