Pericle non si è assunto il compito del vero e ottimo uomo Politico- Versione greco di Platone da Ve
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Pericle non si è assunto il compito del vero e ottimo uomo Politico
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Versioni di Greco per il triennio
Inizio: Τόδε μοι ειπέ...
fine: . .τη πόλει
TRADUZIONE
Dimmi questo, se si dice che gli Ateniesi sono diventati migliori grazie a Pericle, oppure al contrario siano stati corrotti da quello. Io per conto mio sento dire questo, che Pericle ha reso gli Ateniesi oziosi, vili, ciarloni e avidi di denaro, avendo messo per primo il compenso per le cariche. Ma questo non so più per sentito dire, ma lo sappiamo con sicurezza sio io che tu che in principio Pericle godeva di buona fama e non lo trovarono colpevole gli Ateniesi, quando erano peggiori. Dopo essere diventati buoni alla fine della vita di Pericle lo giudicarono un ladro e per poco non lo condannarono a morte, evidentemente perché pensavano che fosse malvagio. Dunque un guardianio di asini, cavalli e buoi, essendo veramente tale potrebbe sembrare essere un cattivo mandriano se, avendoli presi che non gli tiravano calci non lo scornavano e non lo mordevano avesse dimostrato in un secondo momento che facevano tutte queste cose per essere selvaggi. Allora mi pare che le informazioni presenti erano vere e non ci sono uomini politicamente corretti.
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Il figlio di Creso
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Greco per il triennio
Κατ᾽ αὐτὸν δὲ Κροῖσον τάδε ἐγίνετο. Ἦν οἱ παῖς, τοῦ καὶ πρότερον ἐπεμνήσθην, τὰ μὲν ἄλλα ἐπιεικής, ἄφωνος δέ. Ἐν τῇ ὦν παρελθούσῃ εὐεστοῖ ὁ Κροῖσος τὸ πᾶν ἐς αὐτὸν ἐπεποιήκεε, ἄλλα τε ἐπιφραζόμενος, καὶ δὴ καὶ ἐς Δελφοὺς περὶ αὐτοῦ ἐπεπόμφεε χρησομένους. Ἡ δὲ Πυθίη οἱ εἶπε τάδε. «Λυδὲ γένος, πολλῶν βασιλεῦ, μέγα νήπιε Κροῖσε, μὴ βούλου πολύευκτον ἰὴν ἀνὰ δώματ᾽ ἀκούεινπαιδὸς φθεγγομένου. τὸ δέ σοι πολὺ λώιον ἀμφὶςἔμμεναι• αὐδήσει γὰρ ἐν ἤματι πρῶτον ἀνόλβῳ. »Ἁλισκομένου δὴ τοῦ τείχεος, ἤιε γὰρ τῶν τις Περσέων ἀλλογνώσας Κροῖσον ὡς ἀποκτενέων, Κροῖσος μέν νυν ὁρέων ἐπιόντα ὑπὸ τῆς παρεούσης συμφορῆς παρημελήκεε, οὐδὲ τί οἱ διέφερε πληγέντι ἀποθανεῖν• ὁ δὲ παῖς οὗτος ὁ ἄφωνος ὡς εἶδε ἐπιόντα τὸν Πέρσην, ὑπὸ δέους τε καὶ κακοῦ ἔῤῥηξε φωνήν, εἶπε δὲ «Ὤνθρώπε, μὴ κτεῖνε Κροῖσον. » Οὗτος μὲν δὴ τοῦτο πρῶτον ἐφθέγξατο, μετὰ δὲ τοῦτο ἤδη ἐφώνεε τὸν πάντα χρόνον τῆς ζόης.
TRADUZIONE
Ed ecco cosa accadde a Creso personalmente: come ho già una volta ricordato aveva un figlio che era ben dotato per il resto, ma muto. Al tempo delle sue passate fortune Creso aveva fatto di tutto per lui e fra gli altri tentativi escogitati aveva anche mandato a interrogare in proposito l'oracolo di Delfi. E la Pizia così gli aveva risposto: …”Stirpe di Lidi, su molti regnante, stoltissimo Creso, Mal tu desideri udir per le case la voce bramata, Della parola del figlio: molto peggio è per te non udirla. Giorno fatale sarà, quando udrai la sua prima parola. ”… (Tu, che sei di stirpe lidia e re di molti popoli, stoltissimo Creso, non augurarti di udire in casa tua la desideratissima voce di tuo figlio. Sarebbe molto meglio che ciò non accadesse. Parlerà per la prima volta in un giorno di sventura). Effettivamente quando le mura furono espugnate, un Persiano che non lo aveva riconosciuto stava aggredendo Creso per ucciderlo; Creso dal canto suo, pur vedendosi assalito, non se ne curò: nella sciagura che ormai gli era toccata non gli importava di morire sotto i colpi. Ma suo figlio, il muto, quando vide che il Persiano lo stava aggredendo, per la paura e per il dolore sciolse la voce e gridò: "Uomo, non uccidere Creso!". Questa fu la prima volta; poi conservò la favella per tutta la vita.
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L'arrivo sulla luna VERSIONE DI GRECO di Luciano TRADUZIONE dal libro Versioni di greco per il triennio
Περὶ μεσημβρίαν δὲ οὐκέτι τῆς νήσου φαινομένης ἄφνω τυφὼν ἐπιγενόμενος καὶ περιδινήσας τὴν ναῦν καὶ μετεωρίσας ὅσον ἐπὶ σταδίους τριακοσίους οὐκέτι καθῆκεν εἰς τὸ πέλαγος, ἀλλ' ἄνω μετέωρον ἐξηρτημένην ἄνεμος ἐμπεσὼν τοῖς ἱστίοις ἔφερεν κολπώσας τὴν ὀθόνην. ἑπτὰ δὲ ἡμέρας καὶ τὰς ἴσας νύκτας ἀεροδρομήσαντες, ὀγδόῃ καθορῶμεν γῆν τινα μεγάλην ἐν τῷ ἀέρι καθάπερ νῆσον, λαμπρὰν καὶ σφαιροειδῆ καὶ φωτὶ μεγάλῳ καταλαμπομένην· προσενεχθέντες δὲ αὐτῇ καὶ ὁρμισάμενοι ἀπέβημεν, ἐπισκοποῦντες δὲ τὴν χώραν εὑρίσκομεν οἰκουμένην τε καὶ γεωργουμένην. ἡμέρας μὲν οὖν οὐδὲν αὐτόθεν ἑωρῶμεν, νυκτὸς δὲ ἐπιγενομένης ἐφαίνοντο ἡμῖν καὶ ἄλλαι πολλαὶ νῆσοι πλησίον, αἱ μὲν μείζους, αἱ δὲ μικρότεραι, πυρὶ τὴν χρόαν προσεοικυῖαι, καὶ ἄλλη δέ τις γῆ κάτω, καὶ πόλεις ἐν αὑτῇ καὶ ποταμοὺς ἔχουσα καὶ πελάγη καὶ ὕλας καὶ ὄρη. ταύτην οὖν τὴν καθ' ἡμᾶς οἰκουμένην εἰκάζομεν.
Verso mezzogiorno, mentre non appariva più l'isola, essendosi verificato all'improvviso un turbine, e avere ruotato la nave e averla sollevata per circa 3. 000 stadi, non la faceva scendere più verso il mare; e il vento, abbattendosi sulle vele, dopo avere gonfiato il tessuto, la trasportava in alto, sospesa in aria. Correndo in cielo per sette giorni e altrettante notti, l'ottavo (giorno) osservammo nell'aria una grande terra simile a un'isola, lucente, sferoidale e avvolta in un grande splendore; dopo esserci avvicinati ad essa e avere ormeggiato, scendemmo; osservando la regione, troviamo che è abitata e coltivata. Di giorno dunque non scorgevamo niente da lì; invece, arrivata la notte, ci apparivano anche molte altre isole vicino, alcune più grandi, altre più piccole, simili al fuoco per l'aspetto, e in basso un'altra terra, che aveva su di sé sia città sia fiumi sia mari sia boschi sia monti. Supponiamo dunque che sia questa che è abitata da noi.
Ulteriore tentativo di traduzione
Verso mezzogiorno, non apparendo più l'isola, verificandosi all'improvviso un uragano e avendo fatto girare la nave e avnedola sollevata di circa 300 stadi la scaraventò non più nel mare ma nell'alto cielo, ma avendola sospesa in alto, il vento abbattutosi sulla nave la prese rigonfiando le vele. Avendo corso in aria 7 giorni e altrettanti notti, l'ottavo giorno guardavamo giù un grande pianeta sotto l'isola, sferico, splendente e illuminato da una grande luce; avvicinandoci a quello, avendo attraccato la nave sbarcammo e avendo ispezionato il luogo lo scoprimmo abitato e coltivato. Da quel luogo non vedavamo nulla di giorno, di notte invece erano visibili anche tutte le altre isole vicine, alcune più grandi altre più piccole, abitate in superficie dal fuoco e sotto un' altra terra che aveva fiumi, mari, boschi e montagne. dunque paragonavamo quasta abitata alla nostra.
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L'amicizia è un grande bene
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro versioni di greco x il triennio
INIZIO : Τοσουτον δέ τι αγαθον κρινω εγωγε το φιλεισθαι ειναι ωστε νομιζω τω οντι αυτοματα ταγαθα τω φιλουμενου γιγνεσθαί και παρά θεων και παρα ανθρωπων
FINE: Οιτινες ουν υπό των φυσει πεφυκοτων μαλιστα φιλειν και νομω συνηναγκασμενων ουτω μισουνται, πως υπ'αλλου γέ τινος οιεσθαι χρη αυτους φιλεισθαι;
Il comportamento dei combattenti alle Termopili è degno di ammirazione- Versioni di Diodoro Siculo d
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Il comportamento dei combattenti alle Termopili è degno di ammirazione
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Greco per il triennio
Chi non ammirerebbe i loro atti di valore? Tutti di comune accordo non lasciarono lo schieramento disposto in Grecia, con zelo diedero la vita per la salvezza comune dei Greci, e preferirono morire gloriosamente piuttosto che vivere in modo vergognoso. E nessuno avrebbe dubitato che ci fosse lo stupore dei Persiani. Infatti chi tra i berberi avrebbe potuto cogliere ciò che è avvenuto? Chi avrebbe potuto aspettarsi che essendo cinquecento avessero il coraggio di avventarsi su un miliardo di uomini? Perciò chi tra i posteri non vorrebbe eguagliare l'eroismo dei combattenti, che dominando con forza il momento critico furono sconfitti nei corpi, ma non furono vinti nelle anime? Così questi soli tra quelli che sono ricordati, essendo vinti, sono stai più illustri degli altri che hanno riportato vittorie estremamente gloriose. Non bisogna giudicare gli uomini mirabili in base ai risultati, ma in base all'intenzione.
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