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Cum defensionum laboribus senatoriisque muneribus aut omino aut magna ex parte essem aliquando liberatus... in quo erat facile vincere non repugnantes.
Essendomi una buona volta liberato dalle fatiche delle patrocinature e dagli obblighi senatoriali, o del tutto o in gran parte, sono ritornato, Bruto, poiché tu me lo hai caldamente esortato, a quegli studi che, pur tenuti presenti nel mio animo, trascurati per le vicende politiche (studia remissa temporibus = studi trascurati per le vicende politiche, vocab.), ho ripreso dopo averli interrotti per un lungo periodo di tempo, e poiché la ragione e l'apprendimento di tutte le arti, che si riferiscono alla giusta via del vivere, sono contenute nello studio della sapienza, che è detto "filosofia", questo reputai che dovesse essere illustrato in lingua latina; non perché non possa essere appresa dalle opere e dai professori greci: ma fu sempre un mio pensiero che i nostri fossero venuti a conoscenza di tutte le cose più sapientemente dei greci o, le cose prese da loro, le avessero rese migliori, le quali stabilirono essere degne, nelle quali s'applicarono. Infatti i costumi e le istituzioni della vita, le cose domestiche e familiari noi certamente conserviamo sia meglio che più eccellentemente; e in verità i nostri antenati organizzarono la repubblica con istituzioni e leggi certamente migliori. Che dire dell'arte militare? Nella quale i nostri rifulsero molto con la virtù, tanto più anche per disciplina. D'altra parte quelle cose, che per natura, non per la letteratura hanno raggiunto, non sono da paragonare con i Greci né con nessun altro popolo. Quale mai grande dignità, quale così tanta costanza, grandezza d'animo, onestà, fedeltà, quale virtù in qualunque genere così tanto eccellente fu mai ad alcuno, che sia da paragonare con i nostri avi? La Grecia ci era superiore in cultura e in ogni genere di studi: ma in quel campo era facile vincere, dal momento che non c'erano avversari.
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Και τους μελλοντας οικους τε και πολεις καλως οιχσειν μαντικης εφη προσδεισθαι·... δαιμοναν εφη.
"E disse che coloro che intendono costruire bene case e città avrebberoi bisogno della divinazione; perché sia nell'arte dell'architettura o della fusione del metallo o dell'agricoltura o del governo degli uomini o di opere simili, tutto questo, riteneva, sono insegnamenti da scegliere secondo il giudizio umano. E le più grandi tra queste cose, diceva, gli dei le lasciano agli uomini, poiché nulla è chiaro agli uomini su di loro. Infatti, non è chiaro a colui che pianta bene un campo quale sarà il raccolto, né a colui che costruisce bene una casa chi vi abiterà, né a colui che è bravo nella strategia se è vantaggioso condurre una campagna militare, né a colui che è abile nella politica se è vantaggioso guidare la città, né a colui che sposa bene una donna per gioirne, se attraverso di lei sarà triste, né a colui che prende custodi potenti nella città se attraverso di essi perderà la città. Ma coloro che pensano che nulla di tutto ciò sia divino, ma piuttosto tutto è della mente umana, li chiama "Daimones".
(By Starinthesky)
Argomento del brano
Questo brano affronta il concetto dell'influenza divina (daimones) nella sfera umana delle decisioni e delle azioni, concentrandosi sul fatto che le scelte umane non sono necessariamente prevedibili o chiare in base alle conseguenze.
Temi trattati
Divinazione e Scelte Umane: L'autore inizia sottolineando che coloro che intendono costruire bene case e città avrebbero bisogno della divinazione. Questo suggerisce che le decisioni cruciali richiedono una sorta di guida o presagio divino per avere successo.
Varie Abilità Umane: L'autore elenca diverse abilità umane, come l'architettura, la lavorazione dei metalli, l'agricoltura e il governo degli uomini. Tuttavia, afferma che anche se le persone possono essere esperte in queste discipline, il risultato finale o il successo delle loro azioni non è sempre chiaro.
Limiti della Conoscenza Umana: L'autore sostiene che molti risultati delle azioni umane rimangono oscuri, indipendentemente dal talento o dall'esperienza di chi agisce. Ad esempio, una buona costruzione di una casa non garantisce chi abiterà al suo interno, né una strategia militare ben pianificata assicura il successo in battaglia.
Scelte e Daimones: L'autore suggerisce che gli daimones sono responsabili di influenzare le scelte umane. L'uso del termine "daimones" indica un'entità trascendente o una forza misteriosa che agisce nell'ambito delle decisioni umane, ma non è esattamente chiaro se ne sia un'interpretazione positiva o negativa.
Considerazione Filosofica: Questo brano richiama a una considerazione filosofica profonda riguardo al ruolo della fortuna, della casualità e dell'influenza divina nelle azioni umane. Essa riflette la visione antica secondo cui le scelte umane possono essere guidate da forze che vanno oltre la ragione e la comprensione umana.
Riflessione sulla Natura Umana: L'analisi delle scelte umane e delle loro conseguenze riflette la natura stessa dell'essere umano: spesso agiamo in base a dati limitati e non siamo in grado di prevedere appieno le conseguenze delle nostre azioni, indipendentemente dalla nostra abilità.
In definitiva, il brano suggerisce che l'influenza divina o gli elementi sconosciuti giocano un ruolo fondamentale nelle scelte umane e nelle loro conseguenze, evidenziando la complessità e la profondità della relazione tra l'umano e il divino nell'antica prospettiva filosofica.
(By Starinthedark)
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Οσοι δε τον θανατον διεφυγον, πολλαχου κινδυνευσαντες και εις πολλας πολεις πλανηθεντες... αποθανουσι βοηθησατε. (Contro Eratostene Lisia)
TRADUZIONE LIBERA
Ma quanti di voi sfuggivano alla morte, dopo essersi esposti dovunque ai pericoli, dopo aver vagato per molte città ed essendo banditi da ogni luogo, essendo privi del necessario, lasciati i li gli uni nella patria nemica, gli altri in una terra straniera, nonostante vi si opponessero molte difficoltà, siete ritornati al Pireo. [...] Ma se aveste fallito e non aveste conseguito questi risultati, voi stessi sareste andati in esilio, temendo di subire gli stessi maltrattamenti che anche prima avevate subito, e non vi avrebbero aiutato, a causa dell'indole di costoro, nonostante foste innocenti, né templi né altari, che sono mezzi di salvezza anche per i colpevoli; i vostri li, quanti fossero rimasti qui, avrebbero subito violenza da parte di costoro, quelli in terra straniera, invece, a causa di piccoli debiti, sarebbero caduti in schiavitù per mancanza di chi fosse in grado di prestar loro aiuto. Ma, infatti, non voglio dire quello che sarebbe avvenuto, dal momento che non posso dire ciò che è stato compiuto da costoro. Non è compito, infatti, di un solo accusatore, né di due, ma di molti, tuttavia nulla della mia buona volontà è stato tralasciato, a difesa dei templi, che costoro in parte hanno venduto, in parte hanno contaminato entrandovi, a difesa della città, che hanno reso debole, a difesa degli arsenali, che distrussero e a difesa dei morti, ai quali voi, poiché non avete potuto difenderli quando erano vivi, dovete portare aiuto ora che sono morti.
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τῶν δὲ ἡμέρων οἱ Ἀρκάδες δένδρων ἁπάντων πλὴν ῥοιᾶς ἐσκομίζουσιν ἐς τὸ ἱερόν... οἱ Ἀρκάδες τὴν Δέσποιναν, θυγατέρα δὲ αὐτὴν Ποσειδῶνός φασιν εἶναι καὶ Δήμητρος. (Pausania)
Gli Arcadi di tutti quanti gli alberi coltivati (iἥμερος ) [non ne] introducono (εἰσκομίζω pres. 3 sing. ) [nessuno] nel tempio eccetto il melograno ( ῥόα ). Sulla destra, a chi esce dal tempio, c'è uno specchio sul muro. Chiunque guarda lo specchio vedrà (ὁράω futuro) o se stesso del tutto indistintamente, o non (vedrà) nulla affatto (con neg. ἀρχὴν = non affatto), ma sono chiaramente visibili la statua delle dee ed il trono. Presso il tempio di Despoina, a chi sale, un poco a destra, c'è quello che è chiamato megaron: qui gli Arcadi compiono (δράω) riti di iniziazione e sacrificano a Despoina molte e anche abbondanti vittime. Ciascuno sacrifica ciò che si è procurato. Non tagliano le gole (φάρυγξ -υγγος) come negli altri sacrifici, ma un arto (del corpo) che (ὅ) capiti [opportuno] (= ἂν τύχῃ). Gli Arcadi venerano questa Despoina più di tutte fra le dee e dicono che questa è figlia di Poseidone e di Demetra.
(By A. M. Di Leo)
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Των δε ημερων οι Αρκαδες δενδρων απαντων πλην ροιας εσκομιζουσιν ες το ιερος... φασιν ειναι και Δημητρος. (Pausania).
Gli Arcadi di tutti quanti gli alberi coltivati (iἥμερος ) [non ne] introducono (εἰσκομίζω pres.3 sing.) [nessuno] nel tempio eccetto il melograno ( ῥόα ). Sulla destra, a chi esce dal tempio, c'è uno specchio sul muro...