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La disfatta Ateniese
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Askesisversione n° 237 pag 293
inizia con: ghenomene d'isxuras tes naumakias cai pollon...
finisce con: cai me eti oiestai cratesai
TRADUZIONE
essendoci stata una terribile battaglia navale, essendo state perdute molte navi e molti uomini da entrambe le parti, i Siracusani e gli alleati impadronitisi dei relitti e dei cadaveri, li raccolsero e salpati verso la città deposero un trofeo. Gli Ateniesi, per i grandissimi mali presenti non pensavano di kiedere affatto la restituzione dei cadaveri, ma di notte decisero subito di partire. Demostene, recatosi a Nicia, proprose l'opinione di forzare l'uscita dopo aver riempito le navi rimanenti se potevano, ed insieme, all'alba salpare, dicendo che le navi rimanenti utilizzabili erano più le loro ke quelle dei nemici; infatti gli Ateniesi ne avevano circa 60, i Siracusani meno di 50. Sebbene Nicia fosse d'accordo e volessero riempire le navi; i marinai si rifiutarono di imbarcarsi poiché erano abbattuti per la sconfitta e pensavano di non poter più vincere
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La caccia al cinghiale
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro askesispag 165 n°89
La pagina contiene la traduzione del libro askesis
e la traduzione del libro lukeion
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LA PROSTITUZIONE SACRA è LA PIù TURPE DELLE USANZE BABILONESI
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Askesis
TRADUZIONE
Ogni donna di quel paese deve sedere nel tempio di Afrodite una volta nella sua vita e fare l'amore con uno straniero. Molte, sentendosi superiori per la loro ricchezza, sdegnano di mescolarsi con le altre e si fanno trasportare sopra un carro coperto fino al tempio e lì si fermano, con un gran seguito di servitù. La maggior parte invece si comporta come segue: nel recinto sacro di Afrodite siedono in molte con una corona di corda intorno alla testa, alcune arrivano, altre se ne vanno; con delle funi tese fra le donne si ottengono dei corridoi rivolti in tutte le direzioni: gli stranieri passano attraverso di essi e fanno la loro scelta. Una donna che si sia lì seduta non se ne torna a casa se prima uno straniero qualsiasi non le ha gettato in grembo del denaro e non ha fatto l'amore con lei all'interno del tempio; gettando il denaro deve pronunciare una formula: "Invoco la dea Militta". Con il nome di Militta gli Assiri chiamano Afrodite. L'ammontare pecuniario è quello che è e non sarà rifiutato: non è lecito perché tale denaro diventa sacro. La donna segue il primo che glielo getti e non respinge nessuno. Dopo aver fatto l'amore, e aver soddisfatto così la dea, fa ritorno a casa e da questo momento non le si potrà offrire tanto da poterla possedere. Le donne avvenenti e di alta statura se ne vanno rapidamente, ma quelle brutte rimangono lì molto tempo senza poter adempiere l'usanza; e alcune rimangono ad aspettare persino per tre o quattro anni. Una usanza assai simile esiste anche in qualche parte dell'isola di Cipro.
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LA PROSTITUZIONE SACRA è LA PIù TURPE DELLE USANZE BABILONESI
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Askesis
TRADUZIONE
Ogni donna di quel paese deve sedere nel tempio di Afrodite una volta nella sua vita e fare l'amore con uno straniero. Molte, sentendosi superiori per la loro ricchezza, sdegnano di mescolarsi con le altre e si fanno trasportare sopra un carro coperto fino al tempio e lì si fermano, con un gran seguito di servitù. La maggior parte invece si comporta come segue: nel recinto sacro di Afrodite siedono in molte con una corona di corda intorno alla testa, alcune arrivano, altre se ne vanno; con delle funi tese fra le donne si ottengono dei corridoi rivolti in tutte le direzioni: gli stranieri passano attraverso di essi e fanno la loro scelta. Una donna che si sia lì seduta non se ne torna a casa se prima uno straniero qualsiasi non le ha gettato in grembo del denaro e non ha fatto l'amore con lei all'interno del tempio; gettando il denaro deve pronunciare una formula: "Invoco la dea Militta". Con il nome di Militta gli Assiri chiamano Afrodite. L'ammontare pecuniario è quello che è e non sarà rifiutato: non è lecito perché tale denaro diventa sacro. La donna segue il primo che glielo getti e non respinge nessuno. Dopo aver fatto l'amore, e aver soddisfatto così la dea, fa ritorno a casa e da questo momento non le si potrà offrire tanto da poterla possedere. Le donne avvenenti e di alta statura se ne vanno rapidamente, ma quelle brutte rimangono lì molto tempo senza poter adempiere l'usanza; e alcune rimangono ad aspettare persino per tre o quattro anni. Una usanza assai simile esiste anche in qualche parte dell'isola di Cipro.
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SI PUò DARE LA VITA PER AMORE
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Askesis
INIZIO: Ὑπεραποθνῃσκειν μόνοι ἐθέλουσιν οἱ ἐρωντες
FINE: τε καὶ ἀρετὴν μάλιστα τιμωσιν.
TRADUZIONE
Solo gli amanti desiderano morire l'uno per l'altro, e non soltanto gli uomini, ma anche le donne. Alcesti, la figlia di Pelia, offre un'appropriata testimonianza di questo discorso ai Greci; infatti lei sola desiderò morire al posto dell'amato, che pure aveva pare e madre. E quella li superò nell'affetto, suscitato dal suo amore, a tal punto da farli apparire estranei al loro figlio, e a lui congiunti solo di nome. Così, avendo compiuto questo gesto, il suo agire sembrò così bello non solo agli uomini ma anche agli Dei che questi, pur essendo molti quelli che hanno compiuto tante e lodevoli imprese, concessero a pochi questo privilegio, di lasciar ritornare la loro anima dall'Ade; tuttavia lasciarono ritornare l'anima di quella, ammirati del suo gesto.
In questo modo anche gli dei onorarono in sommo grado la dedizione e il coraggio al servizio dell'amore