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FILIPPO CORROMPE I GRECI
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro Versioni di greco per il triennio
INIZIO: Πλεονεκτημ, ανδρες Αθεναιοι, μεγ υπηρξε Φιλιππώ.
FINE: ο γαρ ενταυθ εαυτον ταξας της πολιτειας ειμ εγώ.
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UN ESEMPIO DELLA MITEZZA DI PERICLE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Versioni per il biennio - pag. 196 n. 191
TRADUZIONE
una volta Pericle essendo insultato e ascoltando malamente (parole) infami e sfrenate da uno, rimase tutto il giorno in silenzio nell'agorà sbrigando nel frattempo una sua faccenda urgente; alla sera ritornava a casa moderatamente mentre l'uomo lo seguiva e imprecava contro di lui. Quando era sul punto di entrare, essendo ormai buio, ordinò a uno degli schiavi che aveva una fiaccola, di accompagnare a casa l'uomo. Di certo quest'uomo è non solo straordinario per la mitezza e per la gentilezza, che mantenne nei molti affari e nelle grandi avversioni, ma anche per nobiltà d'intenti; infatti si rese gradito né per malevolenza né per ira, neppure da un così tanto grande potere, né tratto alcuno tra i nemici da pernicioso.
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CARICLEA VEGLIA TEAGENE FERITO
VERSIONE DI GRECO di Eliodoro
TRADUZIONE dal libro Versioni di greco per il triennio
TRADUZIONE
Da lontano erano giunti a breve distanza e dalla nave e dai corpi quando si presentò loro uno spettacolo più misterioso di prima: una fanciulla stava seduta sulle pietre, di una bellezza inestimabile da far pensare che fosse una dea, essendo molto addolorata per coloro che soccorreva e spirava ancora una nobile forza d'animo. da una corona di alloro era cinta la testa e le pendeva una faretra sulle spalle e dal braccio sinistro sostenuto l'arco. l'altro braccio era sollevato sconsideratamente. sostenendo con la coscia destra il gomito quello rimanente e avendo volto alle dita la guancia, sotto facendo segno con il capo e esaminando un giovane giacente alzò il capo. Quello era stato maltrattato dalle ferite e sembrava che riemergeva come dalla profondità del sonno della morte da poco, e giungendo in questa maschile bellezza e le guance grondavano di sangue facendole diventare rosse faceva risplendere di più il candore. i dolori abbassavano i suoi occhi, la vista della ragazza li tirava su per quella e questo soltanto li costringeva a vedere, a vedere lei.
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in che cosa ci distinguiamo dagli animali
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libroanzani motta pag 371 numero 307
Tοις μεν γαρ οϊς εχομεν ονδεν των άλλων ζώων διαφέρομεν πολλών και τώ τάγει χαϊ τή ρώμη και ταϊς βεύπορίαις χαταδεέστεροι τνγχάνομεν οντες ί ήμϊν τού πεΐ&ειν αλλήλους χαϊ δηλοϋν προς ημάς αυτούς περι ών άν βουλη&ώμεν ου μόνον τού &ηριωδώς απηλλάγη μεν άλλά χαϊ συνελ&όντες πόλεις χαϊ νόμους Ι&έμε&α χαΐ τέχνας εϋρομεν χαϊ σχεδόν άπαντα τα δι ημών μεμηχανημένα λόγος ήμϊν ίατϊν ηαυγχατασχευάσας ούτος γάρ περι τών δικαίων τών άδικων χαϊ τών αισχρών χαϊ τών χαλών Ινομο&έτη ζδοεν ών μη διαταχθέντων ούχάν οιοίτ ήμεν οίχείν μετ αλλήλων τούτω χαϊ τους χαχούς εξελέγχομεν χαϊ αγαθούς ίγχωμιάζομεν δια τούτου τούς τε παιδεύομεν χαι τούς φρόνιμους δοχιμάζομέν το γάρ λέγειν ως δει τού φρονείν ευ μέγιστον σημεϊον ποιούμεθα χαϊ λόγος αληθής χαϊ νόμιμος χαϊ δίχαιοε ψυχής άγα Βθής χαϊ πιστής εϊδωλόν εστίν
TRADUZIONE
Non che noi sormontiamo gli altri animali, ma ne stiamo loro al di sotto. Ma per esserci dato dalla natura di poterci persuadere l’un l’altro e significare scambievolmente quello che uno vuole, non tanto siamo potuti uscire della vita fiera e salvatica, ma iuniti insieme, noi ci abbiamo fabbricato le città e posto leggi e trovato arti, e brevemente in quasi tutte le nostre invenzioni e fatture siamo stati aiutati principalmente dalla favella. Questa ha prescritto e statuito del diritto e del torto, del vituperevole e dell’onesto, senza i quali ordini noi non potremmo vivere insieme. Con questa accusiamo e convinciamo i cattivi, e celebriamo i buoni. Per mezzo di questa addottriniamo i semplici, e conosciamo i sensati. Perciò il favellare a proposito e acconciamente è indizio di sensatezza certissimo fra tutti gli altri, siccome un parlar verace, legittimo e retto è immagine di un animo buono e leale. Com la favella disputiamo delle cose dubbie, discorriamo tra noi medesimi delle ignote. Perciòi argomenti stessi coi quali l’uno, parlando, persuade l’altro, si usano altresì quando l’uomo delibera in se medesimo delle cose proprie; ed eloquenti sono denominati quelli che sanno favellare nella moltitudine, avveduti poi si stimano coloro che più saviamente parlano con se stessi di quel che occorre. E a dire di questa facoltà in ristretto, nessuna opera che si faccia con ragione e senno, si fa senza intervento della favella, governatrice e regina di tutti gli atti e pensieri dell’uomo; e trovasi che chi più intendimento ha, più la suole usare. Di modo che quelli che si ardiscono mordere i precettori delle lettere e gli studiosi di quelle, non sono manco da avere in abbominazione che sieno coloro che offendono i templi degli immortali.
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Alla morte del corpo l'anima si libera
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro versioni di greco per il triennio
Pagina185 numero 81