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SEI COME LA TORPEDINE
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Ὦ Σώκρατες, ἤκουον μὲν ἔγωγε πρὶν καὶ συγγενέσθαι σοι ὅτι σὺ οὐδὲν ἄλλο ἢ αὐτός τε ἀπορεῖς καὶ τοὺς ἄλλους ποιεῖς ἀπορεῖν· καὶ νῦν, ὥς γέ μοι δοκεῖς, γοητεύεις με καὶ φαρμάττεις καὶ ἀτεχνῶς κατεπᾴδεις, ὥστε μεστὸν ἀπορίας γεγονέναι. Καὶ δοκεῖς μοι παντελῶς, εἰ δεῖ τι καὶ σκῶψαι, ὁμοιότατος εἶναι τό τε εἶδος καὶ τἆλλα ταύτῃ τῇ πλατείᾳ νάρκῃ τῇ θαλαττίᾳ· καὶ γὰρ αὕτη τὸν ἀεὶ πλησιάζοντα καὶ ἁπτόμενον ναρκᾶν ποιεῖ, καὶ σὺ δοκεῖς μοι νῦν ἐμὲ τοιοῦτόν τι πεποιηκέναι, (ναρκᾶν)· ἀληθῶς γὰρ ἔγωγε καὶ τὴν ψυχὴν καὶ τὸ στόμα ναρκῶ, καὶ οὐκ ἔχω ὅτι ἀποκρίνωμαί σοι. Καίτοι μυριάκις γε περὶ ἀρετῆς παμπόλλους λόγους εἴρηκα καὶ πρὸς πολλούς, καὶ πάνυ εὖ, ὥς γε ἐμαυτῷ ἐδόκουν· νῦν δὲ οὐδ' ὅτι ἐστὶν τὸ παράπαν ἔχω εἰπεῖν. Καί μοι δοκεῖς εὖ βουλεύεσθαι οὐκ ἐκπλέων ἐνθένδε οὐδ' ἀποδημῶν· εἰ γὰρ ξένος ἐν ἄλλῃ πόλει τοιαῦτα ποιοῖς, τάχ' ἂν ὡς γόης ἀπαχθείης.
TRADUZIONE
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SOCRATE E I POETI
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE
Così, dopo i politici, mi recai dai poeti, scrittori di tragedie, di liriche o d'altre cose, sicuro com'ero, questa volta, di toccare con mano quanto io fossi più ignorante di loro. Prendevo le loro opere, quelle che mi parevano le più elaborate e gli chiedevo di spiegarmele anche perché, nello stesso tempo, io potessi imparare qualcosa. Ebbene, ateniesi, mi vergogno di dirvi la verità, ma lo devo: tutti quelli che erano lì presenti avrebbero parlato quasi meglio di loro che pure erano gli autori. Insomma, capii ben presto che i poeti componevano le loro opere non facendo uso del cervello ma per una certa disposizione naturale, per una sorta di ispirazione, come gli indovini e i profeti. Anche costoro, infatti, dicono molte e belle cose, ma senza rendersene conto. Lo stesso accadeva ai poeti; anzi, mi accorsi, nello stesso tempo, che in virtù del loro talento poetico, credevano di essere i più sapienti di tutti, anche in tutto il resto, senza poi esserlo affatto. E così li piantai, convinto di saperne più di loro, per quello stesso motivo per cui mi ero sentito già superiore agli uomini politici.
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CARMIDE IL BELLO
VERSIONE DI GRECO di PLATONE
e traduzione
Παι, εφη, καλει Χαρμιδην, ειπων οτι βουλομαι αυτον ιατρω συστησαι περι της ασθενειας ης πρωην προς με ελεγεν οτι ασθενοι. Προς ουν εμε ο Κριτιας, Εναγχος τοι εφη Βαρυνεσθαι τι την κεφαλην εωθεν ανισταμενος: αλλα τι σε κωλυει προσποιησασθαι προς αυτον επιστασθαι τι κεφαλης φαρμακον; Ουδεν, ην δ' εγω: μονον ελθετω. Αλλ' ηξει, εφη. Ο ουν και εγενετο ηκε γαρ, και εποιησε γελωτα πολυν: εκαστος γαρ ημων των καθημενων συγχωρων τον πλησιον εωθει σπουδη, ινα παρ' αυτω καθεζοιτο, εως των επ' εσχατω καθημενων τον μεν ανεστησαμεν, τον δε πλαγιον κατεβαλομεν ο δ' ελθων μεταξυ εμου τε και του Κριτιου εκαθεζετο ενταυθα μεντοι, ω φιλε, εγω ηδη ηπορουν, και μου η προσθεν θρασυτης εξεκεκοπτο, ην ειχον εγω ως πανυ ραδιως αυτω διαλεξομενος: επειδη δε, φρασαντος του Κριτιου οτι εγω ειην ο το φαρμακον επισταμενος, ενεβλεψεν τε μοι τοις οφθαλμοις αμηχανον τι οιον και ανηγετο ως ερωτησων, και οι εν τη παλαιστρα απαντες περιερρεον ημας κυκλω κομιδη, τοτε δη, ω γενναδα, ειδον τε τα εντος του ιματιου και εφλεγομην και ουκετ' εν εμαυτου ην.
TRADUZIONE
"Giovane, – disse Cherefonte – chiama Carmide, dicendogli che voglio fargli conoscere un medico per quel problema di cui poco fa mi diceva di soffrire. " Rivolgendosi dunque a me, Crizia disse: "Prima diceva di sentire un peso alla testa al mattino quando si è svegliato; ma dimmi, hai qualcosa in contrario a fargli credere che conosci qualche soluzione per il mal di testa?". "Non ho nulla in contrario – dissi io – Purché giunga qui!". "Ma sì che giungerà", disse. Ciò puntualmente accadde. In effetti Carmide era giunto, e ci fu veramente da ridere: infatti ognuno di noi che eravamo seduti, per fargli spazio, si mise a spingere con forza il vicino, perché questo si sedesse accanto a lui, finché, dei due che stavano seduti alle estremità della panca, uno lo facemmo alzare, e l’altro lo facemmo cadere da un lato. Ed egli (Carmide), appena giunto, si sedette fra me e Crizia. Allora davvero, amico mio, io ormai non capivo più nulla, e la mia sicumera di prima, quella che avevo mostrato nella convinzione di poter parlare con lui con la massima naturalezza, era crollata; quando poi, avendogli detto Crizia che ero io quello che conosceva la soluzione, mi guardò con certi occhi da non potersi dire e si piegò verso di me come per interrogarmi, e quelli che erano in palestra corsero tutti intorno a noi in cerchio, ebbene allora, o mio nobile amico, io vidi l'interno della sua tunica ed avvampai e non ero più in me
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SOCRATE INCONTRA POLEMARCO
Versione greco Platone traduzione
libro Meletan - pagina 306 numero 69
Κατέβην χθὲς εἰς Πειραιᾶ μετὰ Γλαύκωνος τοῦ Ἀρίστωνος προσευξόμενός τε τῆι θεῶι καὶ ἅμα τὴν ἑορτὴν βουλόμενος θεάσασθαι τίνα τρόπον ποιήσουσιν ἅτε νῦν πρῶτον ἄγοντες. καλὴ μὲν οὖν μοι καὶ ἡ τῶν ἐπιχωρίων πομπὴ ἔδοξεν εἶναι, οὐ μέντοι ἧττον ἐφαίνετο πρέπειν ἣν οἱ Θρᾶικες ἔπεμπον. προσευξάμενοι δὲ καὶ θεωρήσαντες ἀπῆιμεν πρὸς τὸ ἄστυ. κατιδὼν οὖν πόρρωθεν ἡμᾶς οἴκαδε ὡρμημένους Πολέμαρχος ὁ Κεφάλου ἐκέλευσε δραμόντα τὸν παῖδα περιμεῖναί ἑ κελεῦσαι. καί μου ὄπισθεν ὁ παῖς λαβόμενος τοῦ ἱματίου, Κελεύει ὑμᾶς, ἔφη, Πολέμαρχος περιμεῖναι. Καὶ ἐγὼ μετεστράφην τε καὶ ἠρόμην ὅπου αὐτὸς εἴη. Οὗτος, ἔφη, ὄπισθεν προσέρχεται· ἀλλὰ περιμένετε. Ἀλλὰ περιμενοῦμεν, ἦ δ' ὃς ὁ Γλαύκων. Καὶ ὀλίγωι ὕστερον ὅ τε Πολέμαρχος ἧκε καὶ Ἀδείμαντος ὁ τοῦ Γλαύκωνος ἀδελφὸς καὶ Νικήρατος ὁ Νικίου καὶ ἄλλοι τινὲς ὡς ἀπὸ τῆς πομπῆς.
Ieri scesi al Pireo con Glaucone, figlio di Aristone, per pregare la dea e nello stesso tempo per vedere come avrebbero celebrato la festa, dato che è la prima volta che la fanno. Mi sembrò davvero bella anche la processione della gente del posto, ma non appariva meno decorosa quella condotta dai Traci. Fatte le nostre preghiere e contemplato lo spettacolo, stavamo tornando in città quando Polemarco, figlio di Cefalo, avendo visto da lontano che ci incamminavamo verso casa, mandò di corsa il suo giovane schiavo perinvitarci ad aspettarlo. E il ragazzo, afferratomi da dietro per il mantello, mi disse: "Polemarco vi prega di aspettarlo". Io mi voltai e gli chiesi dove fosse. "Eccolo qui dietro che arriva", rispose. "Aspettatelo". "Certo che lo aspetteremo!", disse Glaucone. Poco dopo arrivarono Polemarco, Adimanto fratello di Glaucone, Nicerato figlio di Nicia e altre persone, che probabilmente tornavano dalla festa.
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ULTIME RACCOMANDAZIONI DEI
COMBATTENTI AI PROPRI FIGLI
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE
Che siete nati, o figli, da genitori valorosi la circostanza stessa presente lo dimostra. Infatti essendo a noi lecito vivere ingloriosamente, preferiamo morire gloriosamente, piuttosto che gettare in braccio al disonore voi ed i posteri e di infamare i nostri padri è la schiatta degli antenati, essendo persuasi che non meriti di vivere chi disonora i propri congiunti e che inoltre ad un tale né gli dei, né gli uomini possano essere amici, né sulla terra da- vivo, né sotterra da morto. Conviene dunque che, ricordandovi dei nostri discorsi, qualunque cosa facciate, la compiate con virtù, ben sapendo che senza di questa tutte le cose e tutte le azioni sono turpi e disonorevoli, Né infatti la ricchezza porta gloria a chi la possiede con viltà: per un altro infatti arricchisce questo tale, non per se stesso: . né la bellezza e la forza del corpo sono pregevoli, quando le ha un uomo vile e malvagio, ma sconvenienti; anzi mettono maggiormente in evidenza l'infingardaggine di chi le possiede. Bisogna ricordare che ogni sapienza disgiunta dalla giustizia e dalle altre virtù appare malizia, non saggezza. Perciò dovete sempre cercare di superare, nella gloria noi ed i nostri antenati: così invero noi potremmo essere vinti e voi. essere vincitori, se voi vi preparate a non far cattivo uso della gloria dei vostri antenati e a non sciuparla, tenendo presente che per uno, il quale voglia essere un vero uomo, nulla è più turpe che essere lodato non per se stèsso, ma solo per la gloria degli antenati.