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LA VOLPE E LA PANTERA VERSIONE DI GRECO di Esopo TRADUZIONE DAL LIBRO EULOGHIA
Una volpe ed una pantera litigavano per la bellezza, la pantera esibendosi per ogni ornamento del corpo, la volpe essendo sfortunata disse : "anche io sono in possesso di un alquanto grande bellezza che non riguarda il corpo, ma invece lo spirito, che è abbellito" La favola dimostra che l'ornamento del pensiero è migliore della bellezza del corpo.
DAL LIBRO GRECO NUOVA EDIZIONE
Una volpe e una pantera assai errogante discutevano sulla bellezza. Muovendo la pantera la varieta' delle forme del suo corpo, dicendo questa che l'altro e' molto agile e molto veloce, la volpe rispondeva: "Ma io sono più bella di te perche' sono la più varia tra tutti gli animali non nel corpo, ma nell'animo. " Il racconto dimostra che l'ornamento del pensiero e' migliore della bellezza del corpo.
DA ALTRO LIBRO NON IDENTIFICATO
Una volpe e una pantera si contendevano la palma della bellezza. Siccome la pantera continuava a magnificare la flessuosità delle proprie membra, la volpe prese la parola ed esclamò: " quanto sono più bella di te, io che ho agile non il corpo ma la mente!". La favola dimostra che lw doti dell'ingegno sono superiori alla bellezza fisica.
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SUPERBIA PUNITA
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
TRADUZIONE
Una zanzara andando da un leone disse: "Né ti temo né tu sei più forte di me: tu infatti credi di essere potente perché ferisci con gli artigli e mordi con i denti; anche la donna fa ciò litigando con l'uomo. Ma io sono molto più forte di te, ma andiamo dunque alla battaglia. " la zanzara dando il segnale di battaglia conficcò, pungendo le parti anteriori prive di pelo intorno alle narici. Ma il leone si grattò con le proprie unghie finché non venne meno. La zanzara allora, vittoriosa sul leone, suonando la tromba e cantando un epinicio volò via. Ma poco dopo cadde in una ragnatela di un ragno e mentre veniva divorata si lamentava: "Oh me misera: dopo aver combattuto contro nemici potentissimi, sono uccisa a un ragno, animale di poco conto. "
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LA FORMICA E LO SCARABEO
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Metis - pagina 109 numero 32
TRADUZIONE
Durante l'estate una formica andava in giro per il campo e raccoglieva grano e orzo; infatti accumulava cibo per l'inverno. Uno scarabeo la vede e si meraviglia che la formica lavora quando gli altri animali trascurano la fatica e stanno a riposo. Allora quella stava inoperosa; in seguito quando l'inverno veniva e il concime era bagnato dalla pioggia, lo scarabeo era oppresso dalla fame e giunse presso la formica e ha bisogno di prendere il cibo. Quella gli disse : "Oh scarabeo, ma se tu avessi faticato quando io lavoravo e tu mi rinfacciavi, ora non avresti bisogno di cibo. " Così gli uomini sconsiderati davanti ai cambiamenti del tempo cadono in disgrazia.
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L'asino e il cagnolino
VERSIONE DI GRECO di Esopo
Un cagnolino era stimato/amato dal padrone a causa delle sue moine e il cibo gli era dato ogni giorno dalla famiglia subito dopo la mensa. Un asino invece era disprezzato anche dai servi e bruciava d'invidia. Così diceva: " se un animale tanto immondo è così apprezzato dal mio padrone e da tutta la famiglia, quanto io sarei amato se facessi ossequio a quello? Io sono buono e utile: sono nutrito dall'acqua (proveniente) da pure sorgenti, a me è dato cibo raffinato, io posso condurre una vita beata e avere un grandissimo onore!".L'asino quindi, quando vide il padrone, gli andò incontro, gridò (oppure: schiamazzò/ragliò), balzò e si collocò sopra, pose le zampe alle (sulle) spalle del padrone, leccandolo con la lingua, sporca la veste con macchie, affatica il padrone con il suo peso.Tutta la famiglia è scossa (oppure: agitata) dal clamore del padrone, afferrano bastoni e pietre, rendono l’asino invalido, rompono le membra e le costole e lo lasciano così in una stalla (oppure presso una stalla) stanco e semivivo.
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ERMES E IL VENDITORE DI STATUE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Ellenisti - pag. 345 n. 1
TRADUZIONE
Ermes, poiché voleva sapere in quale stima fosse presso gli uomini, rendendosi simile ad un uomo giungeva nell'officina di uno scultore. Quando vedeva una statua di Zeus chiedeva per quanto potesse prenderne una. dicendo quello: "Una Dracma", (Ermes) diceva ridendo " Per quando una statua di Era?". mentre quello rispondeva Molto di più", Ermes, mentre vedeva anche la statua e pensava che, poiché è il messaggero degli dei è colui che procura guadagno, gli uomini lo stimino molto, chiede " Per quanto?". Lo scultore diceva: " Qualora compri quelle, ti dò anche questa aggiunta".