- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Cicerone
- Visite: 3
Erat Italia tunc plena Graecarum artium ac disciplinarum, studiaque haec et in Latio vehementius tum colebantur quam nunc eisdem in oppidis, et hic Romae propter tranquillitatem rei publicae non neglegebantur. Itaque hunc et Tarentini et Regini et Neopolitani civitate ceterisque praemiis donarunt; et omnes, qui aliquid de ingeniis poterant iudicare, cognitione atque hospitio dignum existimarunt. Hac tanta celebritate famae cum esset iam absentibus notus, Romam venit Mario consule et Catulo. Nactus est primum consules eos, quorum alter res ad scribendum maximas, alter cum res gestas tum etiam studium atque auris adhibere posset. Statim Luculli, cum praetextatus etiam tum Archias esset, eum domum suam receperunt. Sic etiam hoc non solum ingeni ac litterarum, verum etiam naturae atque virtutis, ut domus, quae huius adulescentiae prima fuit, eadem esset familiarissima senectuti.
Roma era allora piena di arti e discipline Greche, queste pratiche sia nel Lazio erano praticate dunque più intensamente che ora nelle stesse città, sia queste a Roma a causa della tranquillità dello stato non erano trascurate. Perciò sia i Tarantini sia i Reggini sia i Napoletani donarono a questo la cittadinanza e altri doni; e tutti, i quali potevano giudicare qualche cosa riguardo le capacità, lo stimarono degno di conoscenza e ospitalità. Per questa tanto grande diffusione della fama, essendo già noto da chi era lontano, giunse a Roma sotto il consolato di Mario e Catulo. Incontrò questi consoli, dei quali uno poteva aggiungere cose grandissime per lo scrivere, l'altro non solo imprese ma anche passione e orecchio fino (dizionario). Essendo allora Archia anche rivestito della toga pretesta, subito i Luculli lo accolsero a casa loro. Così anche ciò, che la casa, che per prima favorì l'adolescenza di questo, fosse anche la più vicina alla sua vecchiaia, era dovuto non solo all'ingegno e alla cultura, ma anche all'indole e alla virtù.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Cicerone
- Visite: 3
Erat temporibus illis iucundus Metello illi Numidico et eius Pio filio; audiebatur a M. Aemilio; vivebat cum Q. Catulo et patre et filio; a L. Crasso colebatur; Lucullos vero et Drusum et Octavios et Catonem et totam Hortensiorum domum devinctam consuetudine cum teneret, adficiebatur summo honore, quod eum non solum colebant qui aliquid percipere atque audire studebant, verum etiam si qui forte simulabant. Interim satis longo intervallo, cum esset cum M. Lucullo in Siciliam profectus, et cum ex ea provincia cum eodem Lucullo decederet, venit Heracliam: quae cum esset civitas aequissimo iure ac foedere, ascribi se in eam civitatem voluit; idque, cum ipse per se dignus putaretur, tum auctoritate et gratia Luculli ab Heracliensibus impetravit.
In quei tempi era gradito al Metello Numidico e a suo figlio Pio: era ascoltato da Marco Emilio; viveva con Quinto Catulo e il padre e il figlio, da Lucio Crasso era onorato, in verità tenendo i Luculli e Druso e gli Ottavi e Catone e tutta la legata famiglia degli Ortensi per la consuetudine, era ornato di grande onore, poiché non solo lo onoravano quelli che erano interessati a apprendere e sentire qualche cosa, ma anche se quelli che per caso lo simulavano. Nel mentre per un tempo abbastanza lungo, essendo partito con Marco Lucullo in Sicilia, ed essendo andato via da questa provincia con lo stesso Lucullo, giunse ad Eraclea: la quale godendo pienissima parità di diritti (dal dizionario) ed essendo alleata, volle iscriversi in questa città, e questa cosa, essendo questo reputato degno per sé, dunque ottenne dagli abitanti di Eraclea per l'autorità e il potere di Lucullo.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Cicerone
- Visite: 3
Data est civitas Silvani lege et Carbonis: "Si qui foederatis civitatibus ascripti fuissent; si tum, cum lex ferebatur, in Italia domicilium habuissent; et si sexaginta diebus apud praetorem essent professi." Cum hic domicilium Romae multos iam annos haberet, professus est apud praetorem Q. Metellum familiarissimum suum.
La cittadinanza è data secondo la legge di Silvano e Carbone: "Se qualcuno fu stato registrato nelle città alleate; se dunque, come la legge era presentata, in Italia avevano avuto domicilio; e se si fece registrare presso un pretore entro sessanta giorni". Questo avendo avuto un domicilio a Roma già per molti anni, si registrò presso il pretore Quinto Metello, suo grande amico.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Cicerone
- Visite: 3
Si nihil aliud nisi de civitate ac lege dicimus, nihil dico amplius: causa dicta est. Quid enim horum infirmari, Grati, potest? Heracliaene esse tum ascriptum negabis? Adest vir summa auctoritate et religione et fide, M. Lucullus, qui se non opinari sed scire non audisse sed vidisse, non interfuisse sed egisse dicit. Adsunt Heraclienses legati, nobilissimi homines: huius iudici causa cum mandatis et cum publico testimonio [venerunt]; qui hunc ascriptum Heracliensem dicunt. His tu tabulas desideras Heracliensium publicas: quas Italico bello incenso tabulario interisse scimus omnis. Est ridiculum ad ea quae habemus nihil dicere, quaerere quae habere non possumus; et de hominum memoria tacere, litterarum memoriam flagitare; et, cum habeas amplissimi viri religionem, integerrimi municipi ius iurandum fidemque, ea quae depravari nullo modo possunt repudiare, tabulas, quas idem dicis solere corrumpi, desiderare.
Se parliamo di nessuna altra cosa eccetto che riguardo la cittadinanza e la legge, dico nulla in più: la causa fu detta. Che cosa infatti può essere confutato di queste cose, Grattio? Negherai quindi che fu registrato ad Eraclea? È presente un uomo di grande autorità e lealtà e onestà, Marco Lucullo, che dice di non supporre, ma di sapere, non di aver sentito, ma di aver visto, non di aver partecipato, ma di aver condotto. Sono presenti ambasciatori di Eraclea, uomini nobilissimi: a causa di questo processo sono venuti con degli incarichi e con una pubblica testimonianza; e questi dicono che questo è stato registrato come abitante di Eraclea. Tu desideri per queste cose i registri pubblici degli abitanti di Eraclea: i quali tutti sappiamo che andarono perduti dopo che l'archivio è stato bruciato nella guerra italica. È ridicolo dire nulla davanti queste cose che abbiamo, chiedere di avere ciò che non che possiamo (avere); e di tacere riguardo il ricordo degli uomini, di chiedere il ricordo degli scritti; e avendo la lealtà di un grandissimo uomo, rifiutare il giuramento e l'onestà di un municipio incorrotto/integro, queste cose che in nessun modo possono essere.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Cicerone
- Visite: 3
An domicilium Romae non habuit is, qui tot annis ante civitatem datam sedem omnium rerum ac fortunarum suarum Romae conlocavit? At non est professus. Immo vero eis tabulis professus, quae solae ex illa professione conlegioque praetorum obtinent publicarum tabularum auctoritatem. Nam--cum Appi tabulae neglegentius adservatae dicerentur; Gabini, quam diu incolumis fuit, levitas, post damnationem calamitas omnem tabularum fidem resignasset--Metellus, homo sanctissimus modestissimusque omnium, tanta diligentia fuit, ut ad L. Lentulum praetorem et ad iudices venerit, et unius nominis litura se commotum esse dixerit. In his igitur tabulis nullam lituram in nomine A. Licini videtis.
Forse che questo non ebbe un domicilio a Roma, che tanti anni prima che fosse data la cittadinanza collocò la sede di tutte le sue cose e di tutte le sue fortune a Roma? Ma non è registrato. Anzi in verità in questi registri è registrato, che soli dimostrano l'autorità dei registri pubblici tra quelle nell'ufficio e associazione dei pretori. Infatti – essendo i registri di Appio stati detti conservati in modo molto negligente; la leggerezza di Gabino, che fu a lungo incolume, dopo la condanna, la disgrazia annullò tutta l'autorità dei registri – Metello, l'uomo più pio e modesto fra tutti, fu di tanta grande diligenza, che venne dal pretore Lucio Lentulo e dai giudici, e disse di essere agitato per la cancellatura di un solo nome. Infatti, in questo registro vedete nessuna cancellatura nel nome di Aulo Licinio.