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Lo Spartano Agesilao all'inizio ebbe una contesa per il regno con Leotichide, figlio del fratello. Infatti agli Spartani era stata tramandata dagli antenati un'usanza, che avessero sempre due re, più di nome che di fatto, discendenti dalle stirpi di Procle e di Euristene, i quali, nati dalla progenie di Ercole, furono i primi re di Sparta. All'inizio si adottava il sistema che come re venisse decretato il figlio di età superiore tra i figli di colui che fosse deceduto regnando; se quello non aveva lasciato prole maschile, allora veniva scelto colui che fosse di parentela più stretta. Il re Agide, che era morto ed era il fratello di Agesilao, aveva lasciato come figlio Leotichide, che però egli non aveva riconosciuto dopo che era stato partorito dalla madre, ma aveva dichiarato che era suo (figlio) solo in punto di morte. Egli contese per la carica di sovrano con Agesilao, suo zio, e non ottenne ciò che cercò di ottenere. Infatti, grazie al sostegno di Lisandro, uomo fazioso e a quei tempi influente, Agesilao fu scelto dal Senato.
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Potrei credere i Germani stessi degli autoctoni, non mescolati con i forestieri e gli emigrati di altre popolazioni. Il territorio, in linea generale, è o aspro a causa delle foreste, oppure brutto a causa delle paludi, e tuttavia abbastanza feritile, non adatto agli alberi da frutto, ricco di mandrie. Gli dèi, in quanto irritati, o, come pure potresti pensare, in quanto benevoli, hanno negato ai Germani l'oro e l'argento. E tuttavia io non potrei dire che oro ed argento non diano vita a nessuna vena di Germania : infatti, chi mai ha indagato? Lì i matrimoni sono seri, e non elogeresti di più alcun aspetto delle (loro) tradizioni. Infatti, pressoché unici tra i barbari, sono soddisfatti di una sola moglie ciascuno. Offre la dote non la moglie al marito, bensì il marito alla moglie. Partecipano i genitori e i parenti, e giudicano i doni. Le donne trascorrono la vita in protetta castità, senza essere corrotte dalle sconcezze degli spettacoli, né da nessuna eccitazione dei banchetti. Pochissimi, (pur) in una popolazione tanto numerosa, sono gli adultèri. Per la pudicizia disonorata, infatti, non c'è alcun perdono: un'adultera non potrebbe trovare un marito né grazie alla bellezza, né grazie all'età, né grazie alle ricchezze. C'è un unico tipo di spettacoli, ed è il medesimo in ogni adunanza: dei giovani nudi, per i quali ciò è una cosa divertente, con un salto si gettano in mezzo a spade e lance mortali. Praticano il gioco dei dadi – cosa che ti potrebbe meravigliare – da sobri, tra le occupazioni serie.
Vespasiano Titus filius successit qui et ipse Vespasianus est dictus vir omnium virtutum genere mira
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A Vespasiano successe il figlio Tito, il quale venne a sua volta chiamato Vespasiano, un uomo straordinario quanto a genere di ogni virtù, al punto che veniva definito l'amore e la delizia del genere umano, abilissimo nel parlare, abilissimo nel combattere, estremamente temperante. Condusse cause in lingua Latina, compose poemi e tragedie in Greco. Nell'assedio degli abitanti di Gerusalemme, prestando servizio militare agli ordini del padre, trafisse dodici oppositori con i colpi di dodici frecce. A Roma, nell'impero, fu di una umanità così grande, che non punì assolutamente nessuno, e lasciò andare i colpevoli di una congiura nei suoi confronti, ed anzi, li mantenne nella medesima amicizia di prima. Fu di una affabilità e di una generosità tanto grande che, poiché non rifiutava nulla a nessuno, e veniva rimproverato dagli amici, rispose che nessuno doveva congedarsi deluso da un imperatore, inoltre, dopo che un certo giorno, durante la cena, si fu ricordato che in quella giornata egli non si era adoperato per nessuno, disse: O amici, oggi ho sprecato la giornata! Costui a Roma costruì un anfiteatro, e, in occasione della sua inaugurazione, uccise cinquemila bestie feroci.
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Al contrario Cotta, poiché aveva previsto queste cose e per quella ragione non era stato il promotore della partenza, non tralasciava nessuno stratagemma dal quale potesse scaturire la salvezza di tutti: chiamava a gran voce i soldati e il luogotenente e egli stesso nella battaglia assolveva ai propri doveri di soldato. Poiché a causa dell'estensione della truppa Titurio non poteva dare ordini tempestivi, ordinò che si passasse la voce di lasciare le salmerie e di fermarsi in cerchio. Questa scelta, sebbene non fosse degno di critica in una simile situazione, tuttavia si rivelò svantaggiosa. Infatti ridusse la speranza ai nostri soldati, e rese i nemici pronti alla battaglia, poiché sembrava che ciò fosse stato compiuto non senza grandissimo timore e disperazione. Ovunque i soldati si allontanavano dalle insegne, si affrettavano verso le salmerie e cercavano le cose che avevano care: tutte le cose si riempivano di grida e di pianto.
Cicero f. Tironi suo dulcissimo s. Cum vehementer tabellarios exspectarem cotidie, aliquando venerun
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Cicerone dice salute al suo carissimo Tirone. Mentre io, ogni giorno, attendevo ansiosamente i corrieri, alla fine sono arrivati, quarantasette giorni dopo che erano andati via da voi. L'arrivo di costoro è stato per me graditissimo. Infatti, sebbene io abbia ricevuto una enorme gioia da una lettera del mio gentilissimo e carissimo padre, tuttavia la tua piacevolissima lettera mi ha arrecato un sovrappiù di contentezza. E dunque, io non mi pentivo più di aver fatto una sospensione della scrittura, ma piuttosto me ne rallegravo; infatti, dal silenzio delle mie lettere, ricavavo il grande frutto della tua gentilezza. Mi rallegro intensamente, dunque, che tu abbia accettato la mia richiesta di scuse senza indugi. Quanto al fatto che tu prometti che sarai l'esaltatore del mio buon nome, è lecito che tu lo faccia con animo determinato e tenace. Infatti, gli errori della mia epoca mi hanno arrecato un dolore ed un tormento tanto grande che non solo l'animo sente avversione per i fatti, ma anche le orecchie sentono avversione per il ricordo. Per me è noto e acclarato che tu sei stato partecipe di questa preoccupazione e di questo dolore. Ti chiedo che mi venga mandato il più velocemente possibile un copista, e soprattutto che sia Greco. Infatti, nella scrittura degli hypomnemata, mi viene sottratto molto lavoro. Vorrei che tu in primo luogo avessi cura di star bene.