- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: CODEX, IL NUOVO CODEX - versioni latino tradotte
- Visite: 4
C. Plinius Basso suo salutem dicit ...
Plinio saluta Basso. Ho provato un grande godimento quando sono venuto a sapere da amici comuni che tu, come è adeguato alla tua saggezza, e hai pianificato e hai sopportato l'uscita dalla vita attiva, abiti con la massima allegria e ora per terra ora per mare tieni il corpo in esercizio, discuti molto, molto ascolti, leggi e rileggi molto, e benché tu sia competente in molte cose, quotidianamente tuttavia impari meglio qualcosa. Così è opportuno che invecchi un uomo che ha gestito incarichi di grandissima importanza, che ha comandato eserciti. Infatti dobbiamo impiegare i primi tempi della vita e quelli intermedi per la patria, gli ultimi per noi stessi e le leggi stesse lo impongono, le quali restituiscono l'anziano al riposo. Quando mi sarà possibile, quando a causa dell'età sarà giusto imitare questo bellissimo esempio di riposo? Quando il mio ritiro riceverà il nome non di inerzia ma di tranquillità? Stammi bene.
(By Vogue)
Versione tratta da Plinio il Giovane
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: CODEX, IL NUOVO CODEX - versioni latino tradotte
- Visite: 4
Dareus, Persarum rex, a Macedonibus profligatus, cum in fuga...
Dario, re dei Persiani, sbaragliato dai Macedoni, avendo bevuto in fuga dal fiume l'acqua torbida ed inquinata dai cadaveri, disse di non aver mai bevuto niente di più piacevole. Egli infatti non aveva mai bevuto più assetato. L'egiziano Tolomeo, attraversando un'aridissima e deserta regione e soffrendo massimamente per la fame dato che i compagni con le cibarie non lo avevano seguito, bussò alla porta di un povero tugurio e chiese cibo al forestiero. Essendogli stato dato come alimento del pane, gli sembrò che niente fosse più piacevole di quel pane. Non aveva infatti mai mangiato più affamato quando godeva delle delizie della sua reggia. Socrate soleva camminare ogni giorno frettoloso fino a sera, perché riteneva che la fame diveniva più elevata camminando. I principi della città a Sparta solevano nutrirsi in pubblico con quella brodaglia nera, il cui sapore non era per nulla gradevole. Dopo che il tiranno Dionisio cenò con quelli, disse di non essere stato per nulla dilettato da quel cibo. Gli fu risposto che il lavoro, il sudore, la fame, la sete, con cui tutti i cibi dovrebbero essere conditi, mancavano alla sua cena.
(By Maria D. )
Versione tratta da Cicerone
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: CODEX, IL NUOVO CODEX - versioni latino tradotte
- Visite: 4
Cum Hannibal Ephesum ad Antiochum venisset exsul, et invitatus esset...
Quando Annibale (cum narrativo) giunse esule ad Efeso presso Antioco e fu invitato dai suoi ospiti affinché udisse, se lo voleva, il filosofo Formione e poichè egli disse di non volerlo (ascoltare) si dice che l'uomo facondo (Formione) parlò (loquor) per diverse ore a proposito del dovere del comandante e dell'arte militare. Allora, poiché gli altri, che lo avevano ascoltato, erano stati stati fortemente dilettati, chiedevano ad Annibale cosa mai egli stesso pensasse in merito (de) a quel filosofo. Si racconta che questo Cartaginese, non molto bene in greco, ma tuttavia in modo schietto, rispose che lui (acc. se) aveva visto spesso anziani pazzi, ma di non aver visto nessuno che delirasse più di Formione.
(by Vogue)
Versione tratta da Cicerone
Qui la regola del cum narrativo - spiegazione video
Qui la preposizione finale e gli usi del congiuntivo - spiegazione video
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: CODEX, IL NUOVO CODEX - versioni latino tradotte
- Visite: 4
Caesar magnis itineribus ...maximaque omnes laetitia afficit
Cesare a marce forzate giunge nelle regione dei Nervi. Qui, per mezzo dei prigionieri apprende che cosa accade nel campo di Cicerone e quanto la situazione sia pericolosa [lett. la cosa sia in pericolo]. Allora, offrendogli un forte compenso, persuade uno fra i cavalieri Galli a portare a Cicerone una lettera. Invia questa scritta in lettere greche così che, intercettata la lettera, i nostri piani non siano conosciuti/scoperti dai nemici. Se non può entrare, avvisa di gettare a terra dentro la fortificazione dell'accampamento una tragola con la lettera legata alla correggia. Nella lettera scrive che lui, partito con le legioni, sarebbe arrivato velocemente; (lo) esorta a conservare l'antico valore. Il Gallo temendo il pericolo scaglia la tragola come gli era stato ordinato. Questa, per caso, rimane attaccata alla torre e non fu notata dai nostri per due giorni, al terzo giorno viene notata da un soldato e viene consegnata a Cicerone. Egli legge la lettera alla presenza dei soldati, e una grandissima gioia allieta tutti.
(by Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: CODEX, IL NUOVO CODEX - versioni latino tradotte
- Visite: 4
Caesar primum suo equo remoto ex conspectu...
Cesare allontanato per prima cosa il suo cavallo, nascosti poi i cavalli di tutti, per togliere, reso il pericolo uguale per tutti, la speranza della fuga, incitati i suoi, ingaggiò il combattimento. Si persuasero da lui i soldati, che prestavano fede moltissimo al comandante, a combattere coraggiosamente e così, lanciati dall'alto i giavellotti, spezzarono la falange nemica e li superarono facilmente. Disunita la falange, sguainate le spade, si gettarono all'assalto contro di loro. I Galli avevano (dativo di possesso ai Galli era...) per la battaglia un grande ostacolo, poiché essendo stati molti dei loro scudi trafitti e collegati tra loro da un solo lancio di giavellotti, essendosi ripiegata la punta di ferro, né potevano estrarli, né con il braccio sinistro impedito potevano combattere liberamente. Quindi molti, dopo aver scosso a lungo l'avambraccio, preferivano lasciar cadere lo scudo e combattere a corpo nudo. Infine, sfiniti dalle ferite, cominciarono a retrocedere, e a rifugiarsi verso il monte. I Boi e i Tulingi, che non erano molto abituati alla difesa, attaccarono i nostri durante la marcia dal lato scoperto e gli Elvezi osservato questo, iniziarono a incalzare di nuovo e a riprendere il combattimento.
Versione tratta da Cesare