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Questa impresa non l'abbiamo compiuta noi
versione greco Erodoto traduzione LIBRO Euloghia
ὡς δὲ ἔμαθε ὅτι οὐ πείσει τούς γε πολλοὺς πλέειν ἐς τὸν Ἑλλήσποντον ὁ Θεμιστοκλέης, μεταβαλὼν πρὸς τοὺς Ἀθηναίους (οὗτοι γὰρ μάλιστα ἐκπεφευγότων περιημέκτεον, ὁρμέατό τε ἐς τὸν Ἑλλήσποντον πλέειν καὶ ἐπὶ σφέων αὐτῶν βαλόμενοι, εἰ οἱ ἄλλοι μὴ βουλοίατο ) ἔλεγέ σφι τάδε. «καὶ αὐτὸς ἤδη πολλοῖσι παρεγενόμην καὶ πολλῷ πλέω ἀκήκοα τοιάδε γενέσθαι, ἄνδρας ἐς ἀναγκαίην ἀπειληθέντας νενικημένους ἀναμάχεσθαί τε καὶ ἀναλαμβάνειν τὴν προτέρην κακότητα. ἡμεῖς δέ, εὕρημα γὰρ εὑρήκαμεν ἡμέας τε αὐτοὺς καὶ τὴν Ἑλλάδα, νέφος τοσοῦτο ἀνθρώπων ἀνωσάμενοι, μὴ διώκωμεν ἄνδρας φεύγοντας. τάδε γὰρ οὐκ ἡμεῖς κατεργασάμεθα, ἀλλὰ θεοί τε καὶ ἥρωες, οἳ ἐφθόνησαν ἄνδρα ἕνα τῆς τε Ἀσίης καὶ τῆς Εὐρώπης βασιλεῦσαι ἐόντα ἀνόσιόν τε καὶ ἀτάσθαλον· ὃς τά τε ἱρὰ καὶ τὰ ἴδια ἐν ὁμοίῳ ἐποιέετο, ἐμπιπράς τε καὶ καταβάλλων τῶν θεῶν τὰ ἀγάλματα· ὃς καὶ τὴν θάλασσαν ἀπεμαστίγωσε πέδας τε κατῆκε. ἀλλ᾽ εὖ γὰρ ἔχει ἐς τὸ παρεὸν ἡμῖν, νῦν μὲν ἐν τῇ Ἑλλάδι καταμείναντας ἡμέων τε αὐτῶν ἐπιμεληθῆναι καὶ τῶν οἰκετέων, καὶ τις οἰκίην τε ἀναπλασάσθω καὶ σπόρου ἀνακῶς ἐχέτω, παντελέως ἀπελάσας τὸν βάρβαρον· ἅμα δὲ τῷ ἔαρι καταπλέωμεν ἐπὶ Ἑλλησπόντου καὶ Ἰωνίης. »
Quando capì che non avrebbe persuaso la maggioranza a dirigersi sull'Ellesponto, Temistocle si rivolse agli Ateniesi (che erano appunto i più irritati dalla fuga dei barbari e i più impazienti di puntare sull'Ellesponto, a costo di prendersi l'impresa sulle proprie spalle, se gli altri si rifiutavano) e disse loro: "Io già mi son trovato in molti casi e ancor più ne ho sentiti menzionare, in cui uomini messi alle strette dopo una sconfitta riaccendono di colpo la lotta e riscattano lo smacco precedente. Noi che abbiamo avuto la fortuna, noi e la Grecia, di disperdere una tale nuvola di uomini, non mettiamoci a inseguire gente che fugge. Non l'abbiamo compiuta noi l'impresa, ma gli dèi e gli eroi: essi non tollerarono che un unico uomo regnasse sull'Asia e sull'Europa, un empio, un tracotante che metteva sullo stesso piano le cose sacre e le profane, incendiando e abbattendo le statue degli dèi; un uomo che ha fatto persino fustigare il mare e gli ha imposto catene! Per il momento, dunque, ci conviene restare in Grecia e occuparci di noi stessi e delle nostre famiglie: una volta scacciato definitivamente il Persiano, che ognuno ricostruisca la propria casa e attenda con cura alla semina. Con la primavera facciamo pure rotta sull'Ellesponto e sulla Ionia".
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Confronto tra il popolo ateniese e quello cartaginese versione greco Plutarco
traduzione libro Euloghia pagina 52 numero 3
O Αθηναίων δήμος ευκίνητος έστι πρός όργήν, εύμετάθετος προς ελεον, μάλλον οξέως ύπονοεϊν ή διδάσκεσθαι καθ' ήσυχίαν βουλόμενος· ώσπερ των ανδρών τοις άδόξοις και ταπεινοΐς βοηθεΐν προθυμότερος, ούτω των λόγων τους παιγνιώδεις και γελοίους ασπάζεται και προτιμά· τοις μεν έπαινοΰσιν αυτόν μάλιστα χαίρει, τοις δε σκώπτουσιν ήκιστα δυσχεραίνει· φοβερός έστιν άχρι των αρχόντων, είτα φιλάνθρωπος άχρι τών πολεμίων. "Ετερον ήθος του Καρχηδονίων δήμου, πικρόν, σκυθρωπόν, ύπήκοον τοις άρχουσι, βαρύ τοις ύπηκόοις, άγεννέστατον έν φόβοις, άγριώτατον εν όργαΐς, έπίμονον τοις γνωσθείσι, προς παιδιάν και χάριν άνήδυντον και σκληρόν.
Il popolo ateniese è facile all'ira ma anche pronto alla compassione, è sospettoso per natura e non si preoccupa di verificare come stiano esattamente le cose e come corre in soccorso dei deboli e degli umili, così ama e gradisce i discorsi ameni e scherzosi, si compiace degli elogi ma non si adira affatto con ci lo prende in giro, incute timore persino ai suoi superiori, ma sa essere umano anche con i propri nemici. Diverso è il carattere del popolo cartaginese: scorbutico, torvo, servile con i superiori, duro con i subalterni, ignobilissimo nella paura, selvaticissimo nell'ira testardo nelle decisioni, insensibile e chiuso all'ingenuo paiacere di uno scherzo
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La volpe dalla coda mozza
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Euloghia

TRADUZIONE
Una volpe con un laccio si tagliò la coda; poiché per la vergogna considereva intollerabile avere una vita, radunò intorno a se le altre volpi e volle convincerle di essere straordinaria. Una delle volpi rispose: " è chiaro che tutto questo lo dici per un tuo vantaggio, se no, alle altre, non consigliavi". La fevola insegna che spesso gli uomini ai vicini consigliano non per benevolenza, ma per un loro vantaggio.
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La tragedia è mimnesis di un'azione seria e compiuta Aristotele versione greco libro euloghia
Ἔστιν οὖν τραγῳδία μίμησις πράξεως σπουδαίας καὶ τελείας μέγεθος ἐχούσης, ἡδυσμένῳ λόγῳ χωρὶς ἑκάστῳ τῶν εἰδῶν ἐν τοῖς μορίοις, δρώντων καὶ οὐ δι᾽ ἀπαγγελίας, δι᾽ ἐλέου καὶ φόβου περαίνουσα τὴν τῶν τοιούτων παθημάτων κάθαρσιν. Λέγω δὲ ἡδυσμένον μὲν λόγον τὸν ἔχοντα ῥυθμὸν καὶ ἁρμονίαν , τὸ δὲ χωρὶς τοῖς εἴδεσι τὸ διὰ μέτρων ἔνια μόνον περαίνεσθαι καὶ πάλιν ἕτερα διὰ μέλους. Ἔπεὶ δὲ πράττοντες ποιοῦνται τὴν μίμησιν, πρῶτον μὲν ἐξ ἀνάγκης ἂν εἴη τι μόριον τραγῳδίας ὁ τῆς ὄψεως κόσμος· εἶτα μελοποιία καὶ λέξις, ἐν τούτοις γὰρ ποιοῦνται τὴν μίμησιν. Λέγω δὲ λέξιν μὲν αὐτὴν τὴν τῶν μέτρων σύνθεσιν, μελοποιίαν δὲ ὃ τὴν δύναμιν φανερὰν ἔχει πᾶσαν.
La tragedia è dunque imitazione di una azione nobile e compiuta, avente grandezza, in un linguaggio adorno in modo specificamente diverso per ciascuna delle parti, di persone che agiscono e non per mezzo di narrazione, la quale per mezzo della pietà e del terrore finisce con l’effettuare la purificazione di cosiffatte passioni. Chiamo "linguaggio adorno" quello che ha ritmo e armonia, e con "in modo specificamente diverso" intendo che alcune parti sono rifinite soltanto con il metro e altre invece anche con il canto. Giacché poi sono persone che agiscono quelle che compiono l’imitazione, ne segue necessariamente in primo luogo che una parte della tragedia sarà l’apparato scenico: poi la musica e l’elocuzione, poiché con questi mezzi compiono l’imitazione. Chiamo poi elocuzione la stessa composizione dei metri, e musica quel che ha una efficacia del tutto manifesta.
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I giudizi vanno dati in base alle circostanze Versione greco Eschine
traduzione dal libro versioni di greco euloghia n. 302 pag. 473
Ἐγὼ δ' ἐν μὲν τῷ πολέμῳ συνίστην, καθ' ὅσον ἦν δυνατός, Ἀρκάδας καὶ τοὺς ἄλλους Ἕλληνας ἐπὶ Φίλιππον· οὐδενὸς δ' ἀνθρώπων ἐπικουροῦντος τῇ πόλει, ἀλλὰ τῶν μὲν περιορώντων ὅ τι συμβήσεται, τῶν δὲ συνεπιστρατευόντων, τῶν δ' ἐν τῇ πόλει ῥητόρων χορηγὸν ταῖς καθ' ἡμέραν δαπάναις τὸν πόλεμον ποιουμένων, ὁμολογῶ συμβουλεῦσαι τῷ δήμῳ διαλύσασθαι πρὸς Φίλιππον καὶ τὴν εἰρήνην συνθέσθαι, ἣν σὺ νομίζεις νῦν αἰσχρὰν οὐδὲ πώποθ' ἁψάμενος ὅπλων, ἐγὼ δὲ αὐτὴν εἶναί φημι πολλῷ καλλίω τοῦ πολέμου. Χρὴ δέ, ὦ Ἀθηναῖοι, τοὺς μὲν πρέσβεις θεωρεῖν πρὸς τὸν καιρόν, καθ' ὃν ἐπρέσβευον, τοὺς δὲ στρατηγοὺς πρὸς τὰς δυνάμεις, ὧν ἡγοῦντο. Καὶ γὰρ τὰς εἰκόνας ἵστατε καὶ τὰς προεδρίας καὶ τοὺς στεφάνους καὶ τὰς ἐν πρυτανείῳ σιτήσεις δίδοτε οὐ τοῖς τὴν εἰρήνην ἀπαγγείλασιν, ἀλλὰ τοῖς τὴν μάχην νικήσασιν. Εἰ δ' ἔσονται αἱ μὲν εὔθυναι τῶν πρέσβεων, αἱ δὲ δωρεαὶ τῶν στρατηγῶν, ἀσπόνδους καὶ ἀκηρύκτους τοὺς πολέμους ποιήσετε· οὐδεὶς γὰρ ἐθελήσει πρεσβεύειν.
Durante la guerra, ho combattuto, per quanto mi è stato possibile, a fianco degli Arcadi e degli altri Greci contro Filippo. Nessun aiuto, però, è giunto in soccorso della città, né da coloro che osservavano gli sviluppi dell'evento, né da coloro che combattevano insieme a noi, né da coloro che, come oratori nella città, erano i finanziatori della guerra con le spese quotidiane. Confesso che consigliai al popolo di sciogliersi da Filippo e stipulare la pace, che tu ora consideri indegna senza aver mai avuto esperienza di armi, mentre io affermo che la pace è molto più bella della guerra. È necessario, ateniesi, giudicare gli ambasciatori in base al momento in cui sono stati inviati e giudicare i generali in base alle forze che comandavano. Infatti, voi erigete statue, assegnate cariche pubbliche, distribuite corone e fornite pasti nei pritanei non a coloro che annunciano la pace, ma a coloro che hanno vinto in battaglia. Se le ambasciate saranno sincere e i doni dei generali opportuni, renderete le guerre pacifiche e non soggette a un trattato di pace. Nessuno, infatti, desidererà fare il mestiere di ambasciatore.
(By Starinthesky)