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Ἐν ταῖς Ἀθήναις οἱ ἄριστοι, ὁρῶντες μὲν μέγιστον ἤδη τὸν Περικλέα γεγονότα τῶν πολιτῶν, βουλόμενοι δ᾽ εἶναί τινα τὸν πρὸς αὐτὸν ἀντιτασσόμενον ἐν τῇ πόλει καὶ τὴν δύναμιν ἀμβλύνοντα, ὥστε μὴ κομιδῇ μοναρχίαν εἶναι, οι οἱ ἀράγον Θουκυδίδην ἀντέστησαν ἐναντιωσόμενον τῷ Περικλεῖ. Διὸ ὁ Περικλῆς, βουλόμενος τῷ δήμῳ χαρίζεσθαι, ἀεί τινα θέαν ἢ ἑστίασιν ἢ πομπὴν εἶναι ἐμηχανᾶτο ἐν ἄστει, ὥστε πολλὰ χρήματα ἤδη ἀνήλωκε. Τῶν δὲ περὶ τὸν Θουκυδίδην ῥητόρων καταβοώντων τοῦ Περικλέους ὡς σπαθῶντος τὰ χρήματα, ὁ Περικλῆς ἠρώτησεν ἐν ἐκκλησίᾳ τὸν δῆμον τῶν Ἀθηναίων, εἰ πολλὰ χρήματα ἐνόμιζε δεδαπανῆσθαι· φησάντων δὲ πάντων· «Πάμπολλα», «Μὴ τοίνυν» ὁ Περικλῆς εἶπεν «ὑμῖν, ἀλλ' ἐμοὶ δεδαπανήσθω, καὶ τῶν ἀναθημάτων ἰδίαν ἐμαυτοῦ ποιήσομαι τὴν ἐπιγραφήν». Εἰπόντος οὖν ταῦτα τοῦ Περικλέους, οἱ πολῖται ἀνέκραγον κελεύοντες τὸν Περικλέα ἐκ τῶν δημοσίων ἀναλίσκειν μηδενὸς φειδόμενον. Τέλος δὲ πρὸς τὸν Θουκυδίδην εἰς ἀγῶνα περὶ τοῦ ὀστράκου καταστάς, ἐκεῖνον μὲν ἐξέβαλε ἐκ τῶν Ἀθηνῶν.
Ad Atene i più nobili, vedendo che Pericle ormai è divenuto il più potente dei cittadini, desiderando ci sia un oppositore contro di lui in città e che attutisca il potere, così che non sia del tutto una monarchia, anteposero Tucidide come antagonista a Pericle. Perciò Pericle, volendo ingraziarsi il popolo, escogitava sempre ci fosse qualche spettacolo o banchetto o festa pubblica in città, tanto che spese molto denaro. Gli avvocati del partito di Tucidide accusando Pericle perché sperperava i danari, Pericle domandò in assemblea al popolo di Atene, se pensava che fossero stati spesi molti denari; avendo tutti detto: "una grande quantità", disse dunque Pericle "non da voi, ma da parte mia sia stata spesa, e farò mia propria l'iscrizione dei monumenti". Avendo dunque Pericle detto queste cose, i cittadini gridando esortarono che Pericle spendesse dal denaro pubblico e senza risparmiare nulla. In fine messosi in lotta contro Tucidide per l'ostracismo, fece esiliare quello da Atene.
(By Stuurm)
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Ὁ μὲν Πεισίστρατος, σφόδρα εὐδόκιμος ἐν τῷ πρὸς Μέγαρα πολέμῳ, ...
Pisistrato, assai illustre nella guerra contro Megara, si ferisce e su un carro giunge nella piazza. Là raduna l'assemblea e convince il popolo che egli subisce queste cose (questi oltraggi) dagli avversari politici per essere un amico del popolo. Il popolo quindi non si infuria e vota di dare a Pisistrato cinquanta mazzieri. Ma Pisistrato con i mazzieri conquista l'acropoli e diventa tiranno di Atene. Allora Pisistrato governa sugli Ateniesi con moderazione e in maniera civile e non in modo tirannico: per il resto è un filantropo ed indulgente con i malvagi e poi da anche in prestito ai privi di risorse denaro per le attività.
Versione greco da Aristotele
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Ο Σολων ο ποιητης τη θαυμαστη σωφροσυνη...και αλλων ανθρωπων τους νομους και τας διανοιας εγιγνωσκεν.
Il poeta Solone era illustre per la straordinaria saggezza. Ad Atene non solo istruiva il popolo con le odi, ma anche salvava i cittadini dai nemici e dalle discordie. Egli abrogava le rigide leggi di Draconte e scriveva altre leggi democratiche e benevoli, soprattutto a vantaggio dei debitori. Tra gli Ateniesi non pochi avevano debiti per mancanza di guadagno con i nemici e per sventura con altri cittadini e rischiavano di essere resi schiavi. Il legislatore dunque introduceva la legge e salvava i debitori dalle schiavitù: la legge si chiamava sgravio dei pesi. Alcuni anche dicono che Solone convocava il consiglio nell'Areopago come sorvegliante dei lavori e custode delle leggi. il consiglio allora giudicava le ingiustizie attraverso la disputa delle colpe. Il legislatore cadeva in odio degli Ateniesi infatti i cittadini sopportavano difficilmente la disciplina delle leggi. Solone dunque abbandonava Atene e girava l'Egitto e l'Asia e apprendeva le leggi e i pensieri degli altri uomini.
(By Vogue)
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Αλωπηξ φραγμον ανεβαινε...ολων επιλαμβανεσθαι.
Una volpe saliva su una palizzata e poiché scivolava stava per cadere; afferrava quindi un rovo per aiuto. E sopra gli aculei di quello (del rovo) [si] feriva (imperf αἱμάσσω) i piedi e con sofferenza diceva: "Ohimè; effettivamente cercavo scampo presso il rovo come presso un soccorritore invece mi conciava peggio (n avv χεῖρον). "Ma ehi tu (volpe), ti sbagliavi " diceva il rovo quando volevi (βούλοιο ott pres 2a sing) attaccarti al rovo, infatti ho abitudine io di attaccarmi a tutti".
(by Vogue)
Versione tratta da Esopo
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Εν τη παιδεια και εν τε διαιτη των παλαιον Ινδων...πλουσιως εκαλλωπιζοντο
Nell'educazione e nello stile di vita degli antichi Indiani appariva una notevole semplicità: infatti erano completamente digiuni [inesperti] di grammatica e di matematica. A causa del (loro) autocontrollo non bevevano vino, tranne durante le cerimonie sacre, e per loro non c'era (o: essi non avevano) un'ora comune in cui ritenevano opportuno dedicarsi ai banchetti, ma mangiavano quando questo era indispensabile per ciascuno, e facevano spesso esercizi fisici. Seppellivano i loro morti in tombe semplici e disadorne. E per la (loro) giustizia quegli uomini primeggiavano fra gli altri abitanti dell'Asia; astenevano dalle ingiustizie nei confronti dei loro connazionali e degli stranieri, e non rubavano mai né rapinavano le cose altrui dalle case, che lasciavano quindi incustodite [senza custodia]. Ma nell'abbigliamento personale non mostravano la stessa semplicità: infatti si adornavano riccamente con collane d'oro e braccialetti.