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La docimasia degli Arconti
versione greco Aristotele traduzione
libro sunesis synesis
δοκιμάζοντα οἱ δ’ ἐννέα ἄρχοντες ἔν τε τῇ βουλῇ καὶ πάλιν ἐν δικαστηρίῳ. καὶ πρότερον μὲν οὐκ ἦρχεν ὅντιν’ ἀποδοκιμάσειεν ἡ βουλή, νῦν δ’ ἔφεσίς ἐστιν εἰς τὸ δικαστήριον, καὶ τοῦτο κύριόν ἐστι τῆς δοκιμασίας. ἐπερωτῶσιν δ’, ὅταν δοκιμάζωσιν, πρῶτον μὲν τίς σοι πατὴρ καὶ πόθεν τῶν δήμων, καὶ τίς πατρὸς πατήρ, καὶ τίς μήτηρ, καὶ τίς μητρὸς πατὴρ καὶ πόθεν τῶν δήμων; μετὰ δὲ ταῦτα εἰ ἔστιν αὐτῷ Ἀπόλλων Πατρῷος καὶ Ζεὺς Ἑρκεῖος, καὶ ποῦ ταῦτα τὰ ἱερά ἐστιν, εἶτα ἠρία εἰ ἔστιν καὶ ποῦ ταῦτα, ἔπειτα γονέας εἰ εὖ ποιεῖ, καὶ τὰ τέλη εἰ τελεῖ, καὶ τὰς στρατείας εἰ ἐστράτευται. ταῦτα δ’ ἀνερωτήσας, κάλει φησὶν τούτων τοὺς μάρτυρας ἐπειδὰν δὲ παράσχηται τοὺς μάρτυρας, ἐπερωτᾷ τούτου βούλεταί τις κατηγορεῖν; κἂν μὲν ᾖ τις κατήγορος, δοὺς κατηγορίαν καὶ ἀπολογίαν, οὕτω δίδωσιν ἐν μὲν τῇ βουλῇ τὴν ἐπιχειροτονίαν, ἐν δὲ τῷ δικαστηρίῳ τὴν ψῆφον· ἐὰν δὲ μηδεὶς βούληται κατηγορεῖν, εὐθὺς δίδωσι τὴν ψῆφον
I nove arconti vengono esaminati nel Consiglio e poi di nuovo davanti al tribunale. Un tempo chi fosse stato respinto dal Consiglio non poteva esercitare la sua carica ma ora è possibile l'appello al tribunale e questo è arbitro di decidere l'esame. Quando li esaminano, chiedono loro innanzi tutto: "Chi è tuo padre? Di quale demo? E il padre di tuo padre? E tua madre? Ed il padre di tua madre chi è, e di quale demo?" Poi chiedono al candidato se appartiene al culto di Apollo Patrio e di Zeus Ercheleio e dove sono questi templi, poi se possiede tombe di famiglia e dove, poi se tratta bene i genitori e se paga le tasse e i servizi militari da lui compiuti. Dopo tali domande l'esaminatore esclama: "Produci i testimoni a tuo favore ! " Una volta prodotti costoro, chiede: "Qualcuno vuole accusarlo?" e se c'è un accusatore, da la parola all'accusa e alla difesa e fa votare il Consiglio per alzata di mano e il tribunale per scrutinio. Se invece non c 'è nessun accusatore fa subito lo scrutinio
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Competenze della Bulè
versione greco Aristotele
traduzione libro synesis sunesis
Ἡ δὲ βουλὴ πρότερον μὲν ἦν κυρία καὶ χρήμασιν ζημιῶσαι καὶ δῆσαι καὶ ἀποκτεῖναι. καὶ Λυσίμαχον αὐτῆς ἀγαγούσης ὡς τὸν δήμιον, καθήμενον ἤδη μέλλοντα ἀποθνῄσκειν, Εὐμηλίδης ὁ Ἀλωπεκῆθεν ἀφείλετο, οὐ φάσκων δεῖν ἄνευ δικαστηρίου γνώσεως οὐδένα τῶν πολιτῶν ἀποθνῄσκειν· καὶ κρίσεως ἐν δικαστηρίῳ γενομένης, ὁ μὲν Λυσίμαχος ἀπέφυγεν, καὶ ἐπωνυμίαν ἔσχεν ὁ ἀπὸ τοῦ τυπάνου, ὁ δὲ δῆμος ἀφείλετο τῆς βουλῆς τὸ θανατοῦν καὶ δεῖν καὶ χρήμασι ζημιοῦν, καὶ νόμον ἔθετο, ἄν τινος ἀδικεῖν ἡ βουλὴ καταγνῷ ἢ ζημιώσῃ, τὰς καταγνώσεις καὶ τὰς ἐπιζημιώσεις εἰσάγειν τοὺς θεσμοθέτας εἰς τὸ δικαστήριον, καὶ ὅ τι ἂν οἱ δικασταὶ ψηφίσωνται, τοῦτο κύριον εἶναι. κρίνει δὲ τὰς ἀρχὰς ἡ βουλὴ τὰς πλείστας, καὶ μάλισθ' ὅσαι χρήματα διαχειρίζουσιν· οὐ κυρία δ' ἡ κρίσις, ἀλλ' ἐφέσιμος εἰς τὸ δικαστήριον.
Il Consiglio in precedenza aveva la facoltà di comminare multe di condannare alla prigione e alla morte. Ma dopo aver condotto dal boia Lisimica, mentre quello era già disteso sul patibolo per essere ucciso, Eumelide di Alopece lo sottrasse al supplizio dicendo che nessun cittadino doveva morire senza la decisione di un tribunale e fatto il processo in tribunale Lisimaco fu assolto ed ebbe il soprannome di "scampato al bastone", e il popolo tolse al Consiglio il diritto di condannare a morte, di imprigionare di condannare o multare qualcuno, i tesmoteti avrebbero deferito al tribunale le condanne e le multe e sarebbe stato confermato ciò che avessero votato i giudici. Il consiglio giudica la maggior parte dei magistrati soprattutto quelli che amministrano denaro, tuttavia la decisione non è valida prima di essere stata discussa in tribunale. Anche ai cittadini privati è possibile denunciare per trasgressione delle leggi i magistrati che vogliono, ma costoro se il consiglio li dichiara colpevoli possono appellarsi al tribunale. Il consiglio esamina anche i consiglieri per l'anno successivo e i nove arconti. In precedenza l'esame era decisivo ma ora questi possono appellarsi al tribunale
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La migliore composizione della tragedia versione greco Aristotele traduzione libro hellenikon phronema
Επειδή ούν δει την σύνθεσιν είναι της καλλίστης τραγωδίας μη άπλην άλλα πεπλεγμένην και ταύτην φοβερών και ελεεινών είναι μιμητικήv (τοΰτο γαρ ίδιον της τοιαύτης μιμήσεως έστιν), πρώτον μεν δήλον δτι ουτε τους επιεικείς άνδρας δει μεταβάλλοντας φαίνεσθαι έξ ευτυχίας είς δυστυχίαν, ου γαρ φοβερόν ουδέ έλεεινόν τοΰτο άλλα μιαρόν έστιν ουτε τους μοχθηρούς έξ ατυχίας είς εύτυχίαν, τραγφδότατον γαρ τοΰτ' έστι πάντων, ουδέν γαρ έχει ών δει, ουτε γαρ φιλάνθρωπον ούτε έλεεινόν ούτε φοβερόν έστιν ούδ' αύ τον σφόδρα πονηρόν έξ ευτυχίας είς δυστυχίαν μεταπίπτειν τό μέν γαρ φιλάνθρωπον έχοι άν ή τοιαύτη σύστασις άλλ' ούτε έλεον ούτε φόβον, ό μέν γαρ περί τον άνάξιόν έστιν δυστυχοΰντα, ό δέ περί τον όμοιον, έλεος μέν περί τον άνάξιον, φόβος δέ περί τον δμοιον, ώστε ούτε έλεεινόν ούτε φοβερόν έσται τό συμβαίνον.
Poiché la composizione della tragedia più bella deve essere complessa e non semplice ed inoltre la tragedia deve essere imitazione di casi che destano terrore e pietà (giacché questo è proprio di una tale imitazione), in primo luogo è chiaro che non si debbono mostrare né uomini dabbene che passino dalla fortuna alla sfortuna, perché questa è cosa che non desta né terrore né pietà ma ripugnanza; né uomini malvagi che passino dalla sfortuna alla fortuna, perché questo è il caso meno tragico di tutti in quanto non ha niente di quel che dovrebbe avere, non destando né simpatia umana né pietà né terrore; (skuolasprint. it) ma nemmeno deve essere un uomo molto malvagio a cadere dalla fortuna nella sfortuna, perché una simile composizione avrebbe sì la simpatia umana, ma non il terrore né la pietà, dei quali l’una si riferisce a chi cade in disgrazia innocente e l’altro a chi vi cade essendo simile a noi; skuolasprint. it
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Etimologia di dramma e commedia
versione greco Aristotele traduzione dal
Libro LUKEION pagina 197 numero°116.
Ὥστε τῇ μὲν ὁ αὐτὸς ἂν εἴη μιμητὴς Ὁμήρῳ Σοφοκλῆς, μιμοῦνται γὰρ ἄμφω σπουδαίους, τῇ δὲ Ἀριστοφάνει, πράττοντας γὰρ μιμοῦνται καὶ δρῶντας ἄμφω. Ὅθεν καὶ δράματα καλεῖσθαί τινες αὐτά φασιν, ὅτι μιμοῦνται δρῶντας. Διὸ καὶ ἀντιποιοῦνται τῆς τε τραγῳδίας καὶ τῆς κωμῳδίας οἱ Δωριεῖς (τῆς μὲν γὰρ κωμῳδίας οἱ Μεγαρεῖς οἵ τε ἐνταῦθα ὡς ἐπὶ τῆς παρ᾽ αὐτοῖς δημοκρατίας γενομένης καὶ οἱ ἐκ Σικελίας, ἐκεῖθεν γὰρ ἦν Ἐπίχαρμος ὁ ποιητὴς πολλῷ πρότερος ὢν Χιωνίδου καὶ Μάγνητος· καὶ τῆς τραγῳδίας ἔνιοι τῶν ἐν Πελοποννήσῳ) ποιούμενοι τὰ ὀνόματα σημεῖον· αὐτοὶ μὲν γὰρ κώμας τὰς περιοικίδας καλεῖν φασιν, Ἀθηναίους δὲ δήμους, ὡς κωμῳδοὺς οὐκ ἀπὸ τοῦ κωμάζειν λεχθέντας ἀλλὰ τῇ κατὰ κώμας πλάνῃ ἀτιμαζομένους ἐκ τοῦ ἄστεως·
Traduzione n. 1
Cosi che da un lato Sofocle sarebbe uguale ad Omero perché entrambi imitano uomini virtuosi, dall’altro ad Aristofane, perché entrambi imitano quelli che operano ed agiscono. Perciò alcuni dicono che queste composizioni si chiamano drammi, perché imitano quelli che agiscono, per questo anche i Dori reclamano la tragedia e la commedia ( i Megaresi infatti la commedia anche quelli di qui come nata presso di loro per la democrazia e quelli della Sicilia, perché di là era Epicarmo il poeta che c’era molto tempo prima di Chionide e Magnete; e la tragedia alcuni di loro nel Peloponneso) portando prova i nomi in quanto essi stessi dicono di chiamare i villaggi sottoposti, che gli Ateniesi invece demi, tanto che i commedianti siano così chiamati non dal far baldoria, ma per l'andare errando per i villaggi essendo disprezzati dalla città.
Traduzione n. 2
Così che per un verso Sofocle sarebbe un imitatore identico ad Omero, giacché tutti e due imitano persone nobili, per un altro verso identico ad Aristofane, giacché tutti e due imitano persone che agiscono. Di qui si dice che queste forme si chiamino drammi, perché imitano persone che agiscono. E questo è anche il motivo per cui i Dori avanzano pretese sulla tragedia e sulla commedia (sulla commedia i Megaresi, sia quelli di qui, come su cosa nata al tempo della loro democrazia, sia quelli di Sicilia, perché di là era Epicarmo, il poeta vissuto molto prima di Chionide e di Magnete, sulla tragedia alcuni del Peloponneso) adducendo come prova i nomi. Perché dicono che sono essi a chiamare i sobborghi "come", mentre gli Ateniesi "demi", come se i commedianti fossero così chiamati non dal far baldoria, ma dal loro girovagare per i villaggi, disprezzati com’erano dalla città;
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Somiglianze fra la costituzione di Cartagine
e quella di Sparta
Versione greco Aristotele traduzione libro phronemata
πολιτεύεσθαι δὲ δοκοῦσι καὶ Καρχηδόνιοι καλῶς καὶ πολλὰ περιττῶς πρὸς τοὺς ἄλλους, μάλιστα δ᾽ ἔνια παραπλησίως τοῖς Λάκωσιν. αὗται γὰρ αἱ τρεῖς πολιτεῖαι ἀλλήλαις τε σύνεγγύς πώς εἰσι καὶ τῶν ἄλλων πολὺ διαφέρουσιν, ἥ τε Κρητικὴ καὶ ἡ Λακωνικὴ καὶ τρίτη τούτων ἡ τῶν Καρχηδονίων. καὶ πολλὰ τῶν τεταγμένων ἔχει παρ᾽ ὐτοῖς καλῶς: σημεῖον δὲ πολιτείας συντεταγμένης τὸ τὸν δῆμον ἑκουσίον διαμένειν ἐν τῇ τάξει τῆς πολιτείας, καὶ μήτε στάσιν, ὅ τι καὶ ἄξιον εἰπεῖν, γεγενῆσθαι μήτε τύραννον. ἔχει δὲ παραπλήσια τῇ Λακωνικῇ πολιτείᾳ τὰ μὲν συσσίτια τῶν ἑταιριῶν τοῖς φιδιτίοις, τὴν δὲ τῶν ἑκατὸν καὶ τεττάρων ἀρχὴν τοῖς ἐφόροις (πλὴν ὃ οὐ χεῖρον: οἱ μὲν ἐκ τῶν τυχόντων εἰσί, ταύτην δ᾽ αἱροῦνται τὴν ἀρχὴν ἀριστίνδην), τοὺς δὲ βασιλεῖς καὶ τὴν γερουσίαν ἀνάλογον τοῖς ἐκεῖ βασιλεῦσι καὶ γέρουσιν:
Sembra che i Cartaginesi governavano bene e per molti aspetti in modo superiore agli altri, con una costituzione che in certe parti è molto simile a quella degli Spartani. Infatti queste tre forme di governo quella cretese, quella spartana e terza fra queste quella dei Cartaginesi sono in un certo modo affini tra loro e molto diverse da tutte le altre. Molte sono le buone istituzioni presso di loro; segno di una costituzione bene organizzata è il fatto che il popolo resta legato al suo ordinamento e che non si è mai verificata una sedizione che fosse degna di menzione, ne è sorto mai un tiranno. La costituzione cartaginese ha istituzioni pressocchè simili a quella spartana, come i banchetti comuni delle associazioni politiche simili alle fittie. la magistratura dei Centoquattro simile agli efori (anzi non inferiore perché quelli vengono scelti tra chi capita, mentre eleggono l'altra magistratura secondo il merito)e così il re e il consiglio degli anziani sono magistrature analoghe al re e ai geronti di sparta.
Traduzione da altro utente
Sembra che i Cartaginesi governino bene e per molti aspetti meglio degli altri, con una istituzione che in certe parti è molto simile a quella degli Spartani. Infatti queste tre forme di governo, cretese, spartana e terza quella dei Cartaginesi sono in certo modo simili fra loro e molto diverse da tutte le altre. Molte sono i buoni ordinamenti presso di loro; segno di una costituzione bene regolata è che il popolo rimane unito alle sue norme politiche e che non si è mai verificata da loro una rivolta che fosse degna di richiamo, né è sorto mai un dittatore. La costituzione cartaginese ha istituzioni quasi simili a quella spartana, come i banchetti comuni delle alleanze politiche, simili alle filitie; la magistratura dei Centoquattro, simile agli efori (anzi non inferiore, perché quelli sono scelti tra chi capita, mentre eleggono l'altra magistratura secondo il merito) e così i re e il Consiglio degli anziani sono magistrature affini ai re e ai geronti di Sparta.