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LA VECCHIA E IL MEDICO VERSIONE DI GRECO di Esopo TRADUZIONE dal libro Ellenion
TRADUZIONE
Una vecchia donna, poiché era malata agli occhi, chiamò un medico, dopo essersi accordata sul prezzo che, se l'avesse curata, gli avrebbe dato il prezzo accordato, se no, non avrebbe dato niente, dunque il mendico incominciò la cura. Visitando di giorno la vecchia e ungendole gli ochhi, poiché quella in quel momento non poteva aprire gli occhi per l'unguento, egli andava via ogni giorno rubando qualcosa degli oggetti della casa. Dunque la vecchia vedeva la sua ricchezza che un po' alla volta diminuiva fino a così tanto che nulla fossa alla fine lasciato a lei che era guarita. Esigendo il medico i soldi patuiti e dal momento che lei era guarita completamente, quella chiamò i testimoni e disse: " Ora io non vedo affatto di più; quando ero infatti malata agli occhi, vedevo molte delle mie cose nella mia casa; ora quando tu mi dici di vedere, non vedo alcuna di esse". La favola mostra che gli uomini malvagi, senza accorgesene, in seguito a ciò che fanno, lasciano la prova contro di essi.
ANALISI GRAMMATICALE
A. VERBI
νοσούσα: Participio Presente Attivo, nominativo femminile singolare di νοσέω (essere malato).
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IL LEONE E IL CONTADINO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Ellenion
TRADUZIONE
Un leone entrò nella stalla di un contadino e volendolo (l'agricoltore) imprigionare, sbarrò la porta della stalla Allora quello, non potendo uscire, dapprima uccise il gregge e poi si rivolse anche verso i buoi. Allora il contadino, per la paura di questo, aprì la porta. Dopo che il leone fu liberato, la moglie, guardandolo mentre piangeva disse (al contadino): "Orsù! Ti è capitata di certo una cosa giusta/Ti sta bene: infatti hai voluto rinchiudere colui che era inevitabile che temessi anche da lontano". Quelli che provocano i più forti, giustamente affrontano il loro errore.
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Il porcellino e le pecore versione di greco di Esopo
Inizio: Εν τινι ποιμνῃ προβατων δελφαξ εισελθων ενεμετο... Fine: ...οις ο κινδυνος ου περι χρηματων εστιν, αλλα περι σωτηριας.
Una volta un porcellino si intrufolò in un gregge di pecore e si mise a pascolare con loro. Il pastore, vedendo il prcellino, lo prese e allora il porcellino iniziò a urlare e a dimenarsi. Le pecore, sentendo le sue forti grida, lo rimprovarerono dicendo: "perchè urli? noi non urliamo mai anche se li pastore ci prende spesso. " Ma il porcellino disse; : "Il pastore (vi) prende per la lana o per il latte, ma (prende) me per la mia carne. La favola dimostra che hanno ragione di coloro che corrono il pericolo di perdere la vita e non coloro che (corrono il pericolo di perdere) i propri averi.
Traduzione numero 2
In un gregge di pecore si era intrufolato un porcellino che pascolava con esse. Una volta il pastore lo prese su ed esso cominciò a strillare e a dibattersi. Le pecore, rimproverandolo per le sue grida gli dicevano: " Noi non strilliamo, eppure ci prendono su tutti i momenti". Al che quello rispose: "Ma quando prende me e quando prende voi non è la stessa cosa; prende voi per la lana o per il latte, mentre prende me per la carne". Questa favola insegna che hanno ragione di fontana coloro che corrono pericolo di perdere, non le sostanze, ma la vita
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LE DOLCI LACRIME DI ETRA
VERSIONE DI GRECO di Pausania
TRADUZIONE dal libro Ellenion
TRADUZIONE
Gli Spartani colonizzarono Taranto e l'ecista fu Falanto di Sparta. Mentre si stava avviando verso la colonia, giunse a a Falanto un oracolo da Delfi: quando egli avesse visto piovere dal cielo sereno, allora avrebbe ottenuto la regione e la città. Lì per lì, non avendo esaminato di persona il responso e non essendosi consultato con nessuno degli interpreti dei riti, approdò con le navi in Italia; ma nonostante stesse vincendo sui barbari, non accadde né che riuscisse a prendere qualcuna delle città, né che riuscisse a governare sulla regione, allora si ricordò dell'oracolo, ma ritenne impossibili le cose che aveva detto il dio: infatti non avrebbe mai potuto piovere in un cielo terso e sereno. La moglie, essendo lui scoraggiato, mostrava benevolenza verso altre cose- infatti lo accompagnò dalla patria- e dopo aver preso sulle ginocchia la testa del marito ne toglieva i pidocchi; egli spinse a piangere per la sua benevolenza la donna, commossa perché gli affari del marito non sarebbero andati avanti verso nulla. Versò una quantità consistente di lacrime- inzuppò infatti la testa di Falanto e capì l'oracolo- la moglie infatti di chiamava Etra- Così la notte seguente prese ai barbari Taranto, la più grande e prosperosa città sul mare.
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Il tiranno non si rallegra neppure delle vittorie sui nemici
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro ellenion 293 a pagina 327
Aἱ μὲν γὰρ πόλεις δήπου ὅταν κρατήσωσι μάχῃ τῶν ἐναντίων, οὐ ῥᾴδιον εἰπεῖν ὅσην μὲν ἡδονὴν ἔχουσιν ἐν τῷ τρέψασθαι τοὺς πολεμίους, ὅσην δ᾽ ἐν τῷ διώκειν, ὅσην δ᾽ ἐν τῷ ἀποκτείνειν τοὺς πολεμίους, ὡς δὲ γαυροῦνται ἐπὶ τῷ ἔργῳ, ὡς δὲ δόξαν λαμπρὰν ἀναλαμβάνουσιν, ὡς δ᾽ εὐφραίνονται τὴν πόλιν νομίζοντες ηὐξηκέναι. ἕκαστος δέ τις προσποιεῖται καὶ τῆς βουλῆς μετεσχηκέναι καὶ πλείστους ἀπεκτονέναι, χαλεπὸν δὲ εὑρεῖν ὅπου οὐχὶ καὶ ἐπιψεύδονται, πλέονας φάσκοντες ἀπεκτονέναι ἢ ὅσοι ἂν τῷ ὄντι ἀποθάνωσιν: οὕτω καλόν τι αὐτοῖς δοκεῖ εἶναι τὸ πολὺ νικᾶν. ὁ δὲ τύραννος ὅταν ὑποπτεύσῃ καὶ αἰσθανόμενος τῷ ὄντι ἀντιπραττομένους τινὰς ἀποκτείνῃ, οἶδεν ὅτι οὐκ αὔξει ὅλην τὴν πόλιν, ἐπίσταταί τε ὅτι μειόνων ἄρξει, φαιδρός τε οὐ δύναται εἶναι οὐδὲ μεγαλύνεται ἐπὶ τῷ ἔργῳ, ἀλλὰ καὶ μειοῖ καθ᾽ ὅσον ἂν δύνηται τὸ γεγενημένον, καὶ ἀπολογεῖται ἅμα πράττων ὡς οὐκ ἀδικῶν πεποίηκεν. οὕτως οὐδ᾽ αὐτῷ δοκεῖ καλὰ τὰ ποιούμενα εἶναι. καὶ ὅταν ἀποθάνωσιν οὓς ἐφοβήθη, οὐδέν τι μᾶλλον τοῦτο θαρρεῖ, ἀλλὰ φυλάττεται ἔτι μᾶλλον ἢ τὸ πρόσθεν.
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