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ELOGIO DELLA DEMOCRAZIA ATENIESE
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Paradeigmata
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Γεννηθέντες δε χαι παιδευθέντες ούτως οϊ τώνδε πρόγονοι ωκουν πολιτείαν χατααχευααάμενοι ης ορθώς ϊχει διά βραχέων έπιμνηαθήναι πολιτεία γάρ τροφή ανθρώπων έστί χαλή μεν αγαθών ή δϊ έναντία χακών ώς ουν έν χαλή πολιτεία έτράφηααν οϊ πρόσθεν ημών άναγχαϊον δηλώοαι δι ην δή χάχείνοι άγαθοϊ και οϊ νύν είσίν ών οΐδε τνγχάνονοιν όντες οϊ τετελευτηκότες Ή γάρ αυτή πολιτεία χαϊ τότε ην χαϊ ννν άριατοχρατία 3β ίν η ννν τε πολιτευόμενα χαϊ τον άεϊ χρόνον έξ έκείνου ώς τά πολλά χαλεϊ δε ό μεν αύτήν δημοχρατίαν ο δϊ β άλλο ωάνχαίρη Ιατι δε τή άλη&εία μετ ευδοξίας πλήθους άριατοκρατία βασιλείς μεν γάρ άεϊ ήμϊν είσίν ούτοι δε τοτε μεν Ικ γένους τοτε δ ε αιρετοί
TRADUZIONE
Ed essendo stati istruiti così anche quelli appena nati, gli antenati dei quali abitavano Atene avendola fondata, della quale è giusto ricordarsi con poche parole. La città infatti è la vita degli uomini, è gloriosa per i valorosi, ed è l'avversaria dei malvagi. Così di certo nella bella città quelli prima di noi l'hanno fatta crescere, è necessario renderlo noto, nella quale certamente ci sono anche questi valorosi e gli uomini d’oggi, dei quali questi che vivono incontrano quelli che hanno finito il tempo da vivere. Infatti questa città era prima ed è ora un'aristocrazia, nella quale certamente ci sono dei cittadini e nella quale per molto tempo fino ad adesso molte cose sono rimaste invariate. Gli uni la chiamano democrazia, altri con un'altra cosa, con la quale si potrebbe gioire, ma in realtà secondo la fama una moltitudine di uomini è l’aristocrazia. Infatti per noi sempre ci sono dei re: e questi lo sono talora dalla nascita, talora per elezione.
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IL MITO DELLA BIGA ALATA
VERSIONE DI GRECO di Platone
Dei (due cavalli), lo diciamo, uno é buono e l'altro invece no; ma quale sia la virtù di quello buono e quale la malvagità di quello cattivo, non l'abbiamo detto dobbiamo perciò dirlo ora. Ebbene quello che si trova dei due cavalli nella posizione migliore ha portamento eretto ed é ben fatto, tiene dritto il collo, ha il naso adunco, é bianco a vedersi, ha gli occhi neri, ma l' onore insieme alla moderazione e al pudore, é amico della vera opinione, non ha bisogno di frusta e per guidarlo basta l' incitamento verbale. L' altro, al contrario, é storto, grosso, malfatto, ha il collo robusto e corto, il muso schiacciato, il manto nero, gli occhi grigi e iniettati di sangue, é amico della violenza e dell' arroganza, peloso intorno alle orecchie, sordo e obbedisce a malapena a frusta e pungoli insieme. Quando dunque l' auriga, alla vista della persona amata, abbia propagato in tutta l' anima il calore di questa sensazione e si sia colmato dei pungoli dell' eccitazione e del desiderio, il cavallo che gli obbedisce, frenato anche in queste circostanze come sempre dal pudore, si trattiene dal saltare addosso all' amato. L' altro invece non si cura più né dei pungoli dell' auriga né della frusta, ma salta e si comporta violentemente, arrecando al compagno di giogo e all' auriga molestie d' ogni genere e costringendoli ad andare verso l' amato e a ricordargli le delizie di Afrodite.
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ELOGIO DELLA DEMOCRAZIA ATENIESE VERSIONE DI GRECO di Platone Traduzione versione assegnata alla maturità classica del 1972
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DAL LIBRO PARADEIGMATA

I nostri antenati, nati e cresciuti in questo modo, amministravano (οἰκέω) un regime politico disponendolo per sé, del quale è corretto fare menzione (ἐπιμιμνήσκομαι inf aor). Infatti, il regime politico è un nutrimento degli uomini, favorevole dei buoni, avverso dei cattivi. Poichè dunque i nostri predecessori sono stati allevati in un glorioso regime politico è necessario spiegare che grazie a quello (δι᾽ ἣν grazie a quel regime) quegli illustri (uomini) erano eccellenti e lo sono anche questi oggi, fra i quali si trovano anche questi che sono i morti. Infatti questo regime anche allora era e anche ora è un'aristocrazia, nella quale noi ora viviamo e per tutto il tempo da allora, in maggior parte(da quel momento in poi, per la maggior parte del tempo). L'uno la chiama democrazia, l'altro con un altro nome che gli piace, ma in realtà è un'aristocrazia con l'approvazione della massa. Infatti noi abbiamo avuto sempre dei re, questi talvolta per discendenza, talvolta invece scelti. La moltitudine è padrona della maggior parte delle cose della città, ma concede i poteri e autorità a coloro che considerano i migliori. e nessuno è stato escluso per debolezza, povertà o per gli oscuri natali, né per i requisiti opposti è stato ritenuto degno di stima, come accade nelle altre città; ma c'è un unico limite: ottiene potere e cariche chi ha fama di uomo saggio o valoroso.
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EROISMO DI SOCRATE
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Il test di greco
πολὺ μᾶλλον αἱροῦμαι ὧδε ἀπολογησάμενος τεθνάναι ἢ ἐκείνως ζῆν. οὔτε γὰρ ἐν δίκῃ οὔτ᾽ ἐν πολέμῳ οὔτ᾽ ἐμὲ οὔτ᾽ ἄλλον οὐδένα δεῖ τοῦτο μηχανᾶσθαι, ὅπως ἀποφεύξεται πᾶν ποιῶν θάνατον. καὶ γὰρ ἐν ταῖς μάχαις πολλάκις δῆλον γίγνεται ὅτι τό γε ἀποθανεῖν ἄν τις ἐκφύγοι καὶ ὅπλα ἀφεὶς καὶ ἐφ᾽ ἱκετείαν τραπόμενος τῶν διωκόντων· καὶ ἄλλαι μηχαναὶ πολλαί εἰσιν ἐν ἑκάστοις τοῖς κινδύνοις ὥστε διαφεύγειν θάνατον, ἐάν τις τολμᾷ πᾶν ποιεῖν καὶ λέγειν.
TRADUZIONE n. 1
Preferisco molto più morire che vivere in questo modo dopo essermi così difeso. Nè io né nessun altro infatti deve trovare stratagemmi per evitare la morte facendo di tutto, né in un processo né in guerra. Infatti anche nelle battaglie spesso diventa evidente che sì qualcuno potrebbe evitare la morte sia abbandonando le armi sia fuggendo dalle torture degli inseguitori e ci sono molti altri stratagemmi per ciascun pericolo così da evitare la morte se qualcuno abbia il coraggio di dire a fare qualsiasi cosa.
traduzione n. 2
Tuttavia, io non ritenni allora doveroso comportarmi in modo indegno di un uomo libero per paura del pericolo, e non mi pento ora di essermi difeso così, ma preferisco di gran lunga morire con questa autodifesa che vivere in quel modo. Perché né in tribunale, né in guerra, né altrove, nessuno deve ricorrere a espedienti di quel genere per sfuggire in tutti i modi alla morte. Anche nelle battaglie spesso si rende chiaro che qualcuno potrebbe evitare di morire gettando le armi e voltandosi a supplicare chi lo insegue; e in tutti i pericoli ci sono molti altri espedienti per sfuggire alla morte, se non ci si fa scrupolo di fare e dire qualunque cosa.
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Il piacere e il dolore due fratelli siamesi
VERSIONE DI GRECO di Platone
Versione di greco dal libro triakonta
ὁ δὲ Σωκράτης ἀνακαθιζόμενος εἰς τὴν κλίνην συνέκαμψέ τε τὸ σκέλος καὶ ἐξέτριψε τῇ χειρί, καὶ τρίβων ἅμα, ὡς ἄτοπον, ἔφη, ὦ ἄνδρες, ἔοικέ τι εἶναι τοῦτο ὃ καλοῦσιν οἱ ἄνθρωποι ἡδύ· ὡς θαυμασίως πέφυκε πρὸς τὸ δοκοῦν ἐναντίον εἶναι, τὸ λυπηρόν, τὸ ἅμα μὲν αὐτὼ μὴ ᾽θέλειν παραγίγνεσθαι τῷ ἀνθρώπῳ, ἐὰν δέ τις διώκῃ τὸ ἕτερον καὶ λαμβάνῃ, σχεδόν τι ἀναγκάζεσθαι ἀεὶ λαμβάνειν καὶ τὸ ἕτερον, ὥσπερ ἐκ μιᾶς κορυφῆς ἡμμένω δύ᾽ ὄντε. καί μοι δοκεῖ, ἔφη, εἰ ἐνενόησεν αὐτὰ Αἴσωπος, μῦθον ἂν συνθεῖναι ὡς ὁ θεὸς βουλόμενος αὐτὰ διαλλάξαι πολεμοῦντα, ἐπειδὴ οὐκ ἐδύνατο, συνῆψεν εἰς ταὐτὸν αὐτοῖς τὰς κορυφάς, καὶ διὰ ταῦτα ᾧ ἂν τὸ ἕτερον παραγένηται ἐπακολουθεῖ ὕστερον καὶ τὸ ἕτερον. ὥσπερ οὖν καὶ αὐτῷ μοι ἔοικεν· ἐπειδὴ ὑπὸ τοῦ δεσμοῦ ἦν ἐν τῷ σκέλει τὸ ἀλγεινόν, ἥκειν δὴ φαίνεται ἐπακολουθοῦν τὸ ἡδύ.
Traduzione
Socrate, intanto, che s'era seduto sul letto, piegando una gamba, cominciò a grattarsela a lungo: "Che strana cosa, amici, sembra quella che gli uomini chiamano piacere. E che straordinario rapporto tra questo e il suo contrario, cioè il dolore. E pensare che essi convivono nell'uomo e pur si respingono sempre e chi cerca e riesce a cogliere l'uno, si vede costretto, sempre, a sobbarcarsi anche l'altro come se, pur essendo due, fossero attaccati entrambi a uno stesso capo. ""Credo, » soggiunse, «che se Esopo ci avesse pensato su ne avrebbe fatto una favola presso a poco così: "Dio, volendo riconciliare questi due, sempre in guerra tra loro e non riuscendovi, li legò insieme per la testa così che dove va l'uno va anche l'altro. " È quello che è capitato a me: per la catena, qui, alla gamba, poco fa, io sentivo dolore; ed ecco che ora sento piacere. »