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UN INCUBO PRIMA FRAINTESO E POI SPIEGATO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Il Test di Greco
Inizio: "Συνισταμενης δε της επιβουλης, φασμα γινεται το Διωνι μεγα και τερατωδες. "
Fine: "ερριψεν εαυτον απο του τεηους επι την κεφαλην και διεφθαρεν. "
TRADUZIONE
Presentandosi un'insidia, fu a Dione un'apparizione grande e mostruosa. Infatti a tarda sera per caso sedeva sul portico della casa, essendo solo con i suoi pensieri. All'improvviso essendoci rumore all'altra estremità del portico, essendosi voltato, essendoci ancora la luce, vide una grande donna, non differiva in nessuno modo per aspetto ed abito dalle Erinni della tragedia, puliva casa con la scopa. Essendosi sbalordito terribilmente ed essendo pieno di timore, chiamò gli amici e raccontò (il fatto) in loro presenza, e conveniva non fuggire e passare la notte insieme, . ed essendo spaventato non a causa della facoltà (mentale) che lo aveva abbandonato, ma che il mostro ritornasse Questo dunque non fu di ritorno. Di giorno il suo piccolo figlio, essendo poco più che fanciullo, per quel dolore e per una piccola collera e assumendo un potere puerile, si gettò dal tetto per la testa e morì.
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UNA DONNA CORAGGIOSA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Test di Greco
TRADUZIONE
Infatti come sembra a quello Polisseno era diventato nemico, che era sposato con sua sorella teste; quello dunque allontanandosi per paura e fuggendo dalla Sicilia, dopo aver chiamato la sorella la rimproverò, che avendo scoperto della fuga dell'uomo non la informò. Senza timore e certamente senza paura per Zeus " Forse ti sembra, oh dioniso, che io sia una donna così incapace e codarda, così annunciando la fuga dell'uomo non sarei finita e non mi sarebbe capitata la stessa sorte? Ma non sapendolo prima, io devo parlare giustamente più come moglie di Polisseno che è fuggito piuttosto che come sorella di te che sei un tiranno". Teste avendo detto queste cose con chiarezza, dicevano di venerare il tiranno, i siracusani si meravigliarono della virtù della donna, cosicchè dopo la caduta della tirannide offrirono a quella onori e ossequie reali, dopo la sua morte i cittadini la seguirono nella tomba nella tenda reale. Queste cose dunque non hanno una degenerazione inutile.
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IL SUICIDIO DI CLEOPATRA DOPO LA MORTE DI ANTONIO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Test di Greco
TRADUZIONE
Avendo pianto, avendo abbracciato la bara, ordinò che a quella fosse l'acqua (che fosse portata l'acqua). Essendosi lavata ed essendosi coricata, fece una magnifica colazione. Qualcuno giungeva dalla campagna portando un cestino; una tra le guardie che domandava cosa stesse portando, aprendo e togliendo le foglie mostrò il recipiente pieno di fichi. Tra coloro che ammiravano la grandezza e la bellezza, sorridendo invitava a prenderlo; coloro che avevano fede chiedevano di condurre. Cleopatra dopo colazione aveva una lettera che aveva scritto e sigillato ed inviato ad Ottaviano Augusto. Avendo collocato gli altri fuori eccetto due di quelle donne, chiuse le porte. Cesare avendo aperto la lettera (Ottaviano Augusto), appena notò le preghiere ed i lamenti funebri di lei che chiedeva di essere seppellita con Antonio, velocemente capì l'accaduto. E dapprima si precipitò a correre in aiuto, in seguito mandò un messaggio. Rapidamente successe l'accaduto. Infatti (gli uomini di Augusto) coloro che giungevano di corsa e coloro che sorvegliavano avendo capito non si sarebbero impadroniti di nulla, avendo aperto la porta, trovarono quella mentre moriva giacendo sul letto d'oro e si era ornata come una regina.
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DIONIGI SOSPETTOSO FINO ALL'ASSURDO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Test di greco
Inizio : Ουτω γαρ εν απιστος...
TRADUZIONE
Dionigi il vecchio, infatti, era incredulo e diffidente verso tutti gli uomini e si opponeva per paura, cosicchè non si faceva tagliare i capelli della testa con il coltello che serve a radere, ma (preferiva) che uno dei parrucchieri tra coloro che giungevano abitualmente bruciasse i capelli con la brace. Né il fratello né il figlio si avvicinavano da lui in camera per caso quando era vestito ma prima bisognava che ciascuno si presentasse dopo essersi tolto la sua veste e ne indossasse un’altra dopo essere stato osservato privo di armi dalle guardie. Dopo che il fratello Leptine, che era stato condotto da quello, avendo mostrato le qualità costruttive dell’edificio fortificato e avendo preso da una delle guardie del corpo, tracciò il campo, fu notevolmente ostile con quello, lo fece uccidere da colui che aveva dato la spada. Dice che gli amici erano sorvegliati, avendo prestato attenzione, e preferivano maggiormente regnare come sovrani assoluti piuttosto che essere governati tirannicamente.
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EFFETTO DELL'ORATORIA CICERONIANA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Test di Greco
Λέγεται Καίσαρος επιγέγραπται Λέγεται δέ καί Κοίντου Λιγαρίου δίκην φευγοντος ότι των Καίσαρος πολεμίων εις έγεγόνει καί Κικέρωνος αντψ βοη&ουντος εϊπεϊν τόν Καίσαρα προς τους φίλους Τί κωλΰβι δια χρόνου Κικέ ρωνος άκουσαι λέγοντος επεί πάλαι κέ κριται πονηρός ανήρ καί πολέμιος έπεί δ αρξάμενος λέγειν δ Κικέρων υπερφυώς εκίνει καί προυβαινεν αυτψ πάθει τε ποικίλος και χά ριτι θαυμαστός δ λόγος πολλάς μεν ϊέναι χρόας επί του προσώπου τόν Καίσαρα πάσας δέ της ρνχης τρεπόμενον τροπάς κατάδηλον είναι τέλος
δε τών κατά Φάρσαλον άψαμένου του ρήτορος αγώνων εκπαθί γενόμενον τιναχθηναι τφ σώματι και της χειρός έκβαλείν ενια των γραμματίων Τον γοϋν ανθρωπον απέλυσε της αίτίας βεβιασμένος
TRADUZIONE
Si dice che quando fu celebrato il processo contro Quinto Ligario, che era stato un avversario di Cesare (lo difendeva Cicerone), Cesare disse agli amici: «Che cosa vieta di ascoltare, dopo tanto tempo, un'orazione di Cicerone, dato che ormai Ligario è giudicato come un nemico e un malvagio?». Ma quando Cicerone cominciò a parlare, il suo discorso commoveva tutti, e gli riusciva vario di affetti e mirabile di grazia; anche il volto di Cesare, come tutti potevano vedere, espresse i diversi sentimenti, manifestando il vario atteggiarsi dell'animo; quando poi l'oratore passò a trattare di quanto era avvenuto a Parsalo, Cesare fu colpito da più intensa commozione, e vacillò, e alcuni fogli sfuggirono alle sue mani. Così, per forza, egli prosciolse dall'accusa il convenuto.