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Ουδεν καινον διαπτραττονται οι Φασηλιται, ω ανδρες δικασται, αλλ'απερ ειωθασιν. Ουτοι γαρ δεινοτατοι μεν εισιν ... Ουτοι μεν ουν τοιουτοι εισιν
I Faseliti, signori giudici, non compiono nulla di nuovo, ma ciò che hanno l’abitudine di fare. Costoro sono abilissimi a prendere in prestito denaro al mercato, e dopo averlo ricevuto e aver sottoscritto un contratto di garanzia per la nave, subito si scordano sia dei contratti sia delle leggi e del fatto che devono restituire ciò che hanno preso, e pensano che, qualora lo restituiscano, hanno perso qualcosa dei propri beni come se fossero privati, anzi, invece di restituire, escogitano espedienti, eccezioni e pretesti, e sono i più malvagi e ingiusti fra gli uomini. E c’è una prova di questo: quando al vostro mercato giungono molti, sia Greci che barbari, ogni volta ci sono più numerose azioni giudiziarie contro gli stessi Faseliti che contro tutti gli altri. Costoro dunque sono gente di tale natura.
Note grammaticali: πολλων...αφικνουμενων... Ελλήνων = un genitivo assoluto.
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ἀλλ᾽ ἐκεῖνο θαυμάζω, εἰ Λακεδαιμονίοις μέν ποτ᾽, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, ὑπὲρ τῶν Ἑλληνικῶν δικαίων ἀντήρατε, καὶ πόλλ᾽ ἰδίᾳ πλεονεκτῆσαι πολλάκις ὑμῖν ἐξὸν οὐκ ἠθελήσατε, ἀλλ᾽ ἵν᾽ οἱ ἄλλοι τύχωσι τῶν δικαίων, τὰ ὑμέτερ᾽ αὐτῶν ἀνηλίσκετ᾽ εἰσφέροντες καὶ προυκινδυνεύετε στρατευόμενοι, νυνὶ δ᾽ ὀκνεῖτ᾽ ἐξιέναι καὶ μέλλετ᾽ εἰσφέρειν ὑπὲρ τῶν ὑμετέρων αὐτῶν κτημάτων, καὶ τοὺς μὲν ἄλλους σεσώκατε πολλάκις πάντας καὶ καθ᾽ ἕν᾽ αὐτῶν ἐν μέρει, τὰ δ᾽ ὑμέτερ᾽ αὐτῶν ἀπολωλεκότες κάθησθε. ταῦτα θαυμάζω, κἄτι πρὸς τούτοις, εἰ μηδεὶς ὑμῶν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, δύναται λογίσασθαι πόσον πολεμεῖτε χρόνον Φιλίππῳ, καὶ τί ποιούντων ὑμῶν ὁ χρόνος διελήλυθεν οὗτος. ἴστε γὰρ δήπου τοῦθ᾽, ὅτι μελλόντων αὐτῶν, ἑτέρους τινὰς ἐλπιζόντων πράξειν, αἰτιωμένων ἀλλήλους, κρινόντων, πάλιν ἐλπιζόντων, σχεδὸν ταὔθ᾽ ἅπερ νυνὶ ποιούντων, ἅπας ὁ χρόνος διελήλυθεν.
Mi sorprende però, o Ateniesi , che mentre voi avete un'altra volta intrapreso la guerra contro i Lacedemoni per la comune salvezza della Grecia‚ spesso ricusando ogni opportunità di aggrandire voi e la patria, ed anche per acquistare altri dei diritti, consumaste, contribuendo, tutte le vostre private sostanze, esponendovi sempre nelle battaglie e a grandi pericoli; ora voi pertanto temporeggiate ad uscirne, a contribuire e a mantenere le proprie vostre facoltà, voi dico, che spesse volte avete salvato gli altri Greci tutti e ciascuno stato in particolare, ora rimanete qui freddi spettatori dei vostri mali, questo si, Ateniesi, questo dico mi sorprende e mi riempie di altra meraviglia. Ed ancora di più (mi meraviglia), come nessuno di voi presta la mente a quanto tempo contro Filippo guerreggiate, e a che cosa avete fatto voi, mentre tutto questo temo è trascorso. Lo sapete bene, che il tempo fu consumato in indugi, in speranze di operare altri per noi, in scambievoli accus , in processi, in novelle lusinghe, е nel fare in breve quello, che oggi ancora fate.
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Οἶδα μὲν οὖν, ὦ ἄνδρες δικασταί, ὅτι πρὸς ἄνδρας καὶ λέγειν ἱκανοὺς, καὶ παρασκευάσασθαι δυναμένους, χαλεπόν ἐστιν εἰς ἀγῶνα καθίστασθαι περὶ τῶν ὄντων, ἁπάντων ἄπειρον ὄντα παντάπασι πραγμάτων διὰ τὴν ἡλικίαν· ὅμως δέ, καίπερ πολὺ τούτων καταδεέστερος ὤν, πολλὰς ἐλπίδας ἔχω καὶ παρ' ὑμῖν τεύξεσθαι τῶν δικαίων, καὶ μέχρι γε τοῦ τὰ γεγενημένα διεξελθεῖν καὶ αὐτὸς ἀρκούντως ἐρεῖν, ὥσθ' ὑμᾶς, μήτ' ἀπολειφθῆναι τῶν πραγμάτων μηδὲ καθ' ἓν, μήτ' ἀγνοῆσαι περὶ ὧν δεήσει τὴν ψῆφον ἐνεγκεῖν.
Non vogliate o Giudici immergerci in questo abisso di calamità: sia di me e della madre e della sorella vi interessi, desolata e bersagliata famiglia, che il padre morendo lasciò a ben diverse speranze. Infatti la figlia lui pensava che con la dote di due talenti sarebbe stata sposa di Demofonte: la vedova con ottanta mine, accasata a quest'altro, il più triste e disumano degli uomini.
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Contro Afobo I Demostene
Εἰ μὲν ἐβούλετο Ἄφοβος, ὦ ἄνδρες δικασταί, τὰ δίκαια ποιεῖν, ἢ περὶ ὧν διεφερόμεθα τοῖς οἰκείοις ἐπιτρέπειν, οὐδὲν ἂν ἔδει δικῶν, οὐδὲ πραγμάτων· ἀπέχρη γὰρ ἂν τοῖς ὑπ' ἐκείνων γνωσθεῖσιν ἐμμένειν, ὥστε μηδεμίαν ἡμῖν εἶναι πρὸς τοῦτον διαφοράν· ἐπειδὴ δ' οὗτος τοὺς μὲν σαφῶς εἰδότας τὰ ἡμέτερα ἔφυγε μηδὲν διαγνῶναι περὶ αὐτῶν, εἰς δ' ὑμᾶς, τοὺς οὐδὲν τῶν ἡμετέρων ἀκριβῶς ἐπισταμένους, ἐλήλυθεν, ἀνάγκη ἐστὶν ἐν ὑμῖν παρ' αὐτοῦ πειρᾶσθαι τῶν δικαίων τυγχάνειν.
Che ne sarà di me. o Giudici, se la vostra sentenza diverge dalle mie speranze? o dove troverò riparo alle mie rovine domestiche? forse nelle cose che ho dato in pegno? ma queste sono ora dei mei creditori nn mie. Nei miseri avanzi delle mie rendite? ma queste pure diventeranno di costui se succede che perdendo debba soggiacere all'ammenda
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Καὶ ἐπειδὴ εἶχεν, ἐκπλεῖν μέλλων εἰς Κέρκυραν τριήραρχος, ἀπέγραψε ταῦτα πρὸς Θηριππίδην ἔχονθ' ἑαυτὸν, καὶ ὡμολόγει κεκομίσθαι τὴν προῖκα. Καὶ πρῶτον μὲν τούτων Δημοφῶν καὶ Θηριππίδης, οἱ τούτου συνεπίτροποι, μάρτυρές εἰσιν· ἔτι δὲ καὶ, ὡς αὐτὸς ὡμολόγει ταῦτ' ἔχειν, Δημοχάρης θ' ὁ Λευκονοεύς, ὁ τὴν τηθίδα τὴν ἐμὴν ἔχων, καὶ ἄλλοι πολλοὶ μάρτυρες γεγόνασιν
E dopo che l'aveva, mentre si accingeva a navigare verso Corcira come capitano della trireme scrisse a Terippide di avere questi beni e ammetteva di avere portato via la dote. E in primo luogo sono testimoni di ciò Demofonte e Terippide, contutori di questo; e inoltre ci sono stati non solo Democare il Leuconeo, quello che ha in moglia mia zia, ma anche molti altri testimoni che egli stesso confessava di avere questi beni.