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Gi pagina 214 numero 139
Και γαρ βασιλευς αιρειται ουχ ινα εαυτου καλως επιμεληται .... δε το ευδαιμονας ποιειν ων αν ηγηται.
E infatti un re si sceglie non perché provveda bene a se stesso, ma perché anche coloro che l'anno scelta vivano in prosperità. E tutti affrontano la guerra nella speranza di avere una vita migliore possibile ed eleggono gli strateghi perché siano loro guida nel raggiungimento di questo scopo. Bisogna allora che questo realizzi...(continua)
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Gi pagina 232 numero 159
Οιμεν τοινυν Ελληνες ουτως επιστευον τοῖς κατ᾽ ἐκεῖνον τὸν χρόνον πολιτευομένοις,... Fine: κατημελήκαμεν, ὥστ᾽ οὐδ᾽ εἰς ἐξετάσεις ἰέναι τολμῶμεν ἢν μὴ λαμβάνωμεν ἀργύριον.
I Greci dunque confidavano talmente in quelli che governavano a quel tempo che per la maggior parte si affidavano volentieri alla città, mentre i barbari evitavano talmente di intromettersi nelle faccende greche, che con le lunghe navi non arrivavano a Faselide e con l'esercito non oltrepassavano il fiume Alys,... (continua)
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GI pagina 230 numero 157
Inizio: Διαιτη δε την τε ψυχην επαιδευσε και το σωμα η χρωμενος αν τι ει μη τι δαιμονιον ειη ... Fine: Τοιαυτα μεν περι τουτων επαιζεν αμα σπουνδαζων.
Educava l'anima ed il corpo ad un regime di vita seguendo il quale, a meno che non intervenga qualcosa di divino, uno potrebbe vivere senza turbamenti e con stabilità e non si troverebbe in difficoltà per una spesa tanto grande. Era così parco che non so se sarebbe possibile lavorare tanto poco da non guadagnare quello che bastava a Socrate. Infatti prendeva tanto cibo quanto ne mangiava con piacere e vi si accostava con tale disposizione da avere l'appetito come condimento: ogni bevanda era piacevole per lui, perché beveva solo se aveva sete. ... (continua)
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Gi pagina 213 numero 138
καταβαίνοντι δ' αὐτῷ πρὸς τὰς Ἑλληνικὰς πράξεις ἐπὶ θάλατταν Πέρσης ἀνὴρ Ἐπιξύης ὄνομα, σατραπεύων τῆς ἄνω Φρυγίας, ἐπεβούλευσε, παρεσκευακὼς ἔκπαλαι Πισίδας τινὰς ἀποκτενοῦντας, ὅταν ἐν τῇ καλουμένῃ κώμῃ Λεοντοκεφάλῳ γενόμενος καταυλισθῇ. τῷ δὲ λέγεται καθεύδοντι μεσημβρίας τὴν μητέρα τῶν θεῶν ὄναρ φανεῖσαν εἰπεῖν· “ὦ Θεμιστόκλεις, ὑστέρει κεφαλῆς λεόντων, ἵνα μὴ λέοντι περιπέσῃς. ἐγὼ δὲ ἀντὶ τούτου σε αἰτῶ θεράπαιναν Μνησιπτολέμαν. ” διαταραχθεὶς οὖν ὁ Θεμιστοκλῆς προσευξάμενος τῇ θεῷ τὴν μὲν λεωφόρον ἀφῆκεν, ἑτέρᾳ δὲ περιελθὼν καὶ παραλλάξας τὸν τόπον ἐκεῖνον ἤδη νυκτὸς οὔσης κατηυλίσατο. τῶν δὲ τὴν σκηνὴν κομιζόντων ὑποζυγίων ἑνὸς εἰς τὸν ποταμὸν ἐμπεσόντος, οἱ τοῦ Θεμιστοκλέους οἰκέται τὰς αὐλαίας διαβρόχους γενομένας ἐκπετάσαντες ἀνέψυχον. οἱ δὲ Πισίδαι τὰ ξίφη λαβόντες ἐν τούτῳ προσεφέροντο, καὶ τὰ ψυχόμενα πρὸς τὴν σελήνην οὐκ ἀκριβῶς ἰδόντες ᾠήθησαν εἶναι τὴν σκηνὴν τὴν Θεμιστοκλέους κἀκεῖνον ἔνδον εὑρήσειν ἀναπαυόμενον. ὡς δ' ἐγγὺς γενόμενοι τὴν αὐλαίαν ἀνέστελλον, ἐπιπίπτουσιν αὐτοῖς οἱ παραφυλάσσοντες καὶ συλλαμβάνουσι. διαφυγὼν δὲ τὸν κίνδυνον οὕτω καὶ θαυμάσας τὴν ἐπιφάνειαν τῆς θεοῦ ναὸν κατεσκεύασεν ἐν Μαγνησίᾳ Δινδυμήνης καὶ τὴν θυγατέρα Μνησιπτολέμαν ἱέρειαν ἀπέδειξεν.
Scendendo Temistocle verso il mare per alcune questioni concernenti i greci, un persiano di nome Epissie, satrapo della Frigia Settentrionale, tramò contro di lui un'imboscata, avendo già molto prima fatto appostare alcuni Pisidi per ucciderlo non appena arrivato nel villaggio chiamato "Testa di Leone", e si fosse qui attardato. Ma si racconta che mentre verso mezzogiorno riposava, gli apparve in sogno la Madre degli dei e gli disse: "Evita, o Temistocle, la testa dei leoni, perché non abbia ad imbatterti in un leone. In cambio di questo consiglio ti domando di consacrare al mio servizio Mnesiptolema. Temistocle sconvolto, dopo aver levato una preghiera di ringraziamento alla dea, abbandonò la via principale e girando per un'altra strada, oltrepassò quel luogo che era già notte, e si attardò. Uno dei giumenti che portavano del materiale per allestire la tenda era caduto nel fiume ed i servi di Temistocle distesero le tele, che erano bangnate, mettendole ad asciugare. Nel frattempo, giunti i Pisidi con le spade in pugno e non distinguendo esattamente alla luce della luna le tele che si asciugavano, credettero che si trattasse della tenda di Temistocle e che l'avrebbero trovato dentro mentre riposava. Fattisi da presso, alzarono la cortina, ma i servi che erano di guardia piombarono su di loro e li catturarono. Scongiurato così il pericolo e pieno di meraviglia per l'apparizione della dea, costruì a Magnesia un tempio in onore di Dindimene e fece sua sacerdotessa la figlia di Mnesiptolema.
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GI GRECO ITALIANO NUMERO 12
Inizio: Ουμος πατηρ Κεφαλος επεισθη μεν υπο Περικλεους εις ταυτην την γην αφικεσθαι, ετη δε τριακοντα .... Fine: και περι των υμετερων αναμνησαι πειρασομαι.