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TRASIBULO GUIDA GLI ESULI CONTRO I TRENTA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Lukeion n°20
TRADUZIONE
Dopo ciò Trasibulo essendosi mosso da Tebe con circa settanta occupa il forte Demo di File. I trenta portavano aiuto dalla città alta con i tremila e con i cavalieri e essendo anche una bella giornata ma quando giunsero subito alcuni dei giovani facendosi coraggio si lanciavano verso il luogo fortificato e non fecero niente ma ricevendo ferite se ne andarono. Poiché i Trenta volevano bloccare con un muro per farli capitolare avendo tagliato i rifornimenti delle vettovaglie durante la notte cadde la neve intensamente e anche il giorno dopo. Ma quelli essendo ricoperti di neve se ne tornarono nella città perdendo parecchie delle bestie da soma ad opera di quelli di File.
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REAZIONI A SPARTA ALL'ANNUNCIO DELLA
SCONFITTA DI LEUTTRA
Versione di greco dal Libro lukeion
TRADUZIONE
Accadute queste cose, quello per annunciare a Sparta la sconfitta giunge essendo la fine della Ginnopedia e mentre all’interno c’era la danza maschile; ma gli Efori quando udirono della sconfitta, se affliggevano come credo era necessario; non condussero la danza ma lasciarono che si lottasse. E riferirono ai famigliari i nomi di ciascuno dei morti comandarono alle donne di non fare clamore ma di sopportare la sventura in silenzio. Il giorno dopo era possibile vedere coloro i cui congiunti erano morti aggirarsi in pubblico unti di unguento e lieti, e quelli di cui erano stati annunciati viventi, ne avresti visti pochi andare in giro tristi e rammaricati.
Ciro rincuora i suoi generali timorosi della superiorità dei nemici - Senofonte versione greco Lukei
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Ciro rincuora i suoi generali, timorosi della superiorità dei nemici
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Lukeion
ανδρες συμμαχοι, εγω τοινυν υμας συνεκαλεσα ... εχοντες εν ταις ψυχαις ην τοτε νικην εκτησαντο
Ἄνδρες σύμμαχοι, ἐγὼ τοίνυν ὑμᾶς συνεκάλεσα ἰδών τινας ὑμῶν, ἐπεὶ αἱ ἀγγελίαι ἦλθον ἐκ τῶν πολεμίων, πάνυ ἐοικότας πεφοβημένοις ἀνθρώποις. δοκεῖ γάρ μοι θαυμαστὸν εἶναι εἴ τις ὑμῶν ὅτι μὲν οἱ πολέμιοι συλλέγονται δέδοικεν, ὅτι δὲ ἡμεῖς πολὺ πλείους συνειλέγμεθα νῦν ἢ ὅτε ἐνικῶμεν ἐκείνους, πολὺ δὲ ἄμεινον σὺν θεοῖς παρεσκευάσμεθα νῦν ἢ πρόσθεν, ταῦτα δὲ ὁρῶντες οὐ θαρρεῖτε. ὢ πρὸς θεῶν, ἔφη, τί δῆτα ἂν ἐποιήσατε οἱ νῦν δεδοικότες, εἰ ἤγγελλόν τινες τὰ παρ' ἡμῖν νῦν ὄντα ταῦτα ἀντίπαλα ἡμῖν προσιόντα, καὶ πρῶτον μὲν ἠκούετε, ἔφη, ὅτι οἱ πρότερον νικήσαντες ἡμᾶς οὗτοι πάλιν ἔρχονται ἔχοντες ἐν ταῖς ψυχαῖς ἣν τότε νίκην ἐκτήσαντο·
TRADUZIONE
"Alleati, vi ho riuniti perché ho visto alcuni di voi, dopo le notizie che ci sono pervenute dal campo nemico, in preda allo sgomento. Tuttavia mi sorprende che ci sia fra voi chi ha paura perché i nemici si vanno concentrando e che non vi conforti la coscienza che ora formiamo un insieme molto più numeroso di quando lì abbiamo sconfìtti e che, grazie agli dèi, oggi siamo assai meglio organizzati che in passato. Oh, in nome del cielo, che avreste mai fatto, voi che ora tremate, se qualcuno vi avesse annunciato che avanza contro di noi un esercito pari a quello di cui ora disponiamo e se veniste a sapere che le truppe che già ci sconfissero tornano all'assalto con l'animo imbaldanzito dalla vittoria ottenuta
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L'Ateniese Epizelo è accecato da Marte a Maratona
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Lukeion pag. 17 n°22
Inizio: Συνηνεικε δε αυτοθι θωμι γενεσθαι...
fine: ...Ταυτα μεν δη Επιζηλον επυθομην λεγειν
Συνήνεικε δὲ αὐτόθι θῶμα γενέσθαι τοιόνδε· Ἀθηναῖον ἄνδρα Ἐπίζηλον τὸν Κουφαγόρεω ἐν τῇ συστάσι μαχόμενόν τε καὶ ἄνδρα γινόμενον ἀγαθὸν τῶν ὀμμάτων στερηθῆναι, οὔτε πληγέντα οὐδὲν τοῦ σώματος οὔτε βληθέντα, καὶ τὸ λοιπὸν τῆς ζόης διατελέειν ἀπὸ τούτου τοῦ χρόνου ἐόντα τυφλόν. Λέγειν δὲ αὐτὸν περὶ τοῦ πάθεος ἤκουσα τοιόνδε τινὰ λόγον· ἄνδρα οἱ δοκέειν ὁπλίτην ἀντιστῆναι μέγαν, τοῦ τὸ γένειον τὴν ἀσπίδα πᾶσαν σκιάζειν, τὸ δὲ φάσμα τοῦτο ἑωυτὸν μὲν παρεξελθεῖν, τὸν δὲ ἑωυτοῦ παραστάτην ἀποκτεῖναι. Ταῦτα μὲν δὴ Ἐπίζηλον ἐπυθόμην λέγειν.
TRADUZIONE
Epizelo figlio di Cufagora, mentre combatteva nella mischia comportandosi da valoroso, perse la vista, senza essere stato ferito o colpito da lontano in alcuna parte del corpo, e, da allora in poi, per tutto il resto della sua vita, rimase cieco. Ho sentito dire che lui a proposito della sua disgrazia raccontava così: a Epizelo era parso di avere di fronte un oplita gigantesco, la cui barba faceva ombra a tutto lo scudo; questa apparizione gli era poi solo passata accanto, ma aveva abbattuto il soldato al suo fianco. Così, mi dissero, raccontava Epizelo.
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"Ὦ Πέρσαι, καταλελάβηκέ με, τὸ πάντων μάλιστα ἔκρυπτον πρηγμάτων, τοῦτο ἐς ὑμέας ἐκφῆναι. Ἐγὼ γὰρ ἐὼν ἐν Αἰγύπτῳ εἶδον ὄψιν ἐν τῷ ὕπνῳ, τὴν μηδαμὰ ὤφελον ἰδεῖν· ἐδόκεον δέ μοι ἄγγελον ἐλθόντα ἐξ οἴκου ἀγγέλλειν ὡς Σμέρδις ἱζόμενος ἐς τὸν βασιλήιον θρόνον ψαύσειε τῇ κεφαλῇ τοῦ οὐρανοῦ. Δείσας δὲ μὴ ἀπαιρεθέω τὴν ἀρχὴν πρὸς τοῦ ἀδελφεοῦ, ἐποίησα ταχύτερα ἢ σοφώτερα· ἐν τῇ γὰρ ἀνθρωπηίῃ φύσι οὐκ ἐνῆν ἄρα τὸ μέλλον γίνεσθαι ἀποτρέπειν, ἐγὼ δὲ ὁ μάταιος Πρηξάσπεα ἀποπέμπω ἐς Σοῦσα ἀποκτενέοντα Σμέρδιν. Ἐξεργασθέντος δὲ κακοῦ τοσούτου ἀδέως διαιτώμην, οὐδαμὰ ἐπιλεξάμενος μή κοτέ τίς μοι Σμέρδιος ὑπαραιρημένου ἄλλος ἐπανασταίη ἀνθρώπων.
"Persiani", disse, "le circostanze mi obbligano a rivelarvi un segreto che avrei voluto tenere nascosto più di ogni altro. Quando mi trovavo in Egitto ebbi nel sonno una visione e meglio sarebbe stato non averla avuta: mi pareva che un messaggero venisse ad annunciarmi dal palazzo che Smerdi, insediato sul trono regale, toccava il cielo con la testa. Temendo di vedermi sottrarre il potere da mio fratello, agii in modo più frettoloso che saggio: non era certo possibile a un essere umano stornare da sé il destino: e io, sciocco, mandai Pressaspe a Susa a uccidere mio fratello. Dopo un delitto tanto efferato vivevo ormai tranquillo: non avrei mai pensato che, eliminato Smerdi, un giorno un altro Smerdi potesse ribellarsi contro di me.