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Οι γαρ της κατα τον παροντα χρονον γενεας προγονοι, και πατερες και τουτων επανω τας προσηγοριας εχοντες ... οτε τους επτ' επι Θηβας θαπτειν εκωλυεν Κρεων. (Epitafio per i caduti di Cheronea, 7 e 8 di Demostene)
Traduzione libera
Dall'origine della nostra razza fino a questi giorni (της κατα τον παροντα χρονον γενεας ) gli antenati, i padri, e sopra ogni altro, quelli che ebbero più chiaro nome onde sono da loro chiamati discendenti, non fecero mai oltraggio ai Greci o ai barbari, ma furono del buono, dell'onesto, del giusto assai osservanti, e nel difendersi per molte ed egregie gesta salirono in grande fama. Perchè l'esercito delle Amazzoni, le quali gli andavano addosso, le sgominarono a tal punto che le rimandarono di la della Faside, e non solo dalla nostra regione ma da tutta la Grecia misero in fuga Eumolpo e molti altri eserciti che tutti i nostri vicini ed i popoli d'occidente non poterono fermare. Che dire di più? Furono chiamati salvatori dei figli di Ercole che salvò tanti altri, quando fuggendo l'ira di Euristeo arrivarono supplici nel nostro paese. Ed oltre queste ed altre assai nobili gesta non vollero che i defunti non fossero privati dei funebri onori , quando Creonte vietava di dare sepoltura a sette combattenti a Tebe.
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ὅταν μὲν γὰρ ὑπ᾽ εὐνοίας τὰ πράγματα συστῇ καὶ πᾶσι ταὐτὰ συμφέρῃ τοῖς μετέχουσι τοῦ πολέμου, καὶ συμπονεῖν καὶ φέρειν τὰς συμφορὰς καὶ μένειν ἐθέλουσιν ἅνθρωποι· ὅταν δ᾽ ἐκ πλεονεξίας καὶ πονηρίας τις ὥσπερ οὗτος ἰσχύσῃ, ἡ πρώτη πρόφασις καὶ μικρὸν πταῖσμα ἅπαντ᾽ ἀνεχαίτισε καὶ διέλυσεν. οὐ γὰρ ἔστιν, οὐκ ἔστιν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, ἀδικοῦντα κἀπιορκοῦντα καὶ ψευδόμενον δύναμιν βεβαίαν κτήσασθαι, ἀλλὰ τὰ τοιαῦτ᾽ εἰς μὲν ἅπαξ καὶ βραχὺν χρόνον ἀντέχει, καὶ σφόδρα γ᾽ ἤνθησ᾽ ἐπὶ ταῖς ἐλπίσιν, ἂν τύχῃ, τῷ χρόνῳ δὲ φωρᾶται καὶ περὶ αὑτὰ καταρρεῖ. ὥσπερ γὰρ οἰκίας, οἶμαι, καὶ πλοίου καὶ τῶν ἄλλων τῶν τοιούτων τὰ κάτωθεν ἰσχυρότατ᾽ εἶναι δεῖ, οὕτω καὶ τῶν πράξεων τὰς ἀρχὰς καὶ τὰς ὑποθέσεις ἀληθεῖς καὶ δικαίας εἶναι προσήκει. (Demostene)
Qualora infatti il governo sussista all'insegna della benevolenza e le stesse cose tocchino a tutti coloro che partecipano alla battaglia, sia di lavorare insieme sia di sopportare gli eventi sia di rimanere (=non fuggire) desiderano gli uomini; qualora però qualcuno tragga forza dalla superiorità e dalla malvagità il primo pretesto e un piccolo contrattempo tutto rovescia e discioglie. Non accade difatti, non accade, o Ateniesi, che colui che è ingiusto e che giura il falso e che finge conquisti una forza stabile ma tali condizioni restano salde una sola volta e per breve tempo, e certamente (γε) sorgono in modo virulento (...facendo leva) sulle speranze, qualora ciò capiti, ma (dall'altra: δὲ) col tempo sono smascherate e cadono a causa di se stesse Come infatti di una casa, credo, e di una nave e di altre di tale cose le fondamenta è necessario che siano solidissime, così anche le origini e i fondamenti delle imprese conviene che siano veritieri e giusti.
Analisi punto per punto della versione
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ἀντὶ πολλῶν ἄν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, χρημάτων ὑμᾶς ἑλέσθαι νομίζω, εἰ φανερὸν γένοιτο τὸ μέλλον συνοίσειν τῇ πόλει περὶ ὧν νυνὶ σκοπεῖτε. ὅτε τοίνυν τοῦθ᾽ οὕτως ἔχει, προσήκει προθύμως ἐθέλειν ἀκούειν τῶν βουλομένων συμβουλεύειν· οὐ γὰρ μόνον εἴ τι χρήσιμον ἐσκεμμένος ἥκει τις, τοῦτ᾽ ἂν ἀκούσαντες λάβοιτε, ἀλλὰ καὶ τῆς ὑμετέρας τύχης ὑπολαμβάνω πολλὰ τῶν δεόντων ἐκ τοῦ παραχρῆμ᾽ ἐνίοις ἂν ἐπελθεῖν εἰπεῖν, ὥστ᾽ ἐξ ἁπάντων ῥᾳδίαν τὴν τοῦ συμφέροντος ὑμῖν αἵρεσιν γενέσθαι.
Io penso, o Ateniesi, che voi potreste preferire, invece di molte ricchezze, se fosse chiaro ciò che potrà essere utile alla città riguardo a quelle cose su cui proprio ora deliberate. Poiché dunque questo è così, conviene voler ascoltare con attenzione chi vuole dare consigli; infatti se giungesse uno che ha trovato qualcosa di utile, voi, dopo averlo ascoltato, non solo l’accogliereste, ma capisco anche sia proprio della vostra buona sorte che ad alcuni venga di dire al momento molte delle cose necessarie, così che da tutti quanti sia facile per voi la scelta di ciò che è vantaggioso.
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ὁ μὲν οὖν παρὼν καιρός, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, μόνον οὐχὶ λέγει φωνὴν ἀφιεὶς ὅτι τῶν πραγμάτων ὑμῖν ἐκείνων αὐτοῖς ἀντιληπτέον ἐστίν, εἴπερ ὑπὲρ σωτηρίας αὐτῶν φροντίζετε· ἡμεῖς δ᾽ οὐκ οἶδ᾽ ὅντινά μοι δοκοῦμεν ἔχειν τρόπον πρὸς αὐτά. ἔστι δὴ τά γ᾽ ἐμοὶ δοκοῦντα, ψηφίσασθαι μὲν ἤδη τὴν βοήθειαν, καὶ παρασκευάσασθαι τὴν ταχίστην ὅπως ἐνθένδε βοηθήσετε (καὶ μὴ πάθητε ταὐτὸν ὅπερ καὶ πρότερον), πρεσβείαν δὲ πέμπειν, ἥτις ταῦτ᾽ ἐρεῖ καὶ παρέσται τοῖς πράγμασιν·
La presente circostanza quindi, o Ateniesi, per poco non dice, pronunciando parole, che voi stessi dovete occuparvi di quelle vicende, se davvero vi prendete cura della loro salvezza; noi invece non so quale modo di agire mi pare che teniamo verso di esse. Sono pertanto queste le cose che a me paiono opportune: decidere già l’aiuto e predisporlo al più presto perché portiate soccorso da qui e non abbiate a patire la stessa cosa di prima, inviare una ambasceria, che dirà queste cose e sarà presente alla situazione.
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ὡς ἔστι μάλιστα τοῦτο δέος, μὴ πανοῦργος ὢν καὶ δεινὸς ἅνθρωπος πράγμασι χρῆσθαι, τὰ μὲν εἴκων, ἡνίκ᾽ ἂν τύχῃ, τὰ δ᾽ ἀπειλῶν (ἀξιόπιστος δ᾽ ἂν εἰκότως φαίνοιτο ), τὰ δ᾽ ἡμᾶς διαβάλλων καὶ τὴν ἀπουσίαν τὴν ἡμετέραν, τρέψηται καὶ παρασπάσηταί τι τῶν ὅλων πραγμάτων.
Perché questo è soprattutto il timore, che, essendo un uomo scaltro ed abile a sfruttare la situazione, in parte tirandosi indietro, quando gli capita, in parte minacciando (naturalmente dovrebbe apparire degno di fede), in parte calunniando noi e la nostra assenza, volga a sé e strappi qualcuna delle cose più importanti