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Frasi latino tradotte dal libro
Lingua Viva 2 Pagina 251 Esercizio numero 7
1. Insidiae, fugiebant. Ai nemici non sfuggiva l’agguato dei Romani. 2. Me miseret. Oh sventurato! Ho compassione di lui! 3. Neminem, oratorem. A nessun uomo si addice l’ira, tanto meno all’oratore. 4. Mihi, meae culpae. Io mi devo pentire della mia colpa. 5. Sceleris. E’ un grande castigo dell’animo il fatto di non vergognarsi di un misfatto. 6. Vos. Neppure a voi sfugge che la cosa si difficile a farsi. 7. Orationis tuae. In quell’occasione mi stufai parecchio del tuo discorso. 8. Caesarem. La cosa non rimase a lungo nascosta a Cesare. 9. Sui. Egli, quando ha fatto qualcosa in preda alla collera, è solito pentirsi di sé. 10. Quem nostrum. A chi di noi si nasconde cosa ha fatto Cesare? -
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Lingua Viva 2 Pagina 252 Esercizio numero 8
1. La natura stessa mi ha insegnato l’affabilità e la clemenza. 2. Ti chiedo ciò come ultima cosa. 3. Tu hai potuto intravedere con estrema facilità il mio parere: infatti non te l’ho nascosto. 4. Alle Idi di maggio ci siamo riuniti in senato, ed io, poiché mi era richiesto un parere, dissi molte cose a proposito dello stato. 5. Ti chiediamo la pace. 6. Perché chiedi codesta cosa a me? Chiedila agli Stoici! 7. Il re cerca la salvezza con la fuga. 8. Tutte le volte che mi hai attaccato, ti ho fermato: ora attacchi apertamente lo stato intero. 9. Fabrizio non volle tenere Pirro all’oscuro dell’attentato di quel medico e lo rimandò in catene da lui. 10. La natura non ci ha potuto insegnare questo: ci ha dato i semi della conoscenza, ma non la conoscenza.
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Lingua Viva 2 Pagina 252 Esercizio numero 11
1. Tu mi chiedi due discorsi, dei quali uno non mi andava di scriverlo e l’altro non mi si addiceva di scriverlo, per non elogiare colui che non amavo. 2. Attico non si stufò mai di un’attività intrapresa. 3. Quel grande Scipione fu così: lui non era pentito di fare la medesima cosa che hai fatto tu, tenere in casa il coltissimo Panezio. 4. Aderbale aveva mandato ambasciatori a Roma, affinché informassero il senato dell’assassinio del fratello. 5. A te si addice di combattere per terra e per mare, oh Messalla, affinché la tua dimora esibisca le spoglie nemiche. 6. Dopo che l’animo di Alessandro, sazio di violenza, si placò e al posto della collera seguì la riflessione, egli cominciò a rammaricarsi dell’azione compiuta. 7. Temistocle, durante il regno di Serse, poiché la fiducia dei cittadini aveva cominciato a mancargli, se ne andò in Asia. 8. Simo e Proti, comandanti della flotta, interessati all’amicizia di Cesare, fatta inversione verso casa, riferirono le cose che avevano visto. 9. Mentre Diviziaco chiedeva a Cesare queste cose con un lungo discorso, Cesare gli prese la mano destra; chiede che metta fine alle richieste. 10. Ti informerò della nostra decisione. 11. Antonio, dopo aver ripudiato la sorella di Cesare Augusto Ottaviano, prese in moglie Cleopatra, la regina dell’Egitto. 12. L. Nasidio informa i Marsigliesi del suo arrivo, e li esorta vivamente a combattere nuovamente con la flotta di Bruto. 13. Voi giudicate codesti come doni della sorte? Sono tranelli! 14. A causa della mia ignoranza tanto grande andavo a fondo, al punto da vergognarmi fra i miei coetanei della minor dissolutezza, poiché li sentivo esaltare i loro misfatti
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Lingua Viva 2 Pagina 253 Esercizio numero 12
Quando si combatteva ormai da sei ore senza interruzione e sembrava che ai nostri mancassero non solo le forze, ma anche le armi, i nemici cominciarono a rompere la palizzata e a riempire i fossati. Allora C. Voluseno, tribuno dei soldati, non avendo ormai più fiducia nella salvezza di tutti, va da Galba e spiega che c’è un’unica speranza di salvezza: se, una volta compiuta una sortita, tentassero l’aiuto estremo. Galba, dopo aver convocato i centurioni, li informa e ordina loro che i soldati sospendano per un po’ la battaglia ed evitino solo i dardi scagliati, e che dopo, dato il segnale, balzino fuori dall’accampamento e ripongano ogni speranza di salvezza nel valore. I centurioni fanno quello che è stato ordinato loro e, compiuta all’improvviso la sortita da tutte le porte, disperdono i nemici tremanti e terrorizzati dalla palizzata e dal fossato e non lasciano loro la possibilità di capire cosa stia accadendo. Così, cambiata la sorte, li circondarono da tutte le parti e li uccidono. Così, sbaragliate tutte le truppe dei nemici e privatele delle armi, si ritirano incolumi all’interno delle fortificazioni. -
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Lingua Viva 2 Pagina 252 Esercizio numero 9
1. Al console mancavano le forze per governare il cavallo. 2. Gli unguenti che sanno di terra sono migliori di quelli che sanno di zafferano. 3. I cittadini si addolorarono della mia vicenda e del mio lutto. 4. I nemici avevano osato attraversare un fiume larghissimo, scalare sponde altissime, portarsi in un luogo del tutto impervio. 5. A Petronio vengono meno il sangue e le forze. 6. Pitagora, quel famosissimo filosofo di Samo, attraversò anche l’Egitto e si recò dai maghi dei Persiani; e percorse regioni così grandi di barbari a piedi. 7. Cesare attraversa l’intero territorio Piceno. 8. Tutti detestavano il nome dei Romani. 9. Io punisco per vendetta e perseguito quei cittadini che hanno imbracciato le armi contro la patria. 10. Lo stile di Catone odora di antichità. -