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Θαυμαω δ' εγωγω, ει μηδεις υμων μητ' ενθυμειται μητ' οργιζεται ορων ... ουδεποτ' ουδεν ημιν μη γενηται των δεοντων. (Demostene, Filippiche)
Mi stupisco del fatto che nessuno di voi sia indotto alla riflessione e si adiri vedendo, o Ateniesi, che la guerra è iniziata con lo scopo di punire Filippo, mentre ora termina con l'obiettivo di non subire danni da Filippo. Ma che non si arresterà è evidente, a meno che qualcuno non lo fermi. E noi sopporteremo questo? E ritenete che tutto possa procedere bene una volta che abbiate inviato triremi vuote e le vane speranze suscitate da questo o quell'altro oratore? Non ci imbarcheremo? Non parteciperemo noi stessi alla spedizione in modo che una parte almeno delle truppe sia costituita da milizie cittadine, ora, se non l'abbiamo fatto prima? Non dirigeremo le nostre navi contro il suo territorio? "Ma dove approderemo?", ha domandato qualcuno. Sarà la guerra stessa, o Ateniesi, a individuare i suoi punti deboli, purché vogliamo impegnarci. Se invece ce ne staremo a casa nostra ad ascoltare gli oratori che si insultano e si accusano a vicenda, non potrà verificarsi mai nulla di ciò di cui abbiamo bisogno.
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Πολλά με τὰ παρακαλοῦντα ἦν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, γράψασθαι Νέαιραν τὴν γραφὴν ταυτηνὶ καὶ εἰσελθεῖν εἰς ὑμᾶς. καὶ γὰρ ἠδικήμεθα ὑπὸ Στεφάνου μεγάλα, καὶ εἰς κινδύνους τοὺς ἐσχάτους κατέστημεν ὑπ' αὐτοῦ, ὅ τε κηδεστὴς καὶ ἐγὼ καὶ ἡ ἀδελφὴ καὶ ἡ γυνὴ ἡ ἐμή, ὥστε οὐχ ὑπάρχων ἀλλὰ τιμωρούμενος ἀγωνιοῦμαι τὸν ἀγῶνα τουτονί· τῆς γὰρ ἔχθρας πρότερος οὗτος ὑπῆρξεν, οὐδὲν ὑφ' ἡμῶν πώποτε οὔτε λόγῳ οὔτε ἔργῳ κακὸν παθών. βούλομαι δ' ὑμῖν προδιηγήσασθαι πρῶτον ἃ πεπόνθαμεν ὑπ' αὐτοῦ, ἵνα μᾶλλόν μοι συγγνώμην ἔχητε ἀμυνομένῳ, καὶ ὡς εἰς ‹τοὺς› ἐσχάτους κινδύνους κατέστημεν περί τε τῆς πατρίδος καὶ περὶ ἀτιμίας.
Molte [lett. erano] sono state le cose che [lett. hanno spinto me] mi hanno spinto o ateniesi, a intentare (una causa) contro Neera e a presentarmi da voi. E infatti abbiamo patito gravi torti da parte di Stefano e ci siamo trovati (lett. verso pericoli estremi) esposti a pericoli estremi per colpa sua, mio cognato, io, mia sorella e mia moglie cosicché affronterò questo processo non come un aggressore ma da vendicatore. Infatti costui ha dato inizio all'ostilità per primo pur non avendo subito nessun male da noi mai né a parole né a fatti. Ma prima di tutto io voglio raccontare a voi quello che abbiamo subito da parte di lui affinché abbiate maggiore comprensione e abbiate più compassione per me che mi difendo e (voglio raccontarvi) come ci trovammo negli estremi pericoli sia per la patria sia per l'onore.
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Ψηφισαμένου γὰρ τοῦ δήμου τοῦ Ἀθηναίων Ἀθηναῖον εἶναι Πασίωνα καὶ ἐκγόνους τοὺς ἐκείνου διὰ τὰς εὐεργεσίας τὰς εἰς τὴν πόλιν, ὁμογνώμων καὶ ὁ πατὴρ ἐγένετο ὁ ἐμὸς τῇ τοῦ δήμου δωρεᾷ, καὶ ἔδωκεν Ἀπολλοδώρῳ τῷ υἱεῖ τῷ ἐκείνου θυγατέρα μὲν αὑτοῦ, ἀδελφὴν δὲ ἐμήν, ἐξ ἧς Ἀπολλοδώρῳ οἱ παῖδές εἰσιν. ὄντος δὲ χρηστοῦ τοῦ Ἀπολλοδώρου περί τε τὴν ἀδελφὴν τὴν ἐμὴν καὶ περὶ ἡμᾶς ἅπαντας, καὶ ἡγουμένου τῇ ἀληθείᾳ οἰκείους ὄντας κοινωνεῖν πάντων τῶν ὄντων, ἔλαβον καὶ ἐγὼ γυναῖκα Ἀπολλοδώρου μὲν θυγατέρα, ἀδελφιδῆν δ' ἐμαυτοῦ.
Avendo il popolo degli Ateniesi decretato che Pasione era ateniese e che lo erano i suoi discendenti per i servigi resi alla città, mio padre fu concorde con il dono del popolo e concesse in moglie ad Apollodoro figlio di quello la figlia di lui, dalla quale Apollodoro ha i figli (dativo di possesso). Essendo Apollodoro buono sia con mia sorella sia con tutti noi e credendo sinceramente che coloro che sono parenti prendano parte [lett. a tutte le cose che ci sono] i beni presenti, ho preso anche io moglie la figlia di Apollodoro, mia nipote
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Την γαρ θυγατερα την ταυτησι Νεαιρας, ην ηλθεν εχουσα ως τουτονι παιδαριον μικρον... και την προικα ουκ αποδιδωσιν. (Contro Neera, Demostene)
Codesto Stefano dà in matrimonio la figlia di questa Neera, che andò con costui quando era una piccola bambina, la quale allora si chiamava Stribele, ora invece Fanò, come essere sua figlia, ad un Ateniese Frastore di Egilia e dà come dote per lei trenta mine. Quando andò con Frastore, uomo laborioso e che si era guadagnata la vita diligentemente, non era in grado di soddisfare i modi di Frastore, ma desiderava i vestiti della madre e la licenza accanto a lei, voltasi io penso in simile libertà. Vedendo Frastore che non era decorosa né voleva ascoltarlo, nel contempo anche resosi conto in modo chiaro ormai che non fosse figlia di Stefano, invece di Neera, che prima era stato ingannato, che accettava come fidanzata in quanto figlia figlia di Stefano sposando e non di Neera, ma lui l’aveva in moglie da cittadina prima di coabitare con lei, adiratosi per tutte queste cose, e pensando di essere oltraggiato e di essere raggirato, cacciava la donna pur avendo convissuto con lei un anno, incinta, e non restituisce la dote nuziale. (by Stuurm)
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τὴν γὰρ θυγατέρα τὴν ταυτησὶ Νεαίρας, ἣν ἦλθεν ἔχουσα ὡς τουτονὶ παιδάριον μικρόν, ἣν τότε μὲν Στρυβήλην ἐκάλουν, νυνὶ δὲ Φανώ, ἐκδίδωσι Στέφανος οὑτοσὶ ὡς οὖσαν αὑτοῦ θυγατέρα ἀνδρὶ Ἀθηναίῳ Φράστορι Αἰγιλιεῖ, καὶ προῖκα ἐπ' αὐτῇ δίδωσι τριάκοντα μνᾶς. ὡς δ' ἦλθεν ὡς τὸν Φράστορα, ἄνδρα ἐργάτην καὶ ἀκριβῶς τὸν βίον συνειλεγμένον, οὐκ ἠπίστατο τοῖς τοῦ Φράστορος τρόποις ἀρέσκειν, ἀλλ' ἐζήτει τὰ τῆς μητρὸς ἔθη καὶ τὴν παρ' αὐτῇ ἀκολασίαν, ἐν τοιαύτῃ οἶμαι ἐξουσίᾳ τεθραμμένη. ὁρῶν δὲ Φράστωρ αὐτὴν οὔτε κοσμίαν οὖσαν οὔτ' ἐθέλουσαν αὑτοῦ ἀκροᾶσθαι, ἅμα δὲ καὶ πεπυσμένος σαφῶς ἤδη ὅτι Στεφάνου μὲν οὐκ εἴη θυγάτηρ, Νεαίρας δέ, τὸ δὲ πρῶτον ἐξηπατήθη, ὅτ' ἠγγυᾶτο ὡς Στεφάνου θυγατέρα λαμβάνων καὶ οὐ Νεαίρας, ἀλλὰ τούτῳ ἐξ ἀστῆς αὐτὴν γυναικὸς οὖσαν πρότερον πρὶν ταύτῃ συνοικῆσαι, ὀργισθεὶς δ' ἐπὶ τούτοις ἅπασιν, καὶ ὑβρίσθαι ἡγούμενος καὶ ἐξηπατῆσθαι, ἐκβάλλει τὴν ἄνθρωπον ὡς ἐνιαυτὸν συνοικήσας αὐτῇ, κυοῦσαν, καὶ τὴν προῖκα οὐκ ἀποδίδωσιν.
Codesto Stefano dà in matrimonio la figlia di questa Neera, che andò con costui quando era una piccola bambina, la quale allora si chiamava Stribele, ora invece Fanò, come essere sua figlia, ad un Ateniese Frastore di Egilia e dà come dote per lei trenta mine. Quando andò con Frastore, uomo laborioso e che si era guadagnata la vita diligentemente, non era in grado di soddisfare i modi di Frastore, ma desiderava i vestiti della madre e la licenza accanto a lei, voltasi io penso in simile libertà. Vedendo Frastore che non era decorosa né voleva ascoltarlo, nel contempo anche resosi conto in modo chiaro ormai che non fosse figlia di Stefano, invece di Neera, che prima era stato ingannato, che accettava come fidanzata in quanto figlia figlia di Stefano sposando e non di Neera, ma lui l’aveva in moglie da cittadina prima di coabitare con lei, adiratosi per tutte queste cose, e pensando di essere oltraggiato e di essere raggirato, cacciava la donna pur avendo convissuto con lei un anno, incinta, e non restituisce la dote nuziale.(by Stuurm)