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DIOGENE E ANTISTENE
VERSIONE DI GRECO di Eliano
Επεὶ ό Αντισθένης πολλούς προυτρεπεν επὶ φιλοσοφιαν, όι δε ουδέν αυτῳ προσειχον, τέλος ηγανακτει και ουδενα προσεδεχετο. Καὶ Διογένη ουν ήλαυνεν από τῆς συνουσίας αυτού. Επεὶ δε ην λιπαρεστερος ό Διογένης και προσελιπαρει, ενταύθα κατα τῆς κεφαλῆς τῂ βακτήριᾳ παισειν αυτού ηπειλει. Ο δε ουκ απηλλαττετο, αλλ' ετι μάλλον προσελιπαρει φιλοπονως, ακουειν αυτού δίψῶν, και έλεγε- «Συ μεν παιε, ει βουλει, εγω δε κατακλινω τήν κεφαλήν και ουκ αν ούτως χρῳο τῂ βακτήριᾳ σκληρή, ωστε με απελαυνειν τῶν διατριβῶν τῶν σῶν». Ο δε υπερησπαζετο αυτόν.
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IL SOGNO DI ASPASIA
VERSIONE DI GRECO di Eliano
TRADUZIONE dal libro Corso di greco lingua e civiltà
TRADUZIONE
Aspasia, figlia di Ermotimo, veniva cresciuta in condizione di orfana, poiché sua madre moriva (meglio: era morta) durante il parto; perciò veniva allevata in povertà, ma tuttavia in maniera saggia e forte. Le appariva continuamente un sogno e le presagiva buone cose, alludendo alla fortuna che le sarebbe toccata in futuro. Mentre era ancora ragazza, le venne un'escrescenza sul volto, proprio sotto la mascella, brutta a vedersi; sia il padre che la ragazza ne divenivano più insofferenti. Il padre la fa vedere ad un medico; questo afferma che la fanciulla è destinata a guarire se gli dà tre stateri (monete). Il padre dice di non averne, ma il medico risponde che neppure lui gli può procurare la medicina. Aspasia dunque aveva un forte dolore e mentre usciva piangeva. A lei che non aveva cenato per la molestia si presentò un sonno molto tempestivo e insieme al sonno arrivò una colomba e, diventata una donna, le disse: «Salve. Pesta e applica sull'escrescenza i germogli delle corone di rose di Afrodite che ormai sono secchi». La ragazza ascolta e obbedisce alla donna, e così l'escrescenza scompare. E Aspasia è di nuovo la più bella tra le fanciulle, ricevendo la bellezza dalla più bella tra le dèe.
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ARTISTI E PUBBLICO: UN RAPPORTO DIFFICILE
VERSIONE DI GRECO di Eliano
INIZIO: Δυο εικοναϛ ειργαζετο ποτε Πολυκλειτοϛ ο ενδροξοτατοϛ αγαλματοποιοϛ την μεν τω οχλω χαριζομενοϛ την δε κατα τον νομον τηϛ τεχνεϛ.
FINE: αυτε γαρ πολυ συμμετροτερα εστιν και ευμορφοτερα.
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COME RODOPI DIVENNE MOGLIE DI PSAMMETICO
VERSIONE DI GRECO di Eliano
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
TRADUZIONE
Dicono le tradizioni degli egiziani che Rodopi sia stata una bellissima cortigiana. Una volta, mentre si stava lavando, la sorte, che ama compiere i paradossi e gli imprevisti, la aiutò (ad essere) meritevole non di intelletto ma di bellezza. Infatti, mentre si stava lavando e le serve facevano la guardia al vestito, giunse un'aquila e afferrò uno dei sandali, andando (essendo andata) lontano; e (li) portò a Memfi, mentre Psammetico amministrava la giustizia (nel periodo in cui Psammetico...) e gettò il sandalo in una caverna. Psammetico, guardando con meraviglia la consistenza del sandalo e la bellezza della funzionalità di questo, comandò soprattutto all'Egitto che fosse ricercata la donna della quale era il sandalo: e avendola trovata, la sposò.
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GENEROSITà DI DARIO
VERSIONE DI GRECO di Eliano
Ημερωτατον δε Δαρειου τουτο το εργον ακουω του παιδος του Ιστασπου. Αριβαζος ο Γρκανος επεβουλευσεν αυτω μετα και αλλων ανδρων ουκ αφανων εν Περσαις· ην δε η επιβουλη εν κυνηγεσιω. Απερ προμαθων ο Δαρειος ουκ επτηξεν, αλλα προσταξας αυτοις λαβειν τα οπλα και τους Ιππους, εκελευσεν αυτους διατεινασθαι τα παλτα, και δριμυ ενιδων «Τι ουν ου δρατε τουτο» ειπεν «εφ' δ και ωρμησατε; ». Οι δε ιδοντες ατρεπτον ανδρος βλεμμα ανεσταλησαν την ορμην. Το δεος δε αυτους κατεσχεν ουτως, ως και εκβαλειν τας αιχμας και αφαλασθαι των Ιππων και προσκυνησαι Δαρειον και εαυτους παραδουναι ο τι και βουλοιτο πραττειν. Ο δε διεστησεν αλλους αλλη, και τους μεν επι τα της Ινδικης ορια απεπεμψε, τους δε επι τα Σκυθικα. Και εκεινοι εμειναν αυτω πιστοι, δια μνημης εχοντες την ευεργεσιαν.
TRADUZIONE
So questo gesto molto degno di apprezzamento di Dario, figlio di Istaspe. Aribazo di Irconia tramò contro lo stesso insieme anche ad altri uomini noti tra i Persiani; ma il tranello era (previsto) durante la battuta di caccia. Essendo Dario venuto a sapere prima di quelle insidie non si scoraggiò, ma avendo ordinato loro di impugnare le armi e prendere i cavalli, ordinò che gli stessi prendessero le lance e guardando torvo disse: "Perchè dunque non fate anche ciò per cui vi eravate organizzati?". Ma quelli, avendo visto il volto impassibile dell'uomo, desistettero dall'assalto. La paura li pervase così che sia lasciarono cadere le armi sia scesero giù dai cavalli e si prostrarono a Dario e gli si consegnarono per ciò che volesse fare di loro. Egli separò chi da una parte chi dall'altra ed esiliò alcuni verso i monti dell'India, altri sui monti della Scizia. Allora quelli gli rimasero fedeli portandogli riconoscenza per la memoria del beneficio ricevuto.