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ORFEO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Astrea
TRADUZIONE
Orfeo arrivò a tal grande fama che sembrava ammaliare con il canto sia le belve feroci che le piante. Ma occupatosi di educazione e avendo appreso i racconti sulla teologia, si recò in Egitto e là, dopo aver imparato, diventò il più grande tra i greci nella teologia, nell'arte poetica e nei canti. Fece una grande spedizione militare anche con gli argonauti e, per l'amore verso una donna, osò scendere nell'Ade straordinariamente. Dopo aver sedotto Persefone, la persuase ad assecondare i (suoi) desideri, a concedere di far risalire dall'Ade sua moglie che era morta.
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RITRATTO DI FILIPPO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Astrea - pag. 213 n. 6
TRADUZIONE
Filippo regnò per 24 anni sui Macedoni, servendosi di pochissimi mezzi fondò il proprio regno grandissimo tra le dinastie in Europa e avendo conquistato la Macedonia sottomessa agli Illiri la rese signora di molti e grandi popoli e città. per la propria virtù ottennè l'egemonia di tutta la grecia essendosi le città sottomesse volontariamente, avendo vinto a Delfi coloro che avevano saccheggiato il tempio ed essendo accorso in aiuto all'oracolo, partecipò all'assemblea della lega degli Anfizioni e per la sua devozione verso gli dei ricevtte come premio le pietre per votare dei focesi che erano stati vinti.
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COME BISOGNA VALUTARE GLI AMICI
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Astrea
TRADUZIONE
Bisogna che voi non ascoltiate quelli che, nell'attuale circostanza, vi adulano, e non si occupano (non pensano al) del futuro; (Non bisogna che ascoltiate ) né coloroi che, da una parte, affermano di amare il popolo, e dall'altra fanno a pezzi l'intero stato. Costoro infatti hanno trasportato la città verso una pazzia tale, (tanto) che questa (la città) ha patito (tutte) le cose che poco fa vi ho illustrato (spiegato). Uno potrebbe meravigliarsi più di ogni cosa del fatto che votiate come capi di governo non quelli che hanno i medesimi propositi di coloro che hanno fatto potente lo stato, ma quelli che affermano e fanno le stesse cose di chi lo ha disintegrato, e questo (pur) sapendo non solo che gli onesti si distinguono dai disonesti nel fatto che rendono lo stato prospero, ma anche che la democrazia, sotto il patrocinio di costoroi, in molti anni non fu mai turbata, né rovesciata, e sotto costoro in poco tempo è stata distrutta già due volte.
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GIASONE INCONTRA MEDEA
Ίστορούσι τούς Άργοναύτας από τῆς Ταυρικῆς κομισθέντας νυκτός καταπλευσαι τῆς Κολχίωδος εις τό προειρημένον τέμενος. "Ενθα δή περιτυχόντας τῇ Μηδείᾳ πλανωμένη παρά τόν αΐγιαλόν, και μαθόντας παρ' αΰτης τό της ξενοκτονίας νόμιμον, άποδέξασθαι μέν τήν ήμερότητα τῆς παρθένου, δηλώσαντας δ' αύτῇ τήν εαυτῶν έπιβολήν πάλιν παρ' εκείνης μαθεῖν τόν υπάρχοντα αύτῇ κίνδυνον από τοῦ πατρός διά τήν πρός τούς ξένους ευσέβειαν. Κοινοῦ δε τοῦ συμφέροντος φανέντος, τήν μεν Μήδειαν έπαγγείλασθαι συνεργήσειν αύτοῖς μέχρι ἃν συντελέσωσι τόν προκείμενον ἇθλον, τόν δ' Ιάσονα διά τῶν ὂρκων δοῦναι πίστεις ὂτι γήμας αυτήν ἒξει σύμβιον ἃπαντα τόν τοῦ ζῆν χρόνον. Μετά δε ταΰτα τούς Άργοναύτας άπολιπόντας φυλακάς τῆς νεώς, νυκτός όρμῆσαι μετά τῆς Μηδείας επί τό χρυσόμαλλον δέρος.
TRADUZIONE
Raccontano che gli Argonauti, dopo essersene andati dalla Tauride, fossero approdati di notte al già citato terreno sacro della Colchide. Lì, imbattutisi in Medea che vagava sulla spiaggia, ed essendo venuti a sapere da lei dell'usanza di uccidere gli stranieri, accolsero da un lato con piacere la gentilezza della ragazza, dall'altro, avendole manifestato la loro iniziativa, vennero a sapere nuovamente da lei il rischio che le toccava da parte del padre a causa dell'atto di pietà nei confronti degli stranieri. Manifestatasi quindi l'ultilità comune, Medea promise che avrebbe cooperato con loro finchè non avessero portato a termine l'impresa che si proponevano, e Giasone diede assicurazione attraverso giuramenti che, una volta sposatala, l'avrebbe avuta come compagna per tutto il tempo della vita. Dopo questi fatti, gli Argonauti, dopo aver lasciato delle guardie alla nave, di notte, con Medea, si misero in moto verso la pelle dal vello d'oro.
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La vendetta di Timoclea VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Astrea
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