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CONSIGLIO DI SOCRATE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Klimax pagina 110 numero 82
INIZIO: O μεντοι Ξενοφων αναγνοuς την επιστολην...
FINE: οπως αν καλλιστα πορεuθειη.
TRADUZIONE
Senofonte dunque, letta la missiva di Prosseno, si consulta in merito al viaggio con Socrate l'ateniese. E Socrate, supponendo che l'amicizia con Ciro potesse venir additata dalla città come una colpa (si pensava che Ciro avesse sollecitamente appoggiato gli Spartani nella guerra contro Atene), suggerisce a Senofonte di recarsi a Delfi e di consultare il dio a proposito del viaggio. Senofonte vi si recò e ad Apollo chiese a quale dio dovesse rivolger sacrifici e preghiere per percorrere nel modo più sereno e fausto la via che intendeva intraprendere e, conclusa per il meglio l'impresa, ritornare sano e salvo. Apollo gli indicò espressamente gli dèi a cui doveva tributare i sacrifici. Rientrato in patria, riferì il responso a Socrate, che, non appena lo ebbe udito, lo rimproverò di non aver prima chiesto se convenisse partire o restare, ma, avendo già preso da sé la decisione di andare, la sua domanda riguardava solo come avrebbe potuto rendere più sicura l'impresa.
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klimax pagina 69 numero 45
Inizio: Μετα την Ηρακλεους τοινυν αποθεωσιν οι παιδες αυτου κατωκουν εν Τραχινι παρα Κηυκι τω βασιλει. ... Fine: παῤ αυτοις επιεικειαν προσεδεξαντο τους Ηρακλειδας.
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DISCORSO DI SENOFONTE PRIMA DELLA BATTAGLIA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Klimax
INIZIO: "Εκ τουτου Ξενοφων ανισταται..."
FINE: "ακουσαντες δ'οι στρατιοται παντες μια ορμη προσεκυνησαν τον θεον. "
TRADUZIONE
Quindi si alza Senofonte, che indossava la sua migliore uniforme da battaglia: era convinto che, se gli dèi concedevano vittoria, al successo si addiceva la divisa migliore; ma se si doveva morire, era giusto impugnare le armi più belle e con esse andare incontro alla fine. Cominciò così il suo discorso: "Lo spergiuro dei barbari e la loro slealtà li ha menzionati Cleanore, ma son cose note anche a voi, penso. Se ora vogliamo per la seconda volta riconciliarci amichevolmente con loro, è inevitabile che si cada in pieno sconforto, vista la sorte toccata agli strateghi, che con fiducia si erano messi nelle loro mani. Se al contrario intendiamo, armi in pugno, fargliela pagare e per il futuro muover loro guerra senza quartiere, con l'aiuto degli dèi abbiamo molte belle speranze di salvezza". Mentre stava ancora parlando, uno starnutì: allora tutti i soldati, con uno slancio all'unisono, si prosternarono ad adorare il dio.
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BISOGNA COMBATTERE CON LA MASSIMA ENERGIA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Klimax
τοῦτο δὴ δεῖ λέγειν, ὅπως ἂν πορευοίμεθά τε ὡς ἀσφαλέστατα καὶ εἰ μάχεσθαι δέοι ὡς κράτιστα μαχοίμεθα. πρῶτον μὲν τοίνυν, ἔφη, δοκεῖ μοι κατακαῦσαι τὰς ἁμάξας ἃς ἔχομεν, ἵνα μὴ τὰ ζεύγη ἡμῶν στρατηγῇ, ἀλλὰ πορευώμεθα ὅπῃ ἂν τῇ στρατιᾷ συμφέρῃ· ἔπειτα καὶ τὰς σκηνὰς συγκατακαῦσαι. αὗται γὰρ αὖ ὄχλον μὲν παρέχουσιν ἄγειν, συνωφελοῦσι δ᾽ οὐδὲν οὔτε εἰς τὸ μάχεσθαι οὔτ᾽ εἰς τὸ τὰ ἐπιτήδεια ἔχειν. ἔτι δὲ καὶ τῶν ἄλλων σκευῶν τὰ περιττὰ ἀπαλλάξωμεν πλὴν ὅσα πολέμου ἕνεκεν ἢ σίτων ἢ ποτῶν ἔχομεν, ἵνα ὡς πλεῖστοι μὲν ἡμῶν ἐν τοῖς ὅπλοις ὦσιν, ὡς ἐλάχιστοι δὲ σκευοφορῶσι. κρατουμένων μὲν γὰρ ἐπίστασθε ὅτι πάντα ἀλλότρια· ἢν δὲ κρατῶμεν, καὶ τοὺς πολεμίους δεῖ σκευοφόρους ἡμετέρους νομίζειν. λοιπόν μοι εἰπεῖν ὅπερ καὶ μέγιστον νομίζω εἶναι. ὁρᾶτε γὰρ καὶ τοὺς πολεμίους ὅτι οὐ πρόσθεν ἐξενεγκεῖν ἐτόλμησαν πρὸς ἡμᾶς πόλεμον πρὶν τοὺς στρατηγοὺς ἡμῶν συνέλαβον, νομίζοντες ὄντων μὲν τῶν ἀρχόντων καὶ ἡμῶν πειθομένων ἱκανοὺς εἶναι ἡμᾶς περιγενέσθαι τῷ πολέμῳ, λαβόντες δὲ τοὺς ἄρχοντας ἀναρχίᾳ ἂν καὶ ἀταξίᾳ ἐνόμιζον ἡμᾶς ἀπολέσθαι.
TRADUZIONE
Devo piuttosto spiegarvi quale assetto di marcia bisogna tenere per la massima sicurezza negli spostamenti e, in caso di battaglia, quale formazione conviene assumere per garantirci la massima forza d'urto. Primo", disse, "sono dell'avviso di dar fuoco ai carri che abbiamo: così non saranno i nostri animali da tiro a vincolare la marcia, ma potremo dirigerci dove fa comodo all'esercito. Bisogna poi bruciare anche le tende. Non fanno che darci impiccio e non ci servono né per combattere né per procurarci vettovaglie. Lasciamo anche gli altri bagagli superflui, escluso il necessario per combattere, mangiare o bere. Dobbiamo aumentare al massimo il numero degli uomini in armi e diminuire il più possibile i portabagagli. Se ci toccherà soccombere, tutto è perduto, sappiatelo. Se invece prevarremo, non ci resterà che usare i nemici come portatori. Mi resta da trattare un punto che giudico il più importante. Vedete che i nostri avversari non hanno avuto il coraggio di riaprire le ostilità prima di aver catturato i nostri strateghi. Finché avevamo i comandanti e obbedivamo loro, erano convinti che noi avessimo forza sufficiente per prevalere nel conflitto; ma dopo che hanno catturato i nostri capi, hanno cominciato a pensare che, nell'anarchia e nella confusione, ci avrebbero distrutti.
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TEMISTOCLE CONVINCE GLI ATENIESI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Klimax
TRADUZIONE
Non riuscendo Temistocle a persuadere il popolo con gli argomenti umani, montata una messinscena come (si fa) in una tragedia, presentò loro dei prodigi divini, assumendo come prodigio anzitutto quello del serpente, che pare fosse scomparso in quei giorni dal recinto sacro, e i sacerdoti, trovando intatte le offerte a lui quotidianamente consacrate, (lo) riferirono alla gente, mentre Temistocle dava loro da credere la storia che la dèa (Atena) avesse abbandonato la città guidandoli verso il mare; e una seconda volta convinse il popolo con un responso oracolare, dicendo che le "mura di legno altro non indicavano che le navi: appunto perciò il dio chiamava Salamina "divina", non "terribile" né "sventurata", perché era destinata a diventare per i Greci sinonimo di grande fortuna. E quand’ebbe avuto la meglio con la (sua) opinione, fece votare un decreto, (che diceva) che la città veniva affidata ad Atena, la patrona degli Ateniesi, e che tutti coloro che erano in età (da combattimento) s’imbarcassero sulle triremi.