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I discendenti di Eaco VERSIONE DI GRECO di Isocrate TRADUZIONE dal libro Ellenion
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Ellenion pagina 442 numero 427
inizio: και μην ει τις υμων ταυτα μεν ουτως ... fine: ... νυν εν τοις πεπραγμενοις Φιλιππω.
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Ellenion pagina 446 numero 433
Frase iniziale: πέρας μὲν γὰρ ἅπασιν ἀνθρώποις ἐστὶ τοῦ βίου θάνατος, κἂν ἐν οἰκίσκῳ τις αὑτὸν καθείρξας τηρῇ· δεῖ δὲ τοὺς ἀγαθοὺς ἄνδρας ἐγχειρεῖν μὲν ἅπασιν ἀεὶ τοῖς καλοῖς, τὴν ἀγαθὴν προβαλλομένους ἐλπίδα, φέρειν δ' ... frase finale: λευθερίας κίνδυνός τις αὐτοὺς καταλαμβάνῃ, οὔτε μνησικακήσετ' οὔθ' ὑπολογιεῖσθε.
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καίτοι σκέψασθε πῶς ἐπὶ τῶν προγόνων ταῦτ' εἶχεν: οὐ γὰρ ἀλλοτρίοις ὑμῖν παραδείγμασι χρησαμένοις, ἀλλ' οἰκείοις ἔξεσθ' ἃ προσήκει πράττειν εἰδέναι. ἐκεῖνοι Θεμιστοκλέα τὸν τὴν ἐν Σαλαμῖνι ναυμαχίαν στρατηγοῦντα καὶ Μιλτιάδην τὸν ἡγούμενον Μαραθῶνι καὶ πολλοὺς ἄλλους, οὐκ ἴσα τοῖς νῦν στρατηγοῖς ἀγάθ' εἰργασμένους, μὰ Δί' οὐ χαλκοῦς ἵστασαν, ἀλλ' ὡς οὐδὲν αὑτῶν κρείττους ὄντας, οὕτως ἐτίμων. καὶ γάρ τοι τῶν ἔργων οὐδενός, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, τῶν τότ' ἀπεστέρησαν αὑτούς, οὐδ' ἔστ' οὐδεὶς ὅστις ἂν εἴποι τὴν ἐν Σαλαμῖνι ναυμαχίαν Θεμιστοκλέους, ἀλλ' Ἀθηναίων, οὐδὲ τὴν ἐν Μαραθῶνι μάχην Μιλτιάδου, ἀλλὰ τῆς πόλεως. νῦν δὲ πολλοὶ τοῦτο λέγουσιν, ὡς Κέρκυραν εἷλε Τιμόθεος καὶ τὴν μόραν κατέκοψεν Ἰφικράτης καὶ τὴν περὶ Νάξον ναυμαχίαν ἐνίκα Χαβρίας: δοκεῖτε γὰρ αὐτοὶ τῶν ἔργων τούτων παραχωρεῖν τῶν τιμῶν ταῖς ὑπερβολαῖς αἷς δεδώκατ' ἐπ' αὐτοῖς ἑκάστῳ τούτων.
Considerate (σκοπέω imperativo aoristo 2a pl) come governavano queste cose fino ai vostri antenati, non avendo utilizzato infatti modelli (χράομαι aor part dat regge dativo) stranieri ma familiari, a voi conviene realizzare e rendere simili questi (modelli) che esistettero e che avete visto.
Quelli, Temistocle che era generale durante la battaglia navale a Salamina e Milziade che era a capo ( part ἡγέομαι) a Maratona e molti altri che avevano operato bene (ἐργάζομαι part perf) e che non sono uguali ai comandanti di ora, in nome di Dio non (ἵστημι imperf), non erigevano statue di bronzo ma poiché nessuno era più forte di loro, li onoravano tanto.
E infatti o uomini ateniesi, credetemi (τοι) essi non rifiutarono (aor ἀποστερέω) nessuna delle azioni fra quelle di allora e non c'è nessuno che definirebbe di Temistocle [la battaglia] durante la Battaglia navale di Salamina, [ma la definirebbe la battaglia] degli Ateniesi, né quella a Maratona la battaglia di Milziade, ma quella della città.
Ora molti dicono questo [ovvero] che Timoteo ha preso (aor αἱρέω) Corcira, che Ificrate trucidò (aor κατακόπτω ) una divisione [spartana], che Cabria vinceva (imperf νικάω) la battaglia navale a Nasso. Voi stessi sembrate lasciare (παραχωρέω regge il gen) gli onori di queste azioni alle più alte dignità (alle superiorità) che avete dato (perf δίδωμι) a ciascuno di questi.
Traduzione di Anna Maria Di Leo che la concede solo al sito skuolasprint. it
Grammatica greca per questa versione (spiegazioni video)
IL PARTICIPIO CONGIUNTO GRECO
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Due navi di Conone riescono a forzare il blocco di Mitilene
versione greco Senofonte traduzione libro Ellenion
Ὁ δὲ Κόνων ἐπεὶ ἐπολιορκεῖτο καὶ κατὰ γῆν καὶ κατὰ θάλατταν, καὶ σίτων οὐδαμόθεν ἦν εὐπορῆσαι, οἱ δὲ ἄνθρωποι πολλοὶ ἐν τῇ πόλει ἦσαν καὶ οἱ Ἀθηναῖοι οὐκ ἐβοήθουν διὰ τὸ μὴ πυνθάνεσθαι ταῦτα, καθελκύσας τῶν νεῶν τὰς ἄριστα πλεούσας δύο ἐπλήρωσε πρὸ ἡμέρας, ἐξ ἁπασῶν τῶν νεῶν τοὺς ἀρίστους ἐρέτας ἐκλέξας καὶ τοὺς ἐπιβάτας εἰς κοίλην ναῦν μεταβιβάσας καὶ τὰ παραρύματα παραβαλών. Τὴν μὲν οὖν ἡμέραν οὕτως ἀνεῖχον, εἰς δὲ τὴν ἑσπέραν, ἐπεὶ σκότος εἴη, ἐξεβίβαζεν, ὡς μὴ καταδήλους εἶναι τοῖς πολεμίοις ταῦτα ποιοῦντας. Πέμπτῃ δὲ ἡμέρᾳ εἰσθέμενοι σῖτα μέτρια, ἐπειδὴ ἤδη μέσον ἡμέρας ἦν καὶ οἱ ἐφορμοῦντες ὀλιγώρως εἶχον καὶ ἔνιοι ἀνεπαύοντο, ἐξέπλευσαν ἔξω τοῦ λιμένος, καὶ ἡ μὲν ἐπὶ Ἑλλησπόντου ὥρμησεν, ἡ δὲ εἰς τὸ πέλαγος. Τῶν δ᾽ ἐφορμούντων ὡς ἕκαστοι ἤνοιγον, τάς τε ἀγκύρας ἀποκόπτοντες καὶ ἐγειρόμενοι ἐβοήθουν τεταραγμένοι, τυχόντες ἐν τῇ γῇ ἀριστοποιούμενοι: εἰσβάντες δὲ ἐδίωκον τὴν εἰς τὸ πέλαγος ἀφορμήσασαν, καὶ ἅμα τῷ ἡλίῳ δύνοντι κατέλαβον, καὶ κρατήσαντες μάχῃ, ἀναδησάμενοι ἀπῆγον εἰς τὸ στρατόπεδον αὐτοῖς ἀνδράσιν. Ἡ δ᾽ ἐπὶ τοῦ Ἑλλησπόντου φυγοῦσα ναῦς διέφυγε, καὶ ἀφικομένη εἰς τὰς Ἀθήνας ἐξαγγέλλει τὴν πολιορκίαν.
Conone quando era assediato per terra e per mare e da nessuna parte era possibile procurarsi il cibo e molti uomini erano nella città, e gli ateniesi non correvano in aiuto, per il fatto che non erano informati di ciò mettendo in mare tra le navi quelle che nel modo migliore navigavano ne equipaggio due prima di giorno, da tutte le navi avendo scelto i migliori rematori e avendo condotto i soldati nel fondo della nave e dopo aver deposto( calato) le coperture per le navi. Così dunque trascorreva il giorno verso sera quando era buio li faceva sbarcare in modo da non essere visibili per i nemici quando facevano ciò nel quinto giorno avendo portato cibo sufficiente quando era ormai metà del giorno e quelli che stavano all'ancora erano non curanti e alcuni si riposavano uscirono fuori dal porto e una nave rimase ancorata sull'ellesoponto l'altra salpò verso il mare aperto. Gli assedianti accorsero ognuno il più rapidamente possibile e nella più grande confusione, perché erano a terra a consumare il pasto; levate in tutta fretta le ancore, si lanciarono all'inseguimento della nave che aveva preso il largo; la raggiunsero al tramonto e la catturarono dopo un combattimento, quindi la rimorchiarono, riportandola indietro con tutto l'equipaggio. La nave che era andata verso l'Ellesponto, invece, riuscì a fuggire e a raggiungere Atene, portando la notizia dell'assedio.
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