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Κόραξ ποτε αρπάζει τυρον και επι δένδρου καθέζεται. 'Αλώπηξ δε, οτε τον κόρακα ορα, λέγει· "Καλος ει 'Αληθειαν λέγω. Καλους γαρ ονυχας και πτέρυγας εχεις. Ει και φωνην εχεις, αναξ των ζωων αλεθως ει. '´Ελεγε προς απάτην. 'Ο δε κόραξ την της αλώπεκος πονηρίαν ουκ αισθάνεται· ευθυς γαρ εκβάλλει τον τυρον και ανακράζει. 'Η δ'αλώπηξ λαμβάνει τον τυρον και λέγει· "Ω κόραξ, φωνην μέν εκεις αληθως, νουν δ'ουκ εχεις
Un corvo una volta ruba un formaggio e si sofferma su un albero. Quando una volpe vede il corvo, dice: "Sei bello. Dico la verità. Infatti, hai dei begli artigli ed ali. Se hai anche una voce, sei veramente un re degli animali. Parlava con inganno. Ma il corvo non comprende la malvagità della volpe: fa caderere infatti subito il formaggio e gracida. Allora, la volpe afferra il formaggio e dice: "corvo, hai veramente una voce, ma non hai intelletto".
Ulteriore proposta di traduzione
Una volta un corvo ruba del formaggio e si posa su di un albero. Una volpe, appena vede il corvo, gli dice: "Come sei bello. Dico il vero. Infatti hai bellissimi gli artigli (ὄνυξ -ῠχος, ὁ) e le ali. Se hai anche la voce, sei veramente il re degli uccelli". Parlava con inganno. Il corvo non si avvede della spregevolezza della volpe: subito infatti lascia cadere il formaggio e spiega la voce. La volpe afferra il formaggio e dice: "Corvo, la voce ce l'hai sicuramente, ma ti manca il cervello!".(by Geppetto)
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Γεωργος ταπεινος ποτε εν τω σκαπτειν χρυσιω ...εστι τους ευεργετας επιγιγνωσκειν.
Un contadino, scavando, trovò una moneta d'oro. Ogni giorno perciò offriva una corona a Gea, pensando di essere stato beneficiato da lei. Allora Tiche, comparsagli accanto, gli disse: "Amico, perché rendi onore a Gea per i doni che io ti ho dato, volendo renderti ricco? Se infatti la circostanza dovesse cambiare e codesto tuo oro passasse in altre mani, so che allora biasimeresti me, Tiche!" La favola vuole dirci che bisogna saper individuare quali siano i nostri benefattori e ad essi tributare la nostra riconoscenza
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La cerva ingrata versione greco Esopo
Ελαφος, εν τω φευγειν κυνηγους, υπο εκρυπτετο. Ως ταχιστα οι κυνηγοι παρηρχοντο, η ελαφος ελεγε προς εαυτην· "Ηδη εσωζομην*" και ηρχετο τρωγειν τα αμπελου φυλλα. Τα μεν φυλλα εσειετο, οι δε κυνηγοι ηκουον τα φυλλα κινουμενα και επεστρεφον. Εις δε αυτων ελεγε· "Ζωον υπο αμπελω κρυπτεται. " Παλιν δε η ελαφος εφευγε, αλλα ραδιως τοις ακοντιοις εβαλλετο και διεφθειρετο. Προ του αποθνησκειν, η ελαφος μετα στεναγμων ελεγε· "Δικαια πασχω· ετρωγον γαρ την αμπελον, ηπερ εσωζε με εκ των κυνηγων".
Nel fuggire a dei cacciatori, una cerva si nascose sotto una vite. Appena i cacciatori andarono oltre, la cerva disse fra sé: "Ormai mi sono salvata" e andò a mangiare le foglie della vite. Ma le foglie si muovevano, e i cacciatori capirono che le foglie erano smosse e tornarono indietro. Allora, uno di loro disse: "un animale si nasconde sotto una vite". Nuovamente la cerva fuggì ma facilmente venne colpita dalle frecce e venne uccisa. Prima di morire, la cerva disse tra lamenti: "Soffro giustamente: infatti, mangiavo la vite, proprio quella che mi salvava dai cacciatori".
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Processo per stregoneria e frode
Versione greco da Esopo
Δολερα μεν μαγος επηγγελετο επωδας και ελεγε δυνατη ειναι απαλλασσειν την των θεων οργην απο των ανθρωπων οτε ημαρτανον πολλας επωδας ουτως ετελει και ου μικρα εκερδαινε Των δε πολιτων ενιοι εγραφοντο την μαγον, εις δικην απηγον και κατηγορουν περι ασεβειαν, ως κατελυεν τα θεια και τα νομινα. Οι δικασται κατεδικαζον την μαγον επι θανατω. Πολιτης δε παρερχομενος οτε μ μαγος απηγετο εκ των δικαστηριων, ελεγεν "Ω μωρα, η τας των θεων οργας αποτρεπειν επαγγελλομενη, πως ουδε ανθρωπους ειχες πειθειν; " Ο λογος δηλοι οτι οι δολεροι, μακρα κατεπαγγελλομενοι ελεγχονται αυδνατοι τα μετρια διαπρασσειν.
Un'ingannevole maga prometteva sortilegi ed affermava che era in grado di distogliere l'ira degli dei dagli uomini quando erravano: così faceva lunghi sortilegi ma (e) guadagnava non poco. In seguito, alcuni fra i cittadini accusavano la maga, la citarono in giudizio e la accusavano di empietà, in quanto violava le cose e le leggi sacre. I giudici condannavano a morte la maga. Un cittadino, arrivato allora (li) vicino, mentre la maga era condotta fuori dal tribunale, disse "o sciocca (maga), tu che dicevi di allontanare le ire degli dei, come mai non sei riuscita a convincere neanche gli uomini?". La favola dimostra che coloro che ingannano, sebbene promettano cose grandi, non sono capaci di portare a termine le cose ordinarie.
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Πέρδικά τις θήῤευςας έμελλε... Fine: των κινδυνων τηλευτεςει.
Un tale, avendo catturato (che aveva catturato) una pernice stava per sgozzarla. Essa supplicava il cacciatore dicendo queste parole: «Lasciami vivere, carissimo uomo; se infatti avrai pietà di me, condurrò nelle tue reti molte pernici al posto mio. Il cacciatore allora disse: «Proprio per questa stessa cosa ti sacrificherò, perché vuoi rovinare i tuoi compagni e i tuoi amici». La favola dimostra che colui che progetta un inganno contro i suoi stessi amici, morirà lui stesso nelle insidie dei pericoli.