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Ἡδέως δ' ἂν αὐτῶν πυθοίμην ὑπὲρ τίνων οἴονται χρῆναι μαχομένους ἡμᾶς ἀποθνῄσκειν· οὐχ ὅταν οἱ πολέμιοι προστάττωσίν τι παρὰ τὸ δίκαιον καὶ τῆς χώρας ἀποτέμνωνται καὶ τοὺς οἰκέτας ἐλευθερῶσιν, καὶ τούτους μὲν κατοικίζωσιν εἰς ταύτην ἣν ἡμῖν οἱ πατέρες κατέλιπον, ἡμᾶς δὲ μὴ μόνον τῶν ὄντων ἀποστερῶσιν, ἀλλὰ καὶ πρὸς τοῖς ἄλλοις κακοῖς εἰς ὀνείδη καθιστῶσιν; Ἐγὼ μὲν γὰρ ὑπὲρ τούτων οὐ μόνον πόλεμον, ἀλλὰ καὶ φυγὰς καὶ θανάτους οἶμαι προσήκειν ἡμῖν ὑπομένειν· πολὺ γὰρ κρεῖττον ἐν ταῖς δόξαις αἷς ἔχομεν τελευτῆσαι τὸν βίον μᾶλλον ἢ ζῆν ἐν ταῖς ἀτιμίαις ἃς ληψόμεθα ποιήσαντες ἃ προστάττουσιν ἡμῖν. Ὅλως δ' εἰ δεῖ μηδὲν ὑποστειλάμενον εἰπεῖν, αἱρετώτερον ἡμῖν ἐστιν ἀναστάτοις γενέσθαι μᾶλλον ἢ καταγελάστοις ὑπὸ τῶν ἐχθρῶν. Τοὺς γὰρ ἐν ἀξιώμασιν καὶ φρονήμασιν τηλικούτοις βεβιωκότας δυοῖν δεῖ θάτερον, ἢ πρωτεύειν ἐν τοῖς Ἕλλησιν, ἢ παντάπασιν ἀνῃρῆσθαι μηδὲν ταπεινὸν διαπραξαμένους, ἀλλὰ καλὴν τὴν τελευτὴν τοῦ βίου ποιησαμένους.
Traduzione
Con piacere chiederei a queste persone per quali cose esse credano che sia il caso che noi moriamo combattendo. Non se i nemici avessero in mente qualcosa di ingiusto, se attaccassero la nostra campagna e dessero la libertà ai nostri schiavi? E magari poi li insediassero in essa, (la terra…) che i nostri padri ci hanno lasciato in eredità, e non solo ci privassero dei suoi beni, ma assieme ad altri mali ci esponessero anche a delle ingiurie? Io per cose come queste penso che dovremmo essere disposti a sopportare non solo una guerra, ma anche la fuga in esilio e la morte. Sarebbe infatti molto meglio morire perdurando nella fama che abbiamo oggi, piuttosto che vivere macchiati dall’umiliazione che ci deriverebbe dal fare le cose che essi ci consigliano. E se bisogna dire la verità fino in fondo, sarebbe meglio per noi schierarci coi rivoltosi, piuttosto che con soggetti risibili agli occhi dei nemici. Delle due l’una, infatti, per gente che ha vissuto all’insegna di alte considerazioni e di alti pensieri: o per essi è destino primeggiare sui Greci, oppure essere spazzati via, senza comunque abbassarsi a nulla di meschino, ma tendendo piuttosto a una morte onorevole. (By Adriano Torricelli)
Traduzione letterale e spiegazione del testo frase per frase
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Ἐγὼ μὲν γὰρ ὑπὲρ τούτων οὐ μόνον πόλεμον, ἀλλὰ καὶ φυγὰς καὶ θανάτους οἶμαι προσήκειν ἡμῖν ὑπομένειν· πολὺ γὰρ κρεῖττον ἐν ταῖς δόξαις αἷς ἔχομεν τελευτῆσαι τὸν βίον μᾶλλον ἢ ζῆν ἐν ταῖς ἀτιμίαις ἃς ληψόμεθα ποιήσαντες ἃ προστάττουσιν ἡμῖν. Ὅλως δ' εἰ δεῖ μηδὲν ὑποστειλάμενον εἰπεῖν, αἱρετώτερον ἡμῖν ἐστιν ἀναστάτοις γενέσθαι μᾶλλον ἢ καταγελάστοις ὑπὸ τῶν ἐχθρῶν. Τοὺς γὰρ ἐν ἀξιώμασιν καὶ φρονήμασιν τηλικούτοις βεβιωκότας δυοῖν δεῖ θάτερον, ἢ πρωτεύειν ἐν τοῖς Ἕλλησιν, ἢ παντάπασιν ἀνῃρῆσθαι μηδὲν ταπεινὸν διαπραξαμένους, ἀλλὰ καλὴν τὴν τελευτὴν τοῦ βίου ποιησαμένους.
Traduzione libera
Io per cose come queste penso che dovremmo essere disposti a sopportare non solo una guerra, ma anche la fuga in esilio e la morte. Sarebbe infatti molto meglio morire perdurando nella fama che abbiamo oggi, piuttosto che vivere macchiati dall’umiliazione che ci deriverebbe dal fare le cose che essi ci consigliano. E se bisogna dire la verità fino in fondo, sarebbe meglio per noi schierarci coi rivoltosi, piuttosto che con soggetti risibili agli occhi dei nemici. Delle due l’una, infatti, per gente che ha vissuto all’insegna di alte considerazioni e di alti pensieri: o per essi è destino primeggiare sui Greci, oppure essere spazzati via, senza comunque abbassarsi a nulla di meschino, ma tendendo piuttosto a una morte onorevole.
Traduzione letterale e spiegazione del testo frase per frase
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Ἡδέως δ' ἂν αὐτῶν πυθοίμην ὑπὲρ τίνων οἴονται χρῆναι μαχομένους ἡμᾶς ἀποθνῄσκειν· οὐχ ὅταν οἱ πολέμιοι προστάττωσίν τι παρὰ τὸ δίκαιον καὶ τῆς χώρας ἀποτέμνωνται καὶ τοὺς οἰκέτας ἐλευθερῶσιν, καὶ τούτους μὲν κατοικίζωσιν εἰς ταύτην ἣν ἡμῖν οἱ πατέρες κατέλιπον, ἡμᾶς δὲ μὴ μόνον τῶν ὄντων ἀποστερῶσιν, ἀλλὰ καὶ πρὸς τοῖς ἄλλοις κακοῖς εἰς ὀνείδη καθιστῶσιν;
Traduzione libera
Con piacere chiederei a queste persone per quali cose esse credano che sia il caso che noi moriamo combattendo. Non se i nemici avessero in mente qualcosa di ingiusto, se attaccassero la nostra campagna e dessero la libertà ai nostri schiavi? E magari poi li insediassero in essa, (la terra...) che i nostri padri ci hanno lasciato in eredità, e non solo ci privassero dei suoi beni, ma assieme ad altri mali ci esponessero anche a delle ingiurie?
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λέγω οὖν χρῆναι ποιεῖσθαι τὴν εἰρήνην μὴ μόνον πρὸς Χίους καὶ Ῥοδίους καὶ Βυζαντίους καὶ Κῴους ἀλλὰ πρὸς ἅπαντας ἀνθρώπους. [...] Τούτων γὰρ οὔτε δικαιοτέρας εὑρήσομεν οὔτε μᾶλλον τῇ πόλει συμφέροντα. Ἢν μὲν οὖν ἐνταῦθα καταλίπω τὸν λόγον, οἶδ' ὅτι δόξω τὴν πόλιν ἐλαττοῦν, εἰ Θηβαῖοι μὲν ἕξουσι Θεσπιὰς καὶ Πλαταιὰς καὶ τὰς ἄλλας πόλεις ἃς παρὰ τοὺς ὅρκους κατειλήφασιν, ἡμεῖς δ' ἔξιμεν μηδεμιᾶς ἀνάγκης οὔσης ἐξ ὧν τυγχάνομεν ἔχοντες· ἢν δὲ διὰ τέλους ἀκούσητέ μου προσέχοντες τὸν νοῦν, οἶμαι πάντας ὑμᾶς καταγνώσεσθαι πολλὴν ἄνοιαν καὶ μανίαν τῶν τὴν ἀδικίαν πλεονεξίαν εἶναι νομιζόντων, καὶ τῶν τὰς ἀλλοτρίας πόλεις βίᾳ κατεχόντων, καὶ μὴ λογιζομένων τὰς συμφορὰς τὰς ἐκ τῶν τοιούτων ἔργων γιγνομένας. [18] Ταῦτα μὲν οὖν διὰ παντὸς τοῦ λόγου πειρασόμεθα διδάσκειν ὑμᾶς
Io dico che non bisogna fare la pace solo con gli abitanti di Chio, con i Rodiesi e con i Biziantini, e con gli abitanti di Cos, ma con tutti gli uomini[...] Di queste cose non troveremo ( εὑρήσομεν — εὑρίσκω futuro ind act 1a pl) cose più utili alla nostra città. Dunque se (= ἤν =εἰ) io abbandonassi ( καταλίπω — καταλιμπάνω congiuntivo aoristo 1a sing) qui il discorso so che sembrerò sminuire ( ἐλασσόω) la città, se i Tebani avranno Tespie, Platea e altre città che (le quali) hanno conquistato (κατειλήφᾱσιν = καταλαμβάνω perf 3a pl) in violazione dei giuramenti, e noi invece (ἔξειμι pres ind 1a pl) usciamo, benchè non ci sia alcuna necessità da quelle che possediamo. Ma se (= ἤν =εἰ) Ma se ascolterete fino alla fine appoggiando il mio pensiero, io credo che tutti voi condannerete la grande sconsideratezza e la follia di coloro che ritengono che l'ingiustizia sia un guadagno e e di coloro che occupano le città con la forza le città altrui non calcolando le sventure che nascono da tali azioni. Dunque noi cercheremo/abbiamo cercato di spiegarvi queste cose attraverso tutto il [mio ] discorso.
(Traduzione letterale By Anna Maria Di Leo)
Versione tratta da Isocrate
TESTO GRECO COMPLETO
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ἀλλ' ὅμως τὸ τοιοῦτον ἔτη δέκα κατέσχεν οὐ μισθοφοραῖς μεγάλαις οὐδὲ χρημάτων δαπάναις, αἷς νῦν ἅπαντες δυναστεύουσιν, ἀλλὰ τῷ καὶ τῇ φρονήσει διαφέρειν καὶ δύνασθαι τροφὴν ἐκ τῶν πολεμίων τοῖς στρατιώταις πορίζειν, καὶ μάλιστα τῷ δοκεῖν ἐκεῖνον ἄμεινον ὑπὲρ τῆς τῶν ἄλλων βουλεύεσθαι σωτηρίας ἢ τοὺς ἄλλους περὶ σφῶν αὐτῶν.
Ma [Agamennone] ugualmente (κατέσχε = aoristo 3a sing di Κατέχω ) trattenne saldamente un esercito per dieci anni non con grandi retribuzioni (soldi) né con dispendiosità di beni con i quali ora tutti esercitano il potere (δυνᾰστεύω) ma con il ponderare con l'intelligenza (δύναμαι) con il sostenere e il provvedere dai nemici il mezzo di sostentamento ai soldati e soprattutto con il sembrar di voler decidere per la salvezza degli altri meglio degli altri su quella di loro stessi. (Traduzione letterale di Anna Maria Di Leo)