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L'origine degli Etruschi
VERSIONE DI GRECO di Dionigi Alicarnasso
TRADUZIONE dal libro Phrasis
inizio: Ήρόδοτός φησι ὲπὶ τῆς Ατυος ἀρχῆς ἀϕορίαν καρπων εν τη Μηόνων γενέσθαι
fine: ἔνθα ἦ Ομβρικοις αύτου καταμεινασαν ιδρυσασθαι πολεις
TRADUZIONE
Erodoto dice che sotto il potere di Ati vi fu mancanza di frutti nella terra dei Meonii, che gli uomini frattanto spinti per l'amore per la regione tentarono con ogni mezzo di difendersi dinnanzi alla sciagura, un giorno portando alla bocca umili provviste, l'altro resistendo (alla fame). Persistendo la sciagura, diviso tutto il popolo in due parti tirarono a sorte sulle parti, chi per l'uscita dalla regione, chi per la rimanenza, e i figli di Ati, all'uno attribuirono l'uscita, all'altro la permanenza avendo avuto in destino la parte di rimanere con il re Lido, l'altra parte uscita dalla regione avendo avuto la parte delle ricchezze, essendo approdate nella parte occidentale dell'Italia, dove hanno dimora gli umbri, lì essendosi fermati fondarono le città.
Altra proposta di traduzione
Erodoto dice (afferma) che al tempo del regno (dominio) di Ati si verificò nella terra dei Meoni una sterilità di produzione di frutti, e che gli uomini, dominati fino ad allora dalla passione per il luogo, avessero tentato con ogni mezzo molti rimedi contro la sventura, un giorno assumendo cibi moderati, un altro resistendo (a digiuno); ma poiché il male si prolungava, dopo aver diviso tutto il popolo in due parti, affidarono al caso la sorte delle due parti, l'una per l'esodo dalla regione, l'altra per la permanenza, e dei figli di Ati all'uno assegnarono una parte, all'altro l'altra; avendo la parte che stava con Lido ottenuto la sorte di restare, l'altra si allontanò dalla regione avendo fallito nel sorteggio delle parti assegnate dei beni, e partita verso le regioni occidentali dell'Italia, dove c'era la residenza degli Umbri, insediatasi in quel luogo, vi costruì delle città.
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Eroico sacrificio di un mitico re
VERSIONE DI GRECO di Licurgo
TRADUZIONE dal libro Phrasis
Inizio: ουτως εσαν, ω ανδρες, γενναιοι οι τοτε βασιλεουντες, ωστε προερουντο αποθνεσκειν
fine: γνοντες δε ως ουκετι δυνατον αυτοις τευ ϰωραυ κατασκειν απεϰωρησαν.
TRADUZIONE
O uomini, I re di una volta erano così nobili che sceglievano di morire per la salvezza dei sudditi piuttosto che vivere cambiando un altro territorio. Si dice infatti che Codro avendo comandato agli Ateniesi di stare attenti quando egli morisse, avendo preso un abito da mendicante per ingannare i nemici uscito dalle porte raccoglieva legna per le città poiché 2 uomini si avvicinarono a lui dall'accampamento e domandando la situazione all'interno della città, uccide uno di loro avendolo assalito con la falce: il superstite, essendosi adirato con Codro e ritenendo che lui fosse mendicante estratta la spada uccise Codro; accadute queste cose gli Ateniesi inviando un messaggero considerando giusto dare il re per sepperlirlo dicendo loro tutta la verità: i Poloponnesiaci restituirono questo, e avendo capito che non era più possibile a loro sconfiggere la città, se ne andarono.
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Elogio di Elena
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Phrasis
Oὐ πολλοῦ γὰρ χρόνου διελθόντος, γενομένης ἐν θεοῖς περὶ κάλλους ἔριδος ἧς Ἀλέξανδρος ὁ Πριάμου κατέστη κριτής, καὶ διδούσης Ἥρας μὲν ἁπάσης αὐτῷ τῆς Ἀσίας βασιλεύειν, Ἀθηνᾶς δὲ κρατεῖν ἐν τοῖς πολέμοις, Ἀφροδίτης δὲ τὸν γάμον τὸν Ἑλένης, τῶν μὲν σωμάτων οὐ δυνηθεὶς λαβεῖν διάγνωσιν ἀλλ’ ἡττηθεὶς τῆς τῶν θεῶν ὄψεως, τῶν δὲ δωρεῶν ἀναγκασθεὶς γενέσθαι κριτής, εἵλετο τὴν οἰκειότητα τὴν Ἑλένης ἀντὶ τῶν ἄλλων ἁπάντων, οὐ πρὸς τὰς ἡδονὰς ἀποβλέψας, -- καίτοι καὶ τοῦτο τοῖς εὖ φρονοῦσι πολλῶν αἱρετώτερόν ἐστιν, 10. 43ἀλλ’ ὅμως οὐκ ἐπὶ τοῦθ’ ὥρμησεν, ἀλλ’ ἐπεθύμησε Διὸς γενέσθαι κηδεστής, νομίζων πολὺ μείζω καὶ καλλίω ταύτην εἶναι τὴν τιμὴν ἢ τὴν τῆς Ἀσίας βασιλείαν, καὶ μεγάλας μὲν ἀρχὰς καὶ δυναστείας καὶ φαύλοις ἀνθρώποις ποτὲ παραγίγνεσθαι, τοιαύτης δὲ γυναικὸς οὐδένα τῶν ἐπιγιγνομένων ἀξιωθήσεσθαι, πρὸς δὲ τούτοις οὐδὲν ἂν κτῆμα κάλλιον καταλιπεῖν τοῖς παισὶν ἢ παρασκευάσας αὐτοῖς ὅπως μὴ μόνον πρὸς πατρὸς ἀλλὰ καὶ πρὸς μητρὸς ἀπὸ Διὸς ἔσονται γεγονότες.
TRADUZIONE
Infatti, non molto tempo dopo, essendo sorta u contesa tra gli dei riguardo alla bellezza di cui Alessandro figlio di Priamo fu posto come giudice, poiché era gli concesse tutta l’Asia da governare, Atena di vincere nelle guerra, Afrodite le nozze con Elena, (Paride), non avendo potuto dare un giudizio sulla bellezza, ma vinto dalla visione delle dee, costretto a farsi giudice dei (loro) doni, scelse l’unione con Elena invece di tutto quanto il resto, non avendo guardato ai piaceri, sebbene anche i piaceri, per coloro che sono assennati, siano più preferibili di molte altre cose, non aspirò ad essi, ma desiderò diventare parente di Zeus, pensando che fosse molto più grande e bello questo onore che il trono d’Asia, e ritenendo che talvolta regni e poteri possano capitare anche ai vili, e che nessuno dei posteri sarebbe stato degno di una tale donna, e che infine non avrebbe potuto lasciare una più bella eredità ai propri figli del renderli discendenti di Zeus non solo per parte di padre ma anche per parte di madre.
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Elena la figlia più cara a Zeus
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Phrasis
Inizio: πλειστων ημιτωων υπο Διος γεννηθεντων μονες ταυτης
fine: της δε περιβλεπτον και περιμακητον την φυσιν εποιησεν
TRADUZIONE
Sebbene fossero stati generati da Zeus moltissimi semidei, gli sembrò opportuno essere chiamato padre di questa sola donna. Interessandosi maggiormente per il figlio (avuto) da Alcmena e per quelli avuti da Leda, preferì Elena tanto più rispetto ad Eracle, cosicchè ha dato ad uno la forza, la quale può dominare gli altri con la violenza, all'altra assegnò la bellezza, che è per natura incline a dominare la forza stessa. Sapendo che la fama e la rinomanza non nascono dalla tranquillità, ma dalle guerre e dalle gare, non volendo solo che i loro corpi salissero verso gli dei, ma anche che essi lasciassero un ricordo indimenticabile, rese la vita dell'uno faticosa e intrepida, e fece la natura dell'altra invidiata e irresistibile.
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Eteocle e Polinice
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro phrasis
inizia: Ετεοκλες δε και Πολυνεικης περι της βασιλειας συντιθενται προς αλληλους...
termina con: και τους αριστεας συνηθροιζεν.