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Cum Tyri rex Mutgo decessurus esset, filium Pygmalionem et Elissam, quam alii Didonem vocant, insignis formae virginem, heneredes instituit. Sed populus Pygmalioni, sedecim annorum puero, regnum tradidit. Elissa Acerbae, avunculo suo, sacerdoti Herculis, qui honos secundus post regem erat, nubit. Huic magnae, sed dissimulatae, divitiae erant: aurum, metu regis, non tectis sed terrae crediderant; quam rem etsi homines ignorabant, fama tamen loquebatur. Quarum cupiditate incensus, Pygmalion, iuris humani oblitus, avunculum suum sine respectu pietatis occidit. Elissa, diu fratrem propter hoc scelus adversata, ad postremum, dissimulato odio mitigatoque interim vultu, fugam tacite molitur, adsumptis quibusquam principibus civitatis in societatem, quorum interesse arbitrabatur regem interimere vel, ob regis odium, ab urbe fugere.
Cum his fugae sociis ad africae litus appulit ibique novam urbem condidit, quam Carthaginem appellavit. Il re Mutto di Tiro, in punto di morte, indicò come eredi il figlio Pigmalione ed Elissa, altrimenti detta Didone, fanciulla di straordinaria bellezza. Ma il popolo assegnò il potere al sedicenne Pigmalione. Elissa (da parte sua) sposa Acherba, suo zio, sacerdote di Ercole, che ricopriva dopo il re la carica più importante del regno. Costui possedeva un ricco tesoro, ma nascosto; (infatti) per timore del re, (Sicheo) non teneva l'oro in casa, ma sottoterra; e sebbene non si fosse sicuri di questo fatto , tuttavia se ne era sparsa la voce. Accecato dall'avidità di (possedere) quelle ricchezze, Pigmalione, disdegnando l'umana legge e senza rispetto per i sacri legami della parentela, fece uccidere suo zio . Elissa, dopo essersi a lungo ribellata al fratello a motivo di questo delitto, alla fine - mostrando buon viso a cattivo gioco - progetta una fuga di nascosto, alleandosi con taluni maggiorenti della città, ch'ella riteneva (come lei) disposti ad uccidere il re e a fuggire dalla città, a causa dell'odio del re. Con questi compagni di fuga approdò sulla costa dell'africa e qui fondò una nuova città che chiamò Cartagine
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Giustino Le ragioni del latino
Inizio: Postquam Cyrus Asiam subegit et totum Orientem. . fine: cum reginae filio, vino temulentos interfecit.
Dopo che Ciro sottomise l'Asia e tutto l'oriente, Ciro, dopo aver sottomesso l'Asia, intraprese la guerra con gli Sciti. A quel tempo era regina degli Sciti Tamiris che, per nulla spaventata dall'arrivo dei nemici, consentì loro di attraversare il fiume Oaxen, ritenendo che la battaglia sarebbe stata più agevole nei confini del suo regno. Pertanto Ciro, essendo entrato nella Scizia, si accampò. Quindi, il giorno seguente, simulando timore, abbandonò l'accampamento e in quello abbandonò vino e tutto il cibo necessario per allestire un banchetto. Quando si venne a conoscenza di questo, la regina esortò il giovane figlio ad inseguire Ciro con un esercito consistente. Il giovane, inesperto di tattica militare, essendo giunto all'accampamento di Ciro, come se fosse venuto ad un banchetto, tralasciando l'inseguimento dei nemici, permise che i suoi soldati, non avvezzi al vino, si ubriacassero. Ma Oro, quando conobbe la cosa, tornato indietro durante la notte, uccise tutti gli Sciti insieme al figlio della regina che erano ubriachi di vino.
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Multae urbes adhuc vestigia Graeci moris ostentant. Namque Tuscorum populi, qui oram Inferi maris possident, a Lydia venerunt; Veneti, quos incolas maris Superi videmus, capta et expugnata Troia, Antenore duce, in Italiam migraverunt; Hadria quoque, Illyrico mari proxima, quae Hadriatico mari nomen dedit, Graeca urbs est. Arpos urbem Diomedes, exciso Ilio, naufragio in ea loca delatus, condidit. Etiam Pisae in Liguribus Graecos conditores habent. Perusini quoque originem ab Achaeis ducunt. Nonne Falisci, Nolani, Atellani Chalcidensium coloni sunt? Item Tarentini, qui, Lacedaemone profecti, in Italiam venerunt Spuriique vocati sunt. Thurinorum urbem conditam esse a Philoctete ferunt; ibique monumentum eius visitur. Metapontini equum Troianum fabricavit. ostentant. Iure ergo omnis illa pars Italiae Maior Graecia appellata est.
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Molte città, mostrano ancora le tracce dei Greci. Infatti i popoli degli Etruschi, che possiedono la costa del Tirreno, vennero dalla Lidia; i Veneti, che vediamo gli abitanti dell'Adriatico, dopo che Troia era stata presa e espugnata, sotto il comando di Antenore migrarono in Italia; Illirico, vicina al mare che diede il nome all'adriatico è una città greca. Diomede fondò la città di Arpi, caduta Troia, portato in quei luogi dal naufraio. Infatti ritengono anche che i greci siano i fondatori di Pisa in Liguria. Anche i Perugini riconducono le origini agli Achei. Non è forse vero che i Falisci, gli abitanti di Nola, gli Atellani sono coloni della Calcide ? Ugualmente i Tarentini, i quali, allontanati da Sparta, vennero in Italia, vengono chiamati spuri (dicono) che la città di Turi sia stata fondata da Filottete; e là si vede il suo monumento. I metapontini fabbricarono il cavallo di Troia. A buon diritto quindi tutta quella parte d'Italia è chiamata Magna Grecia.
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
ostentant indicativo presente terza persona plurale (ostento) Paradigma: ostento, ostentas, ostentavi, ostentatum, ostentāre - verbo transitivo I coniugazione
possident indicativo presente terza persona plurale (possideo) Paradigma: possideo, possides, possedi, possessum, possidēre - verbo transitivo II coniugazione
venerunt indicativo perfetto terza persona plurale (venio) Paradigma: venio, venis, veni, ventum, venīre - verbo intransitivo IV coniugazione
videmus indicativo presente prima persona plurale (video) Paradigma: video, vides, vidi, visum, vidēre - verbo transitivo II coniugazione
capta participio perfetto, nominativo femminile singolare (capio) Paradigma: capio, capis, cepi, captum, capere - verbo transitivo III coniugazione
expugnata participio perfetto, nominativo femminile singolare (expugno) Paradigma: expugno, expugnas, expugnavi, expugnatum, expugnāre - verbo transitivo I coniugazione
migraverunt indicativo perfetto terza persona plurale (migro) Paradigma: migro, migras, migravi, migratum, migrāre - verbo intransitivo I coniugazione
est indicativo presente terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo intransitivo anomalo
dedit indicativo perfetto terza persona singolare (do) Paradigma: do, das, dedi, datum, dāre - verbo transitivo I coniugazione
exciso participio perfetto, ablativo neutro singolare (excido) Paradigma: excido, excidis, excidi, excisum, excidere - verbo transitivo III coniugazione
delatus participio perfetto, nominativo maschile singolare (defero) Paradigma: defero, defers, detuli, delatum, deferre - verbo transitivo anomalo
condidit indicativo perfetto terza persona singolare (condo) Paradigma: condo, condis, condidi, conditum, condere - verbo transitivo III coniugazione
habent indicativo presente terza persona plurale (habeo) Paradigma: habeo, habes, habui, habitum, habēre - verbo transitivo II coniugazione
ducunt indicativo presente terza persona plurale (duco) Paradigma: duco, ducis, duxi, ductum, ducere - verbo transitivo III coniugazione
sunt indicativo presente terza persona plurale (sum) Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo intransitivo anomalo
profecti participio perfetto, nominativo maschile plurale (proficiscor) Paradigma: proficiscor, proficiscĕris, profectus sum, proficiscī - verbo deponente III coniugazione
venerunt indicativo perfetto terza persona plurale (venio) Paradigma: venio, venis, veni, ventum, venīre - verbo intransitivo IV coniugazione
vocati sunt indicativo perfetto terza persona plurale passivo (voco) Paradigma: voco, vocas, vocavi, vocatum, vocāre - verbo transitivo I coniugazione
conditam esse infinito perfetto passivo (condo) Paradigma: condo, condis, condidi, conditum, condere - verbo transitivo III coniugazione
ferunt indicativo presente terza persona plurale (fero) Paradigma: fero, fers, tuli, latum, ferre - verbo transitivo anomalo
visitur indicativo presente terza persona singolare passivo (viso) Paradigma: viso, visis, visi, visum, visere - verbo transitivo III coniugazione
fabricavit indicativo perfetto terza persona singolare (fabricor) Paradigma: fabricor, fabricaris, fabricatus sum, fabricāri - verbo deponente I coniugazione
appellata est indicativo perfetto terza persona singolare passivo (appello) Paradigma: appello, appellas, appellavi, appellatum, appellāre - verbo transitivo I coniugazione
Sostantivi
urbes nominativo femminile plurale (urbs, urbis) - III declinazione
vestigia accusativo neutro plurale (vestigium, vestigii) - II declinazione
moris genitivo maschile singolare (mos, moris) - III declinazione
populi nominativo maschile plurale (populus, populi) - II declinazione
oram accusativo femminile singolare (ora, orae) - I declinazione
maris genitivo neutro singolare (mare, maris) - III declinazione
Veneti nominativo maschile plurale (Veneti, Venetorum) - II declinazione
incolas accusativo comune plurale (incola, incolae) - I declinazione
Troia ablativo femminile singolare (Troia, Troiae) - I declinazione
Antenore ablativo maschile singolare (Antenor, Antenoris) - III declinazione
duce ablativo maschile singolare (dux, ducis) - III declinazione
Italiam accusativo femminile singolare (Italia, Italiae) - I declinazione
Hadria nominativo femminile singolare (Hadria, Hadriae) - I declinazione
mari ablativo neutro singolare (mare, maris) - III declinazione
nomen accusativo neutro singolare (nomen, nominis) - III declinazione
urbs nominativo femminile singolare (urbs, urbis) - III declinazione
Arpos accusativo maschile plurale (Arpi, Arporum) - II declinazione
urbem accusativo femminile singolare (urbs, urbis) - III declinazione
Diomedes nominativo maschile singolare (Diomedes, Diomedis) - III declinazione
Ilio ablativo neutro singolare (Ilium, Ilii) - II declinazione
naufragio ablativo neutro singolare (naufragium, naufragii) - II declinazione
loca ablativo neutro plurale (locus, loci) - II declinazione (al plurale, loca è neutro)
Pisae nominativo femminile plurale (Pisae, Pisarum) - I declinazione
Liguribus ablativo maschile plurale (Ligures, Ligurum) - III declinazione
conditores accusativo maschile plurale (conditor, conditoris) - III declinazione
Perusini nominativo maschile plurale (Perusini, Perusinorum) - II declinazione
originem accusativo femminile singolare (origo, originis) - III declinazione
Achaeis ablativo maschile plurale (Achaei, Achaeorum) - II declinazione
Falisci nominativo maschile plurale (Falisci, Faliscōrum) - II declinazione
Nolani nominativo maschile plurale (Nolani, Nolanorum) - II declinazione
Atellani nominativo maschile plurale (Atellani, Atellanorum) - II declinazione
coloni nominativo maschile plurale (colonus, coloni) - II declinazione
Tarentini nominativo maschile plurale (Tarentini, Tarentinorum) - II declinazione
Lacedaemone ablativo femminile singolare (Lacedaemon, Lacedaemonis) - III declinazione
Italiam accusativo femminile singolare (Italia, Italiae) - I declinazione
Spuriique nominativo maschile plurale (Spurii, Spuriorum) congiunzione - II declinazione
Thurinorum genitivo maschile plurale (Thurini, Thurinorum) - II declinazione
Philoctete ablativo maschile singolare (Philoctetes, Philoctetis) - III declinazione
monumentum nominativo neutro singolare (monumentum, monumenti) - II declinazione
Metapontini nominativo maschile plurale (Metapontini, Metapontinorum) - II declinazione
equum accusativo maschile singolare (equus, equi) - II declinazione
Troianum accusativo neutro singolare (Troianum, Troiani) - II declinazione
iure ablativo neutro singolare (ius, iuris) - III declinazione
pars nominativo femminile singolare (pars, partis) - III declinazione
Italiae genitivo femminile singolare (Italia, Italiae) - I declinazione
Graecia nominativo femminile singolare (Graecia, Graeciae) - I declinazione
Aggettivi
Multae nominativo femminile plurale (multus, multă, multum) - aggettivo I classe
Graeci genitivo maschile singolare (Graecus, Graecă, Graecum) - aggettivo I classe
Tuscorum genitivo maschile plurale (Tuscus, Tuscă, Tuscum) - aggettivo I classe
Inferi genitivo maschile singolare (inferus, inferă, inferum) - aggettivo I classe
Superi genitivo maschile singolare (superus, superă, superum) - aggettivo I classe
Illyrico ablativo neutro singolare (Illyricus, Illyrică, Illyricum) - aggettivo I classe
proxima nominativo femminile singolare (proximus, proximă, proximum) - aggettivo I classe
Hadriatico dativo neutro singolare (Hadriaticus, Hadriatică, Hadriaticum) - aggettivo I classe
Graeca nominativo femminile singolare (Graecus, Graecă, Graecum) - aggettivo I classe
Chalcidensium genitivo comune plurale (Chalcidensis, Chalcidense) - aggettivo II classe
omnis nominativo comune singolare (omnis, omne) - aggettivo II classe
Maior nominativo femminile singolare (maior, maius) - aggettivo II classe (comparativo di magnus)
Altre forme grammaticali
adhuc avverbio (ancora)
Namque congiunzione (infatti)
qui pronome relativo, nominativo maschile plurale (qui, quae, quod)
oram sostantivo, accusativo femminile singolare (ora, orae)
a preposizione con ablativo (da)
et congiunzione (e)
duce sostantivo, ablativo maschile singolare (dux, ducis)
in preposizione con accusativo (in)
quos pronome relativo, accusativo maschile plurale (qui, quae, quod)
quae pronome relativo, nominativo femminile singolare (qui, quae, quod)
diomedes sostantivo, nominativo maschile singolare (Diomedes, Diomedis)
ea pronome dimostrativo, ablativo femminile singolare (is, ea, id)
Etiam avverbio (anche)
Nonne avverbio interrogativo (forse che non)
Item avverbio (ugualmente)
ibi avverbio di luogo (lì)
ergo congiunzione (dunque)
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Messeni, quod per miltos annos gravia servitutis verbera et vincula ceteraque captivitatis mala toleraverant, post longam poenarum patientiam, bellum contra Lacedaemonios restaurant. Lacedaemonii quoque ad arma concurrunt et de belli eventu oraculum Delphis consulunt: Apollo ducem ab Atheniensibus peti iubet. Athenienses, ut Spartanos spernerent, Tyrtaeum poetam claudum altero pede miserunt, qui, tribus proeliis fusus, ad desperationem Spartanos adduxis; nam reges Lacedaemoniorum servos ad supplementum exercitus manumiserunt et his coniugum morte viduatas mulieres in matrimonium promiserunt, ut, non numero tantum amissorum civium, sed etiam dignitati succederent. Deinde, ne maiora detrimenta civitati infligerent, exercitum domum reduxerunt. Tum Tyrtaeus composita carmina exercitui pro concione recitavit, in quibus hornamenta virtutis, damnorum solatia, belli consilia conscripserat. Itaque militibus animum addidit: bellum renovatum est et ad postremum victoria Lacedaemoniorum fuit.
I Messeni poiché per molti anni avevano sopportato i gravi vincoli di sottomissione e obblighi e altre disgrazie di prigionia, dopo una lunga sopportazione delle sofferenze, ricominciano la guerra contro gli Spartani. Anche gli Spartani corrono alle armi e consultano l'oracolo di Delfi sull'esito della guerra: Apollo ordina che venga chiesto un generale agli Ateniesi. Gli Ateniesi, per disprezzare gli Spartani, mandarono il poeta Tirteo, storpio da un piede, il quale, sconfitto in tre battaglie, ridusse gli Spartani alla disperazione: infatti i re degli Spartani affrancarono gli schiavi per rafforzare l'esercito e a questi promisero di dare in moglie donne (rese) vedove per la morte dei coniugi, affinché subentrassero non soltanto nel numero dei cittadini persi, ma anche nella dignità. Poi, per non infliggere maggiori perdite (di uomini) alla popolazione, riportarono l'esercito in patria. Allora Tirteo recitò dei carmi composti all'esercito anziché un'orazione, nei quali aveva scritto l'incitamento del valore, il conforto per le perdite, il proposito della guerra. Dunque fece coraggio ai soldati, la guerra fu ripresa e alla fine la vittoria fu degli spartani.
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Come i Greci combatterono a Maratona
versione latino Giustino traduzione libro
Verte per il Biennio 2C pagina 276 Numero 274
inizio: "Magna in pugnam euntibus animorum alacritas fuit..." fine: "...truncus ad postremum et velut rabida fera dentibus dimicaverit. "
Un grande ardore di animi ebbero coloro che andavano in battaglia, a tal punto che, essendosi migliorate le due schiere vennero verso il nemico con corsa concitata davanti al lancio delle freccie. e non mancò l'esito della sua audacia: si combattè infatti cn tanto vigore, che da qui tu li considereresti uomini da lì bestie. i persiani vinti si rifugiarono sulle navi, tra quelle molte furono affondate e molte furono prese. in questa battaglia ci fu un tanto grande vigore dei singoli, che, sembrava fosse difficile giudicare a chi spettasse il primo omaggio. tra tutti gli altri anche la gloria di Temistocle adolsciente, nel quale già appariva allora l'indole di futuro imperatore di dignità, emerse. fu celebrata anche la gloria di Cinegiro, soldato Ateniese, dai grandi scrittori con lodi, che dopo le innumerevoli stragi della battaglia, dopo aver alle navi i nemici fuggitivi, con la mano destra tenne la nave carica e non la lasciò prima di perdere la mano; allora amputata la destra con la sinistra afferrò la nave, avendo perso anche questa stessa, fino alla fine trattenne la nave con la bocca. si narra che un altro grande coraggio ci fù in esso che, non affaticato da tante stragi, non vinto pur avendo perso due mani, lottò mutilato anke con i denti come una bestia. "