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Annibale tenta di indurre i romani alla battaglia
versione greco Polibio traduzione
libro Synesis versione n°43 a pag. 269
Ἀννίβας δὲ κύκλῳ περιλαμβάνων τὸν χάρακα τοῦ Ἀππίου τὸ μὲν πρῶτον ἠκροβολίζετο καὶ κατεπείραζε, βουλόμενος ἐκκαλεῖσθαι πρὸς μάχην· οὐδενὸς δὲ συνυπακούοντος τέλος ἐγίνετο πολιορκίᾳ παραπλήσιον τὸ συμβαῖνον, τῶν μὲν ἱππέων ἐπιφερομένων ταῖς ἴλαις καὶ μετὰ κραυγῆς εἰσακοντιζόντων εἰς τὴν παρεμβολήν, τῶν δὲ πεζῶν κατὰ σπείρας προσπιπτόντων καὶ διασπᾶν τὸ χαράκωμα πειρωμένων. οὐ μὴν ἀλλ' οὐδ' ὣς ἐδύνατο κινῆσαι τοὺς Ῥωμαίους ἐκ τῆς ὑποκειμένης προθέσεως, ἀλλὰ τοῖς μὲν εὐζώνοις ἀπετρίβοντο τοὺς προσπίπτοντας πρὸς τὸν χάρακα, τοῖς δὲ βαρέσι τῶν ὅπλων ἀσφαλιζόμενοι τὴν ἐπιφορὰν τῶν βελῶν ἔμενον ἐν τάξει κατὰ τὰς σημαίας. Ἀννίβας δὲ δυσαρεστούμενος τοῖς ὅλοις διὰ τὸ μήτε παραπεσεῖν εἰς τὴν πόλιν δύνασθαι μήτ' ἐκκαλεῖσθαι τοὺς Ῥωμαίους, ἐβουλεύετο περὶ τῶν ἐνεστώτων τί χρὴ ποιεῖν.
Annibale circondando il campo recintato di Appio per prima cosa ingaggiava scaramucce e provocava i romani volendo attirarli fuori in battaglia. Poichè nessuno raccoglieva le sue provocazioni alla fine le sue azioni rasentarono l'assedio vero e proprio perché i cavalieri attaccavano in squadroni e tra le urla lanciavano frecce contro l'accampamento mentre i fanti attaccavano in manipoli e tentavano di fare a pezzi la palizzata di recinzione del campo. Tuttavia non con riusciva così a smuovere i romani dal loro proposito iniziale, ma essi con gli armati alla leggera respingevano i nemici che si lanciavano contro il campo mentre proteggendosi dal lancio delle frecce con le truppe pesanti rimanevano schierati in manipoli. Annibale provando un senso generale di insoddisfazione, poiché non poteva assalire la città - ne far uscire allo scoperto i romani - rifletteva su cosa dovesse fare in quelle circostanze
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Un caso di corruzione sportiva
versione greco Pausania
Εὐπώλου δὲ ὕστερόν φασιν Ἀθηναῖον Κάλλιππον ἀθλήσαντα πένταθλον ἐξωνήσασθαι τοὺς ἀνταγωνιουμένους χρήμασι, δευτέραν δὲ ἐπὶ ταῖς δέκα τε καὶ ἑκατὸν Ὀλυμπιάδα εἶναι ταύτην. ἐπιβληθείσης δὲ τῷ Καλλίππῳ καὶ τοῖς ἀνταγωνισαμένοις ζημίας ὑπὸ Ἠλείων, ἀποστέλλουσιν Ὑπερείδην Ἀθηναῖοι πείσοντα Ἠλείους ἀφεῖναί σφισι τὴν ζημίαν: ἀπειπόντων δὲ Ἠλείων τὴν χάριν, ἐχρῶντο ὑπεροψίᾳ τοιᾷδε ἐς αὐτοὺς οἱ Ἀθηναῖοι, οὔτε ἀποδιδόντες τὰ χρήματα καὶ Ὀλυμπίων εἰργόμενοι, πρὶν ἤ σφισιν ὁ θεὸς ἐν Δελφοῖς οὐ πρότερον ἔφησεν ὑπὲρ οὐδενὸς χρήσειν πρὶν ἢ τὴν ζημίαν ἀποδοῖεν Ἠλείοις. οὕτω δὴ ἀποδόντων ἐποιήθη τῷ Διὶ ἀγάλματα, ἓξ μὲν καὶ ταῦτα, γέγραπται δὲ ἐπ' αὐτοῖς ἐλεγεῖα οὐδέν τι δεξιώτερα ἐς ποίησιν ἢ τὰ ἔχοντα τὴν ζημίαν τὴν Εὐπώλου. γνῶμαι δέ εἰσι τῶν ἐπιγραμμάτων, πρῶτον μὲν ἀνατεθῆναι ἀγάλματα μαντείᾳ τοῦ θεοῦ τιμήσαντος τὰ ἐς τοὺς πεντάθλους δόξαντα Ἠλείοις, τὸ δὲ ἐπὶ τῷ δευτέρῳ καὶ ὡσαύτως ἐπὶ τῷ τρίτῳ Ἠλείους ἐπαινοῦντά ἐστιν ἐπὶ τῶν πεντάθλων τῇ ζημίᾳ
Dopo Eupolo dicono che Calippo ateniese combattendo al pentatlon comprò con denari quelli, che dovevano combattere contro di lu e che ciò accadesse nella CXII Olimpiade. Essendo stata imposta la pena a Calippo dagli Elei e a quelli che combatterono con lui, gli ateniesi inviarono un tale Iperide per persuadere gli Elei a perdonare loro la multa. Avendo questi negato loro la grazia, gli ateniesi usarono questa vercheria verso di loro ovvero di non dare i denari e di astenersi dalle feste olimpiche finchè il di di Delfi non ebbe intimato ad essi non avrebbe loro l risposta alcuna prima che non avessero pagato la multa agli Elei. Quindi poiché quelli la diedero, furno fatte a Giove statue anche esse in numero di sei. Su di queste sono state scritte elegie non più belle per la poesia di quelle che contengono la pena di Eupolo. I sentimenti delle iscrizioni sono: la prima che le statue sono state dedicate per l'oracolo del dio, il quale confermò quello che gli Elei avevano decretato sui combattenti al pentatlon. Quelle sulla seconda statua, e la terza sono similmente in lode degli elei per la multa imposta ai combattenti del pentatlon.
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Un incontro fortunato versione greco Senofonte traduzione libro synesis
ἦν μὲν γὰρ Παναθηναίων τῶν μεγάλων ἱπποδρομία, Καλλίας δὲ ὁ Ἱππονίκου ἐρῶν ἐτύγχανεν Αὐτολύκου παιδὸς ὄντος, καὶ νενικηκότα αὐτὸν παγκράτιον ἧκεν ἄγων ἐπὶ τὴν θέαν. ὡς δὲ ἡ ἱπποδρομία ἔληξεν, ἔχων τόν τε Αὐτόλυκον καὶ τὸν πατέρα αὐτοῦ ἀπῄει εἰς τὴν ἐν Πειραιεῖ οἰκίαν· συνείπετο δὲ αὐτῷ καὶ Νικήρατος. ἰδὼν δὲ ὁμοῦ ὄντας Σωκράτην τε καὶ Κριτόβουλον καὶ Ἑρμογένην καὶ Ἀντισθένην καὶ Χαρμίδην, τοῖς μὲν ἀμφ' Αὐτόλυκον ἡγεῖσθαί τινα ἔταξεν, αὐτὸς δὲ προσῆλθε τοῖς ἀμφὶ Σωκράτην, καὶ εἶπεν· Εἰς καλόν γε ὑμῖν συντετύχηκα· ἑστιᾶν γὰρ μέλλω Αὐτόλυκον καὶ τὸν πατέρα αὐτοῦ. οἶμαι οὖν πολὺ ἂν τὴν κατασκευήν μοι λαμπροτέραν φανῆναι εἰ ἀνδράσιν ἐκκεκαθαρμένοις τὰς ψυχὰς ὥσπερ ὑμῖν ὁ ἀνδρὼν κεκοσμημένος εἴη μᾶλλον ἢ εἰ στρατηγοῖς καὶ ἱππάρχοις καὶ σπουδαρχίαις
Traduzione libera
Nelle grandi solennità Panatenee si celebravano i giochi dei cavalli che gareggiavano insieme al corso. E Callia figlio d'Ipponico era per avventura affezionato ad Autolico, ancora giovanetto, e lo conduceva a vedere i giochi nei quali risulto poi vincitore nel Quinquerzio. Finite le corse dei cavalli Callia s'avviò insieme con Autolico e suo padre verso le sue stanze che egli aveva nel Pireo. Era anche in loro compagnia Nicerato, quando si accorse che Socrate, Critobulo, Ermogene Antistene e Carmide erano insieme, ordinando ad uno dei suoi che accompagnasse Autolico e gli altri che erano con lui, si accostò a quelli che si trovavano con socrate "mi sono incontrato molto a tempo con voi", disse, "perchè avendo deliberato di fare un banchetto ad Autolico ed a suo padre, penso che questo mio banchetto sarà molto più illustre se la stanza sarà onorata da uomini pieni d'intelletto, così sani come voi siete piuttosto che da Generali di eserciti da conducenti di cavalli e da quanti desiderano esser fatti capitani.
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Le nozze di Abrocome ed Anzia - Senofonte Efesio versione greco Synesis
Μεστὴ μὲν ἤδη ἡ πόλις ἦν τῶν εὐωχουμένων, πάντα δ᾽ ἦν ἐστεφανωμένα καὶ διαβόητος ὁ μέλλων γάμος· ἐμακαρίζετο δὲ ὑπὸ πάντων ὁ μὲν οἵαν ἄξεται γυναῖκα , ἡ δὲ οἵωι μειρακίωι συγκατακλιθήσεται. Ὁ δὲ Ἁβροκόμης ὡς ἐπύθετο καὶ τὸν χρησμὸν καὶ τὸν γάμον, ἐπὶ μὲν τῶι τὴν Ἀνθίαν ἕξειν μεγάλως ἔχαιρεν· ἐφόβει δὲ αὐτὸν οὐδὲν τὰ μεμαντευμένα, ἀλλ᾽ ἐδόκει παντὸς εἶναι δεινοῦ τὰ παρόντα ἡδίονα. Κατὰ ταὐτὰ δὲ καὶ ἡ Ἀνθία ἥδετο μὲν ὅτι Ἁβροκόμην ἕξει· τίς δὲ ἡ φυγὴ ἢ τίνες αἱ συμφοραὶ κατεφρόνει, πάντων τῶν ἐσομένων κακῶν Ἁβροκόμην ἔχουσα παραμυθίαν. Ὡς οὖν ἐφέστηκεν ὁ τῶν γάμων καιρός, καὶ παννυχίδες ἤγοντο καὶ ἱερεῖα πολλὰ ἐθύετο τῆι θεῶι. Καὶ ἐπειδὴ ταῦτα ἐκτετέλεστο, ἡκούσης τῆς νυκτὸς (βραδύνειν δὲ πάντα ἐδόκει Ἁβροκόμηι καὶ Ἀνθίαι) ἦγον τὴν κόρην εἰς τὸν θάλαμον μετὰ λαμπάδων, τὸν ὑμέναιον ἄιδοντες, ἐπευφημοῦντες, καὶ εἰσαγαγόντες κατέκλινον.
Già la città era piena di banchettanti e tutte le cose erano state inghirlandate ed era stato reso pubblico il prossimo matrimonio. Era esaltato da tutti l'uno per quale donna avrebbe preso in moglie, l'altra per il giovanotto con il quale avrebbe giaciuto insieme. Abrocome sebbene fosse informato sia sull'oracolo sia sul matrimonio, contro ciò era molto felice di prendere Anzia, le cose predette non lo spaventavano in niente, ma pensava che le cose presenti fossero più dolci di ogni pericolo. Allo stesso modo anche Anzia gioiva perché avrebbe sposato Abrocome: disprezzava qualunque fuga e qualsiasi disgrazia, avendo come conforto Abrocome di tutti i mali che ci sarebbero stati. Quando dunque sopraggiunse il tempo delle nozze, erando tenute anche le feste notturne e molte vittime furono sacrificate alla dea. E dopochè queste cose erano compiute, giungendo la notte (il rito notturno) (sembrava ad Abrocome ed Anzia che tutte le cose tardassero) portavano la ragazza al talamo tra le fiaccole, cantando l'Imeneo, elogiando, avendo(la) condotta in casa (la) adagiarono sul letto { Già la città era piena di banchettanti e tutte le cose erano state inghirlandate ed era stato reso pubblico il prossimo matrimonio. Era esaltato da tutti l'uno per quale donna avrebbe preso in moglie, l'altra per il giovanotto con il quale avrebbe giaciuto insieme. Abrocome sebbene fosse informato sia sull'oracolo sia sul matrimonio, contro ciò era molto felice di prendere Anzia, le cose predette non lo spaventavano in niente, ma pensava che le cose presenti fossero più dolci di ogni pericolo. Allo stesso modo anche Anzia gioiva perché avrebbe sposato Abrocome: disprezzava qualunque fuga e qualsiasi disgrazia, avendo come conforto Abrocome di tutti i mali che ci sarebbero stati. Quando dunque sopraggiunse il tempo delle nozze, erando tenute anche le feste notturne e molte vittime furono sacrificate alla dea. E dopochè queste cose erano compiute, giungendo la notte (il rito notturno) (sembrava ad Abrocome ed Anzia che tutte le cose tardassero) portavano la ragazza al talamo tra le fiaccole, cantando l'Imeneo, elogiando, avendo(la) condotta in casa (la) adagiarono sul letto
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L'organizzazione della famiglia
versione greco di Aristotele e traduzione
Επει δε φρανερον εξ ων μοριων η πολις νυνεστηκεν, αυαγκαιον πρωτον περιοικνονιας επιπειν πασα γαρ σγκειται πολις οξ οικιων. Οικονομιας δε μερη εξ ων παλιν οικια συνεστηκεν οικια δε τελειος εκ δουλων και ελευτἑρων. Επει δ'εν τοις ελαχιστοις πρωτον εκαστον ζητητεον πρωτα δε και αλαχιστα μερη οικιας δεσποστες και δουλος, και ποσις καικαι αλοκος και πατηρ και τικνα περι πριων αν τουτων οκεπτεον τι εκαστον και ποιον δει ειναι. Ταυτα δ'εστι δεσποτικκ και γαμικχ (ανωνυμον γαρ η γυναικος και ανδρος συζευξις ) και τριτον τεκνοποιητικη (και γαρ αυτη ουν ωνομασιας ιδιω ονοματι). Εστετωσαν δη αυται τρεις ειπομεν. Εστι δε τι μερος ο δοκει τοις μεν ειναι οικονομια, τοις δε μεγιστον μερος αυτης οπως δ'εχει θεωρητεον. λεγω δε περι της καλουμενης χρηματιστικης.
Poichè è palese da quali elementi la città si compone, è necessario per prima cosa parlare dell'amministrazione della casa. Infatti tutta la città è composta da famiglie. Le parti dell'amministrazione della casa sono quelle di cui a sua volta una famiglia si costituisce: una famiglia completa da schiavi e liberi. Poichè per prima cosa ciascuna cosa è da cercare nelle più semplici, per prime le parti più semplici della famiglia il padrone e lo schiavo, marito e moglie, padre e figli, di ciascuno di questi tre bisognerebbe riflettere e anche di quale natura è necessario che siano. Queste cose sono l'autorità del padrone e il rapporto matrimoniale (non ha nome infatti l'unione matrimoniale di uomo e donna) e per terza cosa la generazione dei figli ( anche questa infatti non è chiamata con un nome particolare). Siano queste tre le cose di cui parliamo. Esiste una parte che sembra ad alcuni che sia amministrazione domestica, ad altri che sia una parte più importante di quella, come sia, bisogna indagare: parlo della cosiddetta acquisizione di beni