Ateniesi e Spartani emuli nella difesa della Grecia contro i Persiani- Versione greco di Isocrate da
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Ateniesi e Spartani emuli nella difesa della Grecia contro i Persiani
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Test di greco
TRADUZIONE
Sempre i nostri antenati e gli Spartani erano in rivalità l’uno con l’altro e tuttavia a quei tempi gareggiarono per gli ideali più alti, considerandosi non nemici, ma emuli, senza ossequiare il barbaro per rendere schiavi i Greci, ma mostrandosi concordi per la libertà comune, in gara solo per stabilire chi dei due sarebbe stato il fautore di essa. Dimostrarono il loro valore per la prima volta in occasione della spedizione militare inviata da Dario. Una volta che questi furono entrati in Attica, quelli non stettero ad aspettare gli alleati ma, rendendo personale la guerra comune con le loro forze, si scontrarono con coloro che avevano disprezzato la Grecia intera, in pochi contro molte migliaia, come se dovessero rischiare le vite di altri; gli Spartani da parte loro, proprio appena ebbero saputo della guerra in Attica, lasciate perdere tutte le altre questioni, vennero ad aiutarci con tanta sollecitudine quanta (ne avrebbero mostrata) se il loro territorio fosse stato devastato. Questo il segno della loro rapidità e della loro emulazione: si narra che i nostri antenati lo stesso giorno vennero a sapere dello sbarco dei barbari e, accorsi ai confini della loro terra, dopo aver vinto in battaglia, innalzarono un trofeo sui nemici, mentre quelli in tre giorni e altrettante notti percorsero milleduecento stadi marciando con l’esercito. A tal punto gli uni si slanciarono ad affrontare i pericoli e gli altri a scontrarsi prima che giungessero gli aiuti.
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Un re ai suoi sudditi
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Test di greco
TRADUZIONE
Voi mandate avanti i più giovani alla virtù non soltanto raccomandandoli ma anche mostrando loro negli affari come è necessario che ci siano gli uomini (quelli) migliori. Insegnati ai vostri figli a essere sudditi di se stessi ed abituate questi all'educazione così da essere impegnati moltissimo, se infatti imparassero ad essere comandati potranno comandare tutti, essendo fedeli e giusti parteciperanno alle nostre cose giuste mentre essendo malvagi correranno pericolo rispetto alle circostanze. Ritenete più grande dare ricchezze ai figli se a queste potete lasciare il vostro affetto. Ritenete sventurati ed infelici quanti furono sleali riguardo coloro che hanno fiducia, è inevitabile che essi trascorrano il tempo restante, essendo maldisposti, temendo tutto e non fidandosi più degli amici e dei nemici. Lodate coloro che non possiedono moltissime cose e coloro che non sono per niente consapevoli di alcun pericolo, infatti soprattutto in questo stato d'animo gradevolissimo ciascuno potrebbe trascorrere la vita.
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Elogio di Teseo
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Test di greco
μετὰ δὲ ταῦτα, κοινὴν τὴν πατρίδα καταστήσας καὶ τὰς ψυχὰς τῶν συμπολιτευομένων ἐλευθερώσας, ἐξ ἴσου τὴν ἅμιλλαν αὐτοῖς περὶ τῆς ἀρετῆς ἐποίησεν, πιστεύων μὲν ὁμοίως αὐτῶν προέξειν ἀσκούντων ὥσπερ ἀμελούντων, εἰδὼς δὲ τὰς τιμὰς ἡδίους οὔσας τὰς παρὰ τῶν μέγα φρονούντων ἢ τὰς παρὰ τῶν δουλευόντων. Τοσούτου δ' ἐδέησεν ἀκόντων τι ποιεῖν τῶν πολιτῶν ὥσθ' ὁ μὲν τὸν δῆμον καθίστη κύριον τῆς πολιτείας, οἱ δὲ μόνον αὐτὸν ἄρχειν ἠξίουν, ἡγούμενοι πιστοτέραν καὶ κοινοτέραν εἶναι τὴν ἐκείνου μοναρχίαν τῆς αὑτῶν δημοκρατίας. Οὐ γὰρ ὥσπερ ἕτεροι τοὺς μὲν πόνους ἄλλοις προσέταττεν, τῶν δ' ἡδονῶν αὐτὸς μόνος ἀπέλαυεν, ἀλλὰ τοὺς μὲν κινδύνους ἰδίους ἐποιεῖτο, τὰς δ' ὠφελείας ἅπασιν εἰς τὸ κοινὸν ἀπεδίδου. Καὶ γάρ τοι διετέλεσεν τὸν βίον οὐκ ἐπιβουλευόμενος ἀλλ' ἀγαπώμενος, οὐδ' ἐπακτῷ δυνάμει τὴν ἀρχὴν διαφυλάττων, ἀλλὰ τῇ τῶν πολιτῶν εὐνοίᾳ δορυφορούμενος, τῇ μὲν ἐξουσίᾳ τυραννῶν, ταῖς δ' εὐεργεσίαις δημαγωγῶν· οὕτω γὰρ νομίμως καὶ καλῶς διῴκει τὴν πόλιν ὥστ' ἔτι καὶ νῦν ἴχνος τῆς ἐκείνου πρᾳότητος ἐν τοῖς ἤθεσιν ἡμῶν καταλελεῖφθαι.
TRADUZIONE n. 1
Dopo ciò, resa comune (a tutti) la patria ed infuso il senso della libertà negli animi dei concittadini, li mise sul suo stesso piano nella gara per il valore, confidando (nel fatto) che sarebbe prevalso comunque su di loro, sia che si dessero da fare sia che non se ne curassero, e sapendo che gli onori (che provengono) da (persone) molto orgogliose sono più graditi di quelli (che provengono) da (individui) asserviti. E fu tanto lontano dal fare qualcosa contro la volontà dei concittadini, che egli (= Tèseo) rese il popolo padrone del governo, mentre essi (= i concittadini) ritennero giusto che lui solo avesse il potere, pensando che fosse più sicura e più imparziale la sua monarchia della loro democrazia. Infatti (Teseo) non imponeva, come altri, le fatiche ad altri, per godersi solo lui i piaceri, ma considerava propri i pericoli, e assegnava i benefici a tutti in comune. E in effetti trascorse la vita non insidiato, ma amato, e non conservando il potere con milizie straniere, ma custodito dalla benevolenza dei concittadini, detenendo il potere assoluto per la (sua) autorità, ma governando democraticamente per i benefici; infatti reggeva la città in modo così giusto e saggio, che ancor oggi nei nostri costumi è rimasta traccia della sua mitezza.
traduzione n. 2
Dopo ciò, resa comune la patria ed messo il senso della libertà negli animi dei cittadini, li mise sul suo stesso piano nella gara per il valore, confidando che sarebbe prevalso comunque su di loro, sia che si dessero da fare sia che non se ne curassero, e sapendo che gli onori (che vengono) da (individui) molto orgogliosi sono più graditi di quelli (che vengono) da (persone) asserviei. E fu tanto lontano dal fare qualcosa contro la volontà dei cittadini, che egli (cioè Teseo) rese il popolo padrone del governo, mentre essi (i cittadini) ritennero giusto che lui solo avesse il potere, pensando che fosse più sicura e più imparziale la sua monarchia della loro democrazia. Infatti (Teseo) non imponeva, come altri, le fatiche ad altri, per godersi solo lui i piaceri, ma considerava propri i pericoli, e assegnava i benefici a tutti in comune. E in effetti trascorse la vita non insidiato, ma amato, e non conservando il potere con milizie straniere, ma custodito dalla benevolenza dei concittadini, detenendo il potere assoluto per la (sua) autorità, ma governando democraticamente per i benefici; infatti reggeva la città in modo così giusto e saggio, che ancor oggi nei nostri costumi è rimasta traccia della sua mitezza.
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Eracle eroe benemerito
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Test di greco
TRADUZIONE
Dunque Eracle vedendo la grecia sfinita dalle guerre, dalle lotte e da molte altre cose terribili, avendo fatto cessare queste cose e avendo avvicinato le città tra loro, mostrò ai posteri con chi è necessario fare guerre e contro chi fare (le guerre). infatti avendo fatto una spedizione militare contro Troia, la quale appunto aveva in quel tempo grandissima autorità tra quelle dell'Asia, si mostrò tanto abile nel comando militare tra quelle che avevano combattuto dopo contro questa stessa, tanto che quelli la espugnarono a fatica in 10 anni con un esercito di greci, e quello in meno giorni e con pochi (uomini), avendola attaccata facilmente la prese con la forza. Dopo queste cose condannò a morte tutti i re dei popoli che abitavano presso il mare di ciascun continente; non mai per annientarli. Dopo queste cose, uccise tutti i re dei popoli che abitavano presso il mare di ciascun continente; giammai li avrebbe uccisi, se non avesse superato anche la forza di loro stessi. Avendo fatto queste cose, pose le colonne che chiamiamo d'Ercole, trofeo della vittoria sui barbari, ricordo del suo valore e delle sue gesta, confini del territorio dei Greci.
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Alcibiade accusato di diserzione
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Test di greco
Inizio: και μεν δη, ω ανδρες δικασται, ηγουμαι δικαζειν υμας ου μονον των εξαμαρτανοντωιν ενεκα
fine: μη βουλομενοι τοις πολεμιοις μαχεσθαι υφ υμων κακως πεισονται.
TRADUZIONE
Dunque, o giudici, ritengo che voi giudicate non solo in funzione di coloro che hanno commesso una colpa, ma anche affinché rendiate gli altri tra colore che agiscono male, più disciplinati. Qualora voi puniate quindi degli sconosciuti, nessuno degli altri diventerà migliore. Nessuno infatti conoscerà le misure che sono state prese da voi. Se invece tra coloro che hanno sbagliato punirete i più noti, tutti lo verranno a sapere, cosicchè, prendendo questo ad esempio, i cittadini saranno migliori. Qualora dunque condanniate costui, non solo lo sapranno i cittadini ma anche gli alleati e i nemici, e riterranno che la città è degna di stima molto più grande, qualora capiscano che voi siete adirati per questo tipo di reati e che coloro che agiscono male in guerra non ottengono nessun perdono. Considerate quindi, o giudici, il fatto che, gli uni tra i soldati erano infermi per sorte, gli altri erano bisognosi di mezzi di sostentamento ( per sorte ), i primi gradevolmente se fossero rimasti nelle città sarebbero stati curati, i secondi recatisi in patria si sarebbero occupati delle faccende familiari, gli altri ancora, armati alla leggera, avrebbero combattuto, altri avrebbero corso pericoli tra i cavalieri; ma ugualmente non osavate abbandonare gli schieramenti né preferire le cose gradite per voi stessi ma temevate molto di più le leggi della città piuttosto che il pericolo contro i nemici. E' necessario che voi, memori di queste cose, votiate proprio ora e che rendiate a tutti evidente il fatto che, tra gli ateniesi, coloro che non vogliono combattere contro i nemici, saranno costretti da voi in modo violento.