- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ASTREA - versioni di greco tradotte
- Visite: 3
Dioxippo l'Ateniese
Libro: Astrea
Dioxippo, l'ateniese vincitore nei giochi di Olimpia come lottatore, fece un ingresso trionfale ad Atene secondo l'usanza degli atleti. Il popolo allora accorse e aggrappati chi di qua chi di la lo guardavano; fra questi accorse allo spettacolo anche una donna che si distingueva per bellezza. Dioxippo, vistala, si lascio subito vincere dalla bellezza e continuò a fissare la donna e a girarsi e a cambiare di molti colori la faccia. Perciò fu chiaro a molti che non aveva guardato con indifferenza la donna. In particolare si accorse del fatto Diogene di Sinope e disse a quelli che gli erano vicino: "Guardate il vostro grande atleta, si lascia rovinare da una ragazzetta!".
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ASTREA - versioni di greco tradotte
- Visite: 3
Orazione per l'invalido
versione greco Lisia traduzione libro“Astrea” p. 304 n. 5
<Ού> πολλού δέω χάριν έχειν, ώ βουλή, τώ κατηγορώ, ότι μοι παρεσκεύασε τόν αγώνα τούτον. Πρότερον <γάρ> ούκ έχων πρόφασιν έφ' ής τού βίου λόγον οοίην, νυνί διά τούτον εϊληφα. Και πειράσομαι τω λόγω τούτον μέν έπιδεϊξαι ψευδόμενον, έμαυτόν δέ βεβιωκότα μέχρι τήσδε της ημέρας επαίνου μάλλον άξιον ή φθόνου· διά γάρ ουδέν άλλο μοι δοκεϊ παρασκεύασα ι τόνδε μοι τόν κίνδυνον ούτος ή διά φθόνον. ΚΗ Καίτοι όστις τούτοις φθονεί ους οί άλλοι έλεούσι, τίνος αν ύμίν ό τοιούτος άποσχέσθαι δοκεϊ πονηρίας; Εί μέν γάρ ένεκα χρημάτων με συκοφαντεί...· εί δ' ώς έχθρόν εαυτού με τιμωρείται, ψεύδεται- διά γάρ τήν πονηρίαν αυτού ούτε φίλω ούτε έχθρώ πώποτε έχρησάμην αύτώ. ΕΚ Ήδη τοίνυν, ώ βουλή, δήλος έστι φθονών, ότι τοιαύτη κεχρημένος συμφορά τούτου βελτίων ειμί πολίτης. Και γάρ οίμαι δείν, ώ βουλή, τά τού σώματος δυστυχήματα τοις τής ψυχής έπιτηδεύμασιν ίάσθαι, είκότως. Εί γάρ έξ ίσου τή συμφορά και τήν διάνοιαν έξω και τόν άλλον βίον διάξω, τί τούτου διοίσω;
Ci manca poco perché io renda grazie, o assemblea, all’accusatore, poiché ha preparato per me questa assemblea, anche se prima non avevo una ragione per giustificare la mia vita, ora ce l’ho grazie a questo. E tenterò di dimostrare con il discorso che questo è un bugiardo, e che io fino a questo giorno terribile ho vissuto più nell’elogio che nella malevolenza: mi sembra che abbia organizzato per me questo processo per null’altro se non per invidia. Certo, da quale malvagità vi sembra che possa astenersi questo che prova invidia per coloro che gli altri commiserano? Infatti se mi accusa ingiustamente per i beni (qui Lisia sottintende “è una follia” per l’ovvietà di questa affermazione), se mi punisce come suo nemico mente: infatti per la sua malvagità non l’ho mai considerato né come amico né come nemico. Dunque ormai, o assemblea, è chiaro che è invidioso, perché pur avendo sofferto una tale sciagura (l’invalidità) io sono un cittadino migliore di lui.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ASTREA - versioni di greco tradotte
- Visite: 0
Diogene e Dioxippo
Libro: Astrea
Traduzione n. 1
L'Ateniese Diossippo, un atleta vincitore nei giochi di Olimpia faceva un ingresso trionfale (imperf εἰσελαύνω) ad Atene secondo la legge degli atleti. (imp συρρέω). Accorreva di conseguenza la folla da ogni parte (ἐκκρεμάννῡμι) poiché desiderava vederlo (ἐθεῶντο imperf ind mp 3a pl θεάω): fra questi anche una donna che si distingueva per bellezza (ἀπήντησε, ἀπαντάω aor ind att 3a sg) si presentò alla (sua) vista. Diossippo vedendola lì per lì fu sopraffatto (ἡττήθη, ἡσσάομαι aor ind mp 3a sg) dalla (sua) bellezza, come verosimile, perseverò a fissarla (fissandola) e a cingerla (cingendola) e mutando il volto in molti colori della pelle. Questa cosa fu scoperta da molti che osservavano non con negligenza l'uomo. Soprattutto Diogene di Sinope notò (κατέγνω, καταγιγνώσκω aor ind att 3a sg) il suo cambiamento. E verso quelli che erano vicino : "Guardate il vostro grande atleta che si fa rompere il collo (ἐκτραχηλιζόμενον, ἐκτραχηλίζω pres part mp masc) da una fanciulla". (traduzione letterale del passo di Anna Maria Di Leo)
Dioxippo, l'atleta olimpionico, Ateniese, fece ingresso trionfale ad Atene secondo l'uso degli atleti. Quindi la folla si radunava, e aggrappato chi di qua chi di là lo osservava; in questi anche una donna che si distingueva per bellezza gli si presentò alla visione. Avendola vista, Dioxippo subito fu vinto dalla bellezza e continuò a guardare la donna e a voltarsi e a mutare il viso in molti colori. Da queste cose certo fu evidente a molti che non guardava la donna con indifferenza. Soprattutto Diogene di Sinope notò la sua passione e disse a quelli vicino: "Guardate, il vostro grande atleta che è fatto cadere in rovina da una fanciulla
traduzione n. 2
Dioxippo, l'ateniese vincitore nei giochi di Olimpia come lottatore, fece un ingresso trionfale ad Atene secondo l'usanza degli atleti. Il popolo allora accorse e aggrappati chi di qua chi di la lo guardavano; fra questi accorse allo spettacolo anche una donna che si distingueva per bellezza. Dioxippo, vistala, si lascio subito vincere dalla bellezza e continuò a fissare la donna e a girarsi e a cambiare di molti colori la faccia. Perciò fu chiaro a molti che non aveva guardato con indifferenza la donna. In particolare si accorse del fatto Diogene di Sinope e disse a quelli che gli erano vicino: "Guardate il vostro grande atleta, si lascia rovinare da una ragazzetta!".
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ASTREA - versioni di greco tradotte
- Visite: 0
Dioxippo l'Ateniese
Libro: Astrea
Dioxippo, l'ateniese vincitore nei giochi di Olimpia come lottatore, fece un ingresso trionfale ad Atene secondo l'usanza degli atleti. Il popolo allora accorse e aggrappati chi di qua chi di la lo guardavano; fra questi accorse allo spettacolo anche una donna che si distingueva per bellezza. Dioxippo, vistala, si lascio subito vincere dalla bellezza e continuò a fissare la donna e a girarsi e a cambiare di molti colori la faccia. Perciò fu chiaro a molti che non aveva guardato con indifferenza la donna. In particolare si accorse del fatto Diogene di Sinope e disse a quelli che gli erano vicino: "Guardate il vostro grande atleta, si lascia rovinare da una ragazzetta!".
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ASTREA - versioni di greco tradotte
- Visite: 3
ENEA PER LA SUA GENEROSITà è
AMMIRATO DAI NEMICI Versione greco libro Astrea
Dopo che Ilio era caduta in mano al nemico, avendo gli Achei compassione delle sorti dei conquistati annunciarono a tutti i troiani questa cosa che ciascuno degli uomini liberi che prendesse via delle cose familiari qualunque cosa volesse la portasse via dopo averla presa. Enea quindi dopo aver preso su di se gli dei patrii li portava via. Essendosi quindi compiaciuti per la pietà dell'uomo gli Achei gli concessero di portare via un ulteriore bene. Egli portava via correndo fermissimamente sulle spalle il padre invecchiato (il vecchio padre). Essendo quindi riempiti di ammirazione per questa cosa non pochissimo, gli permisero di prendere tutte le cose possedute, riconoscendo che dinanzi agli uomini piii anche i nemici per natura diventano miti