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οὐδὲ γὰρ ἐν ταῖς ἰδίαις οἰκίαις ὁρῶ τὸν ἐν ἡλικίᾳ πρὸς τοὺς πρεσβυτέρους οὕτω διακείμενον οὐδ᾽ οὕτως ἀγνώμον᾽ οὐδ᾽ ἄτοπον τῶν ὄντων οὐδένα, ὥστε, εἰ μὴ ποιήσουσιν ἅπαντες ὅσ᾽ ἂν αὐτός, οὐ φάσκοντα ποιήσειν οὐδὲν οὐδ᾽ αὐτόν· καὶ γὰρ ἂν τοῖς τῆς κακώσεως εἴη νόμοις οὕτω γ᾽ ἔνοχος· δεῖ γάρ, οἶμαι, τοῖς γονεῦσι τὸν ὡρισμένον ἐξ ἀμφοτέρων ἔρανον, καὶ παρὰ τῆς φύσεως καὶ παρὰ τοῦ νόμου, δικαίως φέρειν καὶ ἑκόνθ᾽ ὑποτελεῖν. ὥσπερ τοίνυν ἑνὸς ἡμῶν ἑκάστου τίς ἐστι γονεύς, οὕτω συμπάσης τῆς πόλεως κοινοὺς δεῖ τοὺς γονέας σύμπαντας ἡγεῖσθαι, καὶ προσήκειν τούτους οὐχ ὅπως ὧν ἡ πόλις δίδωσ᾽ ἀφελέσθαι τι, ἀλλ᾽ εἰ καὶ μηδὲν ἦν τούτων, ἄλλοθεν σκοπεῖν ὅπως μηδενὸς ὄντες ἐνδεεῖς περιοφθήσονται. τοὺς μὲν τοίνυν εὐπόρους ταύτῃ χρωμένους τῇ γνώμῃ οὐ μόνον ἡγοῦμαι τὰ δίκαι᾽ ἂν ποιεῖν, ἀλλὰ καὶ τὰ λυσιτελῆ· τὸ γὰρ τῶν ἀναγκαίων τιν᾽ ἀποστερεῖν κοινῇ κακόνους ἐστὶ ποιεῖν πολλοὺς ἀνθρώπους τοῖς πράγμασι
Nelle case private io vedo che non c'è nessuno nel vigore dell'età che è verso gli anziani così disposto (part διάκειμαι) né così crudele, né (così) insensato da dire che, se non faranno tutti quanto egli stesso (fa), non farà nulla nemmeno lui stesso; e infatti [ciò] sarebbe anche senz'altro perseguibile (passibile) per le leggi sul maltrattamento; io infatti credo che bisogna portare giustamente ad entrambi i genitori un tributo [di riconoscenza] imposto (ὡρισμένον pt. pf. di ὁρίζω) dalla natura e dalla legge e (io credo che bisogna) pagarlo (ὑποτελέω) volentieri (εκονθ' = ἑκοντί ). Come dunque ciascuno di noi ha un genitore, così bisogna considerare (ἡγέομαι) tutta quanta la comunità della città come i genitori e dedicarsi a loro quanto possibile e non togliere loro nulla delle cose che la città offre (ἀφαιρέω) ma, se anche non ci fosse nulla di queste, cercarle da un'altra parte affinché nessuno di quelli che sono bisognosi siano (περιοράω fut ind pass 3a pl) guardati con indifferenza. Io ritengo quindi che se i ricchi usassero [lett. usando participio] questo buon senso non solo farebbero le cose giuste ma anche le cose vantaggiose. Infatti privare (ἀποστερέω) qualcuno delle cose necessarie pubblicamente (κοινῇ) è rendere ostili molti uomini verso i governi.
(Traduzione letterale di Anna Maria Di Leo)
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τότε μὲν πράττειν καὶ στρατεύεσθαι τολμῶν αὐτὸς ὁ δῆμος δεσπότης τῶν πολιτευομένων ἦν καὶ κύριος αὐτὸς ἁπάντων τῶν ἀγαθῶν, καὶ ἀγαπητὸν ἦν παρὰ τοῦ δήμου τῶν ἄλλων ἑκάστῳ καὶ τιμῆς καὶ ἀρχῆς καὶ ἀγαθοῦ τινος μεταλαβεῖν·νῦν δὲ τοὐναντίον κύριοι μὲν οἱ πολιτευόμενοι τῶν ἀγαθῶν, καὶ διὰ τούτων ἅπαντα πράττεται, ὑμεῖς δ᾽ ὁ δῆμος, ἐκνενευρισμένοι καὶ περιῃρημένοι χρήματα, συμμάχους, ἐν ὑπηρέτου καὶ προσθήκης μέρει γεγένησθε, ἀγαπῶντες ἐὰν μεταδιδῶσι θεωρικῶν ὑμῖν ἢ Βοηδρόμια πέμψωσιν οὗτοι, καὶ τὸ πάντων ἀνδρειότατον, τῶν ὑμετέρων αὐτῶν χάριν προσοφείλετε. οἱ δ᾽ ἐν αὐτῇ τῇ πόλει καθείρξαντες ὑμᾶς ἐπάγουσ᾽ ἐπὶ ταῦτα καὶ τιθασεύουσι χειροήθεις αὑτοῖς ποιοῦντες.
TRADUZIONE LIBERA
La versione deve essere resa letterale per l'uso scolastico
Una volta il popolo, osando partecipare personalmente alle spedizioni militari, dominava gli uomini di governo, aveva pieni poteri di dispensare tutti i favori, e ognuno era soddisfatto di ricevere onori, cariche e altri benefici da parte del popolo. Ora, al contrario, gli uomini di governo hanno pieni poteri di dispensare favori e fanno tutto, mentre voi, che rappresentate il popolo, snervati, privati del vostro denaro e dei vostri alleati, ricoprite il ruolo di aiutanti subalterni, soddisfatti se essi vi assegnano i rimborsi per il teatro o celebrano le Boedromie, e, atto di estremo coraggio, li ringraziate persino per quanto vi appartiene. Ma sono loro che, dopo avervi rinchiuso in città, vi spingono a questo comportamento e vi addomesticano per rendervi mansueti nei loro confronti.
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Βουλομαι τοινυν υμας μετα παρρησιας εξεστασαι τα παροντα πραγματα τη πολει... τοις εναντιουμενοις τουτοις συγανωνιζομεθα
Traduzione libera
Voglio dunque esporvi con franchezza la situazione presente della città ed esaminare che cosa stiamo facendo ora e come gestiamo questa situazione. Noi non vogliamo né versare contributi, né partecipare alle spedizioni militari né siamo in grado di rinunciare a vivere a spese dello stato, né permettiamo a Diopite di riscuotere le tasse, né lo approviamo se si procura da se i mezzi di sostentamento; anzi lo denigriamo ed indaghiamo su come li abbia trovati, su che cosa si accinga a fare e così via. Non vogliamo neppure, dal momento che ci comportiamo così nei suoi confronti, compiere i nostri stessi doveri, ma a parole lodiamo gli oratori che pronunciano discorsi degni della città, mentre nella pratica sosteniamo i loro avversari.
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Απηγελλε τοινυν τις μοι περιιοντ' αυτον συλλεγειν και πυνθανεσθαι τισι πωποτε συμβεβηκεν υρισθηναι... και τουντον και παντας, εατεον.
Traduzione libera
Mi veniva riferito da da un tale che egli (Midia) andava in giro per informarsi di tutti coloro che erano stati oltraggiati, e che poi sarebbe venuto qua a raccontarvi come per esempio, o Ateniesi, un proedro fu bastonato da Polizelo, e similmente un tesmotete fu poco fa bastonato mentre liberava un suonatore di flauto strappandogli lo strumento; e altri di questo tipo per farvi credere che, se vi mostra molti altri che hanno subito cose terribili e numerose, vi irriterete meno per quello che è successo a me. A me sembra invece che voi, o Ateniesi, che dovreste fare il contrario, se vi sta a cuore il bene comune. E chi di voi non sa che la causa del fatto che si verificano molte di queste cose è che chi sbaglia non viene punito, e che l'unica causa per cui in futuro nessuno commetterà oltraggi sarebbe quella di infliggere sempre la pena dovuta a chi viene colto in fallo? Dunque, se è conveniente dissuadere gli altri, bisogna punire anche costui per questo motivo, e tanto più quanto più sono i suoi misfatti e più gravi; se invece è conveniente irritare anche lui e tutti gli altri, bisogna lasciarlo stare.
(By Starinthesky)
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Ποτ' ουν, ω ανδρες Αθηναιοι, ποθ' α χρη πραξετε; Επειδαν τι γενηται ... παρα την αυτου ρωμην τοσουτον επηυξηται οσον παρα την ημετεραν αμελειαν.
Quando dunque, o uomini ateniesi, quando effettuerete ciò che è necessario? Che cosa dovrà succedere perché lo facciate?" Quando, per Zeus, si presenti qualche necessità". E adesso, come bisogna giudicare la situazione? Perché io penso che per gli uomini liberi la necessità più urgente sia la vergogna per la propria condizione. O forse preferite, ditemi un po', andare in giro a domandarvi l'un l'altro: "Si dice qualcosa di nuovo?". E potrebbe esserci qualcosa di più nuovo di un uomo macedone che sconfigge gli Ateniesi e amministra gli affari dei Greci? "È morto Filippo?" "No, per Zeus, ma è malato". E che differenza fa per voi? Se anche accadrà qualcosa a costui, ben presto voi vi creerete un altro Filippo, se è così che vi preoccupate degli affari: perché non è tanto per la sua forza che costui è diventato potente, quanto per la nostra negligenza..