In Baiano sinu, ubi vaporis vis effecit ut aqua ferveat, duo lacus sunt, Lucrinus et Avernus apud qu
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Nel golfo di Baiano, dove la forza del calore fa sì che l'acqua ribollisca, ci sono due laghi, il Lucrino e l'Averno, presso il quale ci fu, un tempo, la città dei Cimmeri, e in seguito vi fu fondata la colonia di Pozzuoli. Un tempo nei due laghi c'era una così grande abbondanza di pesci, che i pescatori ricavavano sempre un gran guadagno dalla pesca smisurata; per questo essi, poiché anche i profitti erano grandi, pagavano ingenti tasse alla cassa dello stato. Ma troppo spesso la corrente del mare irrompeva con tanta forza nel lago da far uscire i pesci da quel luogo e da produrre gravi perdite per i pescatori. Allora questi chiesero aiuto a Gaio Giulio Cesare, il quale, con il consenso del senato, ordinò che, a spese pubbliche, fossero costruiti sbarramenti tra il lago e il mare, in modo che le tranquille acque del lago non fossero agitate dalle onde del mare e che non venisse mai meno l'abbondanza di pesci. In onore di Cesare questa opera fu chiamata "Porto Giulio".
Quidam Graecus, qui se peritum poetam putabat, quia imperatoris Augusti gratiam sibi conciliare vole
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Un Greco che si reputava un abile poeta, poiché voleva conciliarsi la riconoscenza dell'imperatore Augusto, quotidianamente andava incontro ad Augusto e gli porgeva un lungo poema, in cui venivano celebrate non solo le innumerevoli e straordinarie qualità morali dell'imperatore, ma anche la sua grande devozione verso gli dei; inoltre Augusto veniva proclamato onore e gloria del genere umano e dell'impero Romano. Ma Augusto, che disprezzava gli adulatori e i poetastri, ogni giorno scacciava quell'uomo e rifiutava la sua opera. Infine, l'imperatore stanco a causa dell'insistenza del poeta, scrive a sua volta un piccolo componimento per scherno del poeta e, quando vede il Greco (lo) porge a lui. Il poeta legge immediatamente il carme di Augusto e finge una immensa gioia, in seguito dà all'imperatore alcune monete dicendo: "Vorrei darti di più, ma non ho altro!" Augusto ride e, divertito per l'astuzia del Greco, dona molto denaro al poetastro.
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Grande è la pertinacia della speranza umana contro le sventure, infatti la sterilità non dissuade dall'impresa l'agricoltore, né la tempesta il marinaio, né la caduta delle case l'architetto, né la morte prematura dei figli dissuade dall'impresa il padre di famiglia. Ho davanti agli occhi dei pescatori stremati dai freddi e dalla fame: digiuni e nudi, per tutto il giorno e la notte fino all'aurora, insonni gettano in mare gli ami e le reti. Il più delle volte faticano invano: non trovano nulla tra le onde e gli scogli e tuttavia non desistono dall'impresa. Anche l'ostinazione delle bestie selvatiche è degna di ammirazione. Dirò una cosa nuova per te ma nota a tutti gli abitanti della valle. Un'aquila già da un pezzo abita tra questi monti. Un porcaro, rozzo e incivile, di nascosto ha cominciato a preparare un agguato al nido e, calatosi con una fune da un'alta rupe che sta a strapiombo sulla sorgente del fiume, si è avvicinato come un temerario predatore a quella casa sollevata nell'aria e ha portato via alla preoccupata genitrice i pulcini implumi, speranza della stirpe. Poiché ha ripetuto più volte la cosa, l'aquila alla fine ha abbandonato la triste dimora e ha trasportato il nido su un'altro punto della rupe dove alimenta di nuovo la speranza della prole perduta.
Aegyptus terra arida est, sed ubi Nilus fluit, vita operaeque florent. Procul a Nilo loca deserta su
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L'Egitto è una terra arida, ma dove scorre il Nilo prosperano la via e le attività. Lontano dal Nilo si trovano luoghi deserti: gli Egiziani non vivono in quel luogo a causa della mancanza di acqua. Erodoto, uomo colto tra i Greci, scrive giustamente nel libro sull'Egitto: "l'Egitto è un dono del Nilo". Infatti le acque del Nilo esondano e ricoprono i campi con il fertile limo e così il frumento cresce velocemente e i granai sono sempre pieni. Arare la terra non è necessario: gli agricoltori seminano e poi mietono il frumento che cresce abbondante, nel limo umido. Gli abitanti dell'Egitto praticano la scienza della matematica e della geometria e della medicina. Gli scribi governano: infatti sanno scrivere e mettono su pagine di papiro scritture e calcoli. Un numero immenso di servitori costruisce alti obelischi e splendidi templi abbelliti da colonne e statue.
Cum Graeci, equi lignei dolo, Troiam capiunt atque incendunt, Aeneas, Anchisis deaeque Veneris filiu
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Quando i greci, con l'inganno del cavallo di legno, conquistano e incendiano Troia, figlio di Anchise e della dea Venere, fugge da Troia con il padre e il piccolo figlio Ascanio. A causa dell'ira di Giunone viaggia a lungo per mare con i suoi compagni: infatti il fuggiasco prima si dirige verso la Macedonia, poi giunge in Africa, presso la regina Didone. La regina, presa dall'amore desidera trattenere l'eroe vicino a sé, ma per ordine degli dei Enea deve abbandonare Didone: perciò dall'Africa approda in Sicilia, infine giunge nel Lazio. In quel luogo viene accolto affettuosamente da Latino, re dei Latini, il quale promette all'eroe Troiano sua figlia Lavinia in matrimonio. Allora Turno, re dei Rutuli, adirato a causa dell'offesa – perché era il promesso sposo di Lavinia -, si oppone al matrimonio e incomincia una guerra contro i Troiani. I Triani vincono i Rutuli con una interminabile guerra e Turno viene ucciso da Enea. Quindi Enea sposa (conduce in matrimonio) Lavinia e dal nome di Lavinia fonda la città di Lavinio. In seguito, Ascanio, figlio di lui, abbandona Lavinio nel Lazio fonda Albalonga, nuova città.