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Spiegatemi voi come posso fare a considerarvi uomini riconoscenti
Ὦ Ἀγησίλαε καὶ πάντες οἱ παρόντες Λακεδαιμόνιοι, ἐγὼ ὑμῖν, ὅτε τοῖς Ἀθηναίοις ἐπολεμεῖτε, φίλος καὶ σύμμαχος ἐγενόμην, καὶ τὸ μὲν ναυτικὸν τὸ ὑμέτερον χρήματα παρέχων ἰσχυρὸν ἐποίουν, ἐν δὲ τῇ γῇ αὐτὸς ἀπὸ τοῦ ἵππου μαχόμενος μεθ’ ὑμῶν εἰς τὴν θάλατταν κατεδίωκον τοὺς πολεμίους. Καὶ διπλοῦν ὥσπερ Τισσαφέρνους οὐδὲν πώποτέ μου οὔτε ποιήσαντος οὒτ’ εἰπόντος πρὸς ὑμᾶς ἒχοιτ’ ἂν κατηγορῆσαι. Τοιοῦτος δὲ γενόμενος νῦν οὕτω διάκειμαι ὑφ’ ὑμῶν ὡς οὐδὲ δεῖπνον ἔχω ἐν τῇ ἐμαυτοῦ χώρᾳ, εἰ μή τι ὧν ἂν ὑμεῖς λίπητε συλλέξομαι, ὥσπερ τὰ θηρία. Ἃ δὲ μοι ὁ πατὴρ καὶ οἰκήματα καλὰ καὶ παραδείσους καὶ δένδρων καὶ θηρίων μεστοὺς κατέλιπεν, ἐφ’ οἷς ηὐφραινόμην, ταῦτα πάντα ὁρῶ τὰ μὲν κατακεκομμένα, τὰ δὲ κατακεκαυμένα. Εἰ οὖν ἐγὼ μὴ γιγνώσκω μήτε τὰ ὅσια μήτε τὰ δίκαια, ὑμεῖς δὲ διδάξατέ με ὅπως ταῦτ’ ἐστὶν ἀνδρῶν ἐπισταμένων χάριτας ἀποδιδόναι.
"O Agesilao, e tutti gli spartani presenti, io vi ero amico e alleato quando combattevate gli ateniesi e rendevo forte la vostra flotta procurando ricchezze, mentre a terra io stesso incalzavo i nemici verso il mare combattendo con voi a cavallo. Essendo tale dunque, così ottengo da voi che non ho cibo nella mia terra, eccetto ciò che voi lasciate, come le bestie. Le cose che mi ha lasciato il padre, sia le belle case sia i giardini pieni di alberi e di animali, per le quali mi rallegravo, tutte queste cose vedo alcune distrutte, alcune bruciate" Se sono io a non comprendere più ne le leggi divine ne quelle umane spiegatemi voi come questo possa essere il comportamento di uomini che sanno dimostrare la loro riconocenza.
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Libro phronemata Edizione mista
Inizio: οὐ μὲν δὴ οὐδὲ τοῦτ᾽ ἄν τις εἴποι, ὡς τοὺς κακούργους καὶ ἀδίκους εἴα καταγελᾶν,
Fine: ἐθελόντων κινδυνεύειν, ὅπου τις οἴοιτο Κῦρον αἰσθήσεσθαι.
Non si potrebbe dire in alcun modo questo, che (permetteva) permettese che i malfattori e disonesti rimanessero impuniti, anzi li puniva (più di tutti) senza risparmiare nessuno; spesso era dato di vedere lungo le strade più frequentate uomini privi delle gambe ...
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libro Phronemata
Inizio: ἐπεὶ δὲ ἀπορία ἦν, ἐλυπεῖτο μὲν σὺν τοῖς ἄλλοις καὶ οὐκ ἐδύνατο καθεύδειν: ... Fine: ὅπως δ᾽ ἀμυνούμεθα οὐδεὶς παρασκευάζεται οὐδὲ ἐπιμελεῖται, ἀλλὰ κατακείμεθα ὥσπερ ἐξὸν ἡσυχίαν ἄγειν.
Quando si trovava nello sconforto, pativa con agli altri e non riusciva a dormire; ma quando ebbe un pò di sonno fece (vide) un sogno. Gli sembrò che, poiché vi era statato un tuono, un colpo di fulmine fosse caduto sulla casa paterna ... (continua)
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libro Phronemata
Οἶδα μὲν ὅτι τῆς Ἀγησιλάου ἀρετῆς τε καὶ δόξης οὐ ῥᾴδιον ἄξιον ἔπαινον γράψαι, ὅμως δ’ ἐγχειρητέον. οὐ γὰρ ἂν καλῶς ἔχοι εἰ ὅτι τελέως ἀνὴρ ἀγαθὸς ἐγένετο, διὰ τοῦτο οὐδὲ μειόνων ἂν τυγχάνοι ἐπαίνων. περὶ μὲν οὖν εὐγενείας αὐτοῦ τί ἄν τις μεῖζον καὶ κάλλιον εἰπεῖν ἔχοι ἢ ὅτι ἔτι καὶ νῦν τοῖς προγόνοις ὀνομαζομένοις ἀπομνη- μονεύεται ὁπόστος ἀφ’ Ἡρακλέους ἐγένετο, καὶ τούτοις οὐκ ἰδιώταις ἀλλ’ ἐκ βασιλέων βασιλεῦσιν; ἀλλὰ μὴν οὐδὲ ταύτῃ γ’ ἄν τις ἔχοι καταμέμψασθαι αὐτοὺς ὡς βασιλεύουσι μέν, πόλεως δὲ τῆς ἐπιτυχούσης· ἀλλ’ ὥσπερ τὸ γένος αὐτῶν τῆς πατρίδος ἐντιμότατον, οὕτω καὶ ἡ πόλις ἐν τῇ Ἑλλάδι ἐνδοξοτάτη· ὥστε οὐ δευτέρων πρωτεύουσιν, ἀλλ’ ἡγεμόνων ἡγεμονεύουσιν.
So che non è facile scrivere un elogio degno della virtù e della fama di Agesilao. Ma bisogna tentare: non sarebbe accettabile se proprio per il fatto di essere stato un uomo valente nella misura più compiuta non gli toccassero neppure elogi inferiori al suo valore. Per quel che concerne la nobiltà della sua stirpe cosa si potrebbe affermare di più importante e di più onorevole se non che ancor oggi, nell'istante stesso in cui si nominano i suoi antenati si ricorda quale sia il suo grado di discendenza di Eracle? Avi si badi, che non sono semplici cittadini, ma figli di re. E neppure ci sarebbe da ridire su di loro obiettando che sono si re, ma di una città qualunque, così come la stirpe è la più illustre tra quelle della loro patria, la loro città è la più gloriosa in Grecia; sicchè essi non hanno un primato fra subordinati, ma dominano sui dominatori
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Traduzione libro phronemata
Inizio: ἐπεὶ μέντοι οὗτοι ᾤχοντο εἰς Λακεδαίμονα, ἔπεμπον δὴ καὶ οἱ ἀπὸ τοῦ κοινοῦ ἐκ τοῦ ἄστεως Fine: σὺν τοῖς ὅπλοις εἰς τὴν ἀκρόπολιν ἔθυσαν τῇ Ἀθηνᾷ.
Dopo la loro partenza per Sparta, comunque, le autorità cittadine inviarono a loro volta dei rappresentanti, incaricati di dichiarare che rimettevano alla discrezione degli Spartani le mura che ancora avevano e se stessi, ma che era giusto che anche quelli del Pireo, ...