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Ευρυσθευς Ηρακλει επεταξεν ενατον αθλον κομιζειν τον ζωστηρα τον Ιππολυτης... ανδρας εθελοντας συμμαχους εν μια νηι επλει.
Euristeo impose ad Eracle come nona fatica ad Eracle di prendere la cintura di Ippolita. Ella regnava sulle Amazzoni, che abitavano presso il fiume Termodonte, e si distinguevano dagli altri popoli nelle cose riguardanti la guerra; esercitavano un modo di vita maschile se per caso si univano (ad un uomo) e restavano incinte, allevavano (solo) le figlie femmine; e comprimevano la mammella destra, per non essere impedite nel lanciare dardi, mentre lasciavano la (mammella) sinistra per allattare. Ippolita aveva ricevuto la sua cintura da Ares, in segno della sua superiorità su tutte le altre. Eracle era stato inviato a prendere (proprio questa cintura, ) per portarla ad Admete, la figlia di Euristeo, che la desiderava. Prendeva con sé dei combattenti volontari (lett. che lo volevano) e viaggiava per mare velocemente su una sola nave.
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Παλιν δ' Αντωνιος προυκαλεσε Καισαρα μονομαχησαι. Αποκριναμενου δ' εκεινου πολλας οδους... η σωτηριαν και νικην. (da Plutarco)
Di nuovo Antonio sfidò Cesare a fare battaglia. Poiché quello escludeva che gli fossero a disposizione molte strade di morte, Antonio pensando che non c’è morte più degna di quella in battaglia, decise di mettersi a combattere sia per terra sia per mare. E a pranzo ordinò ai servi di versare e che egli banchettasse più animosamente; disse infatti che era incerto se essi avrebbero fatto questo domani o sarebbero stati servi di altri padroni, egli avrebbe giaciuto scheletro. Vedendo che gli amici piangevano per queste parole disse che essi non avrebbero spinto alla battaglia, dalla quale voleva cercare per sé una morte gloriosa più che salvezza e vittoria.
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Κυων προ επαυλεως εκαθευδε. Λυκος δε επεδραμε και εμελλε θησειν αυτον Βρωμα· ο δε εδειτο μη κυων προ επαυλεως εκαθευδε. ... οταν περι κινδυνευσαντες σωθωσι δια βου τουτο φουλαττονται.
Un cane dormiva davanti la casa di campagna. Un lupo correva ed era sul punto di divorarlo come pasto; egli chiedeva che non lo uccidesse ora; "Ora infatti- disse- sono gracile e magro. Se aspetti un po' i miei padroni stanno per fare le nozze ed io allora mangiando molto sarò molto più grasso e diventerò per te un pasto più gradito". Ora poiché il lupo si convinse se ne andò. Dopo qualche giorno ritornato trovò il cane che dormiva alto nella fattoria e stando sotto presso di lui chiamava per ricordargli i patti. E il cane: " O lupo se da ora in poi mi vedessi che dormo davanti la fattoria non aspetteresti più le nozze". La favola insegna che i saggi fra gli uomini, qualora corrano pericolo, si salvano per il fatto che durante la vita stanno in guardia.
(By Stuurm)
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Ιατρος ην ατεχνος. Ουτος αρρωστω παρηκολουθει· οι μεν αλλοι ιατροι ελεγον αυτον μη κινδυνευειν αλλα χρονιζειν εν τη νοσω, ουτος δε μονος των ιατρων ... Ο μυθος στηλιτευει τους απαιδευτους και κομψολογους ιατρους.
Un medico era un ciarlatano. Ecco come si occupava di un ammalato: gli altri medici gli dicevano di non correre rischi, ma di curare la malattia, mentre lui, unico fra i medici, gli diceva di fidarsi di lui: «Infatti la morte» - diceva «ti sta a fianco». Dicendo questo se ne andava.
Col tempo il malato si risollevava e, pallido e debole, andava da casa verso il mercato, dove incontrava il medico. Il medico diceva: «Salve: come stanno i morti?». Rispondendogli, diceva: «Vivono tranquilli (ἠρεμέω) presso il Lete. Poco distante Morte e Ade attentamente si informavano dei medici che lasciano morire gli ammalati e li annotavano. Volevano scrivere anche te, ma io mi prostravo a loro e giuravo (ὄμνυμι), che tu non sei un medico, ma che ingannavi (διαβάλλω) da incapace (falsamente)». Il racconto mette alla berlina i medici ignoranti e incapaci. (by Geppetto)
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Ο Στρατηγος των Μηθυμναιων εις του παραΘαλαττιους των Μιτυληναιων αγρους εισεβαλλε και ηρπαζε ποιμνια, σιτον και οινον, και Ανθρωπους ουκ ολιγους...Οι δε Μηθυμναιοι ασεβεια τας αγελας κα την Xλοην ηρπαζον.(da Longo Sofista)
Il comandante degli abitanti di Metimna invadeva i campi presso il mare dei Mitilenesi e portava via greggi, grano e non pochi uomini. Il comandante metteva piede nei campi di Cloe e di Dafni e si portava via un bottino. Il giovane si trovava nel bosco e raccoglieva foglie perché voleva procurare cibo ai capretti: come si accorgeva di quello che sopraggiungeva, si nascondeva nel tronco cavo di un faggio secco. Cloe era vicino alle mandrie e, non appena era inseguita dai Metimni, si rifugiava dalle ninfe e implorava le dee di usarle misericordia. I Metimni con empietà portavano via le mandrie e Cloe.(by Geppetto)
Ulteriore proposta di traduzione
Il comandante de Metimnesi entrava nei campi presso il mare dei Mitilenesi e rapiva greggi, cibo e vino e non pochi uomini. Egli poi metteva piede anche nei campi di Cloe e di Dafni e rubava il bottino. Il giovane non pascolava la mandria, ma raccoglieva foglie nel bosco per poter offrire come cibo alle caprette; così, quando vedeva l'incursione, si nascondeva in un tronco cavo di faggio secco. Cloe invece, era vicino alle greggi e, quando veniva inseguita da Metimnesi, si rifugiava presso le ninfe e supplica le dee di avere compassione. I Metimnesi rapivano con empietà le greggi e Cloe.
(By Stuurm)