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Bisogna bloccare il diffondersi delle oligarchie
versione greco Demostene da Per la libertà dei Rodiesi
TRADUZIONE
Mi meraviglio che nessuno di voi pensi, giacché gli abitanti di Chio e di Mitilene sono governati da un'oligarchia, e adesso i Rodi, e poco mi manca dal dire tutti gli uomini, sono sottoposti a questa schiavitù, che anche la nostra costituzione corra in qualche modo pericolo, e non consideri questo, che non possibile che, se tutto sarà istituito per oligarchia, lasceranno il nostro popolo. Infatti, sanno che nessun altro condurrebbe nuovamente il governo alla libertà; da dove abbiano timore che venga loro un male, questo vorranno togliere di mezzo. Dunque gli altri che sono colpevoli, occorre ritenere nemici alcuni di questi che sono stati sciagurati, invece, vi esorto a considerare nemici comuni di tutti coloro che aspirano alla libertà quelli che abbattono i governi e li mutano in oligarchie.
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La miopia dei Greci
VERSIONE DI GRECO di Demostene da "sulla corona"
Dapprima voi vi comportaste così che i Focesi volevano essere salvati, sebbene vedessero che non facevano cose giuste, e così che, invece, nessuno si sarebbe rallegrato delle sofferenze dei Tebani, sebbene fossero adirati con loro non senza ragione né a torto; infatti, non si erano serviti con misura dei risultati che avevano ottenuto a Leuttra; in seguito tutto il Peloponneso era diviso, e né coloro che odiavano i Lacedemoni erano così forti da annientarli, né coloro che prima comandavano grazie a loro erano signori delle città, ma c'era una confusa discordia e tumulto. Vedendo questi fatti Filippo (infatti, non erano sconosciuti), comprando i traditori per ciascuno schieramento, mise tutti in urto e li eccitò contro di loro; e se altri avessero sbagliato in questo e avessero pensato male, egli stesso si sarebbe preparato e sarebbe venuto su contro tutti. Poiché soffrivano per il protrarsi della guerra, era chiaro a tutti che i Tebani, un tempo potenti ma ora sventurati, sarebbero stati costretti a rifugiarsi presso di voi, e Filippo, affinché ciò non accadesse e le città non si riunissero, promise a voi la pace, a quelli un aiuto.
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Democrazia e oligarchia
VERSIONE DI GRECO di Demostene
dal libro per la libertà dei rodiesi
TRADUZIONE
Osservate anche quello, o cittadini Ateniesi, che voi avete combattuto molte guerre sia contro regimi democratici sia contro regimi oligarchici. E questo lo sapete anche voi (stessi): ma per quali motivi vi sia per voi la guerra contro entrambi, questo forse non lo considera nessuno di voi. Per quali motivi c'é dunque ? Contro le democrazie o per accuse private, quando non potete risolverle pubblicamente, o per una porzione di terra o per i confini o per amor di contesa o per l'egemonia, contro le oligarchie, invece, per nessuno di questi motivi, ma per la costituzione e la libertà. Sicché io certo non esiterei a dire di ritenere che convenga di più che tutti i Greci democratici combattano contro di noi, piuttosto che quelli retti da un'oligarchia ci siamo amici. Infatti, penso che voi non concludereste difficilmente la pace con coloro che sono liberi, quando lo voleste; invece, non reputo stabile l'amicizia con coloro che sono retti da un'oligarchia; non è infatti possibile che pochi, che anche cercano dominare, siano benevoli i più che hanno scelto di vivere secondo eguaglianza di diritti.
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Per la corona VERSIONE DI GRECO di Demostene TRADUZIONE Versi 291 292 293 e 294
ἐπεὶ ἔμοιγ’ εἰ τοῦτο δοθείη παρ’ ὑμῶν, δι’ ἔμ’ ὑμᾶς ἠναντιῶσθαι τῇ κατὰ τῶν Ἑλλήνων ἀρχῇ πραττομένῃ, μείζων ἂν δοθείη δωρειὰ συμπασῶν ὧν τοῖς ἄλλοις δεδώκατε. ἀλλ’ οὔτ’ ἂν ἐγὼ ταῦτα φήσαιμι (ἀδικοίην γὰρ ἂν ὑμᾶς), οὔτ’ ἂν ὑμεῖς εὖ οἶδ’ ὅτι συγχωρήσαιτε· οὗτός τ’ εἰ δίκαι’ ἐποίει, οὐκ ἂν εἵνεκα τῆς πρὸς ἔμ’ ἔχθρας τὰ μέγιστα τῶν ὑμετέρων καλῶν ἔβλαπτε καὶ διέβαλλεν. ἀλλὰ τί ταῦτ’ ἐπιτιμῶ, πολλῷ σχετλιώτερ’ ἄλλα κατηγορηκότος αὐτοῦ καὶ κατεψευσμένουκαίτοι τὸν τῶν νόμων καὶ τῆς πολιτείας φάσκοντα φροντίζειν, ὥσπερ οὗτος νυνί, καὶ εἰ μηδὲν ἄλλο, τοῦτό γ’ ἔχειν δεῖ, ταὐτὰ λυπεῖσθαι καὶ ταὐτὰ χαίρειν τοῖς πολλοῖς, καὶ μὴ τῇ προαιρέσει τῶν κοινῶν ἐν τῷ τῶν ἐναντίων μέρει τετάχθαι· ὃ σὺ νυνὶ πεποιηκὼς εἶ φανερός, ἐμὲ πάντων αἴτιον καὶ δι’ ἔμ’ εἰς πράγματα φάσκων ἐμπεσεῖν τὴν πόλιν, οὐκ ἀπὸ τῆς ἐμῆς πολιτείας οὐδὲ προαιρέσεως ἀρξαμένων ὑμῶν τοῖς Ἕλλησι βοηθεῖν, πολλὰ τοίνυν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, καὶ ἄλλα κατηγορηκότος αὐτοῦ καὶ κατεψευσμένου, μάλιστ’ ἐθαύμασα πάντων ὅτε τῶν συμβεβηκότων τότε τῇ πόλει μνησθεὶς οὐχ ὡς ἂν εὔνους καὶ δίκαιος πολίτης ἔσχε τὴν γνώμην οὐδ’ ἐδάκρυσεν, οὐδ’ ἔπαθεν τοιοῦτον οὐδὲν τῇ ψυχῇ, ἀλλ’ ἐπάρας τὴν φωνὴν καὶ γεγηθὼς καὶ λαρυγγίζων ᾤετο μὲν ἐμοῦ κατηγορεῖν δηλονότι, δεῖγμα δ’ ἐξέφερεν καθ’ ἑαυτοῦ ὅτι τοῖς γεγενημένοις ἀνιαροῖς οὐδὲν ὁμοίως ἔσχε τοῖς ἄλλοις. ἐπεὶ ἔμοιγ’ εἰ τοῦτο δοθείη παρ’ ὑμῶν, δι’ ἔμ’ ὑμᾶς ἠναντιῶσθαι τῇ κατὰ τῶν Ἑλλήνων ἀρχῇ πραττομένῃ, μείζων ἂν δοθείη δωρειὰ συμπασῶν ὧν τοῖς ἄλλοις δεδώκατε. ἀλλ’ οὔτ’ ἂν ἐγὼ ταῦτα φήσαιμι (ἀδικοίην γὰρ ἂν ὑμᾶς), οὔτ’ ἂν ὑμεῖς εὖ οἶδ’ ὅτι συγχωρήσαιτε· οὗτός τ’ εἰ δίκαι’ ἐποίει, οὐκ ἂν εἵνεκα τῆς πρὸς ἔμ’ ἔχθρας τὰ μέγιστα τῶν ὑμετέρων καλῶν ἔβλαπτε καὶ διέβαλλεν. ἀλλὰ τί ταῦτ’ ἐπιτιμῶ, πολλῷ σχετλιώτερ’ ἄλλα κατηγορηκότος αὐτοῦ καὶ κατεψευσμένουκαίτοι τὸν τῶν νόμων καὶ τῆς πολιτείας φάσκοντα φροντίζειν, ὥσπερ οὗτος νυνί, καὶ εἰ μηδὲν ἄλλο, τοῦτό γ’ ἔχειν δεῖ, ταὐτὰ λυπεῖσθαι καὶ ταὐτὰ χαίρειν τοῖς πολλοῖς, καὶ μὴ τῇ προαιρέσει τῶν κοινῶν ἐν τῷ τῶν ἐναντίων μέρει τετάχθαι· ὃ σὺ νυνὶ πεποιηκὼς εἶ φανερός, ἐμὲ πάντων αἴτιον καὶ δι’ ἔμ’ εἰς πράγματα φάσκων ἐμπεσεῖν τὴν πόλιν, οὐκ ἀπὸ τῆς ἐμῆς πολιτείας οὐδὲ προαιρέσεως ἀρξαμένων ὑμῶν τοῖς Ἕλλησι βοηθεῖν, ἐπεὶ ἔμοιγ’ εἰ τοῦτο δοθείη παρ’ ὑμῶν, δι’ ἔμ’ ὑμᾶς ἠναντιῶσθαι τῇ κατὰ τῶν Ἑλλήνων ἀρχῇ πραττομένῃ, μείζων ἂν δοθείη δωρειὰ συμπασῶν ὧν τοῖς ἄλλοις δεδώκατε. ἀλλ’ οὔτ’ ἂν ἐγὼ ταῦτα φήσαιμι (ἀδικοίην γὰρ ἂν ὑμᾶς), οὔτ’ ἂν ὑμεῖς εὖ οἶδ’ ὅτι συγχωρήσαιτε· οὗτός τ’ εἰ δίκαι’ ἐποίει, οὐκ ἂν εἵνεκα τῆς πρὸς ἔμ’ ἔχθρας τὰ μέγιστα τῶν ὑμετέρων καλῶν ἔβλαπτε καὶ διέβαλλεν. ἀλλὰ τί ταῦτ’ ἐπιτιμῶ, πολλῷ σχετλιώτερ’ ἄλλα κατηγορηκότος αὐτοῦ καὶ κατεψευσμένου
Dopo che, o Ateniesi, lui mi ha rivolto ed espresso molte altre accuse e menzogne, più di tutto rimasi meravigliato quando, ricordandosi delle cose accadute allora alla città, non si trovò nella disposizione in cui si sarebbe dovuto trovare un cittadino benevolo e giusto né pianse, né provò nell'animo niente di simile, anzi, alzando la voce e provando compiacimento e gridando a squarciagola pensava evidentemente di accusarmi, mentre dava dimostrazione contro se stesso che non aveva provato gli stessi sentimenti degli altri per i gravosi fatti accaduti. Eppure colui che dichiara di curarsi delle leggi della politica, come costui ora, deve avere, se non altro, questo, cioè il fatto di provare gli stessi dolori e le stesse gioie del popolo, e non schierarsi dalla parte del nemico nella scelta degli interessi comuni; ora, è chiaro che tu hai fatto ciò, dicendo che io sono causa di tutto e che la città è piombata in questa situazione per causa mia, mentre voi Ateniesi non avete intrapreso a soccorrere i Greci a partire dalla mia politica e dalle mie scelte, poichè, se ciò mi fosse concesso da voi, cioè il fatto che a causa mia voi vi opponeste ad un potere che operava contro i Greci, mi verrebbe concesso un dono più grande di tutti quelli che avete concesso agli altri. Ma né io potrei dire questo (vi farei infatti del male) e so bene che neppure voi lo permettereste; e se costui facesse cose giuste, non danneggerebbe né caluneirebbe i più grandi dei vostri valori per l'inimicizia nei miei confronti ma perché giudico questi fatti, quando lui ha rivolto accuse e menzogne molto più meschine ?
La scelta di Atene di lottare contro Filippo è stata giusta - Versione greco di Demostene da Askesis
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La scelta di Atene di lottare contro Filippo è stata giusta
VERSIONE GRECO Demostene
TRADUZIONE dal libro Askesis
Ει μεν τοινυν τουτ επεχειρουν λεγειν, ως εγω προηγαγον υμας αξια των προγονων φρονειν, ουκ εσθ οστις ουκ αν εικοτως επιτιμησειε μοι. Νυν δ εγω μεν υμετερας τας τοιαυτας προαιρεσεις αποφαινω, και δεικνυμ οτι και προ εμου τουτ ειχεν το φρονημ η πολις, της μεντοι διακονιας της εφ εκαστοις των πεπραγμενων και εμαυτω μετειναι φημι ουτος δε των ολων κατηγορων και κελευων υμας εμοι πικρως εχειν ως φοβων και κινδυνων αιτιω τη πολει, της μεν εις το παρον τιμης εμ αποστερησαι γλιχεται, τα δ εις απαντα τον λοιπον χρονον εγκωμι υμων αφαιρειται. "
Se dunque egli cercava di dire ciò, cioè che io vi ho spinti a pensare alle cose degne dei nostri antenati, non c'è nessuno che mi potrà criticare giustamente. Ora io dichiaro che tali opinioni sono vostre e mostro che anche prima del mio intervento la città aveva queste intenzioni e dico anche da parte mia ho partecipato all'attuazione di ciascuna delle cose fatte. Eschine, parlando contro ogni cosa e ordinando che voi siate severi nei miei confronti, come se fossi la causa di pericoli e paura per la città, desiderava privarmi dell'onore per il presente, e toglie per il nostro futuro ogni onore.
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