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Le sventure di Atene e del genere umano
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro Ellenion
πανταχόθεν μὲν τοίνυν ἄν τις ἴδοι τὴν ἀγνωμοσύνην αὐτοῦ καὶ τὴν βασκανίαν, οὐχ ἥκιστα δ’ ἀφ’ ὧν περὶ τῆς τύχης διελέχθη. ἐγὼ δ’ ὅλως μέν, ὅστις ἄνθρωπος ὢν ἀνθρώπῳ τύχην προφέρει, ἀνόητον ἡγοῦμαι• ἣν γὰρ ὁ βέλτιστα πράττειν νομίζων καὶ ἀρίστην ἔχειν οἰόμενος οὐκ οἶδεν εἰ μενεῖ τοιαύτη μέχρι τῆς ἑσπέρας, πῶς χρὴ περὶ ταύτης λέγειν ἢ πῶς ὀνειδίζειν ἑτέρῳ; ἐπειδὴ δ’ οὗτος πρὸς πολλοῖς ἄλλοις καὶ περὶ τούτων ὑπερηφάνως χρῆται τῷ λόγῳ, σκέψασθ’ ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, καὶ θεωρήσατε ὅσῳ καὶ ἀληθέστερον καὶ ἀνθρωπινώτερον ἐγὼ περὶ τῆς τύχης τούτου διαλεχθήσομαι. ἐγὼ τὴν τῆς πόλεως τύχην ἀγαθὴν ἡγοῦμαι, καὶ ταῦθ’ ὁρῶ καὶ τὸν Δία τὸν Δωδωναῖον ὑμῖν μαντευόμενον, τὴν μέντοι τῶν πάντων ἀνθρώπων, ἣ νῦν ἐπέχει, χαλεπὴν καὶ δεινήν• τίς γὰρ Ἑλλήνων ἢ τίς βαρβάρων οὐ πολλῶν κακῶν ἐν τῷ παρόντι πεπείραται;
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Filippo è proprio invincibile?
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro n p
Τὸ μὲν οὖν ἐπίορκον κἄπιστον καλεῖν ἄνευ τοῦ τὰ πεπραγμένα δεικνύναι λοιδορίαν εἶναί τις ἂν φήσειε κενὴν δικαίως· τὸ δὲ πάνθ' ὅσα πώποτ' ἔπραξε διεξιόντα ἐφ' ἅπασι τούτοις ἐλέγχειν, καὶ βραχέος λόγου συμβαίνει δεῖσθαι, καὶ δυοῖν ἕνεχ' ἡγοῦμαι συμφέρειν εἰρῆσθαι, τοῦ τ' ἐκεῖνον, ὅπερ καὶ ἀληθὲς ὑπάρχει, φαῦλον φαίνεσθαι, καὶ τοὺς ὑπερεκπεπληγμένους ὡς ἄμαχόν τινα τὸν Φίλιππον ἰδεῖν ὅτι πάντα διεξελήλυθεν οἷς πρότερον παρακρουόμενος μέγας ηὐξήθη, καὶ πρὸς αὐτὴν ἥκει τὴν τελευτὴν τὰ πράγματ' αὐτῷ. ἐγὼ γάρ, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, σφόδρ' ἂν ἡγούμην καὶ αὐτὸς φοβερὸν τὸν Φίλιππον καὶ θαυμαστόν, εἰ τὰ δίκαια πράττονθ' ἑώρων ηὐξημένον·
TRADUZIONE
Difatti, io stesso, o Ateniesi, penserei che Filippo sia molto temibile e degno di ammirazione, se vedessi che si è ingrandito svolgendo una politica di giustizia; ora, a un esame oculato, scopro che fin da principio, quando alcuni oratori cacciarono da qui i rappresentanti di Olinto che volevano trattare con noi, ingannò la nostra dabbenaggine, dicendo che avrebbe restituito Anfipoli e ordendo quel famoso piano segreto, che A ragione dunque si potrebbe dire che non ha senso oltraggiarlo con rappeilativo di spergiuro e di sleale I senza una dimostrazione dei fatti. L'esposizione, sostenuta da prove, di tutte quante le sue azioni richiede poche parole e a mio parere è utile farla per due motivi: primo, perché egli appaia un essere insignificante, come è in realtà; secondo, perché le persone !che, credendo Filippo invincibile, sono piene di stupore davanti a lui, vedano che si sono esauriti tutti i mezzi di un tempo, basati sull'inganno, che lo hanno reso potente e che il suo successo sta per finire. Difatti, io stesso, o Ateniesi, penserei che Filippo sia molto temibile e degno di ammirazione, se vedessi che si è ingrandito svolgendo una politica di giustizia;
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Contro le donne di facili costumi versione greco Demostene
Οὐκοῦν ἤδη αἱ μὲν σωφρονέσταται τῶν γυναικῶν ὀργισθήσονται ὑμῖν, διότι ὁμοίως αὐταῖς ταύτην κατηξιοῦτε μετέχειν τῶν τῆς πόλεως καὶ τῶν ἱερῶν· ὅσαι δ' ἀνόητοι, φανερῶς ἐπιδείκνυτε ποιεῖν ὅ τι ἂν βούλωνται, ὡς ἄδειαν ὑμῶν καὶ τῶν νόμων δεδωκότων· δόξετε γὰρ ὀλιγώρως καὶ ῥᾳθύμως φέροντες ὁμογνώμονες καὶ αὐτοὶ εἶναι τοῖς ταύτης τρόποις. Ὥστε πολὺ μᾶλλον ἐλυσιτέλει μὴ γενέσθαι τὸν ἀγῶνα τουτονὶ ἢ γενομένου ἀποψηφίσασθαι ὑμᾶς. Κομιδῇ γὰρ ἤδη παντελῶς ἐξουσία ἔσται ταῖς πόρναις συνοικεῖν οἷς ἂν βούλωνται, καὶ τοὺς παῖδας φάσκειν οὗ ἂν τύχωσιν εἶναι· καὶ οἱ μὲν νόμοι ἄκυροι ὑμῖν ἔσονται, οἱ δὲ τρόποι τῶν ἑταιρῶν κύριοι ὅ τι ἂν βούλωνται διαπράττεσθαι. Ὥστε καὶ ὑπὲρ τῶν πολιτίδων σκοπεῖτε, τοῦ μὴ ἀνεκδότους γενέσθαι τὰς τῶν πενήτων θυγατέρας.
Dunque già le più temperanti delle donne si adireranno con noi, perché allo stesso modo voi concedevate loro che questa fosse partecipe delle cittadine della città e delle cerimonie; quante stolte, ostentate di fare apertamente ciò che vogliono, per aver concesso il vostro permesso e delle leggi; infatti riterrete voi stessi che abbiano le stesse usanze sopportando essendo dello stesso parere negligentemente e tranquillamente. Quanto molto di più era utile non fosse avvenuto codesto dibattito che votate per assolvere ciò che è accaduto. Certamente già ci sarà la possibilità di convivere con le prostitute con cui vogliono, e di ritenere che i figli non siano per caso; mentre alcune leggi non saranno valide per noi, altre usanze vigenti tra gli amanti qualunque cosa vogliono fare. Così anche riflettete in favore delle cittadine, di essere sposate le figlie degli indigenti.
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Un parallelo tra Conone e Temistocle
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE
Molte infatti, o ateniesi, fra le azioni compiute da Conone son degne di lode, e in grazia a tutte queste si conviene non abrogare i doni conferitigli per esse: ma l'Opera più bella fra tutte è la ricostruzione delle mura. il che qualcuno potrebbe riconoscere se paragonasse in che modo Temistocle, il più illustre tra tutti i suoi contemporanei, abbia fatto questa medesima cosa. dicesi dunque che egli consigliasse ai suoi concittadini di rialzare le mura e se giungesse qualcuno da Sparta ordinò di arrestarlo; poi egli personalmente partì come ambasciatore alla volta degli spartani. colà si tennero discorsi e alcuni vennero a riferire che gli ateniesi ricostruivano le mura; allora egli si mise a negare e consigliò di inviare ambasciatori a fare un sopraluogo; e poiché costoro non tornavano esortò a mandarne altri e tutti forse avete inteso in qual maniera li ingannasse. io affermo dunque ( e nessuno, per Zeus, o ateniesi, intenda con invidia ciò che sto per dire, bensì consideri se sia vero) affermo che quanto l'agire palesemente è migliore che l'agire di nascosto e il fare qualsivoglia cosa vincendo con le armi è più glorioso che non con l'inganno, tanto Conone rialzò le mura meglio di Temistocle; l'uno infatti agì di nascosto l'altro compì questa stessa cosa vincendo quanti cercavano di impedirglielo.
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Χρηματα εισφερειν φημι δειν, την υπαρχουσαν δυναμιν συνεχειν, επανορθουντας ει τι δοκει ... ουχ ορω λογον οστις ανευ του ποιειν υμας α προσεκει δυνησεται την πολιν σωσαι.
Affermo che bisogna portare le ricchezze, unire le truppe disponibili, migliorando, se sembra che qualcosa non vada bene, senza smantellarlo nel suo insieme per delle accuse particolari, inviare ambasciatori in ogni direzione, per insegnare, avvisare, agire: riguardo tutte queste cose bisogna che si puniscano coloro che si lasciano corrompere per queste azioni ed odiarli completamente, affinché sembri che gli uomini moderati e coloro che sono loro stessi giusti, abbiano deciso bene sia riguardo gli altri che riguardo loro stessi. Se farete svolgere la faccenda così e la smetterete di non curarvi di tutto, forse se farete così anche ora, sarebbe ancora meglio. Se, dunque, vi radunerete, preoccupandovi di fare rumorosi dissensi ed esprimer consensi, non vedo un discorso tale da poter salvare la città senza che voi facciate ciò che conviene.