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ἐνταῦθα τοῦ βίου, ὦ φίλε Σώκρατες, ἔφη ἡ Μαντινικὴ ξένη, εἴπερ που ἄλλοθι, βιωτὸν ἀνθρώπῳ, θεωμένῳ αὐτὸ τὸ καλόν. ὃ ἐάν ποτε ἴδῃς, οὐ κατὰ χρυσίον τε καὶ ἐσθῆτα καὶ τοὺς καλοὺς παῖδάς τε καὶ νεανίσκους δόξει σοι εἶναι, οὓς νῦν ὁρῶν ἐκπέπληξαι καὶ ἕτοιμος εἶ καὶ σὺ καὶ ἄλλοι πολλοί, ὁρῶντες τὰ παιδικὰ καὶ ξυνόντες ἀεὶ αὐτοῖς, εἴ πως οἷόν τ᾽ ἦν, μήτ᾽ ἐσθίειν μήτε πίνειν, ἀλλὰ θεᾶσθαι μόνον καὶ συνεῖναι. τί δῆτα, ἔφη, οἰόμεθα, εἴ τῳ γένοιτο αὐτὸ τὸ καλὸν ἰδεῖν εἰλικρινές, καθαρόν, ἄμικτον, ἀλλὰ μὴ ἀνάπλεων σαρκῶν τε ἀνθρωπίνων καὶ χρωμάτων καὶ ἄλλης πολλῆς φλυαρίας θνητῆς, ἀλλ᾽ αὐτὸ τὸ θεῖον καλὸν δύναιτο μονοειδὲς κατιδεῖν; ἆρ᾽ οἴει, ἔφη, φαῦλον βίον γίγνεσθαι ἐκεῖσε βλέποντος ἀνθρώπου καὶ ἐκεῖνο ᾧ δεῖ θεωμένου καὶ ξυνόντος αὐτῷ;
Questo è il momento della vita, amico Socrate – diceva la forestiera di Mantinea –, o mai piú altro, degno di vita per l’uomo, quando contempli la bellezza in sé. Che se un giorno mai tu la scorga, ella non ti parrà da commisurarsi con la ricchezza o il lusso, o gli stupendi fanciulli e giovani, vedendo i quali ora rimani smarrito, e sei pronto, tu e molti altri, pur di tener gli occhi addosso sui vostri amori e di starvene insieme, a non mangiare, se fosse possibile, a non bere, ma solo a contemplarli e a conviverci. Che cosa allora dovremmo pensare, se capitasse ad uno di vedere la bellezza in sé, pura, schietta, non tocca, non contagiata da carne umana né da colori, né da altra vana frivolezza mortale, ma potesse contemplare la stessa bellezza divina nell’unicità della sua forma? Forse credi che sia una vita da sciocco quella di un uomo che tenga lo sguardo su di lei e la contempli con il mezzo che le conviene e viva insieme a lei?
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Κληροῦνται δὲ καὶ ἀγορανόμοι, δεκα πέντε μὲν εἰς Πειραιέα, πέντε΄ δ' εἰς ἄστυ. τούτοις δὲ ὑπὸ τῶν νόμων προστέτακται τῶν ὠνίων ἐπιμελεῖσθαι πάντων, ὅπως καθαρὰ καὶ ἀκίβδηλα πωλήσεται. κληροῦνται δὲ καὶ μετρονόμοι ‹ι΄›, πέντε μὲν εἰς ἄστυ, ε΄ δὲ εἰς Πειραιέα. καὶ οὗτοι τῶν μέτρων καὶ τῶν σταθμῶν ἐπιμελοῦνται πάντων, ὅπως οἱ πωλοῦντες χρήσονται δικαίοις. ἦσαν δὲ καὶ σιτοφύλακες κληρωτοὶ ‹ι΄›, πέντε μὲν εἰς Πειραιέα, πέντε δ' εἰς ἄστυ, νῦν δ' εἴκοσι μὲν εἰς ἄστυ, πεντεκαίδεκα δ' εἰς Πειραιέα. οὗτοι δ' ἐπιμελοῦνται, πρῶτον μὲν ὅπως ὁ ἐν ἀγορᾷ σῖτος ἀργὸς ὤνιος ἔσται δικαίως, ἔπειθ' ὅπως οἵ τε μυλωθροὶ πρὸς τὰς τιμὰς τῶν κριθῶν τὰ ἄλφιτα πωλήσουσιν, καὶ οἱ ἀρτοπῶλαι πρὸς τὰς τιμὰς τῶν πυρῶν τοὺς ἄρτους, καὶ τὸν σταθμὸν ἄγοντας ὅσον ἂν οὗτοι τάξωσιν. ὁ γὰρ νόμος τούτους κελεύει τάττειν. ἐμπορίου δ' ἐπιμελητὰς δέκα κληροῦσιν· τούτοις δὲ προστέτακται τῶν τ' ἐμπορίων ἐπιμελεῖσθαι, καὶ τοῦ σίτου τοῦ καταπλέοντος εἰς τὸ σιτικὸν ἐμπόριον τὰ δύο μέρη τοὺς ἐμπόρους ἀναγκάζειν εἰς τὸ ἄστυ κομίζειν.
Gli ispettori dei mercati sono anche eletti per sorteggio, cinque per il Pireo, cinque per le città. A questi è prescritto dalle leggi di fare attenzione a tutte le merci, affinché si mettano in vendita pure e genuine. Anche gli ispettori di pesi e misure sono sorteggiati a sorte, cinque per la città e cinque per il Pireo: Costoro hanno per legge il compito di sorvegliare tutte le misure e tutti i pesi, affinché i venditori se ne servano giustamente. C'erano anche dieci ispettori del grano: cinque per il Pireo e cinque per le città; ma ora sono venti per la città e quindici per il Pireo. Questi badano in primo luogo che il grano non macinato si venda al giusto prezzo e poi che i mugnai vendano la farina in rapporto al prezzo dell'orzo ed i fornai il pane in rapporto al prezzo dei cereali e che questi pani abbiano il peso fissato da loro: questi infatti sono i compiti che la legge impone loro. Eleggono a sorte dieci ispettori del commercio, essi hanno l'incarico di sorvegliare i commerci e di esigere che i commercianti portino in città due terzi del grano che viene immesso sul mercato. Designano anche gli Undici eletti a sorteggio che si occupino dei prigionieri. I ladri i negrieri ed i rapinatori rei confessi vengono mandati a morte da costoro, se invece negano. , li deferiscono al tribunale, se vengono assolti li rimettono in libertà altrimenti li mandano a morte.
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GI pagina 227 numero 153
Τι δεισας; Η μη μαθω τουτο ου Μελητος μοι τιμαται, ο φημι ουκ ειδεναι ουτ' ει αγαθον ουτ' ει κακον εστιν; ... αλλην εξ αλλης πολεως αμειβομενω και εξελαυνομενω ζην.
Avendo temuto cosa? Che non mi capiti forse questo di cui mi ritiene colpevole Meleto, che dico di non sapere se è un bene o un male? Invece di questo dovrei scegliere qualcosa di quelle che so bene essere dei mali, ritenutomi degno di questa? Il carcere forse?...(CONTINUA)
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Gi pagina 234 numero 162
Βουλομαι δε ολιγα εκατερους αναμνησας καταβαινειν, τους τε εξ' αστεως και τους εκ Πειραιως, ινα τας υμιν .... δουλειας εις την ακροπολιν κατεστησαν.
Prima di scendere dalla tribuna voglio ricordare qualcosa a entrambi, sia a quelli della città che a quelli del Pireo, perché possiate votare avendo davanti agli occhi le sventure che vi sono toccate per colpa di questi uomini. Innanzitutto, voi che appartenete alla parte della città, considerate che eravate governati dai Trenta in modo così brutale da essere costretti a combattere contro fratelli, figli, concittadini una guerra di tal genere ...(CONTINUA)
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Gi pagina 220 numero 147
Inizio: Πρωτον μεν ουν, ω ανδρες (δει γαρ και ταυθ'υμιν διηγησασθαι), οικιδιον εστι μοι διπλουν, ισα εχον ...fine: και την κλειν εφελκεται. (Lisia)
In primo luogo, o giudici, (bisogna infatti che io vi spieghi anche questo) io possiedo una casetta a due piani che ha il piano superiore uguale a quello inferiore, rispettivamente per il gineceo e per le stanze degli uomini. Dopo che ci nacque il bambino, la madre lo allattava: perché non rischiasse nello scendere le scale quando doveva lavarlo, io risiedevo di sopra, le donne sotto. Ed era ormai divenuto così consueto che spesso mia moglie scendeva di sotto a dormire accanto al bambino per dargli il seno e perché non piangesse. E queste cose accadevano così per molto tempo ed io mai concepii sospetti ma ero così ingenuo da pensare che mia moglie fosse la donna più onesta fra tutte in città.Ma passando il tempo, signori giudici, tornai all'improvviso dalla campagna, e dopo la cena il bambino strillava e faceva i capricci infastidito dalla serva appositamente perché facesse questo; l'individuo infatti era dentro; in seguito infatti venni a sapere tutto. E io invitai mia moglie ad andare e a dare la mammella al bambino, affinché smettesse di piangere.