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La tirannide illuminata di Pisistrato
versione di greco di Aristotele
Η μεν ουν Πεισιστρατου τυραννις εξ αρχης τε κατεστη τουτον τον τροπον, και μεταβολας εσχεν τασαυτας. Διωκει δ' ο Πεισιστρατος την πολιν μετριως και μαλλον πολιτικως η τυραννικως: εν τε γαρ τοις αλλοις φιλανθρωπος ην και πραος και τοις αμαρτανουσιν συγγνωμονικος, και δη και τοις αποροις προεδανειζε χρηματα προς τας εργασιας ωστε διατρεφεσθαι γεωργουντας. Τουτο δ' εποιει δυοιν χαριν, ινα μητε εν τω αστει διατριβωσιν, αλλα διεσπαρμενοι κατα την χωραν, και οπως, ευπορουντες των μετριων και προς τοις ιδιοις οντες, μητ' επιθυμωσι μητε σχολαζωσιν επιμελεισθαι των κοινων. Αμα δε συνεβαινεν αυτω και τας προσοδους γιγνεσθαι μειζους, εξεργαζομενης της χωρας: επραττετο γαρ απο των γιγνομενων δεκατην. Διο και τους κατα δημους κατεσκευασε δικαστας και αυτος εξηει πολλακις εις την χωραν επισκοπων και διαλυων τους διαφερομενους, οπως μη καταβανοντες εις το αστυ παραμελωσι των εργων.
La tirannide di Pisistrato all’inizio fu fondata in tale maniera, ed ebbe queste vicende. Pisistrato amministrava la città con moderazione e con i criteri più propri di una città che di una tirannide; nelle altre faccende era umano e mite e indulgente verso i colpevoli, e inoltre prestava denaro ai poveri per i loro lavori, perché si sostenessero lavorando i campi. Faceva questo per due ragioni affinché non si ammucchiassero in città, ma rimanessero sparsi per il territorio, e perché, disponendo di mezzi moderati e occupandosi dei propri affari, non desiderassero né avessero tempo di occuparsi degli affari comuni. Così accadde che le entrate diventassero maggiori, essendo lavorata la terra; infatti dalle cose prodotte iniziò ad esigere la decima. Perciò creò nei demi dei giudici ed egli stesso si recava spesso nelle campagne ad ispezionare e a risolvere le liti, perché i contadini non trascurassero i lavori recandosi in città.
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La seisachtheia di Solone
Versione di greco di Aristotele Costituzione degli ateniesi VI
Κυριος δε γενομενος των πραγματων Σολων τον τε δημον ηλευθερωσε και εν τω παροντι και εις το μελλον, κωλυσας δανειζειν επι τοις σωμασι, και νομους εθηκεν και χρεων αποκοπας εποιησε, και των ιδιων και των δημοσιων, ας "εισαχθειαν" καλουσιν, ως αποσεισαμενοι το βαρος: εν οις πειρωνται τινες διαβαλλειν αυτον. Συνεβη γαρ τω Σολωνι μελλοντι ποιειν την σεισαχθειαν προειπειν τισι των γνωριμων, επειθ', ως μεν οι δημοτικοι λεγουσι, παραστρατηγηθηναι δια των φιλων, ως δ' οι βουλομενοι βλασφημειν, και αυτον κοινωνειν: δανεισαμενοι γαρ ουτοι συνπριαντο πολλην χωραν, και μετ' ου πολυ, της των χρεων αποκοπης γεγενημενης, επλουτουν: οθεν φασι γενεσθαι τους υστερον δοκουντας ειναι παλαιοπλουτους. Ου μην αλλα πιθανωτερος ο των δημοτικων λογος: ου γαρ εικος εν μεν τοις αλλοις αυτω μετριον γενεσθαι και κοινον, ωστ' εξον αυτω τους ετερους υποποιησαμενον τυραννειν της πολεως, αμφοτεροις απεχθεσθαι και περι πλειονος ποιησασθαι το καλον και την της πολεως σωτηριαν η την εαυτου πλεονεξιαν.
Solone, divenuto signore del potere, liberò il popolo sia per il presente che per il futuro, vietando di prestare denaro con la garanzia della persona e fece delle leggi e ordinò l’abolizione dei debiti, sia quelli pubblici che privati, che chiamano scuotimento, come se si fossero scossi di dosso il peso: a questo proposito alcuni tentarono di screditarlo. Accadde, infatti, a Solone mentre si accingeva a realizzare la seisachtheia di anticiparla ad alcuni fra i notabili, poi, come dicono i democratici, fu ingannato dagli amici, invece secondo quelli che intondono calunniarlo, anche lui ne trasse vantaggio; infatti quelli, essendosi fatto prestare denaro, avevano acquistato molta terra. E non molto tempo dopo, essendoci l’abolizione dei debiti, si arricchirono; da ciò si dice che siano discesi quelli che sembravano essere ricchi di antica data. Con tutto ciò è più convincente la versione dei democratici: infatti è probabile che Solone fosse così moderato e sollecito del pubblico interesse che, pur essendogli possibile essere tiranno della città attirando dalla sua parte gli altri, divenne odioso a tutte e due le fazioni e tenne in maggiore considerazione
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La riforma giudiziaria di Solone
versione di greco di Aristotele
Sembra che la costituzione di Solone avesse questi tre elementi più favorevoli al popolo: primo e anche il più importante che non si prestasse più denaro con la garanzia della libertà personale, secondo che a chiunque volesse fosse possibile ottenere la punizione a favore di chi aveva subito un torto, terzo il ricorso al tribunale, con il quale dicono abbia maggiormente rafforzato la massa; infatti il popolo essendo signore del voto, diventa anche signore della costituzione. E ancora per il fatto che le leggi non fossero scritte in modo semplice e chiaro, ma (erano scritte) come la legge sulle eredità e sulle ereditiere, era necessario che nascessero molte liti e che il tribunale restava arbitro di ogni cosa, sia delle faccende pubbliche che private. Alcuni credono che Solone abbia di proposito formulato le leggi non chiaramente, perché il popolo fosse signore del giudizio. Certo (questo) non è verosimile perché non poteva raccogliere in una formula generale ciò che è meglio.
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Nascita e sviluppo della tragedia
versione di greco di Arisotele traduzione libro EULOGHIA
Γενομένη δ᾽ οὖν ἀπ᾽ ἀρχῆς αὐτο σχεδιαστικῆς (καὶ αὐτὴ καὶ ἡ κωμωιδία, καὶ ἡ μὲν ἀπὸ τῶν ἐξαρχόντων τὸν διθύραμβον, ἡ δὲ ἀπὸ τῶν τὰ φαλλικά, ἃ ἔτι καὶ νῦν ἐν πολλαῖς τῶν πόλεων διαμένει νομιζόμενα) κατὰ μικρὸν ηὐξήθη προαγόντων ὅσον ἐγίγνετο φανερὸν αὐτῆς· καὶ πολλὰς μεταβολὰς μεταβαλοῦσα ἡ τραγωιδία ἐπαύσατο, ἐπεὶ ἔσχε τὴν αὑτῆς φύσιν. Καὶ τό τε τῶν ὑποκριτῶν πλῆθος ἐξ ἑνὸς εἰς δύο πρῶτος Αἰσχύλος ἤγαγε καὶ τὰ τοῦ χοροῦ ἠλάττωσε καὶ τὸν λόγον πρωταγωνιστεῖν παρεσκεύασεν· τρεῖς δὲ καὶ σκηνογραφίαν Σοφοκλῆς. Ἔτι δὲ τὸ μέγεθος ἐκ μικρῶν μύθων καὶ λέξεως γελοίας διὰ τὸ ἐκ σατυρικοῦ μεταβαλεῖν ὀψὲ ἀπεσεμνύνθη, τό τε μέτρον ἐκ τετραμέτρου ἰαμβεῖον ἐγένετο.
Τὸ μὲν γὰρ πρῶτον τετραμέτρωι ἐχρῶντο διὰ τὸ σατυρικὴν καὶ ὀρχηστικωτέραν εἶναι τὴν ποίησιν, λέξεως δὲ γενομένης αὐτὴ ἡ φύσις τὸ οἰκεῖον μέτρον εὗρε· μάλιστα γὰρ λεκτικὸν τῶν μέτρων τὸ ἰαμβεῖόν ἐστιν. Σημεῖον δὲ τούτου· πλεῖστα γὰρ ἰαμβεῖα λέγομεν ἐν τῆι διαλέκτωι τῆι πρὸς ἀλλήλους, ἑξάμετρα δὲ ὀλιγάκις καὶ ἐκβαίνοντες τῆς λεκτικῆς ἁρμονίας
Nata dunque la tragedia all’inizio dall’improvvisazione (sia essa sia la commedia da quelli che guidavano il coro: la prima dal ditirambo, mentre la seconda dalle processioni falliche che ancor oggi sono rimaste in uso in molte città), crebbe un poco per volta, sviluppando gli autori quanto via via di essa si rendeva manifesto; e dopo aver subìto molti mutamenti si arrestò, poiché aveva conseguito la natura sua propria. Il numero degli attori Eschilo per primo portò da uno a due, diminuì l’importanza del coro e promosse il discorso parlato al ruolo di protagonista; il terzo attore e la pittura della scena furono poi opera di Sofocle. C’è ancora la grandezza: partendo da racconti brevi e da uno stile giocoso, perché si stava mutando da un originario genere satiresco, soltanto più tardi la tragedia acquistò un carattere serio, mentre il metro dal primitivo tetrametro si fece giambico. Inizialmente infatti si servivano del tetrametro per il fatto che la composizione era di tipo satiresco e più adatta alla danza, ma essendosi essa trasformata in recitazione il tipo di poesia individuò il metro appropriato; particolarmente vicino al parlato, tra i metri, è infatti il metro giambico; prova di questo: effettivamente nel dialogare gli uni con gli altri pronunciamo molti ritmi giambici, esametri invece poche volte e comunque uscendo dalla naturalezza del parlare.
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La riforma di Solone
versione di greco di Aristotele
traduzione dal libro il nuovo lingua greca