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1) Vos adepti estis ne quem civem metueretis 2) tamen faciam ut intellegas quid hi de te sentiant 3) Certe verendum mihi non erat ne quid hoc parricida civium interfecto inviadiae mihi in posteritatem redundaret 4) Minime mirum est quod homines labora ac patientia gaudentes tenacissimos patriae nervos externarum deliciarum contagione solvi et hebetari noluerunt 5) Laeti, quod Scipionem vidisse contigerat, ad lares reverterunt 6) Namque a principio consulatus sui multa pollicendo per Fulviam effecerat ut Q. Curius, de quo paulo ante memoravi, consilia Catilinae sibi proderet 7) Neque mirum: ubi vos separatim sibi quisque consilium capitis, ubi domi voluptratibs, hic pecuniae aut gratiae servitis, eo fit ut impetus fiat in vacuam rem pubblicam 8) Forte evenit ut agrestes Romani ex Albano agro, Albani ex Romano praedas in vicem agerent. 9) Consul P. Valerius Laevinus, cum exploratores Pyrrhi cepisset, iussit eos per castra duci 10) Populus Romanus, evocatis princibus, ut migrarent finibus imperavit
1)Voi avete ottenuto di non dover nutrire timore per alcun cittadino 2) Tuttavia farò in modo che tu capisca cosa questi pensano di te 3) Certamente io non avrei avuto da temere che ridondasse a mia riprovazione nella posterità l’uccisione di questo parricida dei concittadini. 5) Tornarono lieti dai lari perché avevano creduto di aver visto Scipione 8) Per caso accadde che i romani di campagna ottini dal campo albano, gli albani da quello romano 9) Il console Levino, avendo preso gli esploratori di Pirro, ordinò che fossero condotti attraverso l'accampamento 10) Il popolo romano, chiamati i capi, ordinò che migrassero dai confini
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Frasi latino tradotte dal libro
Lingua Magistra 1 esercizio pagina 38
numero 12 - 13 - 14 -15
numero 12
1. Syracusarum, insidias. / I marinai di Siracusa evitavano con attenzione le tempeste e le imboscate dei pirati. 2. Indutias. / Le truppe dei Persiani temono l’audacia degli abitanti di Tebe e chiedono la tregua. 3. Copiam. / Gli agricoltori raccoglievano un’abbondanza di olive. 4. Epularum. / Le delizie del banchetto rallegrano i commensali. 5. Thebarum. / Le truppe di Tebe in battaglia erano valorose e si procuravano la gloria. 6. Nuptiarum. / Il banchetto delle nozze rallegra i commensali nella reggia. 7. Divitiae. / La causa della gloria della regina non sono le ricchezze, ma la saggezza e la giustizia. 8. Filiabus. / Alle figlie dell’agricoltore sono state donate rose e viole.
numero 13
1. Divitias. I pirati si procuravano denaro e ricchezza nelle grotte delle isole. 2. Familias. La gloria della figlia di famiglia rallegra la matrona. 3. Deabus. Nella villa della padrona ci sono belle statue, sacre alle dee. 4. Vigiliae, insidias. Le sentinelle vigilavano ed evitavano l’agguato dei pirati. 5. Litterarum. Atene è la patria della letteratura. 6. Litterae, familias. La missiva di Valeria procura gioia al padre di famiglia. 7. Operae. Gli operai nei boschi tagliano la legna e si procurano denaro. 8. Copia. Nei boschi c’è abbondanza di usignoli.
numero 14
1. Le matrone amano le ricchezze 2. La vita non offre sempre ricchezze, ma (anche) angosce 3. L’agguato mandò in rovina le truppe 4. Gli abitanti di Roma spesso consacravano le palme delle vittorie agli e alle dee 6. Valeria ha abbondanza di amiche 5. Porsenna guida le truppe 7. Le moine delle fanciulle divertono le nonne 8. Le ricchezze delle padrone sono grandi, ma le gioie delle ancelle (sono) piccole 9. Gli abitanti di Atene non temevano le minacce dei Persiani 10. Le spose celebravano le nozze davanti alle are delle dee 11. Gli abitanti dell’isola temevano l’agguato dei pirati 12. Nella villa c’era un attentato ma la sorte ti ha salvato 13. Il padre di famigli viene alla villa 14. La pazienza detiene una ricchezza nascosta 15. La gloria delle ricchezze e della belleza è precaria.
numero 15
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Frasi latino tradotte dal libro
Lingua Magistra 1 esercizio pagina 39
numero V 2 e V 3
numero V 2
Le aquile hanno ali grandi, volano velocemente e a volte ghermiscono galline e rane. Spesso nei boschi l’aquila si avvicina alle colombe e le colombe fuggono con preoccupazione. Anche le fanciulle temono l’aquila; se vedono un’aquila, chiamano un agricoltore. L’agricoltore arriva, mette in fuga l’aquila con il forcone e risolleva le fanciulle.
1 Le aquile cacciano le rane e le galline. …ranas et gallinas interdum raptant … 2. Le colombe. … columbae cum cura fugitant … 3. Il contadino. … agricola venit … 4. Con l’utilizzo di un forcone … forca aquilam in fugam vertit
Numero V 3
Proserpina è una bella fanciulla. In Sicilia, presso Enna, raccoglie viole e gigli nel bosco, riempie le ceste e gioca con le amiche. Ma il dio Plutone, signore degli Inferi, vede la fanciulla: ne ammira la bellezza e rapisce la fanciulla per amore. Invano Proserpina chiama le amiche: con la carrozza di Plutone viene portata nel Tartaro. Proserpina è la regina degli Inferi e governa le anime dei morti.
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Frasi latino tradotte dal libro
Lingua Magistra esercizio pagina 36 numero 8 - 9
1. In casis. Gli agricoltori abitavano nelle capanne. /2. In Italiam. Gli starnieri venivano in Italia. / 3. Ad oram, ad ripam. I marinai si avvicinavano alle coste e accostavano le barche alla riva. / 4. Ad Valeriam. Domani verremo da Valeria. / 5. Ad silvas, in silvis. Gli usignoli volano verso i boschi e spesso nei boschi cantano. / 6. In arca. Le ricchezze erano nella cassaforte. / 7. In arcam. Valeria ha portato le ricchezze nella cassaforte. / 8. In Galliam, in provincia. Le truppe sono state condotte in Gallia ed ora sono nella provincia. / 9. In oris. Spesso pirati e marinai combattevano sulle coste della Sicilia.
Frasi latino tradotte dal libro
Lingua Magistra 1 esercizio pagina 36 numero 9
1. Fallacia. I Greci conquistavano Troia con l’inganno. 2. Cum laetitia. Leggevo con gioia la lettera di Lidia. 3. Cum superbia audaciaque. Catilina con superbia e audacia non ascolterà la saggezza e trascinerà la patria alla rovina. 4. Coronis. Fanciulle e matrone abbelliranno con corone di rose la statua di Vesta. 5. Sagittis, sapientia. Gli abitanti non soltanto con le frecce procuravano la vittoria ma anche con la saggezza. 6. Insidiis. Gli abitanti della Germania spaventavano le truppe Romane con le insidie.
Frasi latino tradotte dal libro
Lingua Magistra 1 esercizio pagina 36 numero 10
1. La collera susciterà preoccupazioni /2. Claudia osserva con attenzione il bosco /3. Le ancelle non conoscevano la causa dell’ira della padrona /4. La vittoria procurò notorietà ai marinai /5. La parsimonia è la causa del benessere degli agricoltori. /6. Le figlie e le ancelle prepareranno all’ombra le vivande per i convitati /7. I poeti dedicavano di buon grado la vita e la sorte alle Muse /8. Il sopruso dell’ancella sarà la causa della collera della padrona /9. All’ombra dei boschi dell’isola di Sicilia spesso sonnecchiano gli agricoltori/10. Le favole della padrona alleviano le preoccupazioni delle fanciulle e procurano gioia alle ancelle /11. La maestra narrava alle fanciulle la storia della patria e le origini delle ricchezze nelle regioni /12. Talvolta la sorte procura la gloria durante la vita
Frasi latino tradotte dal libro
Lingua Magistra 1 esercizio pagina 36 numero 11
Le stelle mostrano la via e allontanano le preoccupazioni dei marinari
Stellae viam monstrant et curas nautarum fugant
Le stelle soggetto - nominativo plurale - stellaemostrano: predicato - monstrant -la via: oggetto - accusativo sing - viame: congiunzione - etallontanano: predicato - fugantle preoccupazioni: complemento oggetto - accusativo plurale - curasdei marinai: complemento di specificazione genitivo plurale - nautarum
I marinai affidavano la vita alla sorte
Nautae vitam fortunae committebant
I marinai: soggetto o nominativo plurale - nautaeaffidavano: predicato - committebantla vita: complemento oggetto o accusativo singolare - acc sing - vitamalla sorte: complemento di termine o dativo singolare - fortunae-
La concordia ridurrà le preoccupazioni della vita
Concordia curas vitae mitigavit
La concordia: soggetto o nom sing - concordia - ridurrà - predicato verbale - mitigavit le preoccupazioni complemento oggetto o accusativo plurale curas della vita complemento di specificazione o genitivo singolare ridurrà predicato le preoccupazioni complemento oggetto o accusativo plurale della vita complemento di specificazione o genitivo singolare vitae
Con la poesia i poeti rinsaldano la memoria e donano la fama
Poesia poetae memoriam confirmant et famam donant
Con la poesia: compl di mezzo ablativo singolare i poeti soggetto nominativo plurale, poetae i poeti soggetto nominativo plurale, rinsaldano predicato confirmant, la memoria complemento oggetto accusativo singolare memoriam, e congiunzione et, donano predicato donant, la fama complemento oggetto accusativo singolare famam
La sapienza e la filosofia sconfiggeranno l'ira e doneranno la giustizia
Sapientaia et philosophia iram fugabunt et iustitiam donabunt
La sapienza: soggetto - nominativo singingolare - sapientia - e congiunzione - et, la filosofia soggetto - nominativo singolare philosophia, e congiunzione - et, sconfiggeranno predicato fugabunt, l'ira complemento oggetto - accusativo singolare iram e congiunzione et, doneranno predicato - donabunt la giustizia complemneto oggetto - accusativo singolare iustitiam
La terra per i contadini è spesso causa di preoccupazioni ma alla fine l'operosità vince la natura e la parsimonia procura abbondanza e ricchezza
Terra agricolis saepe causa curarum est sed tandem diligentia naturam vincit et parsimonia copiam parat et pecuniam
La terra: soggetto - nominativo singolare terra, per i contadini: complemento di vantaggio - dat plurale - agricolisè: copula - est, spesso: avverbio di tempo - saepecausa: parte nominale del predicato nominativo singolare, causadi preoccupazioni: complemento di specificazione genitivo purale - curarum, ma: congiunzione -sed, alla fine: avverbio di tempo - tandem, l’operosità: soggetto - nom sing - diligentia, vince: predicato - vincit, la natura: complemento oggetto- acc sing - naturam, e: congiunzione - etla parsimonia: soggetto - nominativo singolar parsimonia, procura: predicato - paratabbondanza: complemento oggetto - acc sing - copiam, e: congiunzione - etricchezza: compleemento oggetto- acc sing - pecuniam
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3. Sub Antonio ingressum in castra iuventius laterensis, vie vita ac morte consentaneus, cum acerrime suasisset lepido, ne se cum Antonio hoste ludicato iungeret, inritus consiglio gladio se ipse transfixit. 5. Quod autem mihi gratularis, te ita velle certe scio. 7. Ubi discipulus, si in scholam non it, discet se sum ipsum, qui communis dicitur, cum se a congressu, qui non hominibus solum sed mutis quoque animalibus naturalis est, segregarit? Adde quod domi ea sola dicere potest quae ipsi praecipientur, in scuola etiam quae aliis. 9. Protinus ergo ne quid cupide, ne quid improbe, ne quid inpotenter faciat monendus est puer, habendunque in animo semper illud vergilianum : " adeo in generis consuescere multum est".
Esercizio numero 2
9. Plinius scribit Traiano imperatori: "tu quidem, domine, providentissime vereris, ne commissus flumini atque ita mari locus effluat; sed ego in re praesenti invenisse videor, quem ad modum huic periculo occurrerem".
Traduzione

