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Natura di Eros
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro triakonta
πρῶτον μὲν πένης ἀεί ἐστι, καὶ πολλοῦ δεῖ ἁπαλός τε καὶ καλός, οἷον οἱ πολλοὶ οἴονται, ἀλλὰ σκληρὸς καὶ αὐχμηρὸς καὶ ἀνυπόδητος καὶ ἄοικος, χαμαιπετὴς ἀεὶ ὢν καὶ ἄστρωτος, ἐπὶ θύραις καὶ ἐν ὁδοῖς ὑπαίθριος κοιμώμενος, τὴν τῆς μητρὸς φύσιν ἔχων, ἀεὶ ἐνδείᾳ ξύνοικος. κατὰ δὲ αὖ τὸν πατέρα ἐπίβουλός ἐστι τοῖς καλοῖς καὶ τοῖς ἀγαθοῖς, ἀνδρεῖος ὢν καὶ ἴτης καὶ σύντονος, θηρευτὴς δεινός, ἀεί τινας πλέκων μηχανάς, καὶ φρονήσεως ἐπιθυμητὴς καὶ πόριμος, φιλοσοφῶν διὰ παντὸς τοῦ βίου, δεινὸς γόης καὶ φαρμακεὺς καὶ σοφιστής· καὶ οὔτε ὡς ἀθάνατος πέφυκεν οὔτε ὡς θνητός, ἀλλὰ τοτὲ μὲν τῆς αὐτῆς ἡμέρας θάλλει τε καὶ ζῇ, ὅταν εὐπορήσῃ, τοτὲ δὲ ἀποθνῄσκει, πάλιν δὲ ἀναβιώσκεται διὰ τὴν τοῦ πατρὸς φύσιν, τὸ δὲ ποριζόμενον ἀεὶ ὑπεκρεῖ· ὥστε οὔτε ἀπορεῖ Ἔρως ποτὲ οὔτε πλουτεῖ, σοφίας τε αὖ καὶ ἀμαθίας ἐν μέσῳ ἐστίν
Anzitutto è sempre povero e tutt'altro che delicato e bello come i più se lo figurano; anzi è grossolano mezzo selvatico sempre scalzo vagabondo dorme sempre per terra allo scoperto davanti agli usci e nelle strade sotto il sereno perché ha la natura della madre ed è tutt'uno con la miseria. Per parte del padre invece è fatto per insidiare ciò che è bello e buono essendo di natura virile audace violento gran cacciatore sempre pronto a tramare inganni amico del sapere ricco di espedienti tutta la vita dedito a filosofare abilissimo imbroglione esperto di veleni sofista. Inoltre né immortale né mortale ma in uno stesso giorno sboccia rigoglioso alla vita e muore poi torna a vivere grazie a mille espedienti e in virtù della natura paterna; sfumano tra le sue dita le ricchezze che si procura così che Amore non è mai al verde e mai ricco. Inoltre è a mezzo tra sapienza e ignoranza
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Ταυτα Σωκρατης εγιγνωσκε περι του θανατου: « Εγω μεν πολλακις θελω τετελευτηκεναι, ει ο ανθρωπος, ελθων εις Αιδου, οπου απαντες εισιν οι τετελευτηκοτες, γνωρισει τους αληθως δικαστας, οιπερ λεγονται εκει δικαζειν, Μινως τε και Ταδαμανθυς και Αιακος και ριπτολεμος και αλλοι οσοι των ημιυεων οιηγαγον ριον μετα του δικαιου. Επι ποσω δ' αν τις δεξαιτο εξετασαι τον επι Τροιαν αγαγοντα την πολλην στρατιαν η Οδυσσεα η Σισυφον; Εκεινοις δη διαλεγεσθαι και εςεταζειν αμηχανον αν ειη ευδαιμονιας. Προς δε τουτοις ευοαιμονεστεροι εισιν οι εκει των ενβαοε, οτι ηδη τον λοιπον χρονον αθανατοι εισιν. Ει ουν τοιουτον ο θανατος εστι, κερδος λεγω αυτον ειναι».
Perchè Socrate considerava la morte la massima felicità VERSIONE DI GRECO di Platone TRADUZIONE DA La lingua dei greci
Queste cose Socrate pensava sulla morte: "io spesso desidero essere morto, se l'uomo, giunto nell'Ade, dove vi sono tutti coloro che sono morti, troverà i veri giudici, dove dicono che lì giudicano, Minosse e Radamante, Aiace e Trittolemo e quanti altri tra i semidei passarono la vita secondo giustizia. A quale prezzo si accetterebbe di interrogare colui che ha condotto contro Troia la grande spedizione, o Ulisse o Sisifo? Discutere con essi e interrogarli sarebbe una felicità immensa. Inoltre coloro che sono laggiù sono più felici di noi che siamo qua, perché ormai per il resto del tempo sono immortali. Se dunque tale è la morte, dico che essa è un guadagno.
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Piacere e Dolore si producono vicendevolmente
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Ellenion
ὁ δὲ Σωκράτης ἀνακαθιζόμενος εἰς τὴν κλίνην συνέκαμψέ τε τὸ σκέλος καὶ ἐξέτριψε τῇ χειρί, καὶ τρίβων ἅμα, ὡς ἄτοπον, ἔφη, ὦ ἄνδρες, ἔοικέ τι εἶναι τοῦτο ὃ καλοῦσιν οἱ ἄνθρωποι ἡδύ· ὡς θαυμασίως πέφυκε πρὸς τὸ δοκοῦν ἐναντίον εἶναι, τὸ λυπηρόν, τὸ ἅμα μὲν αὐτὼ μὴ ᾽θέλειν παραγίγνεσθαι τῷ ἀνθρώπῳ, ἐὰν δέ τις διώκῃ τὸ ἕτερον καὶ λαμβάνῃ, σχεδόν τι ἀναγκάζεσθαι ἀεὶ λαμβάνειν καὶ τὸ ἕτερον, ὥσπερ ἐκ μιᾶς κορυφῆς ἡμμένω δύ᾽ ὄντε. καί μοι δοκεῖ, ἔφη, εἰ ἐνενόησεν αὐτὰ Αἴσωπος, μῦθον ἂν συνθεῖναι ὡς ὁ θεὸς βουλόμενος αὐτὰ διαλλάξαι πολεμοῦντα, ἐπειδὴ οὐκ ἐδύνατο, συνῆψεν εἰς ταὐτὸν αὐτοῖς τὰς κορυφάς, καὶ διὰ ταῦτα ᾧ ἂν τὸ ἕτερον παραγένηται ἐπακολουθεῖ ὕστερον καὶ τὸ ἕτερον. ὥσπερ οὖν καὶ αὐτῷ μοι ἔοικεν· ἐπειδὴ ὑπὸ τοῦ δεσμοῦ ἦν ἐν τῷ σκέλει τὸ ἀλγεινόν, ἥκειν δὴ φαίνεται ἐπακολουθοῦν τὸ ἡδύ.
TRADUZIONE
Socrate, intanto, che s'era seduto sul letto, piegando una gamba, cominciò a grattarsela a lungo: «Che strana cosa, amici, sembra quella che gli uomini chiamano piacere. E che straordinario rapporto tra questo e il suo contrario, cioè il dolore. E pensare che essi convivono nell'uomo e pur si respingono sempre e chi cerca e riesce a cogliere l'uno, si vede costretto, sempre, a sobbarcarsi anche l'altro come se, pur essendo due, fossero attaccati entrambi a uno stesso capo. »«Credo, » soggiunse, «che se Esopo ci avesse pensato su ne avrebbe fatto una favola presso a poco così: ‹Dio, volendo riconciliare questi due, sempre in guerra tra loro e non riuscendovi, li legò insieme per la testa così che dove va l'uno va anche l'altro. › È quello che è capitato a me: per la catena, qui, alla gamba, poco fa, io sentivo dolore; ed ecco che ora sento piacere. »
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Simposio
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE
TRADUZIONE
“E’un grande demone, o Socrate: e infatti tutto ciò che è demoniaco sta a metà tra il mortale e l’immortale. ”
“e quale potere ha?” domandai io. “di essere interprete e messaggero per gli dei da parte degli uomini e per gli uomini da parte degli dei, degli uni per quanto riguarda preghiere e sacrifici, degli altri per quanto riguarda gli ordini e i favori per i sacrifici, trovandosi nel mezzo tra dei e uomini lo riempie completamente tanto che il tutto rimanga unito a se stesso. Grazie a questo procede l’arte divinatoria e l’arte dei sacerdoti in relazione ai sacrifici, alle iniziazioni, agli incantesimi e a ogni genere di profezia e magia. Il Dio non si mescola con l’uomo ma attraverso questo gli Dei hanno ogni rapporto e colloquio con gli uomini, svegli o addormentati; il saggio in questi argomenti è uomo demoniaco mentre il saggio in qualsiasi altra cosa sia che sia una tecnica e mestiere è un artigiano. Di questi demoni ce n’è molti e svariati e Amore è uno di questi”. “Chi è suo padre?” domandai “e chi è sua madre?”Sarebbe lungo da raccontare, disse, ma lo farò ugualmente. Quando nacque Afrodite, gli dei si riunirono a banchetto e tra gli altri c’era anche Poro, figlio di Meti. Dopo aver concluso il banchetto arrivò per mendicare, dal momento che c’era abbondanza di cibo, Penia e stava vicino alle porte. Allora certamente Poro, ubriaco di nettare-il vino non esisteva ancora- entrando nel giardino di Zeus e appesantito com’era si addormentò. Allora Penia, tramando di concepire un figlio da Poro a causa della sua scarsità di mezzi si distese accanto a lui e concepì amore. Perciò certamente Amore è diventato il seguace e ministro di Afrodite, essendo stato generato nei giorni della nascita di quella ed essendo insieme amante del bello e essendo Afrodite bella. Dunque dal momento che è figlio di Penia e Poro Amore si trova in questa situazione.
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L'infanzia ad Atene: musica e ginnastica
VERSIONE DI GRECO di Platone TRADUZIONE
I maestri di cetra, a loro volta, fanno la stessa cosa: si prendono cura della loro temperanza, e badano che i giovani non facciano nulla di male. Poi, una volta che abbiano imparato a suonare la cetra, insegnano loro le opere di altri validi poeti lirici, facendole eseguire coll'accompagnamento della cetra, e fan sì che i ritmi e le armonie diventino familiari alle anime dei fanciulli, perché siano più mansueti, e, trovato maggior equilibrio e maggiore armonia, siano capaci di parlare e di agire in modo benefico. Tutta la vita dell'uomo, infatti, richiede equilibrio ed armonia. Ed ancora, oltre a ciò, li mandano anche dal maestro di ginnastica, affinché abbiano corpi migliori da mettere al servizio di una mente sana, e perché il cattivo stato del corpo non li metta nella condizione di cedere alla paura in guerra e in altre imprese. E queste cose le fanno coloro che hanno maggiori possibilità, e ad avere maggiori possibilità sono i più ricchi: i loro figli, mentre cominciano a frequentare le scuole dei maestri in età più giovane rispetto agli altri, più tardi degli altri le lasciano.