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Dolore fra i Greci alla notizia della morte di Ciro
ἅμα δὲ τῇ ἡμέρᾳ συνελθόντες οἱ στρατηγοὶ ἐθαύμαζον ὅτι Κῦρος οὔτε ἄλλον πέμπει σημανοῦντα ὅ τι χρὴ ποιεῖν οὔτε αὐτὸς φαίνοιτο. ἔδοξεν οὖν αὐτοῖς συσκευασαμένοις ἃ εἶχον καὶ ἐξοπλισαμένοις προϊέναι εἰς τὸ πρόσθεν, ἕως Κύρῳ συμμείξειαν. ἤδη δὲ ἐν ὁρμῇ ὄντων ἅμα ἡλίῳ ἀνέχοντι ἦλθε Προκλῆς ὁ Τευθρανίας ἄρχων, γεγονὼς ἀπὸ Δαμαράτου τοῦ Λάκωνος, καὶ Γλοῦς ὁ Ταμώ. οὗτοι ἔλεγον ὅτι Κῦρος μὲν τέθνηκεν, Ἀριαῖος δὲ πεφευγὼς ἐν τῷ σταθμῷ εἴη μετὰ τῶν ἄλλων βαρβάρων ὅθεν τῇ προτεραίᾳ ὡρμῶντο, καὶ λέγει ὅτι ταύτην μὲν τὴν ἡμέραν περιμένοιεν αὐτούς, εἰ μέλλοιεν ἥκειν, τῇ δὲ ἄλλῃ ἀπιέναι φαίη ἐπὶ Ἰωνίας, ὅθενπερ ἦλθε. ταῦτα ἀκούσαντες οἱ στρατηγοὶ καὶ οἱ ἄλλοι Ἕλληνες πυνθανόμενοι βαρέως ἔφερον
E all'alba, riunitisi, i generali si meravigliavano che Ciro non mandasse qualcun altro a indicare cosa fosse necessario fare, né si mostrasse lui stesso. Decisero dunque di preparare i bagagli che avevano e di armarsi completamente per avanzare in avanti, finché non si fossero congiunti con Ciro. Erano ormai in procinto di partire, al sorgere del sole, quando giunsero Procle, il satrapo di Teutrania, discendente di Damarato il Lacedemone, e Glus, (figlio) di Tamos. Questi dicevano che Ciro era morto e che Arieo, fuggito, si trovava nel campo con gli altri barbari, da dove erano partiti il giorno precedente. E dicevano che (Arieo) per quel giorno li avrebbe aspettati, se avessero avuto intenzione di venire, ma che il giorno dopo sarebbe partito per l'Ionia, da dove appunto era venuto. Avendo udito queste cose, i generali e gli altri Greci, informandosi (sui fatti), le sopportavano pesantemente (o ne erano gravemente turbati)
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi:
συνελθόντες: Participio Aoristo Attivo, nominativo maschile plurale di συνέρχομαι (riunitisi).
Paradigma: συνέρχομαι, συνελεύσομαι, συνῆλθον, συνελήλυθα, -, -.
έθαύμαζον: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona plurale di θαυμάζω (si meravigliavano).
Paradigma: θαυμάζω, θαυμάσομαι, ἐθαύμασα, τεθαύμακα, τεθαύμασμαι, ἐθαυμάσθην.
πέμπει: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di πέμπω (manda).
Paradigma: πέμπω, πέμψω, ἔπεμψα, πέπομφα, πέπεμμαι, ἐπέμφθην.
σημανοῦντα: Participio Futuro Attivo, accusativo maschile singolare di σημαίνω (che avrebbe segnalato/indicato).
Paradigma: σημαίνω, σημανῶ, ἐσήμηνα, -, σεσήμασμαι, ἐσημάνθην.
ποιεῖν: Infinito Presente Attivo di ποιέω (fare).
Paradigma: ποιέω, ποιήσω, ἐποίησα, πεποίηκα, πεποίημαι, ἐποιήθην.
φαίνοιτο: Ottativo Presente Medio/Passivo, 3ª persona singolare di φαίνω (apparisse).
Paradigma: φαίνω, φανῶ, ἔφηνα, πέφηνα (att.) / πέφασμαι (pass.), ἐφάνην.
"Εδοξεν: Indicativo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di δοκέω (sembrò). (impersonale)
Paradigma: δοκέω, δόξω, ἔδοξα, -, δέδογμαι, ἐδόχθην.
συσκευασμένοις: Participio Aoristo Medio/Passivo, dativo maschile plurale di συσκευάζω (avendo preparato).
Paradigma: συσκευάζω, συσκευάσω, συσκεύασα, -, συσκεύασμαι, συσκευάσθην.
εἶχον: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona plurale di ἔχω (avevano).
Paradigma: ἔχω, ἕξω / σχήσω, ἔσχον, ἔσχηκα, ἔσχημαι, ἐσχέθην.
ἐξοπλισαμένοις: Participio Aoristo Medio/Passivo, dativo maschile plurale di ἐξοπλίζομαι (avendosi armati completamente).
Paradigma: ἐξοπλίζω, ἐξοπλίσω, ἐξώπλισα, ἐξώπλικα, ἐξώπλισμαι, ἐξωπλίσθην.
προϊέναι: Infinito Presente Attivo di πρόειμι (avanzare).
Paradigma: πρόειμι (da εἶμι), προειμι (futuro), προῄειν (imperfetto), -, -, -.
συμμείξειαν: Ottativo Aoristo Attivo, 3ª persona plurale di συμμίγνυμι (si congiungessero).
Paradigma: συμμίγνυμι, συμμίξω, συνέμιξα, -, συμμέμιγμαι, συνεμίχθην.
ὄντων: Participio Presente Attivo, genitivo maschile plurale di εἰμί (essendo).
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
ἀνέχοντι: Participio Presente Attivo, dativo maschile singolare di ἀνέχω (che sorgeva).
Paradigma: ἀνέχω, ἀνέξω / ἀνασχήσω, ἀνέσχον, ἀνέσχηκα, ἀνέσχημαι, ἀνεσχέθην.
ἦλθε: Indicativo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di ἔρχομαι (venne).
Paradigma: ἔρχομαι, ἐλεύσομαι / εἶμι, ἦλθον / ἔβην, ἐλήλυθα, -, -.
γεγονώς: Participio Perfetto Attivo, nominativo maschile singolare di γίγνομαι (essendo nato, provenendo).
Paradigma: γίγνομαι, γενήσομαι, ἐγενόμην, γέγονα, γεγένημαι, -.
ἔλεγον: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona plurale di λέγω (dicevano).
Paradigma: λέγω, λέξω / ἐρῶ, ἔλεξα / εἶπον, λέλεχα / εἴρηκα, λέλεγμαι / εἴρημαι, ἐλέχθην / ἐρρήθην.
τέθνηκεν: Indicativo Perfetto Attivo, 3ª persona singolare di θνήσκω (è morto).
Paradigma: θνήσκω, θανοῦμαι, ἔθανον, τέθνηκα, -, -.
πεφευγώς: Participio Perfetto Attivo, nominativo maschile singolare di φεύγω (essendo fuggito).
Paradigma: φεύγω, φεύξομαι, ἔφυγον, πέφευγα, -, -.
εἴη: Ottativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di εἰμί (fosse).
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
ωρμώντο: Indicativo Imperfetto Medio/Passivo, 3ª persona plurale di ὁρμάω (si mettevano in moto, partivano).
Paradigma: ὁρμάω, ὁρμήσω, ὥρμησα, ὥρμηκα, ὥρμημαι, ὡρμήθην.
λέγει: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di λέγω (dice).
Paradigma: λέγω, λέξω / ἐρῶ, ἔλεξα / εἶπον, λέλεχα / εἴρηκα, λέλεγμαι / εἴρημαι, ἐλέχθην / ἐρρήθην.
περιμένοιεν: Ottativo Presente Attivo, 3ª persona plurale di περιμένω (aspettassero).
Paradigma: περιμένω, περιμενῶ, περιέμεινα, περιμεμένηκα, -, -.
εἰ μέλλοιεν: Congiunzione εἰ Ottativo Presente Attivo, 3ª persona plurale di μέλλω (se intendessero).
Paradigma: μέλλω, μελλήσω, ἐμέλλησα, -, -, -.
ἥκειν: Infinito Presente Attivo di ἥκω (arrivare).
Paradigma: ἥκω, ἥξω, -, ἥκα, -, -.
ἀπιέναι: Infinito Presente Attivo di ἄπειμι (andarsene).
Paradigma: ἄπειμι (da εἶμι), ἀπεῖμι (futuro), ἀπῄειν (imperfetto), -, -, -.
φαίη: Ottativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di φημί (diceva).
Paradigma: φημί, φήσω, ἔφησα, -, -, -.
ἦλθε: Indicativo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di ἔρχομαι (era venuto).
Paradigma: ἔρχομαι, ἐλεύσομαι / εἶμι, ἦλθον / ἔβην, ἐλήλυθα, -, -.
ἀκούσαντες: Participio Aoristo Attivo, nominativo maschile plurale di ἀκούω (avendo udito).
Paradigma: ἀκούω, ἀκούσομαι, ἤκουσα, ἀκήκοα, ἤκουσμαι, ἠκούσθην.
πυνθανόμενοι: Participio Presente Medio/Passivo, nominativo maschile plurale di πυνθάνομαι (informandosi).
Paradigma: πυνθάνομαι, πεύσομαι, ἐπυθόμην, -, πέπυσμαι, -.
ἔφερον: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona plurale di φέρω (sopportavano).
Paradigma: φέρω, οἴσω, ἤνεγκα / ἤνεγκον, ἐνήνοχα, ἐνενηγμαι, ἠνέχθην.
Nomi:
ἡμέρα: Dativo femminile singolare. Nom: ἡμέρα, Gen: ἡμέρας (il giorno).
στρατηγοί: Nominativo maschile plurale. Nom: στρατηγός, Gen: στρατηγοῦ (i generali). (Compare due volte)
Κῦρος: Nominativo maschile singolare (Ciro). (Compare due volte)
τι: Accusativo neutro singolare. Nom: τις, Gen: τινος (qualcosa).
αὐτοῖς: Pronome personale, dativo maschile plurale (a loro).
πρόσθεν: Avverbio (avanti).
Κύρω: Dativo maschile singolare. Nom: Κῦρος, Gen: Κύρου (con Ciro).
ορμη: Dativo femminile singolare. Nom: ὁρμή, Gen: ὁρμῆς (nello slancio, partenza).
ἀλίω: Dativo maschile singolare. Nom: ἥλιος, Gen: ἡλίου (col sorgere del sole).
Προκλής: Nominativo maschile singolare (Procle).
Τευθρανίας: Genitivo femminile singolare. Nom: Τευθρανία, Gen: Τευθρανίας (di Teutrania).
ἄρχων: Nominativo maschile singolare. Nom: ἄρχων, Gen: ἄρχοντος (il satrapo).
Δαμαράτου: Genitivo maschile singolare. Nom: Δαμάρατος, Gen: Δαμαράτου (di Damarato).
Λάκωνος: Genitivo maschile singolare. Nom: Λάκων, Gen: Λάκωνος (del Lacedemone).
Γλοῦς: Nominativo maschile singolare (Glus).
Ταμώ: Genitivo maschile singolare. Nom: Τάμως, Gen: Τάμω (di Tamos).
Άριαΐος: Nominativo maschile singolare (Arieo).
σταθμω: Dativo maschile singolare. Nom: σταθμός, Gen: σταθμοῦ (nel campo).
βαρβάρων: Genitivo maschile plurale. Nom: βάρβαρος, Gen: βαρβάρου (dei barbari).
προτεραία: Dativo femminile singolare. Nom: προτεραία, Gen: προτεραίας (il giorno precedente).
Ιωνίας: Genitivo femminile singolare. Nom: Ἰωνία, Gen: Ἰωνίας (dell'Ionia).
"Ελληνες: Nominativo maschile plurale. Nom: Ἕλλην, Gen: Ἕλληνος (i Greci).
Aggettivi:
άλλον: Accusativo maschile singolare. Nom: ἄλλος, ἄλλη, ἄλλο (un altro).
ά εϊχον: Pronome relativo, accusativo neutro plurale (le cose che).
πρόσθεν: Avverbio (avanti).
εν ορμη: Locuzione (in partenza).
άμα ήλίω: Locuzione (al sorgere del sole).
άλλων: Genitivo maschile plurale. Nom: ἄλλος, ἄλλη, ἄλλο (degli altri).
πρώτον: Accusativo neutro singolare. Nom: πρῶτος, πρώτη, πρῶτον (prima).
ταύτην: Accusativo femminile singolare. Nom: οὗτος, αὕτη, τοῦτο (questa).
την ήμέραν: Accusativo femminile singolare (il giorno).
άλλη: Dativo femminile singolare. Nom: ἄλλος, ἄλλη, ἄλλο (il giorno seguente).
δθενπερ: Avverbio relativo (da dove appunto).
βαρέως: Avverbio (pesantemente, con difficoltà).
Pronomi, Articoli e Congiunzioni:
Αμα δέ: Avverbio congiunzione δέ (e allo stesso tempo).
τη: Articolo determinativo, dativo femminile singolare.
οί: Articolo determinativo, nominativo maschile plurale. (Compare due volte)
οτι: Congiunzione (che, poiché). (Compare due volte)
οΰτε... οΰτε: Congiunzione correlativa (né... né...).
ο τι: Pronome relativo/interrogativo indiretto (che cosa).
ούν: Congiunzione (dunque). (Compare due volte)
αύτοϊς: Pronome personale, dativo maschile plurale (a loro).
και: Congiunzione copulativa (e). (Compare sei volte)
εις τό: Preposizione εἰς articolo accusativo (verso il).
εως: Congiunzione (finché).
"Ηδη δε: Avverbio congiunzione δέ (e ormai).
εν: Preposizione con dativo (in).
ό: Articolo determinativo, nominativo maschile singolare.
από: Preposizione con genitivo (da).
του: Articolo determinativo, genitivo maschile singolare. (Compare due volte)
μεν... δε: Congiunzione correlativa (da una parte... dall'altra...). (Compare tre volte)
έν τω: Preposizione ἐν articolo dativo (nel).
μετά των: Preposizione μετά genitivo plurale (con i).
δθεν: Avverbio relativo (da dove).
τη προτεραία: Articolo aggettivo (il giorno precedente).
αυτούς: Pronome personale, accusativo maschile plurale (loro).
ει: Congiunzione (se).
ηκειν: Infinito.
τή δε άλλη: Articolo congiunzione δέ aggettivo (il giorno seguente).
επι: Preposizione con genitivo (verso, contro).
δθενπερ: Avverbio relativo (da dove appunto).
Ταΰτα: Pronome dimostrativo, accusativo neutro plurale (queste cose).
άκούσαντες: Participio.
οι άλλοι: Articolo aggettivo (gli altri).
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I veri vincitori
versione di greco di Licurgo
traduzione dal Libro: kata Logon
Εκεινοι τοις πολεμιοις απηντησαν επι τοις οριοις της Βοιωτιας υπερ της των Ελληνων ελευθεριας μαχουμενοι, ουκ εν τοις τειχεσι τας ελπιδας της σωτηριας εχοντες, ουδε την χωραν κακως ποιειν προεμενοι τοις εχθροις, αλλα την μεν αυτων ανδρειαν ασφαλεστεραν φυλακην ειναι νομιζοντες των λιθινων περιβολων, την δε θρεψασαν αυτους αισχυνομενοι περιοραν πορθουμενην, εικοτως; ωσπερ γαρ προς τους φυσει γεννησαντας και τους ποιητους των πατερων ουχ ομοιως εχουσιν απαντες ταις ευνοιαις, ουτω και προς τας χωρας τας μη φυσει προσηκουσας, αλλ'υστερον επικτητους γευομενας καταδεεστερον διακεινται. τοιαυταις δε γνωμαις χρησαμενοι, και τοις αριστοις ανδρασιν εξ ισου των κινδυνων μετασχοντες, ουχ ομοιως της τυχες εκοινωνησαν. της γαρ αρετης ου ζωντες απολαυουσιν, αλλα τελευτησαντες την δοξαν καταλελοιπασιν, ουχ ηττηθεντες, αλλα αποθανοντες ενθαπερ εταχθησαν υπερ της ελευθεριας αμυνοντες. ει δε δει και παραδοξοτατον μεν ειπειν, αληθες δε, εκεινοι νικωντες απεθανον. α γαρ αθλα του πολεμου τοις αγατοις εστιν, ελευθερια και αρετη, ταυτ' αμφοτερα τοις τελευτησασιν υπαρχει.
Quelli si scontrarono coi nemici ai confini della Beozia combattendo per la libertà dei Greci, non riponendo le speranze di salvezza nelle mura, né permettendo agli avversari di far del male alla loro terra, ma pensando che il loro valore fosse una difesa più sicura delle mura di pietra, provando vergogna di lasciare che la terra che li aveva allevati fosse devastata, a ragione; come infatti tutti nei loro pensieri non sono disposti alla stessa maniera nei riguardi di chi li ha naturalmente generati e delle opere dei padri, così si dispongono in situazione di inferiorità anche di fronte alle terre che non spettano loro per natura, ma che sono diventate in seguito acquisite. Usando questi pensieri (riflessioni), e rendendo partecipi ai pericoli alla pari gli uomini migliori, non allo stesso modo si resero partecipi all'evento. Trassero profitto dalla virtù, non vivendo, ma hanno lasciato fama perché sono morti, senza essere stati sconfitti, ma morendo dove erano stati schierati, resistendo per la libertà. Se dunque si deve dire anche un qualcosa di incredibile, ma vero, quelli vincendo morirono; quei premi infatti di guerra che sono per i prodi, la libertà e la virtù, sono entrambi per coloro che sono morti.
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Deucalione e Pirra versione greco Pseudo Apollodoro traduzione Libro Gymnasion 2 pag 44 num 53
Προμηθεως Δευκαλιων εγενετο. Ουτος, βασιλευων των περι την Φθιαν τοπων, γαμει Πυρραν, την Επιμηθεως και Πανδωρας, ην οι θεοι επλασαν πρωτην γυναικα. Επει δε αφανισαι Ζευς το χαλκουν ηθελησε γενος, συμβουλευσαντος Προμηθεως, Δευκαλιων, τεκτηναμενος πλοιον, και τα επιτηδεια εισκομισας, εις τουτο μετα Πυρρας εισηλθε. Ζευς δε, πολυν υετον απ' ουρανου χεας, τα πλειστα μερη της Ελλαδος κατεκλυσεν, ωστε παντας τους ανθρωπους διαφθειρεσθαι, ολιγων χωρις, οι συνεφυγον εις τα πλησιον υψηλα ορη. Δευκαλιων δε, εν τω πλοιω δια της θαλασσης φερομενος εφ' ημερας εννεα και νυκτας τας ισας, τω Παρνασω προσισχει κακει, των ομβρων παυλαν λαβοντων, εξελθων θυει Διι φυξιω. Ζευς δε πεμψας Ερμην προς αυτον επετρεψεν αιρεισθαι οτι βουλεται. Ο δε αιρειται ανθρωπους αυτω γενεσθαι. Και, Διος κελευσαντος, λιθους αιρων εξοπισθεν της κεφαλης εβαλλεν και ους μεν εβαλε Δευκαλιων ανδρες εγενοντο, ους δε Πυρρα, γυναικες.
qui invece puoi trovare quella con lo stesso titolo ma diversa da altri libri
Qui ancora altra da greco nuova edizione
qui ancora un'altra diversa dal libro REMATA
Deucalione fu figlio di Prometeo. Questo, che regnava sulle regioni intorno a Ftia, sposò Pirra, figlia diEpimeteo e Pandora, che gli dei plasmarono come prima donna. Quando Zeus volle desiderò distruggere la stirpe dell’età del bronzo, su suggerimento (avendolo consigliato) di Promèteo, Deucalione, avendo costruito un’arca e avendo messo i viveri, si imbarcò su questa con Pirra. Zeus allora, avendo fatto cadere dal cielo molta pioggia, sommerse la maggior parte della Grecia, così che tutti gli uomini furono uccisi, tranne pochi che fuggirono sulle vicine alte montagne. Allora i monti della Tessaglia si aprirono separandosi e le regioni al di fuori dell'Istmo e del Peloponneso si mescolarono insieme tutte quante. Deucalione, essendo trasportato sull’arca attraverso il mare per nove giorni ed altrettante notti, approdò al Parnaso e là, quando le piogge ebbero tregua, dopo essere sbarcato, sacrificò a Zeus protettore dei fuggiaschi. Zeus avendo inviato Ermes da questo, gli concesse di chiedere ciò che voleva; ed egli chiese di avere degli uomini. E quando Zeus (glielo) disse, scagliava delle pietre sollevandole sopra il capo, e quelle che Deucalione lanciò diventarono uomini, mentre quelle che lanciò Pirra donne
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TRADUZIONE dal libro KATALOGON
Μίνως, αἰσθόμενος τοῦ φεύγειν τοὺς μετὰ Θησέως, Δαίδαλον αἴτιον ἐν τῷ λαβυρίνθῳ μετὰ τοῦ παιδὸς Ἰκάρου καθεῖρξεν, ὃς ἐγεγέννητο αὐτῷ ἐκ δούλης Μίνωος Ναυκράτης. ὁ δὲ πτερὰ κατασκευάσας ἑαυτῷ καὶ τῷ παιδὶ ἀναπτάντι ἐνετείλατο μήτε εἰς ὕψος πέτεσθαι, μὴ τακείσης τῆς κόλλης ὑπὸ τοῦ ἡλίου αἱ πτέρυγες λυθῶσι, μήτε ἐγγὺς θαλάσσης, ἵνα μὴ τὰ πτερὰ ὑπὸ τῆς νοτίδος λυθῇ.Ἴκαρος δὲ ἀμελήσας τῶν τοῦ πατρὸς ἐντολῶν ψυχαγωγούμενος ἀεὶ μετέωρος ἐφέρετο· τακείσης δὲ τῆς κόλλης πεσὼν εἰς τὴν ἀπ' ἐκείνου κληθεῖσαν Ἰκαρίαν θάλασσαν ἀπέθανε. " Δαίδαλος δὲ διασώζεται εἰς Κάμικον τῆς Σικελίας".Δαίδαλον δὲ ἐδίωκε Μίνως, καὶ καθ' ἑκάστην χώραν ἐρευνῶν ἐκόμιζε κόχλον, καὶ πολὺν ἐπηγγέλλετο δώσειν μισθὸν τῷ διὰ τοῦ κοχλίου λίνον διείραντι, διὰ τούτου νομίζων εὑρήσειν Δαίδαλον. ἐλθὼν δὲ εἰς Κάμικον τῆς Σικελίας παρὰ Κώκαλον, παρ' ᾧ Δαίδαλος ἐκρύπτετο, δείκνυσι τὸν κοχλίαν. ὁ δὲ λαβὼν ἐπηγγέλλετο διείρειν καὶ Δαιδάλῳ δίδωσιν·ὁ δὲ ἐξάψας μύρμηκος λίνον καὶ τρήσας τὸν κοχλίαν εἴασε δι' αὐτοῦ διελθεῖν. λαβὼν δὲ Μίνως τὸ λίνον διειρμένον ᾔσθετο ὄντα παρ' ἐκείνῳ Δαίδαλον, καὶ εὐθέως ἀπῄτε
Minosse, quando si accorse della fuga di Teseo e dei suoi compagni, ne ritenne responsabile Dedalo, e lo rinchiuse nel labirinto insieme al figlio Icaro, che Dedalo aveva avuto da Naucrate, una schiava di Minosse. Allora Dedalo costruì delle ali e le legò alla schiena sua e del figliolo, raccomandandogli di non volare troppo in alto, perché i raggi di Elio non sciogliessero la colla che teneva insieme le penne, e neanche troppo vicino al mare, perché l'umidità non appesantisse le ali. Ma Icaro, trascinato dall'entusiasmo, dimenticò le raccomandazioni paterne, e volò sempre più in alto: e allora la colla si sciolse e il ragazzo precipitò nel tratto di mare che dal suo nome poi si chiamò Icario, e morì. Dedalo invece si salvò, e riuscì ad arrivare a Camico in Sicilia. Minosse andò all'inseguimento di Dedalo, e in ogni regione che attraversava faceva vedere agli abitanti una grossa conchiglia tritonide, e i suoi araldi promettevano una enorme ricompensa a chi fosse riuscito a far passare un filo di lino nella spirale della conchiglia: solo Dedalo, pensava Minosse, ne sarebbe stato capace, e in questo modo certo avrebbe scoperto dove si trovava. E un giorno Minosse arrivò anche a Camico, in Sicilia, alla corte di Cocalo, proprio dove Dedalo si nascondeva: e anche qui fece vedere la conchiglia. Ma (δε) Egli avendolo preso ordinava di introdulo e lo dava a Dedalo. Avendo attaccato il filo di lino ad una formica ed avendo bucato la conchiglia lo lasciò passare attraverso quella. Avendo Minosse preso il filo, dopo averlo inserito, comprese che Dedalo era presso di quello e subito lo reclamava
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I veri vincitori
versione di greco di Licurgo
traduzione dal Libro: kata Logon
Εκεινοι τοις πολεμιοις απηντησαν επι τοις οριοις της Βοιωτιας υπερ της των Ελληνων ελευθεριας μαχουμενοι, ουκ εν τοις τειχεσι τας ελπιδας της σωτηριας εχοντες, ουδε την χωραν κακως ποιειν προεμενοι τοις εχθροις, αλλα την μεν αυτων ανδρειαν ασφαλεστεραν φυλακην ειναι νομιζοντες των λιθινων περιβολων, την δε θρεψασαν αυτους αισχυνομενοι περιοραν πορθουμενην, εικοτως; ωσπερ γαρ προς τους φυσει γεννησαντας και τους ποιητους των πατερων ουχ ομοιως εχουσιν απαντες ταις ευνοιαις, ουτω και προς τας χωρας τας μη φυσει προσηκουσας, αλλ'υστερον επικτητους γευομενας καταδεεστερον διακεινται. τοιαυταις δε γνωμαις χρησαμενοι, και τοις αριστοις ανδρασιν εξ ισου των κινδυνων μετασχοντες, ουχ ομοιως της τυχες εκοινωνησαν. της γαρ αρετης ου ζωντες απολαυουσιν, αλλα τελευτησαντες την δοξαν καταλελοιπασιν, ουχ ηττηθεντες, αλλα αποθανοντες ενθαπερ εταχθησαν υπερ της ελευθεριας αμυνοντες. ει δε δει και παραδοξοτατον μεν ειπειν, αληθες δε, εκεινοι νικωντες απεθανον. α γαρ αθλα του πολεμου τοις αγατοις εστιν, ελευθερια και αρετη, ταυτ' αμφοτερα τοις τελευτησασιν υπαρχει.
Quelli si scontrarono coi nemici ai confini della Beozia combattendo per la libertà dei Greci, non riponendo le speranze di salvezza nelle mura, né permettendo agli avversari di far del male alla loro terra, ma pensando che il loro valore fosse una difesa più sicura delle mura di pietra, provando vergogna di lasciare che la terra che li aveva allevati fosse devastata, a ragione; come infatti tutti nei loro pensieri non sono disposti alla stessa maniera nei riguardi di chi li ha naturalmente generati e delle opere dei padri, così si dispongono in situazione di inferiorità anche di fronte alle terre che non spettano loro per natura, ma che sono diventate in seguito acquisite. Usando questi pensieri (riflessioni), e rendendo partecipi ai pericoli alla pari gli uomini migliori, non allo stesso modo si resero partecipi all'evento. Trassero profitto dalla virtù, non vivendo, ma hanno lasciato fama perché sono morti, senza essere stati sconfitti, ma morendo dove erano stati schierati, resistendo per la libertà. Se dunque si deve dire anche un qualcosa di incredibile, ma vero, quelli vincendo morirono; quei premi infatti di guerra che sono per i prodi, la libertà e la virtù, sono entrambi per coloro che sono morti.