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Ελειποντο δε των στρατιωτων οι τε διεφθαρμενοι υπο της χιονος του οφθαλμους... και ουκ εφασαν πορευεσθαι.
Vi era dunque per gli occhi una protezione contro la neve, se uno marciava avendo qualcosa di nero a difesa degli occhi, a difesa dei piedi se uno avesse avanzato e non avesse avuto mai riposo e avesse sciolto i calzari al cader della notte. (A) Quelli dunque (che) si mettevano a giacere (per riposare) calzati, penetravano nei piedi le cinghie e si congelavano i calzari. E infatti, dopo che erano venuti meno (lett. vennero meno) gli antichi calzari, erano state fabbricate delle carbatine fatte di pelle di buoi scuoiati di recente (lett. dai buoi scuoiati di recente). A causa di tali necessità (= forze maggiori) alcuni dei soldati erano lasciati indietro. E avendo visto una certa zona nera a causa dell’essere stata lasciata senza (sott. neve), lì supponevano che la neve si fosse sciolta. E si era sciolta a causa di una certa sorgente la quale era vicino, esalante vapori in una valle boscosa. Ed essendosi volti di là vi si sedevano e dissero che non avrebbero proseguito.
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Si Catilina sese eiecerit secumque suos eduxerit et eodem ceteros undique collectos naufragos adgregarit,...vehementius reliquis vivis ingravescere videbitur.
Se Catilina si fosse slanciato e avesse fatto uscire fuori con lui i suoi e avesse unito nel medesimo luogo tutti gli altri naufraghi raccolti da ogni parte, si sarebbe estinta e distrutta non solo questa peste così avanzata per lo stato, ma anche la stirpe ed il seme di tutti i mali. E d infatti già da tempo, senatori iscritti, siamo coinvolti nell'insidia e in questi pericoli della congiura ma non so con che patto il completo evolversi (la maturità) di tutti i misfatti e dell'antico furore e dell'audacia si siano manifestate nel periodo del nostro consolato. Perciò se sarà sottratto solo lui da una così grande ruberia, sembrerà che forse per qualche breve istante saremo stati liberati dall'ansia e dalla preoccupazione, invece il pericolo dimorerà e sarà rinchiuso profondamente nelle vene e nelle viscere dello stato. come spesso gli uomini malati di una grave malattia, quando sono afflitti dall'arsura e dalla febbre, se bevono acqua gelida, inizialmente sembrano risollevarsi, poi sembrano essere afflitti molto più gravemente e fortemente, così questa malattia, che si trova nello stato, risollevata dalla pena di costui, sembrerà crescere più fortemente sui rimanenti vivi. (By Maria D.)
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Iovis cum Thetis Peleo nuberet, ad epulum dicitur omnis deos convocasse excepta Eride id est Discordia, .... et Pollux captivas ei assignarant, aliquando reginas. (Igino, Fabulae, 92)
Giove, unendo in matrimonio Teti a Peleo, al banchetto, si dice, avesse invitato ogni dio eccetto Eris, cioè la Discordia, la quale essendo successivamente arrivata e, non essendo ammessa al banchetto, dalla porta lanciò fra di loro un pomo che, dice, avrebbe ottenuto chi fosse la più bella. Cominciarono a rivendicare per sé la bellezza Giunone, Venere e Minerva per cui, essendo nata una grande discordia, Giove ordina a Mercurio che le conduca sul monte Ida da Alessandro Paride e gli imponga di decidere. A lui Giunone, se a lei avesse dato il successo, aveva promesso che egli avrebbe regnato su tutte le terre, che lo avrebbe reso ricco al di là di tutti gli altri; Minerva, se fosse stata scelta vincitrice, che sarebbe stato il più forte e più sapiente dei mortali in ogni cosa; Venere, invece, promise di dargli l’unione coniugale con Elena figlia di Tindaro, la più bella di tutte le donne. Paride in seguito preferì questo dono a quelli precedenti e giudicò che Venere fosse la più bella; per questo Giunone e Minerva furono infauste ai Troiani. Alessandro, su istigazione di Venere, all’ospite Menelao portò via da Sparta edebbe in unione coniugale Elena e con lei due ancelle Etra e Tisadia, una volta regine, che Castore e Polluce le avevano dato come prigioniere. (by Geppetto)
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Lysander renuntiat Pharnabazo, quae regi cum Lacedaemoniis essent, nis Alcibiadem vivum aut mortuum sibi tradidisset.... Sic Alcibiades annos circiter XL natus diem obiit supremum. (Cornelio Nepote, De Viris Illustribus)
Lisandro riferì a Farnabazo, quali conseguenze ci sarebbero state per il re, se non gli avessero consegnato Alcibiade vivo o morto. Il satrapo non lo protesse e preferì violare la clemenza che venissero le risorse del re. Pertanto inviò Susamitra e Bageo ad uccidere Alcibiade, mentre egli si trovava in Frigia e stava preparando il percorso verso il re. I messi avvicinatisi di nascosto, nel luogo in cui in quel momento si trovava Alcibiade, danno il mandato, di ucciderlo. Quelli non osando aggredire Alcibiade con il ferro di notte riunirono le fascine intorno a quella capanna in cui riposava, e la incendiarono, per uccidere con l'incendio, colui che diffidavano che sarebbe potuto essere vinto con la forza. Ma quello come fu svegliato dal crepitio della fiamma, anche se gli era stata tolta la spada, strappò il dardo sotto l'ascella di un proprio familiare. Ed infatti si trovava con lui un ospite dell'Arcadia, che non aveva voluto mai allontanarsi. Gli ordinò di seguirlo e prese ciò, che al momento c'era degli abiti. Gettate queste nel fuoco superò la forza della fiamma. Appena i barbari videro che egli era scampato all'incendio, scagliati i dardi da lontano lo uccisero e consegnarono la sua testa a Farnabazo. Ma la donna, che era abituata a vivere con lui cremò il morto coperto con la sua veste femminile con l'incendio dell'edificio, che era stato preparato per uccidere l'uomo. Così Alcibiade morì all'incirca a quarant'anni. (By Maria D. )
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Solon, cum ex amicis quendam graviter maerentem videret, in arcem perduxit hortatusque est ut per....praecipuae et intolerabilis amaritudinis iudicare.
Solone avendo visto uno dei suoi amici estremamente sofferente, lo condusse sull'acropoli e lo pregò di volgere gli occhi su tutte le costruzioni dei quartieri sottostanti. Quando si rese conto che l'aveva fatto, : "Pensa ora - disse - fra te e te quanti lutti vi siano stati in passato sotto questi tetti e quanti ve ne siano ancor oggi e ve ne saranno nei secoli futuri; e non gemere più sulle tragedie dei mortali, come se fossero i tuoi". Con questo discorso consolatorio dimostrò che le città sono poveri asili di umane sventure. Ugualmente diceva che, se si fossero portati tutti in un solo posto, ciascuno avrebbe preferito riportare a casa le proprie piuttosto che prendere la parte che spetterebbe a ciascuno da un cumulo comune di mali. Pertanto concludeva che non era opportuno giudicare le disgrazie che ci capitano in sorte come eccezionali e intollerabile. (by Geppetto)