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τὴν μὲν οὖν ἀρχὴν τοῦ λόγου ποιήσομαι τὴν ἀρχὴν τοῦ γένους αὐτῆς. πλείστων γὰρ ἡμιθέων ὑπὸ Διὸς γεννηθέντων μόνης ταύτης γυναικὸς πατὴρ ἠξίωσε κληθῆναι. σπουδάσας δὲ μάλιστα περί τε τὸν ἐξ Ἀλκμήνης καὶ τοὺς ἐκ Λήδας, τοσούτῳ μᾶλλον Ἑλένην Ἡρακλέους προὐτίμησεν ὥστε τῷ μὲν ἰσχὺν ἔδωκεν, ἣ βίᾳ τῶν ἄλλων κρατεῖν δύναται, τῇ δὲ κάλλος ἀπένειμεν, ὃ καὶ τῆς ῥώμης αὐτῆς ἄρχειν πέφυκεν
Farò dunque come inizio del discorso l'inizio della sua stirpe. Infatti se da Zeus furono generati (γεννάω partic. aoristo) moltissimi semidei, solo da questa donna ritenne giusto ( aor. ἀξιόω) di essere chiamato padre. Pur essendo affezionato più di tutti al figlio di Alcmena e ai figli di Leda, tanto preferì Elena ad Eracle, che a questo diede la forza che con la violenza può dominare sugli altri, mentre a lei assegnò la bellezza che per natura è propensa a imporsi sulla forza stessa.
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ἔστι δ᾽ οὐκ ἐκ τῶν αὐτῶν ἰδεῶν οὐδὲ περὶ τῶν αὐτῶν ἔργων ὁ λόγος, ἀλλὰ πᾶν τοὐναντίον: ἀπολογεῖσθαι μὲν γὰρ προσήκει περὶ τῶν ἀδικεῖν αἰτίαν ἐχόντων, ἐπαινεῖν δὲ τοὺς ἐπ᾽ ἀγαθῷ τινὶ διαφέροντας. ἵναδὲμὴδοκῶτὸῥᾷστονποιεῖν, ἐπιτιμᾶντοῖς ἄλλοις μηδὲνἐπιδεικνὺς τῶν ἐμαυτοῦ, πειράσομαι περὶτῆς αὐτῆς ταύτης εἰπεῖν, παραλιπὼνἅπαντατὰτοῖς ἄλλοις εἰρημένα
Ma il discorso non proviene dalle stesse idee né riguardo agli stessi fatti, ,ma tutto il contrario: infatti spetta fare una difesa a chi è accusato di un crimine, (spetta) elogiare a chi si segnala per qualche virtù. Perché non sembri che io mi riservi un compito quanto mai facile, quello di criticare gli altri senza dare nessuna dimostrazione delle mie capacità, proverò a parlare di questa stessa, tralasciando tutto ciò che è già stato detto dagli altri.
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διὸ καὶ τὸν γράψαντα περὶ τῆς Ἑλένης ἐπαινῶ μάλιστα τῶν εὖ λέγειν τι βουληθέντων, ὅτι περὶ τοιαύτης ἐμνήσθη γυναικός, ἣ καὶ τῷ γένει καὶ τῷ κάλλει καὶ τῇ δόξῃ πολὺ διήνεγκεν. οὐ μὴν ἀλλὰ καὶ τοῦτον μικρόν τι παρέλαθεν : φησὶ μὲν γὰρ ἐγκώμιον γεγραφέναι περὶ αὐτῆς, τυγχάνει δ᾽ ἀπολογίαν εἰρηκὼς ὑπὲρ τῶν ἐκείνῃ πεπραγμένων.
Per la qual cosa io lodo colui che ha scelto di scrivere su Elena soprattutto (elogio) chi volle parlar(n)e bene, perché richiamò alla memoria (aor. p. μιμνήσκω genitivo) una donna così straordinaria, che [la quale] superò di molto le altre per stirpe, bellezza e fama. Tuttavia si è slanciato (παρελαύνω) in una piccola svista: dice di aver composto un'elogio su di lei, e invece si trova ad aver parlato in difesa delle sue azioni.
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οὐ γὰρ τῆς αὐτῆς γνώμης ἐστὶν ἀξίως εἰπεῖν περὶ ἑκατέρων αὐτῶν, ἀλλὰ τὰ μὲν μικρὰ ῥᾴδιον τοῖς λόγοις ὑπερβαλέσθαι, τῶν δὲ χαλεπὸν τοῦ μεγέθους ἐφικέσθαι: καὶ περὶ μὲν τῶν δόξαν ἐχόντων σπάνιον εὑρεῖν, ἃ μηδεὶς πρότερον εἴρηκε, περὶ δὲ τῶν φαύλων καὶ ταπεινῶν ὅ τι ἄν τις τύχῃ φθεγξάμενος ἅπαν ἴδιόν ἐστιν.
Infatti non è sufficiente la stessa intelligenza per parlare adeguatamente degli uni e degli altri soggetti: se è facile esaltare quelli piccoli mediante l'eloquenza, degli altri è arduo attingere la grandezza; e mentre su quelli famosi è raro trovare pensieri che nessuno ha espresso in precedenza, su quelli futili e meschini qualunque cosa venga in bocca all'oratore è del tutto originale.
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τῶν μὲν γὰρ τοὺς βομβυλιοὺς καὶ τοὺς ἅλας καὶ τὰ τοιαῦτα βουληθέντων ἐπαινεῖν οὐδεὶς πώποτε λόγων ἠπόρησεν, οἱ δὲ περὶ τῶν ὁμολογουμένων ἀγαθῶν ἢ καλῶν ἢ τῶν διαφερόντων ἐπ᾽ ἀρετῇ λέγειν ἐπιχειρήσαντες πολὺ καταδεέστερον τῶν ὑπαρχόντων ἅπαντες εἰρήκασιν.
Infatti ecco la prova migliore; nessuno fra quelli che si proposero di lodare le mosche, il sale e altre cose del genere, fu mai a corto di parole, mentre quelli che presero a parlare di argomenti riconosciuti come nobili, belli, o di singolare valore morale, tutti si sono espressi in modo di gran lunga inferiore alla realtà.